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Cronaca e inno del 4 aprile a Milano PDF Stampa E-mail
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giovedì 10 aprile 2008
Cronaca e inno del 4 aprile a Milano


Breve cronaca del presidio che ha cercato di impedire al Ferrara il suo
ignobile comizio a Milano. Circa cento tra compagne e compagni che
andavano e venivano (con un nucleo duro di una 50ina). Ferrara è
costretto a fare comizi blindati nelle sale parrocchiali, a entrare di
soppiatto dalle porte di servizio. Abbiamo cercato di entrare anche
noi, ma un termitaio di
poliziotti (nonostante ci fossime vestite tutte per benino) non ci ha
fatto entrare. Solo due, travestite da madri di famiglia, hanno potuto
accedere. Appena hanno osato contestare Ferrara, sono state sollevate
di forza, identificate e trascinate fuori. Noi con megafoni e
striscione [1] ci siamo sgolate, ci venivano parole d'ordine [2] in
continuazione e armate di prezzemolo abbiamo atteso che la bieca
assemblea dei partecipanti uscisse per far loro l'omaggio floreale.
Ferrara è stato costretto ad uscire da una porta di servizio, quando
siamo accorse l'auto è scattata a tutta velocità e un feccio della sua
scorta privata ha preso un giovane che aveva lanciato un uovo e l'ha
sequestrato per una diecina di minuti dietro un cancello chiuso a cui
non potevamo accedere perchè presidiato da pulotti. Sono stati
costretti a rilasciarlo, ora anche la digos privata di Ferrara è
autorizzata all'arresto, se questo non è fascismo, dimmi tu cos'è. Le
facce di coloro che uscivano dalla sala parrocchiale erano vomitanti
livore contro di noi, ci volevano al rogo. Anche dalle finestre dei
palazzi lì attorno varie famiglie urlavano alla polizia di intervenire,
avevano il terrore che le loro automobili fossero toccate dai giovani.
Le ragazze sono dei cuor di leone, non hanno paura di niente, si sono
lanciate contro la polizia con l'orgoglio di chi sa di essere dalla
parte del giusto. Eravamo in pochi, è vero, ma il cuore e la
combattività non sono mancate. Purtroppo io vivo in questa città,
Milano, blindata dalla finanza, la sua borghesia è qualcosa di
vomitevole, crudele, altezzosa, sprezzante, orribile. Essa ha in mano
la città e per i giovani e i proletari qui è più dura che altrove. Ma
sono tanto felice, abbiamo fatto anche noi, la nostra parte.
---------------
[1] Lo striscione diceva: "Il feto non è persona, l'aborto non è
omicidio (MFPR-Donna Proletaria)".
[2] Tra le tante: "Ferrara non è figlio di Maria, ma è figlio della
CIA"; "aborto libero e gratuito"; "a morte la santa inquisizione";
"fascisti, reazionari, passerete un guaio, noi non torneremo a
prezzemolo e cucchiaio".
Inno cantato sull'aria di bandiera rossa:
Avanti donne
alla riscossa
la moratoria
la moratoria
avanti donne
alla riscossa
la moratoria noi non la vogliam!
la moratoria noi non la vogliam
la moratoria noi non la vogliam
la moratoria noi non la vogliam!
il Papa e Ferrara noi vogliam castrar!!

emma
circolo femminista donnaproletaria- mi
 
uova palermitane contro Ferrara PDF Stampa E-mail
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giovedì 10 aprile 2008
martedì 8 Aprile Palermo

Arriviamo in corso V.Emanuele, una delle vie pricipali del centro storico di
Palermo alle 17,30 e scopriamo che il posto dell'"incontro" non è più
l'Oratorio previsto (veniamo a sapere dopo che la Curia non ha dato il
permesso) e che tutta la baracca si è trasferita in un vicoletto interno di
fronte dove vi è il Nuovo Teatro Montevergini (ex chiesa
sconsacrata).L'ingresso del vicolo naturalmente è già pesantemente
presidiato da poliziotti in divisa e agenti in borghese e il teatro risulta
troppo distante.

Andiamo avanti e cerchiamo di aggirare l'ostacolo entrando in una viuzza
successiva, non presidiata, e arriviamo  velocemente nella piazzetta
antistante il teatro già transennata e con un folto cordone di polizia ma lì
la posizione è alquanto favorevole avendo la visuale piena dell'ingresso del
teatro.
Al nostro arrivo  i poliziotti iniziano ad agitarsi sbarrando ancora di più
il passaggio, vogliono controllare gli zaini e le borse, non glielo
permettiamo affatto.

Sono intanto le 18,00 e inizia un po' di movimento davanti il teatro,
usciamo allora il nostro striscione largo quanto tutto il vicolo "IL DIRITTO
D'ABORTO NON SI TOCCA LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA" e dei pannelli di carta
con su scritto "LA DONNA NON E' UN'INCUBATRICE IL FETO NON E' UNA PERSONA" "
CI DITE DI FARE FIGLI E POI MANCA IL LAVORO, I SERVIZI. LE CASE",
distribuiamo il volantino a chi nel frattempo si avvicina dal vicolo, alcune
lavoratrici di una scuola vicina si avvicinano e ce lo chiedono.  

Arrivano nel frattempo le compagne e i compagni dei centri sociali con
striscioni e pannelli e  il vicolo si riempie.
Da lì inizia un coro di slogan che durerà di seguito per circa due ore in
in'atmosfera combattiva e determinata caratterizzata dalla presenza di
diverse/i giovani: " IL CORPO DELLE DONNE NON SI TOCCA LO DIFENDEREMO CON LA
LOTTA" "L'INTEGRALISMO NON E' LONTANO IN ITALIA ABBIAMO IL VATICANO",
FERRARA FERRARA SEI UN MAIALE MA QUALE MORATORIA SEI UN ABORTO SOCIALE",
"ABORTO CALNDESTINO PROFITTI DI MILIONI E' QUESTA LA MORALE DI PRESTI E
PADRONI"  "FERRARA CAROGNA RITORNA NELLA FOGNA", "ANTICONCEZIONALI PER NON
ABORTIRE ABORTO LIBERO PER NON MORIRE", "FASCISTA REAZIONARIO STAI ATTENTO
NON HAI FATTO I CONTI CON LE DONNE IN MOVIMENTO"...

Gli slogan diventano ancora più forti all'arrivo dello squadrista
mediatico/politico e scoppia il parapiglia: lancio di uova e fumogeni rossi
accesi, ferrara esce dalla macchina tutto rannicchiato su sè stesso e si
rifugia dentro il teatro, i poliziotti si lanciano subito contro la
transenna spintonandoci e minacciandoci a destra e a manca di rompere teste
e sferrare pugni, cercando di toglierci lo striscione che tenevamo ben alto
e visibile, non ci riescono e rispondiamo al loro attacco tenendo la nostra
posizione e denunciando sempre più forte lo stato di polizia al servizio del
moderno fascismo, clerico fascismo e moderno medioevo che avanza. Tutti
all'unisono "MA QUALE LIBERTA' MA CHE DEMOCRAZIA QUESTO E' UNO STATO DI
POLIZIA". 

Ferrara alla fine non è uscito dall'ingresso principale ma è scappato da una
porta laterale.

Dopo aver continuato per un po' a fare slogan e a gridare "VERGOGNA" a chi
usciva dal teatro correndo cercando di schivare il nuovo lancio di uova e
pomodori abbiamo raggiunto velocemente il corso principale bloccando il
traffico per una buona mezz'ora con gli striscioni aperti e spikerando
contro i "fedeli" ferrariani che di corsa si allontanavano dal vicolo.

IL DIRITTO D'ABORTO NON SI TOCCA LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA

movimento femminista proletario rivoluzionario palermo
 
donne e voto PDF Stampa E-mail
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giovedì 10 aprile 2008
CONTINUAMO A CACCIARLI/LE ANNULLANDO IL VOTO.

Salutiamo con gioia le salutari contestazioni e cacciate che Ferrara,
nonostante venga superprotetto dalla polizia come un mafioso, sta
continuando a ricevere da gruppi di donne e di compagni ovunque osi
presentarsi.
Ferrara è la punta di iceberg di una campagna ideologica politica e mass
mediatica che viene, in maniera molto più concreta e con altri mezzi portata
avanti dai partiti (sia di centrodestra che di centrosinistra), con al
centro il Vaticano, dagli apparati di Stato, dalle associazioni ad essi
legate; ma nella sua rozzezza mostra la sostanza, da moderno medioevo,
clericofascista dell'attacco al diritto d'aborto e più in generale all'autodeterminazione
delle donne.
Tutti, compreso Bertinotti, sono corsi a dare forme di solidarietà a
Ferrara.
Ed è una forma di "solidarietà" anche quella di chi dice che "non sta bene
fare così", fino a tirare fuori l'ormai abusato argomento "antiviolenza".

In queste elezioni tutti i partiti sono contro i nostri bi/sogni; da
Berlusconi a Veltroni, ecc., al di là delle espressioni più o meno pesanti o
più o meno ingentilite ed ipocrite, sono uniti ed esprimono gli stessi
valori e politiche di fondo sulla "difesa della vita", sulla "salvaguardia
della maternità", sulla "difesa della sacra famiglia", sulla "precarietà";
tutti si oppongono nei fatti alla vera autodeterminazione delle donne e
attaccano il movimento di lotta delle donne quando esso è radicale.

PER QUESTO RITENIAMO CHE NESSUN PARTITO PRESENTE ALLE ELEZIONI
rappresenti le donne e in particolare il movimento delle donne così come si
è andato esprimendo dal
la manifestazione nazionale del 24 novembre in poi.
NE' TANTOMENO VOTEREMO LE "DONNE" CANDIDATE DI QUESTI PARTITI
si chiamino Santachè o Livia Turco, queste non solo non RAPPRESENTANO le
donne, MA APPARTENGONO ALLA CLASSE DOMINANTE E ALLA CASTA POLITICA, ne fanno
gli interessi, ne esprimono le istanze economiche, politiche
ideologico-culturali CONTRO LE DONNE.
La nostra strada è contro e fuori da tutto questo e dal loro "gioco
elettorale". E' la strada del 24 novembre, in cui sono state giustamente e
salutarmente cacciate queste parlamentari e ministre sia di ecntrodestra che
di centrosinistra e OGGI CON IL NOSTRO RIFIUTO e ANNULLAMENTO DEL VOTO
DOBBIAMO CONTINUARE A "CACCIARLE".
La marcia  del movimento delle donne è appena ricominciata: dal 24 novembre
all'assemblea nazionale del 12, alle grandi manifestazioni contro lo Stato
di polizia che ha 'violentato' Silvana e il suo diritto di aborto a  Napoli,
alla due giorni di intenso dibattito/ ricerca/ proposta di Roma, alla
invasione nella campagna elettorale con le contestazioni e cacciate di
Ferrara, alla nuova manifestazione al Sud che ci siamo impegnate tutte a
preparare e al nostro futuro appuntamento di estivo di continuazione della
due giorni, che si troverà di fronte al nuovo governo che, al di là di chi
lo formerà, sarà comunque ancora più clerico-fascista e più contro le donne
di quello di prima.

Chi più delle donne che ricevono attacchi su tutti in piani, a 360°, e che
per questo i nostri bisogni sono inconciliabili anche con piccole politiche
riformiste  - che nella sostanza poi si rivelano ugualmente oppressive e
repressive (vedi legge contro la vil,lenza sessuale, per es.); chi più del
movimento delle donne che ha bisogno di spezzare non una ma tante catene,
può e deve puntare a una rivoluzione di massa politica e sociale, ideologico
e culturale che abolisca lo stato di cose esistente.
Per questo siamo contro anche ogni forma di "conciliazione". Compreso quella
espressa in queste elezioni da alcune compagne attive nel movimento
femminista e lesbico, che non solo si pongono in contraddizione con lo
spirito, la politica e la pratica del 24 novembre, ma poi stanno sviluppando
un ragionamento sbagliato e inaccettabile, distinguendo da un lato il
movimento delle donne, dal basso, ecc.; e dall'altro la "vera" politica,
quella "generale" che tocca tutti i temi e che sarebbe quella che si fa con
le elezioni, in parlamento, ecc.
Il  movimento collettivo intrapreso fa eccome "politica" quando si scontra e
mette in discussione questo sistema capitalista e i suoi rappresentanti,
quando esprime un altro mondo, un'altra ideologia, altri rapporti tra le
persone, e questo nuovo movimento non può essere "conciliato" con l'"opportunità
del momento elettorale".
Non abbiamo bisogno di avere una voce in più in questo "teatrino della
politica". Abbiamo bisogno di dare forza ampiezza e spessore alla nostra
lotta e alle nostre parole.
Troviamo infine ipocrita e strumentale che alcune che sono sempre pronte
alla critica ad "ogni forma di autoritarismo istituzionalizzato (compresi
partiti e partitini)"  riferendosi, però, soprattutto a forze e istanze
organizzate rivoluzionarie, poi sono pronte ad arrampicarsi sugli specchi di
argomentazioni speciose per dare credibilità e appoggio alla campagna
elettorale in corso a liste di partiti, gruppi e donne che entrano dalla
porta di servizio nel mediocre avanspettacolo dell'attuale teatrino della
politica.

movimento femminista proletario  rivoluzionario
 
LE INIZIATIVE DE L'ALTRA LOMBARDIA - SU LA TESTA PER IL BOICOTTAGGIO DELLA FIERA DEL LIBRO PDF Stampa E-mail
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mercoledì 09 aprile 2008
NEL 60° ANNIVERSARIO DELLA NAKBA
 LE INIZIATIVE DE L'ALTRA LOMBARDIA - SU LA TESTA PER IL BOICOTTAGGIO DELLA FIERA DEL LIBRO DI TORINO
 APRILE
 9 - LISSONE - piazza della Libertà - banchetto dalle 17.30 alle 19.00 10 - GARBAGNATE - proiezione filmato - ore 21:00 – via Canova 45  16 - MONZA - piazza Roma (di fronte Arengario) – banchetto 17.30 - 19.00 17 - CREMONA - corso Campi - banchetto dalle 17.30 alle 19.00 18 - CREMA - piazza Garibaldi - banchetto dalle 17.30 alle 19.00 22 - MILANO - largo Cairoli - banchetto dalle 17.30 alle 19.00 23 - MILANO - piazza Sant'Eustorgio banchetto dalle 17.30 alle 19.00 MAGGIO 6 - PAVIA - piazza della Vittoria - banchetto dalle 17.30 alle 19.00 7 - MANTOVA - piazza delle Erbe - banchetto dalle 17.30 alle 19.00 8 - LODI - piazza Castello - banchetto dalle 17.30 alle 19.00 data da definire BOLOGNA - proiezione filmato Milano, 9 aprile 2008  

L’altra Lombardia – SU LA TESTA

                                                                                                                                                                       
Ultimo aggiornamento ( martedì 06 maggio 2008 )
 
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