.: Italia Alternativa :.
.: Friday 29 August 2008 :.
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| Solidarietà a Jihad Mohammad Issa |
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| Tuesday 21 June 2005 | ||||||||
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Jihad Mohammad Issa è un palestinese che
il 15 giugno ha finito di scontare una lunga pena detentiva nel nostro Paese. Convocato telefonicamente presso la questura di S.Lorenzo perché gli fosse notificato il fine pena, vi si è immediatamente recato come era solito fare in altre occasioni per ricevere comunicazioni. Ha avuto, però, la sgradita sorpresa di ritrovarsi, sì libero, ma, paradossalmente, immigrato clandestino privo di documenti. Per questo, grazie alla legge Bossi-Fini, è stato automaticamente deportato al Centro di Permanenza Temporanea di Ponte Galeria. Jihad è in Italia dall’ottobre 1984. A una settimana dal suo arrivo è stato condannato a 22 anni di reclusione con l’accusa, mai comprovata, di attentato e di appartenenza ad un gruppo di resistenza palestinese. Aveva 22 anni e per due anni è stato tenuto in pieno isolamento. Dopo aver scontato 12 anni di carcere pieno, dal 1996 ha ottenuto la semi-libertà con i benefici della legge Gozzini, che prevede per i detenuti la possibilità di lavorare “fuori”. Dopo aver lavorato in una Casa famiglia per ragazzi portatori di handicap, ha trovato una occupazione stabile come tecnico di computer e insegnante di informatica presso la Cooperativa “Abaco”. Dal 2004, in merito agli ottimi riscontri della sua buona condotta, ha ottenuto l’affidamento sociale, essendone stata riconosciuta la non-pericolosità sociale. Jihad, dunque, da oltre sette anni ha una casa, degli amici, una compagna con cui convive, si è iscritto all’Università, oltre ad aver stabilito ottimi rapporti con i propri datori di lavoro e con gli studenti dei suoi corsi; tutto ciò testimonia del suo ottimo livello di inserimento nella nostra società e nel nostro Paese. Ma per Jihad non è affatto finita: la libertà pagata con 21 anni di vita alla Stato italiano e dallo stesso Stato legalmente riconosciuta, nella realtà dei fatti, gli viene nuovamente negata. Espulso: ma dove? Jihad è privo di qualsiasi documento. Il governo giordano gli ha negato la cittadinanza dopo che il passaporto giordano con cui è entrato in Italia è scaduto ormai da anni. La sua presunta appartenenza a “Fatah-Consiglio Rivoluzionario”, un’organizzazione dichiarata fuori legge da Israele e da numerosi Paesi arabi, gli comporterebbe il rischio di eventuali ritorsioni e ulteriori pene in qualsiasi Stato mediorientale. Jihad ha ampiamente pagato qualsiasi presunto debito con lo Stato Italiano, ora DEVE poter riprendere la sua vita di persona libera, lavorare e vivere nella sua abitazione insieme alla propria compagna. Chiediamo la restituzione della piena libertà per Jihad Mohammad Issa, subito, e denunciamo l’assurdità di una legge che costringe migliaia di persone ad una detenzione di fatto nei CPT pur non avendo commesso alcun reato specifico.
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