.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 16 maggio 2008 :.
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| Presidio a Ravenna contro gli omicidi bianchi |
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| giovedì 14 settembre 2006 | ||||||||
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Il presidio organizzato dallo SLAI COBAS di Ravenna è stato
una forte
denuncia contro gli omicidi bianchi nei luoghi di lavoro,
contro i padroni
che vogliono solo i profitti e tagliano sui costi per la
sicurezza dei
lavoratori, contro il sistema di potere dei confederali che,
come accade al
Porto di Ravenna, sono i nuovi caporali che mandano al macello
i giovani
operai. Questo presidio è stata la risposta all'ennesimo
omicidio bianco di
un giovane portuale, schiacciato da un rimorchio sovraccarico
dentro la
stiva di una nave. Un giovane interinale assunto dai nuovi
caporali
dell'agenzia INTEMPO in mano alla CGIL che invece di tutelarlo
l'ha
mandato al macello, con sede proprio all'interno del Porto,
ucciso al suo
primo giorno di lavoro, dopo appena un'ora di fatica, da un
sistema di
sfruttamento che impone ritmi pesanti, tempi ridottissimi per
le operazioni
di carico.
Un presidio organizzato davanti al monumento ai 13 caduti della Mecnavi,
lavoratori a nero, soffocati dentro una stiva per i profitti
di un padrone
senza scrupoli. Un monumento che è vuota celebrazione per
politici e
sindacalisti, visto che ancora oggi Ravenna è ai primi posti
per incidenti e
omicidi bianchi, ma che è atto d'accusa vivo per chi lotta per
la causa dei
lavoratori. Infatti non c'erano nè sindacati confederali, nè i
partiti della
sinistra di palazzo al governo cittadino, contro cui queste
vittime gridano
giustizia. Non c'erano gli RLS del Porto, come non c'erano
quando è stato
schiacciato il giovane Luca Vertullo, non c'erano la Compagnia
Potuale o le
istituzioni.
In compenso c'era qualche giovane amico di Luca che ha volantinato
assieme allo SLAI COBAS e qualche lavoratore portuale più
anziano.
C'erano le RdB/CUB e il Cobas Scuola, il circolo di proletari
comunisti e i
giovani di Red Block che hanno fatto un intervento contro la
condizione di
precarietà che rende schiavi, senza diritti e tutele, i
giovani operai, una
condizione voluta dalle politiche del governo di centro
sinistra (pacchetto
Treu) e di centrodestra (legge Biagi) e fatte passare dalla
concertazione
sindacale.
La mobilitazione proseguirà con il coinvolgimento dei giovani portuali per
una lotta che rivendichi la postazione fissa dell'Ispettorato
del Lavoro, il
ripristino della pesa giudiziaria dei carichi, il controllo
costante della
manutenzione dei rimorchi, le dimissioni degli RLS.
Contro il sistema di potere dei padroni "rossi" (di vergogna) solo
l'autorganizzazione dei giovani operai, solo i COBAS, possono
dare una
speranza e dignità a questa classe sfruttata, senza diritti e
tutele, che non si
rassegna alla morte sul lavoro di uno di loro!
BASTA OMICIDI BIANCHI, BASTA PRECARIETA', BASTA CONFEDERALI-CAPORALI SLAI COBAS per il sindacato di classe di Ravenna e mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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