.: Italia Alternativa :.
.: Friday 05 September 2008 :.
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| a milano il 17 giugno |
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| Tuesday 06 June 2006 | ||||||||
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SIAMO TUTTI ANTIFASCISTI! Sono ormai sufficientemente noti i fatti avvenuti lo scorso 11 marzo 2006 a Milano: la manifestazione antifascista, che ha cercato di impedire la marcia neonazifascista di Fiamma Tricolore, una delle frange più nere della destra estrema, è stata duramente repressa, con cariche e pestaggi degni di uno "stato di polizia". Dopo ben più di due mesi da quei fatti, degli oltre 40 compagni fermati e arrestati, 25 sono ancora rinchiusi nelle carcere di san Vittore e Bollate. Ciò che, probabilmente, invece, è meno noto, sono le ragioni che hanno portato i compagni, l11 marzo, a scendere in piazza: i mass media, avvalendosi strumentalmente anche della rabbia forcaiola di un gruppo di esercenti e negozianti preoccupati soprattutto per qualche vetrina rotta, li hanno dipinti, immediatamente, come teppisti e violenti, cercando di spostare lattenzione dellopinione pubblica su qualche auto bruciata e sui "disordini" che hanno guastato il tranquillo tran tran di un sabato milanese. Gruppi e partiti di centro destra non hanno esitato un solo istante e hanno colto una ghiotta occasione per la propria campagna elettorale, criminalizzando i manifestanti antifascisti e invocando ulteriore repressione. Il centro sinistra, prendendo immediatamente le distanze da ogni "violenza", ha, di fatto, strumentalizzato quegli episodi, facendo, analogamente ai partiti del centro destra, campagna elettorale sulla pelle degli antifascisti arrestati, invocando maggior legalità e polizia e dimostrando, definitivamente, che lunico antifascismo praticato, quando non arriva a sostenere impunemente tesi revisioniste, è puramente retorico e celebrativo, privo di contenuti e di valori, nonostante lapparente, sbandierata, difesa della carta costituzionale. Ciò che in tutta questa canea non emerge, anzi, viene volutamente sottaciuto, sono le ragioni che hanno spinto i compagni e le compagne a scendere in piazza per gridare il proprio antifascismo, per impedire concretamente che gruppi neonazifascisti sfilassero per la città inneggiando al duce e sventolando simboli nazisti. Ciò su cui, ancora oggi, si tace, sono le ragioni che rendono più che mai necessario un antifascismo militante, che si richiami realmente ai valori e agli insegnamenti della Resistenza. Un antifascismo che combatta, da un lato, il "moderno fascismo" che si concretizza in politiche antipopolari e antioperaie, in razzismo di stato, in unideologia maschilista e reazionaria, (che in questi ultimi anni abbiamo ben visto allopera nel regime in formazione del governo Berlusconi Bossi- Fini, ma le cui concezioni di fondo e le politiche che ne derivano sono diffuse anche in politici e forze che si autodefiniscono "democratiche"), dallaltro, lo squadrismo delle sempre più numerose e radicate formazione di estrema destra, negli ultimi anni definitivamente "sdoganate", proprio per la presenza delle forze fasciste parlamentari, che, sia pur in forme e modi diversi, sono portatrici della stessa ideologia reazionaria, antiproletaria e razzista. Il fatto che 25 compagni - "colpevoli" di rivendicare la necessità dellantifascismo, di non aver rinnegato le ragioni e le motivazioni che li hanno spinti a scendere in piazza - siano ancora rinchiusi nelle carceri, con accuse pesantissime e assurde, così comè assurda questa illimitata "carcerazione preventiva", dimostra pienamente che quello che si sta mettendo in atto è un processo politico, ideologico. Lobiettivo di questa assurda carcerazione è chiaro: si vuole condannare lideale dellanti-fascismo per cancellare la Resistenza e i suoi insegnamenti, al fine di costruire un modello di società fondato sulla sopraffazione, lautoritarismo. Questi compagni stanno pagando un prezzo altissimo e profondamente ingiusto per la loro coerenza: la coerenza di mettere in pratica i valori e gli insegnamenti della resistenza partigiana, di non delegare la difesa degli ideali antifascisti a cui la Costituzione si richiama e che le istituzioni democratiche dovrebbero garantire. È perciò più che mai necessario continuare ed estendere le iniziative di controinformazione e di mobilitazione per la liberazione degli antifascisti arrestati, rompendo lisolamento che anche le cosiddette forze democratiche hanno contribuito a creare, limitandosi a tardivi appelli e alla pratica di un antifascismo celebrativo e autocelebrativo. La manifestazione nazionale del 17 giugno per la liberazione dei compagni e delle compagne arrestati l11 marzo è un tassello fondamentale di questo percorso: è importante parteciparvi attivamente, rivendicando la liberazione degli antifascisti rinchiusi ingiustamente nelle carceri, rivendicando il valore imprescindibile dellantifascismo. la repressione dell'antifascismo é legato allo stato di polizia alla repressione del capitale e del suo Stato Negli ultimi anni sempre più pressante e brutale è stata la repressione antioperaia e antiproletaria e antipopolare: Melfi, Scanzano, Val Susa (solo per citare i fatti più noti).., ma anche licenziamenti di operai e delegati colpevoli solo di rivendicare contratti più giusti, migliori condizioni di vita e di lavoro. Rivendicazioni importanti per non riportare indietro la ruota della storia: a un ventennio che violentemente voleva cancellare lidea stessa di un "altro mondo possibile" tra gli operai. Ma anche per gli immigrati, sono scesi in piazza. Per contrastare sul campo la destra più xenofoba e razzista, che fa dellodio razziale la sua ragion stessa desistere; ideologia a base e sostegno delle guerre coloniali ieri imperialiste oggi. i proletari I giovani, le donne devono riconoscere e comprendere che gli antifascisti l11 marzo sono scesi in piazza perché loppressione più odiosa, le umiliazioni più insopportabili, la più nera barbarie non trovino altro spazio ed alimento. Ma oggi nessuno, che abbia a cuore valori di libertà o aspiri a un mondo senza razzismo e barbarie, può esimersi dal prendere posizione e scendere al fianco di questi antifascisti e chiederne la loro liberazione. L antifascismo non si arresta! Libertà per gli antifascisti arrestati! SABATO 17 GIUGNO MILANO MANIFESTAZIONE nazionale Comitato di zona per la liberazione degli antifascisti milanesi C/o Centro Documentazione Proletaria v. Bolzano, 18 Milano tutti i martedì dalle 18.00 fip. 26/05/06 ulteriori informazioni le trovi sul sito di proletari comunisti : www.prolcom.org
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