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STATO E PADRONI CONTRO LE LOTTE DEI LAVORATORI PDF Stampa E-mail
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lunedì 24 luglio 2006
STATO E PADRONI CONTRO LE LOTTE DEI LAVORATORI

La decisione del giudice di Melfi di respingere il ricorso di Tonino
Innocenti, ex delegato Rsu della Sata, contro il suo licenziamento
costituisce l¹ennesima dimostrazione che al Tribunale di Melfi esiste una
sorta di ³inquinamento ambientale² a favore della Fiat, e i diritti dei
lavoratori non sono tutelati.
Solo così si può spiegare il fatto che per ben tre volte un licenziamento
palesemente illegittimo, repressivo e intimidatorio, antisindacale viene
confermato.
Gli avvocati della Fiat, nel caso concreto l¹Avv. Amendolito la fa da
padroni e quindi può tranquillamente dichiarare al Tribunale e sulla stampa
con la massima faccia tosta che quello di Innocenti sarebbe stato ³un
atteggiamento arbitrario, aggressivo e sprezzante di tutte le regole² (La
nuova Basilicata 14/7/06), quando questo è stato invece esattamente
l¹atteggiamento della Fiat, in particolare fino alla lotta dei 21 giorni.
Per questo il terzo giudizio negativo lungi dal chiudere la vicenda la deve
riaprire, perchè è assolutamente inaccettabile.
Dobbiamo però rilevare che, al di là delle parole, Tonino Innocenti è stato
lasciato solo, perfino da quella organizzazione, la Fiom, in cui militava
quando è stato licenziato; ed è stato lasciato solo a partire dal 9 maggio,
dall¹accordo dei 21 giorni in cui si doveva imporre il ritiro dei
provvedimenti disciplinari, realmente, primo tra tutti il licenziamento di
Tonino.
Un forte numero di esponenti politici e parlamentari dell¹attuale
maggioranza di governo si sono espressi prima delle elezioni in maniera
solidale con Tonino; ora che sono nel governo e maggioranza parlamentare si
può e si deve pretendere di mettere in atto tutte le iniziative perchè
questa lesione ai diritti dei lavoratori non passi, compresa l¹²arma² di
mandare un¹ispezione al Tribunale di Melfi. Richiesta che ci riserviamo di
fare direttamente noi, dato che non abbiamo nessuna paura di affermare che
questa sentenza oltre che ingiusta è pilotata.
Per questo il Circolo operaio fa appello ai lavoratori e a tutte le
organizzazioni sindacali a prendere iniziative sulla questione. Nello stesso
tempo a settembre svilupperemo una campagna nazionale su questo, come
sull¹altra grave vicenda che riguarda la Fiat Sata.

La scorsa settimana è entrata in una fase ancora più operativa l¹inchiesta
della Procura della Repubblica contro la lotta dei 21 giorni, attraverso
l¹indagine su 18 rappresentanti sindacali, delegati e operai che di quella
lotta, insieme a tanti altri, sono stati protagonisti.
E¹ inaccettabile che una lotta in cui i lavoratori hanno esercitato il
diritto di sciopero ma anche altre forme più dure di protesta, a fronte
della situazione di intollerabile sfruttamento, vessazione, violazione dei
diritti dei lavoratori e della persona, che è stata alla base della rivolta
operaia e scosso il sistema Fiat e interessato i lavoratori di tutto il
paese, venga criminalizzata.
Ancora una volta non è la Fiat e il sistema di dittatura padronale al
servizio del massimo profitto ad essere messo sotto accusa ma i lavoratori.
Lo Stato che ha esercitato contro i lavoratori la violenza della cariche
poliziesche, cioé una violenza legalizzata al ³servizio del privato², padron
Fiat, pretende di accusare i lavoratori di ³violenza privata².
Questa inchiesta deve rapidamente cadere!
Ma per parlare chiaro, essa mostra a chi non l¹avesse capito che lo Stato e
la Fiat non hanno mai digerito la lotta dei 21 giorni e usano l¹inchiesta
giudiziaria come rappresaglia anche allo scopo di scongiurare il ripetersi
di una simile lotta che invece noi pensiamo assolutamente necessaria, perchè
nei risultati quella lotta è stata un¹incompiuta e richiede inevitabilmente
una ³seconda battuta².
Nell¹esprimere la nostra solidarietà a sindacalisti, delegati, operai
inquisiti, riteniamo che effettivamente la cosa non debba passare sotto
silenzio, qualunque sia l¹esito specifico dell¹indagine. Il circolo operaio
anche su questo a settembre svilupperà un¹iniziativa locale e nazionale.
Circolo operaio
Lavello v. G. Fortunato 111

. E¹ possibile però mettersi in
contatto, richiedere materiale telefonando al 347/5301704 - 339/7313300 o
inviando e mail a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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