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PRECARI ATESIA: il governo si assuma le sue responsabilita' PDF Stampa E-mail
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Thursday 01 June 2006
Dal bollettino telematico dei cobas scuola di firenze:

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PRECARI ATESIA: il governo si assuma le sue responsabilita’
Drammatici sviluppi della lotta di Atesia. La più importante lotta di precari che ci sia mai stata in Italia -sette scioperi in un anno con l'80-90% di adesioni per ottenere un posto di lavoro stabile e un salario decente nel più grande call center d'Italia, con circa 4000 dipendenti in condizioni paraschiavistiche, rischia di essere massacrata.
Il padrone Tripi, grande sponsor della Margherita e di Rutelli, sicuro - lui - di avere finalmente un governo "amico", ha deciso di travolgere ogni resistenza e ha dato l'avvio, con la polizia accanto, a mille licenziamenti previsti dall'accordo stipulato con Cgil, Cisl e Uil e rifiutato da tutti i lavoratori/trici, facendo fuori in particolare tutti i ragazzi/e del Collettivo precari Atesia.
30 di questi nostri fratelli/sorelle e compagni/esono andati/e al Ministero del lavoro a protestare. Il neoministro Cesare Damiano li ha sbeffeggiati/e, li ha fatti/e aspettare due ore, per poi mandare loro a dire che lui "incontra solo Cgil, Cisl e Uil", cosa che non si sarebbe permessa nemmeno Maroni: nonostante appartenesse alla teppaglia leghista, i lavoratori/trici in lotta li ha sempre ricevuti. Anche Rosa Rinaldi (viceministra del PRC), allertata da giorni, ci dice che non può fare niente.
Giovedi 1 giugno i precari/e di Atesia sciopereranno ancora e stavolta picchetteranno gli ingressi modello anni' 60, ma con di fronte purtroppola polizia modello 2006 inviata dal governo "amico" (ma di Tripi). Che succederà?
Di sicuro la responsabilità di qualsiasi cosa accada sarà tutta del governo (NESSUNA COMPONENTE ESCLUSA); Noi Cobas ci saremo e faremo esattamente quello che i nostri compagni/e di Atesia vorranno decidere di fare. Che ognuno si assuma le proprie responsabilità e che nessuno/a dica "e io che c'entro?". Sopratutto poi nessuno/a si presenti più -se abbandonerà al licenziamento i ragazzi/e di Atesia e colluderà con padron Tripi che è foraggiato con una marea di commesse statali -a farfugliare "nel movimento" su quanto è tremenda la precarizzazione e a chiedere voti in nome di tali suoi balbettii.

Pubblichiamo di seguito l’articolo a firma Piero Bernocchi.
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PRECARI ATESIA:
test decisivo per Prodi e per chi si dichiara contro la precarizzazione

Ci sono, in ogni periodo, lotte di lavoratori che assumono un rilievo cruciale e il cui esito è decisivo per una intera fase della battaglia tra chi detiene il capitale e chi solo la propria forza-lavoro. Oggi la lotta eroica dei 4000 lavoratori/trici di Atesia, il più grande call-center d’Italia, moderna Fiat del precariato, ha assunto questo carattere e, giunta ad una svolta decisiva, chiama tutti coloro che si dichiarano contro la precarizzazione alle proprie responsabilità. Se i lavoratori dovessero perdere, le conseguenze sarebbero tremende: i licenziamenti in massa che Atesia sta effettuando in queste ore dissuaderebbero altre ribellioni e la precarietà in Italia si estenderebbe senza ostacoli.
Nessuno finga di non sapere. La cosa vale innanzitutto per il governo Prodi che a parole dichiara di voler riportare il lavoro precario ad eccezione. Alberto Tripi, padrone della finanziaria Almaviva e della COS, che possiede Atesia, è un capitalista all’italiana. Liberista a chiacchiere, dipende dalle commesse pubbliche statali e regionali e da quelle para-pubbliche della Telecom, ma gestisce Atesia come un “padrone delle ferriere” ottocentesco, con condizioni di lavoro inumane, salari di fame, mobbing permanente, spietati licenziamenti di chi protesta. Ha cacciato 36 lavoratrici di XCOS perché avevano organizzato un Cobas. Ai giovani del Collettivo precari Atesina, che coraggiosamente da un anno scioperano con l’80-90% di adesioni per un posto di lavoro stabile e salari decenti, sta rispondendo con la repressione più brutale (dopo i cinque licenziamenti dei mesi scorsi, sta buttando fuori tutti/e coloro che hanno lottato) e con un ignobile contratto, sciaguratamente sottoscritto da Cgil-Cisl-Uil ma respinto dalla totalità dei lavoratori/trici, che “stabilizza” a part-time solo 200 precari, ne espelle mille (e tutto il Collettivo precari) e lascia gli altri 3000 nella assoluta precarietà. Nel contempo batte cassa al Ministero del Lavoro e al governo: perché Tripi è sponsor della Margherita e grande sostenitore di Rutelli. Ha ottenuto un’ulteriore commessa con 900 “postazioni” nella Pubblica Amministrazione e altro vuole, in cambio di un indecente contratto con mille licenziamenti e lo “sterminio” del Collettivo.
Prodi e il ministro Damiano possono bloccarlo annullando le commesse e chiudendo i rubinetti statali. Se lo lasceranno fare, se non respingeranno i licenziamenti, si dichiareranno i migliori sostenitori della precarizzazione più selvaggia. Ma la lotta di Atesia chiama alle proprie responsabilità anche il PRC che con tanti suoi esponenti, da Bertinotti al neo-ministro Ferrero a tanti eletti alla Regione, Provincia, Comune e Circoscrizione di zona, è “transitato” da Atesia, chiedendo voti e assicurando il massimo impegno per una conclusione positiva della lotta. Il PRC ha Rosa Rinaldi (che ha definito Atesia “la faccia più moderna della schiavitù”) tra i vice-ministri al Lavoro ed un ruolo di rilievo nel governo. Se non fa di Atesia un discrimine nella lotta alla precarizzazione, se abbandona i lavoratori al licenziamento, perderà ogni titolo a parlare contro la precarietà.
E infine la lotta del Collettivo è anche un monito per tutte le componenti di “movimento” che, almeno a parole, hanno al centro delle proprie attenzioni il rifiuto della precarietà e che dovrebbero prendere atto, quand’anche in ritardo, di quale partita cruciale per milioni di precari si stia giocando ad Atesia e fornire urgentemente tutto l’aiuto necessario perché i precari Atesia riescano a spuntarla sul padrone rutelliano Alberto Tripi.
Piero Bernocchi
Confederazione COBAS

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