.: Italia Alternativa :.
.: domenica 06 luglio 2008 :.
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| COMUNICATO SUL CORTEO DEL 4 NOVEMBRE A ROMA |
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| giovedì 09 novembre 2006 | ||||||||
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COMUNICATO SUL CORTEO DEL 4 NOVEMBRE A ROMA Sabato scorso a Roma sono stati migliaia le precarie e i precari che hanno partecipato alla manifestazione contro la precarietà. Nei giorni precedenti e seguenti sono stati molteplici i dibattiti, gli aspri confronti e le valutazioni sul significato reale e formale della manifestazione. Un corteo contro il governo? Un corteo contro la finanziaria? O semplicemente una vetrina di rappresentanza di alcune forze politiche e sindacali di governo. Se l'indizione sicuramente può far nascere dubbi al riguardo, certamente per noi e per chi come noi vive la precarietà sulla propria pelle e in ogni aspetto della vita, scendere in piazza a Roma significava essere contro chi la precarietà negli anni addietro ce l'ha portata (pacchetto Treu - legge Turco/Napolitano), significava essere contro chi la precarietà fino a ieri l'ha alimentata (Legge 30 - legge Bossi/Fini) e significava essere contro chi vuole far continuare a pagare i precari e le precarie (vedi Finanziaria). Le duecentomila famiglie a rischio sfratto, perchè qualcuno del governo che dice di abbattere la precarietà ha fatto mancare la maggioranza approfittando degli ultimi caldi di stagione, probabilmente questa grande inversione di tendenza non l'hanno notata. Come le differenze non le sta notando chi, per la "sfiga" di essere un lavoratore in outbound nei call center, si trova costretto a continuare a vagare per le agenzie interinali ogni tre mesi. Per questo la volontà di costruire, insieme ad altre realtà, uno spezzone autorganizzato per il reddito, per rompere il gioco di chi fà della rappresentanza politica la propria esistenza, e per dar voce a quella differenza che quotidianamente nei propri territori apre spazi reali di cooperazione sociale. Una metrica precaria, per far vedere quanto sono distanti le famiglie degli occupanti della cattedrale di Palermo da questo Governo, una metrica precaria per far vedere quanto siano distanti i lavoratori di Atesia da quel ministro Damiano e dai sindacati confederali. "Solo la lotta paga" gridava al microfono un occupante di casa del comitato "12 luglio" di Palermo, ed è proprio la lotta la nostra metrica precaria che ci ha diversificato in piazza, come nella quotidianetà. "Solo la lotta paga" come ci hanno insegnato i migliaia che lo scorso anno sono scesi in piazza contro il CPE ed il governo francese. Il 4 novembre oltre il 4 novembre. Il 4 novembre abbiamo portato una voce fuori dal coro. Oltre il 4 novembre per organizzare la nostra presenza nella piazza del 17, giorno dello sciopero generale dei Sindacati di Base. Per cui il 17 novembre andremo a gridare la nostra rabbia contro una Finanziaria Anti-Precari, per ribadire il nostro no al finanziamento per le spese militari, e per riportare ancora una volta in piazza i contenuti delle nostre lotte per il diritto all'abitare, per una libera circolazione di tutti e tutte e per una Università liberata nei saperi e senza più baroni. Il 17 novembre per continuare sulla strada del conflitto antagonista, per continuare ad esprimere i linguaggi di chi precario nella vita si sente inconciliabile a qualsiasi governo. Crash! M.a.O. C.U.A.
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