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COMUNICATO SUL CORTEO DI SABATO 11 GIUGNO 2005
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| Wednesday 15 June 2005 | ||||||||
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Napoli, 14 giugno
2005 COMUNICATO SUL CORTEO DI SABATO 11 GIUGNO 2005 In merito al corteo contro la repressione svoltosi a Napoli sabato 11 giugno 2005 ci preme precisare quanto segue: 1. non intendiamo, deliberatamente e per scelta, “ricostruire i fatti accaduti” poiché riteniamo tale attività tipica di soggetti che svolgono un altro tipo di “lavoro” (poliziotti, pennivendoli, spie, dissociati, ecc.); 2. proprio in tal senso ci limitiamo a constatare che tale lavoro sporco è stato invece già fatto da chi ci accusa pubblicamente, esponendoci così ad ulteriori possibili attacchi repressivi, di fatti e comportamenti peraltro inesistenti; 3. ribadiamo in questa sede l’interezza dei motivi politici che da sempre ci dividono da altri soggetti in merito ai movimenti dei disoccupati organizzati, alle strategie e alla linea che riteniamo vincente per la soluzione del problema lavoro; 4. la sostanza delle divergenze riguarda la critica verso posizioni che invece di indicare strade concrete si limita ad agitare parole d’ordine generalistiche, guardando con disprezzo alle conquiste che storicamente il movimento dei disoccupati della nostra città ha strappato nelle varie fasi (migliaia di posti di lavoro); 5. in tal senso abbiamo invece, a partire dalla nostra esperienza di ex disoccupati organizzati, ex corsisti ed ex LSU, tentato di trasmettere alle nuove realtà organizzate dei disoccupati il patrimonio da noi accumulato in venti anni di lotta per il lavoro, suggerendo in primo luogo che siano essi stessi a prendere l’iniziativa, ad organizzarsi, a porsi obiettivi percorribili a decidere le iniziative di lotta; 6. da questa impostazione, peraltro fatta propria nella pratica da parte consistente dell’attuale movimento dei disoccupati, ne è derivata la decisione di accettare le domande di iscrizione al nostro sindacato di parte dei disoccupati e di approfondire il rapporto con il Coordinamento di Lotta per il Lavoro. In questa sede ci preme ribadire che la nostra storia svoltasi alla luce del sole per venti anni è sotto gli occhi della città. La lotta determinata per la conquista del lavoro e il successo conseguito sono la prova lampante della giustezza della nostra pratica. Negli anni abbiamo dovuto scontrarci non solo con le istituzioni, da quelle nazionali a quelle locali, che hanno in tutti i modi possibili, seminando dapprima sfiducia, logorandoci in estenuanti trattative, e ricorrendo massicciamente alla repressione, dalle cariche in piazza, agli arresti, alle decine di processi, ma abbiamo dovuto lottare anche contro posizioni e organizzazioni politiche che invece di sostenere attivamente la nostra battaglia preferivano denigrarla, fino ad arrivare addirittura ad invitarci alla smobilitazione, e proprio questi signori, sabato hanno organizzato la farsa dei coltelli fantasma, dopo che hanno diviso il corteo in due spezzoni, oltre 2.000 hanno seguito il nostro percorso oltre 90 il loro, non né hanno potuto, poi la provocazioni spalleggiati da mafiosi e in conclusione la farsa. La nostra lotta per il lavoro è stata vittoriosa. Ma non ci siamo fermati. Nuovi e diversi compiti e responsabilità ci attendevano al passaggio da LSU a lavoratori. Abbiamo deciso di assumerli dando vita alla nostra Organizzazione Sindacale e anche qui, per la determinazione e per la scarsa propensione al compromesso, abbiamo dovuto fronteggiare i più svariati attacchi, non ultimo quello subito con l’arresto di nostri quattro dirigenti, infamati con l’accusa di voler estorcere l’applicazione del CCNL Federambiente in una delle società nelle quali siamo presenti. Il nostro è un sindacato giovane che tuttavia ha un obiettivo ambizioso: contribuire alla ricostruzione di un sindacato di classe. Nell’auspicio di lavorare con dedizione ed efficacia a tale obiettivo rivendichiamo con orgoglio l’apporto che i comunisti presenti all’interno del nostro sindacato, segnatamente i compagni dei CARC, danno con il loro lavoro quotidiano con umiltà, passione al servizio dei lavoratori. Continueremo quindi con ancor maggiore dedizione nel nostro lavoro sindacale, cercando di difendere nel migliore dei modi gli interessi e i diritti dei lavoratori e dei disoccupati che rappresentiamo, coscienti della possibilità di commettere errori ma ben decisi ad imparare, come abbiamo sempre fatto, da essi. Il resto, le chiacchiere, le accuse infamanti, le menzogne le lasciamo a chi sembra aver fatto di ciò la propria e unica attività. SLL- per il sindacato di classe
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