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martedì 07 giugno 2005
Comunicato-stampa

Selvaggia e vigliacca aggressione alla controparata di Roma

L’aggressione poliziesca di oggi alla controparata che il movimento
anti-guerra aveva organizzato per protestare contro l’oscena esibizione
militarista nel giorno della festa della Repubblica non ha precedenti
qui a Roma da anni.
Per la prima volta il corteo non si proponeva di entrare nella “zona
rossa” della parata militare, era stato regolarmente autorizzato senza
problemi e si stava svolgendo in assoluta tranquillità, quando
all’improvviso il dirigente di piazza (vice-questore Santoro) avvicinava
Piero Bernocchi (portavoce Cobas scuola), chiedendogli di togliere uno
striscione (in quanto, configurante “vilipendio”) presente nel corteo
con la scritta “Pisanu: vergogna della repubblica. Chiudere i lager
CPT”. Santoro aggiungeva che la richiesta gli era arrivata dalla
Questura, dopo una segnalazione – sembra una barzelletta –
dall’elicottero che sorvolava la manifestazione. Al netto rifiuto di
Bernocchi che faceva notare come lo striscione non contenesse alcun
”vilipendio” ma al più una forte critica politica (non essendo peraltro
Pisanu presidente della Repubblica), Santoro ordinava il blocco del
corteo.
Cominciava a questo punto un’assurda e estenuante trattativa, con
l’intervento del capo della Digos Giannini e di parlamentari come
Giovanni Russo Spena del PRC. Nonostante fosse evidente che la
maggioranza dei funzionari in piazza ritenessero pretestuoso il blocco,
dalla Questura, e assai più probabilmente dal Ministero degli Interni,
venivano diktat netti. Dopo un’ora di sosta, i manifestanti, vista
l’inutilità di
continuare la trattativa, decidevano di chiudere la manifestazione a
Testaccio e, fatto girare il camion con l’amplificazione, si avviavano
verso la piazza principale del quartiere per concludere con un comizio
di protesta l’iniziativa.
Carabinieri e poliziotti abbandonavano rapidamente le precedenti
postazioni e bloccavano ogni via di spostamento, circondando i
manifestanti. Alle forti proteste di questi ultimi, partiva una violenta
carica durante la quale si distingueva in particolare un gruppetto di
energumeni con la divisa di carabinieri che pestavano brutalmente
Gualtiero Alunni, assessore PRC al VIII Municipio (ricoverato con una
seria ferita al S.Camillo) e altri tre manifestanti che preferivano non
farsi ricoverare. Arrestavano poi anche un manifestante, rilasciato
qualche ora dopo.
Ed ora apprendiamo che la Questura fornisce una versione spudorata ed
ignobile dell’accaduto, in cui i manifestanti avrebbero addirittura
aggredito polizia e carabinieri, ferendo alcuni agenti. Ci sono
centinaia di testimoni, fotografi, giornalisti, assessori, deputati,
consiglieri regionali e provinciali, ma anche una decina di funzionari
di PS che possiamo indicare con nomi e cognomi, in grande imbarazzo di
fronte alle decisioni del Ministero degli interni e della Questura
centrale, che sanno benissimo come sono andate le cose e la cui omertà
ci appare
particolarmente disgustosa.
Il significato politico di tutto ciò ci pare evidente: Pisanu ha deciso
di dare una lezione pesante, di qui alle elezioni, alla sinistra
antagonista e alternativa ed ha pensato oggi di potere infierire, vista
l’assenza dalla manifestazione di varie componenti del movimento
pacifista. In più governo e opposizioni compiacenti, che sanno benissimo
che il 70% degli italiani vuole il ritiro delle truppe dall’Iraq, hanno
creato il clima in cui Pisanu e Questura hanno pensato di impedire che i
manifestanti “contaminassero” le migliaia di cittadini accorsi a vedere
la
parata-spettacolo.
Adesso vedremo se ci sarà da parte del centrosinistra almeno la condanna
di questa violenza e dell’arbitrio ultra-autoritario di chi decide quali
striscioni possiamo portare ai cortei e quali no. Trarremo le nostre
conclusioni e decideremo le prossime iniziative di protesta martedi 7
giugno alla Sala della Provincia a Roma alle ore 17.

Piero Bernocchi               Confederazione Cobas
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