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Fermare la repressione PDF Stampa E-mail
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Tuesday 14 October 2008
FERMIAMO LA REPRESSIONE E LE INTIMIDAZIONI DA STATO DI POLIZIA

 

Lo Slai Cobas per il Sindacato di Classe esprime la propria solidarietà al sindacalista della CGIL Pietro Milazzo colpito da un provvedimento repressivo firmato dal  Questore di Palermo Alessandro Marangoni, un avviso orale previsto da una legge del 1956, a cui potrebbero seguire provvedimenti restrittivi della libertà personale di norma applicati ai criminali mafiosi.

 

Si tratta in particolare dell'articolo 1 della legge 1423 del 27/12/56 che regolamenta le misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e sulla base della quale si riscontra una condotta socialmente pericolosa

 

"Nel provvedimento - leggiamo nel comunicato dello stesso Milazzo - "si fa riferimento ai precedenti penali risalenti all'attività politica e sociale svolta negli anni '70 e per la quale ho subito due sole condanne passate in giudicato circa 30 anni fa. A quei fatti vengono associati anche i più recenti eventi e si cita, tra l'altro, il reato di violazione delle disposizioni su riunioni in luogo pubblico, relativo alla protesta dei senzacasa durante il Festino a Luglio e per il quale sono ancora in corso le fasi preliminari del procedimento giudiziario"

 

Ancora una volta si attacca e si colpisce chi si impegna nelle lotte sociali in un generale e crescente clima repressivo in cui  i problemi sociali, veramente tragici in città come Palermo (vedi l’aumento della disoccupazione, la mancanza di case, di servizi pubblici...) vengono trattati da un governo sempre più intoccabile solo come questioni di ordine pubblico.

 

 Questo provvedimento, che fa il paio con la recente ordinanza del sindaco Cammarata contro “i bivacchi” e che si aggiunge a tutti gli altri, denunce, multe per migliaia e migliaia di euro ad un buona fetta dei palermitani che sono quasi sempre in piazza per rivendicare diritti sacrosanti è un altro passo verso la costruzione di ciò che chiamiamo moderno fascismo e stato di polizia.

 

Continuare a manifestare e a lottare per tenere vive le libertà sociali e politiche  così impunemente calpestate!

 

Slai Cobas per il sindacato di classe

Via G. del Duca, 4  - 338/7708110 Palermo

 

30/09/2008
 
Resoconto riunione Comunisti Uniti Lombardia PDF Stampa E-mail
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Tuesday 14 October 2008
Resoconto riunione Comunisti Uniti Lombardia

Sabato 20 settembre 2008 si è tenuta a Milano la riunione degli aderenti all’appello per l’unità dei comunisti della Lombardia.
Hanno partecipato alla riunione circa 140 compagni, tra cui iscritti al PDCI, al PRC ed anche molti non iscritti ai due partiti. Nella introduzione e negli interventi si è convenuto che i contenuti dell’appello sono ancora assolutamente attuali. La sconfitta della sinistra Arcobaleno alle ultime elezioni non ha determinato la definitiva archiviazione del tentativo di sostituire, nel nostro paese, la presenza autonoma di un Partito Comunista con una sinistra “radicale” che possa essere accettata dal PD come alleata e trovare, quindi, uno spazio nel sistema bipolare di alternanza che si sta tentando di costituire in Italia. E’ chiaro che per poter essere accettata tale sinistra deve rinunciare ad ogni richiamo all’identità comunista, in modo da assumere implicitamente il quadro del sistema capitalista come contesto della propria azione politica, rinunciando di conseguenza alla propria natura anticapitalista ed antimperialista. Per questo insieme di motivi si è convenuto che è necessario rilanciare l’iniziativa per la ricostruzione di un solido e radicato Partito Comunista che sappia sostenere la durezza della fase politica che ci aspetta e che sia il risultato di un processo di aggregazione dei tanti comunisti che ancora oggi sono presenti nella società italiana. Non basta, quindi, una semplice (e comunque attualmente non scontata) riunificazione dei due principali partiti oggi in campo ( PDCI e PRC ) ma occorre dare vita ad un processo più ampio che, come primo passo, sappia coinvolgere almeno una parte di quegli oltre 500.000 iscritti che in questi anni sono transitati dal PRC e dal PDCI ed ora non sono spariti ma continuano una attività politica e sindacale, spesso molto significativa, nella società. Il dibattito è stato molto ricco ed ampio ed ha toccato numerosi altri aspetti, tra cui, per citarne solo uno, l’attuale quadro internazionale, che saranno oggetto anche di future riunioni di approfondimento. Per esigenze di sintesi passiamo ora a quelle che sono state le decisioni assunte rispetto alle iniziative che si vogliono promuovere. Si è concordemente deciso di partecipare alla manifestazione nazionale dell’ 11 ottobre a Roma e di farlo con una presenza visibile del movimento per l’unità dei comunisti, attraverso la partecipazione con un nostro striscione e la distribuzione di un volantino che, tra l’altro, inviti ad aderire all’appello. Si è deciso anche di promuovere una iniziativa pubblica di confronto sulla questione della “condizione di lavoro” con i delegati RSU di importanti aziende, lavoratori, esponenti politici, un economista comunista ecc. partendo dai numerosi che hanno aderito all’appello. Per organizzare e costruire questi due primi importanti appuntamenti politici è stato formato un gruppo di lavoro e coordinamento che avrà anche il compito di promuovere altre riunioni ed incontri in tutte le province della Lombardia.

Compongono questo gruppo di Coordinamento:
Tiziano Tussi, Cristina Carpinelli, Sergio Ricaldone, Niccolò Volpati, Vittorio Gioiello, Vladimiro Merlin, Gianmaria Pavan, Amerigo Sallusti, Maria Carla Baroni, Guccio Maria Campi, Alberto Basso, Rolando Giai-Levra

http://www.mercantedivenezia.org.
 
Manifestazione Nazionale 11/10 a Palermo contro lo sgombero!! PDF Stampa E-mail
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Tuesday 14 October 2008
ExKarcere sotto sgombero..
Appello alla mobilitazione.

Non fu la prima e non sarà l’ultima…. Era il 12 marzo 2001 quando , dopo
lo sgombero della casa del goliardo , da una nuova occupazione di uno
stabile abbandonato nel quartiere popolare dell’Albergheria , la città di
Palermo ha visto nascere l’esperienza del centro sociale occupato e
autogestito “ExKarcere”;
esperienza che prende le mosse proprio da un’occupazione che è al tempo
stesso riappropriazione di spazi sociali e di luoghi di autonomia politica
, ma anche risposta determinata e conflittuale alla speculazione edilizia
nei centri storici perpetuata dalle varie amministrazioni cittadine che
nel tempo si sono succedute.

Esperienza importante per la nostra città perché è stata la prima
occupazione di un centro sociale a Palermo dopo un decennio in cui la
città era rimasta senza spazi autogestiti o occupati. Tutto ciò nasce
dall’esigenza di rilanciare  sul piano teorico e pratico un nuovo agire
politico in netta collisione con il sistema partitico e con le istituzioni
che nel nuovo scenario globalizzato hanno assunto forme peculiari di
invasività e controllo. Nella distanza incolmabile con ogni forma di
dialogo e di ricerca del compromesso tipica della politica formale ,
queste nuove pratiche hanno avvicinato la Palermo più popolare a forme di
partecipazione autonoma e diretta alle battaglie che la vedeva coinvolta ,
sviluppando così , nei tanti soggetti sociali della città normalmente non
interessati alle logiche istituzionali , un concetto di politica
orizzontale e mai di rappresentanza.

Le ultime elezioni ci dimostrano inequivocabilmente come la scelta di
compatibilità e di piena integrazione al sistema economico capitalista e a
quello parlamentare , portato avanti da tutto il mondo della sinistra
istituzionale , abbia infine portato alla luce tutte le contraddizioni e
le falsità di questa presunta alternativa politica accelerandone la
prematura scomparsa.
Una scelta di convenienza politica che oggi oltre a mettere in crisi
l’esistenza stessa di questi partiti , ha soprattutto compromesso ,
nell’immaginario collettivo , l’idea stessa di una alternativa possibile
all’esistente.

Conseguenza di questa scelta di campo è peraltro la passiva accettazione
dell’incontrastato dominio politico dell’attuale governo Berlusconi  le
cui prime scelte stanno già delineando un sempre più pesante attacco ai
diritti dei lavoratori , dei precari  . Un progetto politico , quello del
centro-destra , che agevolato dalla complicità veltroniana , sul concetto
di “emergenza” ha da subito imposto le sue linee direttive basate su
pesantissimi tagli nel campo dell’istruzione , dell’università-ricerca ,
delle spese sociali ; su riforme legislative che aumentano il controllo
sociale , palesemente antidemocratiche (dal federalismo alle riforme
giudiziarie) ; sulla definitiva svalutazione del lavoro salariato, su una
ancora più pronunciata istituzionalizzazione della precarietà del lavoro e
della vita; e soprattutto sulla sistematica repressione di ogni forma di
dissenso politico e incompatibilità sociale sostenuta attraverso
militarizzazioni forzate dei territori e strumentali criminalizzazioni
ogni qualvolta emergano forme di reale antagonismo.

ExKarcere ha rappresentato in questi anni una significativa espressione
cittadina di antagonismo che , rifiutando la logica del compromesso con le
istituzioni , ha ostacolato in più di un’occasione i processi di
valorizzazione del capitale nella metropoli, attirando così la decisa
risposta degli apparati repressivi. In questi sette anni però la
resistenza determinata dei compagni e delle compagne ha saputo avere la
meglio sulle continue minacce di sgombero e su tutte le iniziative
giudiziarie e poliziesche che ci hanno colpiti , continuando con fermezza
il  lavoro politico all’Albergheria e in tutta la città. Il potere tenta
nuovamente  di cancellare una storia fatta di lotte sociali , di battaglie
di riappropriazione di diritti e grandi mobilitazioni di piazza lontane
anni luce da ogni schematismo di partito e da ogni forma di delega e di
rappresentanza in una metropoli caratterizzata da uno stravolgimento delle
relazioni sociali e da modernizzazioni imposte da modelli neo-coloniali.

Dalla nascita , poco prima del g8 a Genova , l’ExKarcere ha saputo essere
punto di riferimento per  migliaia di giovani palermitani e per intere
fasce di proletariato dei quartieri popolari palermitani al fianco dei
quali siamo scesi in piazza ogni volta che si e’ trattato di impedire uno
sfratto o uno sgombero o di sostenere la lotta per la casa , per un
reddito garantito lavoro o non lavoro, quando si e’ trattato di opporsi al
vertice ONU tenutosi in una Palermo blindata oppure quando si e’
rilanciato il ruolo del 1 maggio e della lotta contro la precarietà e per
un reddito garantito costruendo la Palermomayday ;
ha saputo farsi portavoce delle istanze di chi in città lotta per il
problema abitativo , combattendo al loro fianco gli sfratti e
organicamente con le  fasce proletarie di popolazione che affrontano
quotidianamente i drammi prodotti da miserie e speculazioni;
è stato accanto ai lavoratori in agitazione della FIAT di Termini Imerese
e di fronte alle agenzie interinali per reclamare lavoro , reddito e
dignità;
è stato protagonista delle grandi mobilitazioni contro il Ponte sullo
Stretto e contro altre grandi opere (la prossima costruzione
dell’inceneritore di Bellolampo) denunciandone non solo invasività,
inutilità e pericolosità per l’ambiente e la salute , ma opponendosi
soprattutto ad un  modello di sviluppo , che fa degli interessi economici
delle varie lobbies imprenditoriali (del cemento , della guerra…) l’unico
criterio valido per determinare le vie al “progresso” di un determinato
territorio , non preoccupandosi di distruggere irreversibilmente le
naturali vocazioni e le specificità dei luoghi , delle popolazioni , delle
relazioni sociali;
ma ExKarcere è stato in questi anni anche sinonimo di antifascismo
militante , pratica coltivata oltreché con una politica culturale e di
controinformazione , soprattutto impedendo la conquista di agibilità
politica cittadina alle formazioni neofasciste e  andando in
controtendenza con un atteggiamento “vittimista” nei confronti del tema
“antifascismo” che va per la maggiore in alcuni territori anche fra le
realtà di compagni sia  a Palermo che nel resto d’Italia.

Oggi , questo bagaglio di lotte e idee di cambiamento è messo in
discussione dall’ennesima manovra affarista dell’amministrazione Cammarata
(Forza Italia), che , mettendo in campo il suo apparato
poliziesco-repressivo , si vuol riprendere un posto di valore dalla cui
vendita a enti privati tanti governanti troveranno il proprio portafoglio
più gonfio.

In opposizione a politiche securitarie e pratiche di controllo sociale che
vorrebbero reprimere e cancellare quelle realtà che , sempre in prima
linea nella costruzione e diffusione di lotte dal basso , hanno saputo
generare e interpretare le istanze di una vera e propria conflittualità di
classe , rispondiamo indicendo nel giorno 11 ottobre 2008 un corteo
nazionale dei centri sociali che , sull’onda della radicalità e della
determinazione che ci ha contraddistinto in questi anni , risponda con la
dovuta rabbia ai processi di militarizzazione delle politiche di ordine
pubblico e di repressione delle esperienze di lotta. Nessuno fermerà la
nostra voglia,il nostro bisogno di conquistare spazi di agibilità politica
nella nostra città, giorno dopo giorno, ci riprenderemo metro dopo metro ,
pezzo dopo pezzo le strade e le piazze , per creare spazi di contro potere
da contrapporre alle logiche capitalistiche.
Invitiamo dunque la cittadinanza , i compagni e le compagne di tutt’Italia
, e tutti coloro i quali sono ancora pronti a difendere la legittimità e
il ruolo politico e sociale che spazi antagonisti quali l’ExKarcere
svolgono nelle metropoli, a partecipare con la propria determinazione al
corteo in difesa degli spazi sociali e delle realtà autonome continuamente
minacciate dalla repressione del comando capitalista.

EXKARCERE RESISTE...

NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI!


MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI CENTRI SOCIALI


PALERMO 11 OTTOBRE 2008


Concentramento


ORE 16 VIA MONGITORE 77(davanti ExKarcere)


CSOA ExKarcere - Palermo


per info e adesioni :  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


http://www.infoaut.org


ADESIONI 11 OTTOBRE

-Laboratorio Crash (bo)
-Collettivo Universitario Autonomo (bo)
-Csoa Askatasuna (to)
-CSA Murazzi(to)
-Collettivo Universitario Autonomo (to)
-CSOA Dordoni (cr)
-CSOA Cartella (rc)
-CPOA Rialzo (cs)
-La Kasba (cs)
-COA Transiti 28 (mi)
-Area Antagonista Campana
-CSOA Officina 99(na)
-Laboratorio Okkupato SKA(na)
-CSOA Damm, (na)
-CSOA Tempo Rosso (Pignataro)
-Movimento di Lotta  dei Corsisti Salernitani progetto Conoscenza Lavoro
 ISOLA (SA)
-Centro Sociale Asilo Politico(sa)
-CollettivoRadioAsilo(sa)
-CSOA Cloro Rosso (ta)
-Laboratorio Acrobax  (rm)
-coordinamento di lotta x la casa roma
-CSOA ex snia (rm)
-Laboratorio Fuori controllo (pd)
-Confederazione RDB/CUB sicilia
-CPO Experia  (ct)
-Femminismo-a-sud.noblogs.org
-Radio Dissident
-CSOA Auro (ct)
-red block (pa)
-slai cobas per il sindacato di classe(pa)
-Antifaschistische Linke Berlin
-Federazione dei comunisti anarchici Palermo
-Rete 28 Aprile Sicilia
-Partito Comunista dei lavoratori (sezione Palermo)
-Terre del Sud Villabate(pa)
-radio archimede (sr)
-Centro Studi Territoriali Ddisa(Lentini)
-Box3 Autogestito Facoltà di Lettere e Filosofia(pa)
-Collettivo Universitario Autonomo (pa)
-Coordinamento contro l'inceneritore di Albano(rm)
-Comitato di lotta popolare contro l'inceneritore Borgonuovo(pa)
-INFOXOA rivista di movimento (rm)



Oreste Scalzone
Assalti Frontali
Arpioni
Ascanio Celestini
Emma Dante regista
Simona Malato attrice
Giuseppe Massa attore
Davide Enia attore e regista.
Mauro Mazzone, Avola (SR)
Carmelo Mannarà (UDU Roma)
Compagnia teatrale Quartiatri (pa)
Matteo Di Gesù Ricercatore Università di Palermo
Carmelo Di Piazza Docente Università di Palermo
Marco Pirrone Docente Università di Palermo
Francesco Caruso
Emilio Quadrelli  ricercatore sociale
Folkalab
Davide Ficarra   operatore culturale
Enrico Bellavia  giornalista
Fabrizio Ferrandelli  consigliere comunale Altra Palermo
Elena Mignosi   ricercatrice universita' di Palermo
Barbara Grimaudo cittadini invisibili
Umberto Santino  centro "Giuseppe Impastato(pa)
Comitato spontaneo per non morire di cancro"da Ceccano (Fr)

 
Torino: antirazzisti in circoscrizione PDF Stampa E-mail
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Tuesday 14 October 2008
Torino: antirazzisti in circoscrizione

Da qualche tempo a Torino compaiono scritte contro gli alpini che
presidiano le strade, distinguendosi in operazioni quali la multa ad un
anziano suonatore di fisarmonica, il fermo di qualche tossico male in
arnese, il controllo delle carte degli immigrati. I poveri, gli stranieri,
i fuori regola sono costantemente nel mirino. La chiamano sicurezza,
dimentichi che la sicurezza, quella vera, quella fatta di una vita
decorosa per tutti, viene ogni giorno negata a tanti, troppi. Se la
questione sociale diviene questione di ordine pubblico, i militari,
specialisti di ordine pubblico nelle feroci “operazioni di polizia
internazionale” diventano una leva ben più che propagandistica per
assediare sempre di più i nostri quartieri, le nostre vite.
Qualcuno non ci sta e negli ultimi tempi si sono moltiplicati di segnali
di resistenza alla presenza dei militari nelle strade.
Leghisti e fascisti, fomentatori dell’orrore quotidiano, hanno invocato
provvedimenti contro i writers antimilitaristi ed antirazzisti,
annunciando una interpellanza al consiglio della circoscrizione 7.
Giovedì 2 ottobre era in programma la riunione del Consiglio della settima
Circoscrizione. Gli antirazzisti ed antimilitaristi non potevano mancare.
Un gruppetto molto ordinato si è presentato nella sala del consiglio in
corso Vercelli 15 sedendosi in prima fila. Quando il leghista Zenga ha
preso la parola è parso il momento opportuno per segnalare la propria
presenza: tutti in piedi hanno aperto giubbotti e giacche mostrando
magliette bianche con ciascuno una lettera dell’alfabeto che componeva la
scritta “Alpini via!”. Un antirazzista che sulla propria aveva tracciato
il solito dito medio offerto al ministro Maroni ha fatto un defilé tra i
banchi. I consiglieri hanno tentato di far finta di nulla, anche se un
socialista non ha resistito alla tentazione di fare una foto ricordo. Alla
fine uno di AN non è più riuscito a trattenersi ed è filato fuori agitando
il telefonino. Inutile chiedere chi stesse chiamando. Gli antirazzisti
hanno pensato che fosse venuto il momento di abbandonare la trista
compagnia e, dopo un defilé collettivo, si sono allontanati indisturbati.
Quello di AN era ancora fuori con il suo telefonino. Nel frattempo alcuni
anonimi hanno tracciato sul marciapiede di fronte all’ingresso della
circoscrizione una scritta a lettere cubitali “ALPINI MERDE!”.
Alla prossima.

L’iniziativa è stata discussa e condivisa all’interno dell’Assemblea
Antirazzista di Torino.
La prossima riunione, aperta a tutti gli interessati, si svolgerà martedì
7 ottobre alle 21 a Radio Blackout, in via Cecchi 21.

Per info e contatti:
Per info:
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
338 6594361
 
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