.: Italia Alternativa :.
.: Friday 29 August 2008 :.
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| LA REPRESSIONE AL SERVIZIO DI BORGHEZIO |
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| Monday 10 July 2006 | ||||||||
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LA REPRESSIONE AL SERVIZIO DI BORGHEZIO Borghezio riesce dunque ancora a far parlare di sé e non solo per le stronzate che quotidianamente va dicendo in giro, come quelle di chiaro sapore razzista sulla finale del campionato mondiale fra Italia e Francia. Lo fa grazie ad una solerte magistratura che dopo qualche tempo di "indagini accurate" va ora alla ricerca di improbabili prove a carico di chi ha organizzato una contestazione improvvisata contro la provocatoria scelta fatta da questo triste figuro di salire sul treno dei manifestanti che contestavano la TAV. E siccome l'occasione è ghiotta allora è anche utile sparare nel mucchio dei movimenti antagonisti, individuare compagni noti per la loro militanza e scaricare su di loro il peso di denunce con reati da capogiro: rapina aggravata, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, minacce ingiurie e percosse. Accuse che per essere sostenute si basano sulla formula capestro del concorso di antica e nefasta memoria. Questa è l'unica lettura possibile delle perquisizioni effettuate giovedì 6 luglio dalle DIGOS di Torino, di Milano e Padova, nelle case di 7 compagni di diverse realtà, per la contestazione ad uno degli esponenti più vergognosi della xenofobia organizzata. Non è certo casuale che questo attacco arrivi a pochi giorni dall'inizio del processo agli arrestati dell'11 marzo: appare chiaro il tentativo di esasperare il clima attorno a questo processo perché si vuole fare piazza pulita di ogni forma di conflitto e di opposizione sociale, costringendo il movimento a misurarsi su un terreno suicida e autoreferenziale come quello della repressione. Questo attacco repressivo mira infatti a oscurare il significato politico delle mobilitazioni contro la devastazione sociale e ambientale della TAV in Val di Susa, ma soprattutto l'eccezionale risposta di quell'enorme corteo di popolo che quel giorno ha invaso Torino all'arroganza e alla prevaricazione delle istituzioni. Borghezio è stata solo la scusa, la verità è che ci troviamo davanti alla vendetta di chi non ha accettato la ribellione del popolo della Val di Susa e dei movimenti che l'hanno sostenuta e condivisa. Riprendetevi le vostre denunce! Il diritto alla libertà non si può processare. Solidarietà ai compagni inquisiti. Milano 06/07/2006 CONFEDERAZIONE COBAS
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