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replica su 'operai contro' |
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mercoledì 21 giugno 2006 |
I continui attacchi che il sedicente slai cobas di Taranto rivolge ad Operai Contro per l'interessamento che noi manifestiamo verso la condizione degli operai del centro siderurgico di Taranto, ci spingono a pubblicare su questa lista la nostra presa di posizione del 16 giugno 2006, già, per altro, pubblicato su Operai Contro telematico (http://www.operaicontro.it/):
Il giornale Operai Contro è lo strumento che, come dice lo stesso frontespizio del giornale, alcuni operai si sono dati da oltre venticinque anni per “la critica, la lotta, l’organizzazione degli operai contro lo sfruttamento”. E’ perciò naturale che sul giornale trovino spazio e rilevanza tutte quelle notizie che, partendo direttamente o indirettamente dalla fabbrica, denunziano la realtà di sfruttamento e sottomissione degli operai. E’ coerente con questo nostro impegno la pubblicazione del documento sull’ennesima morte operaia all’Ilva di Taranto, scritto da Fabio Principale, un ex operaio della fabbrica, ed essere un precario, uno a contratto di formazione lavoro, non vuol dire non essere operaio, bensì semplicemente appartenere ad uno degli strati più deboli e sottomessi degli operai. Eppure la pubblicazione di questo scritto, già per altro pubblicato non da noi su internet, ha scatenato l’isterica reazione dello slai cobas di Taranto che, nelle migliori tradizioni delle beghe politiche di paese, è composto da fuoriusciti dallo slai cobas, di cui però hanno conservato il nome. Delle accuse e dei giudizi a dir poco pesanti che questi rivolgono a Fabio Principale noi qui non ci occupiamo. Se vuole, sarà lo stesso Fabio Principale, che non aderisce alla nostra Associazione, a rispondere. Ci preme invece sottolineare il tono malevole, da piccolo bottegaio disperato, timoroso della concorrenza, con cui il sedicente slai cobas di Taranto, accoglie il nostro costante interessamento verso un importante spezzone degli operai in Italia, quelli del centro siderurgico tarantino. Questa nostra più che giustificata attenzione diventa nell’ottica paranoica di costoro un tentativo di millantare una nostra presenza nell’Ilva, forse si saranno impressionati dal fatto che “Operai Contro” circola nei reparti fra gli operai. Ma questo sarà un problema per il padrone Riva e per il sindacato collaborazionista. Invece di rallegrarsi che su un giornale di tiratura nazionale, distribuito in quasi tutte le grandi fabbriche in Italia, sia dato ampio risalto alla condizione degli operai di Taranto, il sedicente slai cobas tarantino difende il proprio orticello, rivendicando un assurdo monopolio di rappresentanza. Solo loro possono parlare dell’Ilva. L’internazionalismo parolaio si manifesta per quello che è: l’accanita difesa del territorio, tipico di una cultura localistica e camorristica.
Associazione per la Liberazione degli Operai (Aslo)
16 giugno 2006
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