.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 16 maggio 2008 :.
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| 4 novembre- Cobas un osceno linciaggio |
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| giovedì 02 novembre 2006 | ||||||||
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UN OSCENO LINCIAGGIO
A proposito della manifestazione del 4 novembre
Un
osceno linciaggio è in atto da parte degli “amici del governo amico”
nei confronti dei COBAS a proposito della manifestazione del 4 novembre
contro la precarietà e per l’abrogazione delle leggi Moratti, 30 e
Bossi-Fini. Pretesto dell’aggressione, sostenuta con una “potenza di
fuoco” senza precedenti dai tre quotidiani “amici del governo amico”
Liberazione, Manifesto e Unità, una nostra manchette in vista della
manifestazione del 4 novembre che ci vede tra i promotori.
Ad essa viene addebitata la rottura del
“cartello” unitario e del ritiro di Cgil Funzione pubblica, Cgil
scuola (FLC) e sinistra DS. Ma cosa abbiamo scritto di tanto terribile
da provocare la fuga di sindacati e partiti così potenti, una valanga
di insultanti ed aggressivi articoli contro di noi (il record al
Manifesto con ben 7 articoli in due giorni, in cui, come un mantra, si
ripete “COBAS cattivi o stupidi o irresponsabili”) e un profluvio di
scomuniche provenienti dall’intera galassia degli “amici del governo
amico”? E perché non ci viene data nemmeno la possibilità di replicare
a “pagamento”, visto il blocco delle nostre manchette deciso dai
direttori?
Perché
abbiamo detto forte quello che, nonostante la copertura dei massmedia
di governo, oramai è sotto gli occhi di tutti. Che la Finanziaria,
invece di “far piangere i ricchi”, è la più pesante di tutta la storia
della Repubblica (dopo quella del primo governo Amato), che aumenta i
ticket sanitari ed elimina servizi pubblici fondamentali, taglia 50
mila posti di lavoro nella scuola pubblica ed aumenta i finanziamenti a
quella privata, rinvia di fatto il rinnovo dei contratti pubblici
(scaduti da dieci mesi) al 2008, sottrae più di 2 miliardi ai Comuni,
che ora aumenteranno le tasse locali, e ulteriori fondi ad Università e
ricerca, stabilizza solo 8 mila dei 350 mila precari della Pubblica
Amministrazione e regala con il cuneo fiscale miliardi ai padroni della
Confindustria, i veri beneficiari della Finanziaria, mentre si
preparano tagli alle pensioni e il furto del TFR.
Poi
– ed è la cosa che più ha agitato gli amici del governo – segnaliamo
come il ministro del Lavoro Damiano si sia rivelato un “amico dei
padroni”, salvando tutti i boss dei paraschiavistici callcenter
italiani (e tanti altri in analoghe condizioni) le cui schifezze (l’uso
del precariato più indifeso e sottopagato per anni, o per decenni,
senza che esso venga mai stabilizzato) erano state scoperchiate da un
ispettore del Lavoro che aveva imposto, dopo una coraggiosa lotta dei
precari, ad Atesia (il più grande callcenter d’Italia) assunzioni
stabili e pagamento degli arretrati. Damiano ha regalato a Tripi,
padrone di Atesia, e a tutti i boss che super-sfruttano i precari, la
sanatoria con l’art.178 della Finanziaria che colpisce ulteriormente i
precari.
La
nostra denuncia è stata considerata da Cgil e DS “una intollerabile
criminalizzazione” del ministro. Chi avrebbe parlato di
“criminalizzazione” se il ministro fosse stato Maroni? Gli “amici del
governo amico”, che hanno smesso di lottare contro la guerra appena le
missioni militari (Afghanistan, Libano) sono state promosse da Prodi,
vorrebbero manifestare il 4 come se fossimo nel 2005, ignorando le
malefatte anti-precari del governo e l’inaccettabilità della
Finanziaria.
Addebitare
a noi la fuga della Cgil e dei DS è grottesco: si erano già defilati
perchè oggi essi sono impegnati a puntellare il traballante governo
Prodi. In particolare la Cgil scuola (FLC) è dedita a reprimere i
COBAS, a impedire che il ministro Fioroni o i capi di istituto
restituiscano nella scuola il diritto di parola che i sindacati di
governo hanno sottratto ai lavoratori fin dal 1999 e a rendere del
tutto truffaldina la campagna elettorale RSU in corso. Nulla hanno
fatto, esattamente come la Cgil FP, per preparare la manifestazione del
4, di cui non sono mai stati promotori e alla quale non hanno mai
aderito, se non tramite la presenza puramente individuale dei due
segretari Podda e Panini che ora annunciano il ritiro di “truppe” mai
messe in campo.
Quindi,
tutto ciò non leva alcuna forza alla manifestazione, anzi. Il ritiro di
qualche amico del governo favorirà la presenza di tanti/e che non
volevano stare in piazza con chi con una mano sostiene Prodi e con
l’altra finge di agitare le ragioni dei precari. E noi ci saremo per
manifestare la più decisa opposizione, che sarà maggioritaria in
piazza, non solo alla precarizzazione e alle tre leggi-vergogna ma
anche alla Finanziaria, alle politiche del ministro “padronale” Damiano
e al furto di democrazia perpetrato nei posti di lavoro dal monopolio
dittatoriale Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali.
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