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| Monday 13 June 2005 | ||||||||
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CONTRO LA CAMPAGNA PER L¹ASTENSIONE DEL CLERO CATTOLICO E DI
PARTE DELLA COSIDDETTA SINISTRA CONTRO LA NON ESPLICITA INDICAZIONE DI VOTO AI REFERENDUM Siamo sinceramente stupite, profondamente preoccupate e sconcertate da alcune prese di posizioni sui referendum sulla fecondazione assistita. Se tanti si sentono in dovere o costretti a prendere posizione, a nostro giudizio, è perché sempre più emerge la reale posta in gioco oggi: si rende sempre più esplicita lintenzione di usare la L. 40 per spianare la strada allattacco allaborto, ma complessivamente si vogliono riaffermare concezioni oscurantiste e reazionarie su famiglia, sessualità, diritti e dignità delle donne. Se, però, abbastanza scontata è la posizione del clero integralista e, in questo il neo eletto Papa già da Cardinale ha dato il suo contributo teorico nella riaffermazione di una visione restauratrice nella concezione della donna, sono via via emerse alcune concezioni, posizioni nella cosiddetta area antagonista, antifascista, antimperialista e collettivi di donne profondamente sbagliate che, pur travestite da sinistra, finiscono con il convergere con posizioni e concezioni reazionarie. Finiscono con il rafforzare la battaglia astensionista e le reali finalità che con essa si propongono gli integralisti di questo paese. Le forze che sostengono queste posizioni non comprendono che sulla Legge 40 e sul referendum di fatto è in atto una pesante e più generale lotta politica, su cui nessuno, che si dice antagonista, rivoluzionario può astenersi, ma deve contrastare sul campo le forze oscurantiste e reazionarie e frenare il dilagare di concezioni maschiliste, reazionarie che stanno spandendo a piene mani, con la particolarità e la contingenza storica assolutamente favorevole del governo attuale e il prossimo che ci ritroveremo. Detto questo è bene intervenire tempestivamente e rapidamente su alcune posizioni emerse, ci sarà tempo e modo per intervenire con maggiore profondità. Il campo antimperialista, con una presa di posizione di Moreno Pasquinelli, invita esplicitamente alla astensione e così argomenta:" non penso che i prossimi referendum siano la cosa principale di cui dovremmo occuparci" A parte il fatto che, comunque, il Campo interviene; ma, se non si intervenisse in maniera "principale" sui referendum in questo momento, in questo Paese, vorrebbe dire non comprendere di che cosa si sta parlando. Continuando: "Ritengo infatti che lideologia che sta dietro al fronte del sì sia, appunto, un surrogato (edulcorato) di americanismo". Intanto lio reiterato ce lo saremmo volentieri risparmiato, ma, poi, una cosa è denunciare, criticare il ruolo, le posizioni espresse ad es. dai Ds, dalla CGIL che promuovendo i quesiti referendari parziali hanno di fatto boicottato labrogazione totale della Legge; in questo contribuendo a creare confusione e rendere più difficile la battaglia o, ancora, lintenzione espressa in diverse dichiarazioni e prese di posizioni di voler riportare la discussione in parlamento con il pasticcio che, già oggi, possiamo ben immaginare; altra cosa è appiattire tutte le posizioni e i contenuti in un indifferenziato "fronte del sì" e usare la formuletta magica di un fantomatico americanismo per affermare una supposta intransigenza di ultrasinistra. "Sì, - prosegue- ritengo che questi referendum siano un subdolissimo vettore di alcuni dei paradigmi basilari dellideologia americanista." Sì, diciamo noi, questa legge sulla fecondazione assistita sta offrendo una formidabile cassa di risonanza alle concezioni oscurantiste e reazionarie su famiglia, sessualità, etc, con una mobilitazione in prima persona del clero cattolico da Ruini sino a Ratzinger. Se, poi, la preoccupazione è per "lideologia americanista" non si preoccupi il Campo perché già la Chiesa, con il Cardinale Ratzinger attuale Papa e non solo con lui, aveva ben mostrato di "saper fare in proprio" quanto ad affermazione nella difesa dell "identità dellEuropa", della "civiltà occidentale" identificata con la cristianità, messa in discussione dal "dilagante islamismo". Molto semplicemente essere antimperialisti, oggi, in questo Paese significa, piaccia o non piaccia, andare a votare per i referendum e votare SI. Il problema non è, come afferma il Campo, scegliere tra Ratzinger e Pannella. Ma scegliere tra Ratzinger e la lotta contro lattacco generale, in primis, contro le donne di questo paese, ma anche contro tutti gli altri attacchi ai proletari, e, a seguire, il ruolo dellEuropa, dellItalia e via di seguito. Questo ha molto più di antimperialista di quanto non possa apparire. Un fatto, comunque, resta certo: chi si schiera con lastensione, si schiera oggettivamente con chi "ha avviato una vera e propria crociata di tipo oscurantista e medievale verso le donne, per restaurare il primato della famiglia patriarcale, la morale delloppressione" come sosteniamo nellopuscolo "Ratzinger: il ritorno dellinfamia originaria che analizza il ruolo e le concezioni di Ratzinger contro le donne. Ma, poi, una domanda nasce spontanea: sconfitta l "america", ci aspetta un paradiso terrestre in questo Paese? ** Nella variegata serie di prese di posizione anche il csa Vittoria di Milano, ha espresso la sua posizione. Dopo una disamina della legge, più o meno condivisibile, non è questo importante, ora, il Vittoria dice: "Abbiamo deciso di non dare unindicazione di voto in quanto non crediamo che labrogazione di alcuni articoli sia sufficiente a mettere in discussione una legge che riteniamo indegna nel suo complesso". Lungi dal credere che labrogazione di alcuni articoli sia sufficiente, di per sé, a mettere in discussione questa legge, il Vittoria, però, non fa una denuncia di come si sia arrivati a questa legge, a partire dal ruolo dellallora centrosinistra al governo che ha avviato liter, ma ancor meno dice cosa bisogna fare. Concretamente come si intende contrastare questa legge? Come si intende contrastare il dopo referendum? Come si intende contrastare linsieme della ideologia, della politica misogina, omofobica, "normalizzatrice" che a grandi passi si sta affermando? Ma, poi, "non dare una indicazione di voto" è come dire: qualsiasi posizione ha pari dignità, qualsiasi punto di vista è equivalente, né più né meno che "la libertà di coscienza" dei leader che non vogliono inimicarsi nessuno schieramento. Si è centristi, appunto! Non è indice di democrazia "partecipata", ma si finisce con il contraddire quanto si afferma subito dopo, anzi con lessere pienamente istituzionali. Anche qui ci si traveste da sinistra pura e dura e si dice: "Non vogliamo appiattirci su strategie istituzionali ed elettorali perché crediamo che lunica strada percorribile sia quella di una battaglia anticapitalista generalizzata". Va bene, ma la battaglia generalizzata, non deve essere usata per non fare la battaglia qui ed ora. Se fosse passata la stessa logica al referendum contro la 194 già da tempo saremmo tornate a casa. Si discuteva se era una "strategia istituzionale"? O si vedeva il nocciolo della questione? Quando Amato decise che, sarebbe stato opportuno rivedere la 194, se non si fosse scese in piazza, la 194 sarebbe stata "rivista" e, non certo, a favore delle donne! Eppure noi siamo tra quelle che affermano che, certo la 194 non è il massimo della vita. Ma, a questo, si voleva sostituire il ritorno allindietro: alle mammane e ai cucchiai doro, alle umiliazioni, alle morti e alle mutilazioni, alla galera, etc., etc. Oggi, anche se con sembianze diverse il nucleo del discorso non cambia. Infine, "..che ci veda lottare contro questa legge così come contro altre, ad esempio la legge 30 (legge Biagi) che, imponendo una precarietà del lavoro e della vita sempre più insostenibili.." Si arriva, quindi, alle estreme conseguenze: del vuoto rivoluzionarismo da un lato, per cui si citano le altre leggi per non fare in realtà la lotta a nessuna (probabilmente, quando si lotterà contro la legge 30 ci diranno che il problema non è solo questa legge, ma le altre, la legge 40, ecc, ecc.); delleconomicismo dallaltro, perchè non si vede come è indispensabile per il sistema che le donne tornino a casa, che sostengano il peso delle cure familiari, dei figli che devono rimanere in famiglia fino ai quarantanni perché non in grado di vivere autonomamente etc, proprio per meglio far passare anche tutte le altre leggi di cui si parla, compresa la Legge 30 e allora, perché sarebbe più importante lottare contro la legge 30 e non contro la legge 40?. Si conclude: "rende difficile se non impossibile scegliere e decidere liberamente se e quando avere un figlio o una figlia". Dire che è questo il centro del problema è essere, quanto meno, semplicisti, ma in realtà piuttosto arretrati politicamente, culturalmente ed ideologicamente e, nei fatti, si diserta la lotta. ** Infine, ma non ultimo, sta circolando per Milano un altro volantino che, si ritiene, sia frutto di assemblee svoltesi al Bulk. Così inizia:" Pur essendo molto difficile decidere dove porre i paletti discriminatori tra ciò che è giusto e ciò che non lo è", ponendosi, in tal modo, sul piano della etica, che è propria del movimento della vita, dei movimenti clericali, ma che attraversa anche il cosiddetto fronte del sì. Questo da un lato, dallaltro manca del tutto un punto di vista di classe o, meglio, cè ma è un punto di vista piccolo borghese, del tutto autoreferenziale. Come non vedere nello scenario che si è pienamente dispiegato in queste settimane quanti e quali "paletti discriminatori" stanno conficcando sui corpi delle donne, in primis! Bisogna aspettare la crocefissione pubblica per vederlo! Ma, poi, è disarmante e povero, ma anche terrorizzante in fondo in fondo, dove dice: .."Ma tieni presente che questo potrebbe autorizzare lutilizzo di materiale genetico senza il consenso dei diretti interessati..". E disarmante perché, rinvia a un poi che è di là da venire, e ancora una volta questa posizione non fa la lotta oggi contro chi usando in modo terrorista questi argomenti vuole schiacciare la vita delle donne e portare indietro la loro condizione. Ma anche utilizzare in questo modo astratto e non di classe la questione della scienza e delluso di essa è deviante, si seminano dubbi, invece di chiamare alla ribellione delle donne, le si distoglie, le si allontana dalla battaglia; e si finisce per convergere oggettivamente con chi sostiene che, trattandosi di argomenti "troppo complicati" è bene che sia il Parlamento ad occuparsene. Continua il volantino: "Una riflessione sul voto per questo referendum deve essere un modo etc..". Porre questa riflessione in modo avulso dalla lotta e su un terreno appunto etico di ciò che è giusto e ciò che non lo è, chiamando a disquisire su tutti i temi dell¹universo mondo, alla fine di fatto non si fa che convergere con quelle femministe borghesi pentite (vedi la Anna Bravo) che hanno scelto guarda caso proprio questo periodo di fare una riflessione sulla violenza dellaborto e degli anni 70, arruolandosi a piene mani al carro dei partiti e della Chiesa che si preparano, dopo il referendum soprattutto se si perde ad attaccare il diritto daborto. ** E, infine, ci sono i tanti che non si esprimono. Mantovano (An) qualche giorno fa in una intervista diceva, grosso modo, che i no-global si sono schierati con Ruini contro la fecondazione assistita. Anche secondo noi il silenzio esprime questo! ** Non siamo disposte a sottovalutare e a tacere su tutto questo. E una battaglia troppo importante per trascurarla. Giustamente, una compagna "di movimento" riflettendo a voce alta, con estrema sofferenza e smarrimento, ha osservato: "Io vorrei avere a fianco i miei compagni in questa battaglia così importante, così come lo è stato per laborto, il divorzio". Anche noi crediamo che non possa essere diversamente. Non permetteremo una vita quieta a questi "liberi pensieri", anche contro questi scateniamo la nostra ribellione! Giù le mani dai nostri corpi, dai nostri diritti, dalla nostra dignità! Contemporaneamente, ci sentiamo, però, di invitare le giovani ribelli, le antifasciste coerenti, le lavoratrici coscienti di unirsi a noi, nel movimento femminista proletario rivoluzionario. A partire da questa battaglia REFERENDUM SI RATZINGER NO! SI CONTRO LA LEGGE 40 SI CONTRO L'ASTENSIONE SI CONTRO IL GOVERNO SI CONTRO IL MODERNO MEDIOEVO Movimento femminista proletario rivoluzionario - Milano e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - cell:333/9415168
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