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Monday 12 June 2006
SIAMO TUTTI ANTIFASCISTI!

Sono ormai sufficientemente noti i fatti avvenuti lo scorso 11 marzo 2006 a
Milano: la manifestazione antifascista, che ha cercato di impedire la marcia
neonazifascista di Fiamma Tricolore, una delle frange più nere della destra
estrema, è stata duramente repressa, con cariche e pestaggi degni di uno
"stato di polizia". Dopo ben più di due mesi da quei fatti, degli oltre 40
compagni fermati e arrestati, 25 sono ancora rinchiusi nelle carcere di san
Vittore e Bollate.

Ciò che, probabilmente, invece, è meno noto, sono le ragioni che hanno
portato i compagni, l11 marzo, a scendere in piazza: i mass media,
avvalendosi strumentalmente anche della rabbia forcaiola di un gruppo di
esercenti e negozianti preoccupati soprattutto per qualche vetrina rotta, li
hanno dipinti, immediatamente, come teppisti e violenti, cercando di
spostare lattenzione dellopinione pubblica su qualche auto bruciata e sui
"disordini" che hanno guastato il tranquillo tran tran di un sabato
milanese.

Gruppi e partiti di centro destra non hanno esitato un solo istante e hanno
colto una ghiotta occasione per la propria campagna elettorale,
criminalizzando i manifestanti antifascisti e invocando ulteriore
repressione. Il centro sinistra, prendendo immediatamente le distanze da
ogni "violenza", ha, di fatto, strumentalizzato quegli episodi, facendo,
analogamente ai partiti del centro destra, campagna elettorale sulla pelle
degli antifascisti arrestati, invocando maggior legalità e polizia e
dimostrando, definitivamente, che lunico antifascismo praticato, quando non
arriva a sostenere impunemente tesi revisioniste, è puramente retorico e
celebrativo, privo di contenuti e di valori, nonostante lapparente,
sbandierata, difesa della carta costituzionale.

Ciò che in tutta questa canea non emerge, anzi, viene volutamente
sottaciuto, sono le ragioni che hanno spinto i compagni e le compagne a
scendere in piazza per gridare il proprio antifascismo, per impedire
concretamente che gruppi neonazifascisti sfilassero per la città inneggiando
al duce e sventolando simboli nazisti.

Ciò su cui, ancora oggi, si tace, sono le ragioni che rendono più che mai
necessario un antifascismo militante, che si richiami realmente ai valori e
agli insegnamenti della Resistenza. Un antifascismo che combatta, da un
lato, il "moderno fascismo" che si concretizza in politiche antipopolari e
antioperaie, in razzismo di stato, in unideologia maschilista e reazionaria,
(che in questi ultimi anni abbiamo ben visto allopera nel regime in
formazione del governo Berlusconi Bossi- Fini, ma le cui concezioni di fondo
e le politiche che ne derivano sono diffuse anche in politici e forze che si
autodefiniscono "democratiche"), dallaltro, lo squadrismo delle sempre più
numerose e radicate formazione di estrema destra, negli ultimi anni
definitivamente "sdoganate", proprio per la presenza delle forze fasciste
parlamentari, che, sia pur in forme e modi diversi, sono portatrici della
stessa ideologia reazionaria, antiproletaria e razzista.

Il fatto che 25 compagni - "colpevoli" di rivendicare la necessità
dellantifascismo, di non aver rinnegato le ragioni e le motivazioni che li
hanno spinti a scendere in piazza - siano ancora rinchiusi nelle carceri,
con accuse pesantissime e assurde, così comè assurda questa illimitata
"carcerazione preventiva", dimostra pienamente che quello che si sta
mettendo in atto è un processo politico, ideologico. Lobiettivo di questa
assurda carcerazione è chiaro: si vuole condannare lideale dellanti-fascismo
per cancellare la Resistenza e i suoi insegnamenti, al fine di costruire un
modello di società fondato sulla sopraffazione, lautoritarismo.

Questi compagni stanno pagando un prezzo altissimo e profondamente ingiusto
per la loro coerenza: la coerenza di mettere in pratica i valori e gli
insegnamenti della resistenza partigiana, di non delegare la difesa degli
ideali antifascisti a cui la Costituzione si richiama e che le istituzioni
democratiche dovrebbero garantire.

È perciò più che mai necessario continuare ed estendere le iniziative di
controinformazione e di mobilitazione per la liberazione degli antifascisti
arrestati, rompendo lisolamento che anche le cosiddette forze democratiche
hanno contribuito a creare, limitandosi a tardivi appelli e alla pratica di
un antifascismo celebrativo e autocelebrativo.

La manifestazione nazionale del 17 giugno per la liberazione dei compagni e
delle compagne arrestati l11 marzo è un tassello fondamentale di questo
percorso: è importante parteciparvi attivamente, rivendicando la liberazione
degli antifascisti rinchiusi ingiustamente nelle carceri, rivendicando il
valore imprescindibile dellantifascismo.

la repressione dell'antifascismo é legato allo stato di polizia alla
repressione del capitale e del suo Stato
Negli ultimi anni sempre più pressante e brutale è stata la repressione
antioperaia e antiproletaria e antipopolare: Melfi, Scanzano, Val Susa (solo
per citare i fatti più noti).., ma anche licenziamenti di operai e delegati
colpevoli solo di rivendicare contratti più giusti, migliori condizioni di
vita e di lavoro. Rivendicazioni importanti per non riportare indietro la
ruota della storia: a un ventennio che violentemente voleva cancellare lidea
stessa di un "altro mondo possibile" tra gli operai.

Ma anche per gli immigrati, sono scesi in piazza. Per contrastare sul campo
la destra più xenofoba e razzista, che fa dellodio razziale la sua ragion
stessa desistere; ideologia a base e sostegno delle guerre coloniali ieri
imperialiste oggi.

i proletari I giovani, le donne devono riconoscere e comprendere che gli
antifascisti l11 marzo sono scesi in piazza perché loppressione più odiosa,
le umiliazioni più insopportabili, la più nera barbarie non trovino altro
spazio ed alimento.

Ma oggi nessuno, che abbia a cuore valori di libertà o aspiri a un mondo
senza razzismo e barbarie, può esimersi dal prendere posizione e scendere al
fianco di questi antifascisti e chiederne la loro liberazione.

L antifascismo non si arresta!

Libertà per gli antifascisti arrestati!



SABATO 17 GIUGNO

MILANO

MANIFESTAZIONE nazionale



Comitato di zona per la liberazione degli antifascisti milanesi

C/o Centro Documentazione Proletaria

v. Bolzano, 18 Milano

tutti i martedì dalle 18.00

fip. 26/05/06



ulteriori informazioni le trovi sul sito di

proletari comunisti : www.prolcom.org
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