.: Italia Alternativa :.
.: Tuesday 02 December 2008 :.
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| UNA VOCE NEL DESERTO |
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| Thursday 09 November 2006 | ||||||||
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UNA VOCE NEL DESERTO
E¹ quella di noi lavoratori delle ditte di pulizia adibiti ai vari settori comunali che si sentono offesi, indignati ed umiliati dagli eventi che direttamente o indirettamente ci coinvolgono. Quotidianamente ci chiediamo che colpa abbiamo noi se gente senza scrupoli ha dilapidato tutte le risorse finanziarie dell¹Ente per il tornaconto di pochi, persone che pur essendo indagate, in attesa di giudizio, alcune di loro, avendo terminato il periodo di detenzione agli arresti domiciliari, sono state reintegrate nel posto di lavoro. A questo punto la domanda nasce spontanea perché a patire e pagare sarà sempre la povera gente onesta che fa ed ha sempre fatto il proprio dovere pur percependo un salario ai margini della sopravvivenza? Se non fosse il nostro datore di lavoro ci sta anticipando lo stipendio fino a dicembre, quale sarebbe la nostra sorte? Ma ciò che è ancora più grave è che a gennaio. la maggioparte di noi sarà licenziata, mentre solo pochi potranno ancora lavorare a 4 ore al giorno (che fortuna!) con un salario da 400/500 euro mensili. Tutto questo é giusto? Ci pare proprio di no! Vorremmo rivolgere la domanda all¹ex sindaco dott.ssa DI BELLO che infischiandosi di come ha ridotto la città ³senza alcuna responsabilitಠ- dice lei - ha il coraggio di inaugurare un¹altra gioielleria! Ma come si può essere così cinici? E¹ giusto che a pagare sia la povera gente di Taranto che non sa più a chi santo votarsi? Questa nostra bella Taranto fa acqua da ogni parte: illuminazione ridotta, il servizio di N.U. sospeso, agevolando l¹aumento di scarafaggi, ratti ed altri animali! l¹AMAT che preannuncia non solo aumento del biglietto ma anche la riduzione delle corse a breve termine, ecc.! Qualcuno che ascolta questa nostra voce sappia che la disperazione, ma anche la rabbia ci ha sopraffatto, ormai non sappiamo più come spiegare ai nostri figli che non bisogna rubare e non bisogna appropriarsi della cosa pubblica, perché le nostre parole stridono con la realtà e loro ci giudicano bugiardi perché chi é colpevole di questi reati regolarmente lavora e non ha perso nulla, mentre i propri genitori, colpevoli solo di essere operosi ed onesti rischiano di perdere il proprio posto di lavoro e non possono assicurare nemmeno le esigenze familiari di prima necessità. Le lavoratrici e i lavoratori delle ditte di pulizia comunali, POLIGNANO, VEGA, BOLOGNINI TARANTO - 7.11.06
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