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accordo vergognoso teleperformance PDF Stampa E-mail
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lunedì 28 aprile 2008
CHE VERGOGNA! NUOVO ACCORDO RINVIO A TELEPERFORMANCE TARANTO




Cgil, Cisl, Uil il 16 aprile '08 alla Teleperformance hanno fatto un nuovo
vergognoso accordo con cui accettano, senza un minimo di trattativa
sindacale, né uno straccio di contropartita, e in barba ai precedenti
accordi del 19 dicembre '07 e del 11 marzo '08, un nuovo rinvio delle
assunzioni a Tempo Indeterminato di tutti i lavoratori ancora a CO.CO.PRO,
compresi quelli outbound e homeshoring. Queste assunzioni ora slitterebbero
addirittura fino al 1° ottobre 2008, secondo un calendario che vedrebbe a
giugno l'assunzione di 60 lavoratori, a luglio di 40 e il resto ad ottobre;
non solo, anche facendo carta straccia degli impegni assunti per lavoratrici
in stato di gravidanza e invalidi, anche per questi lavoratori c'è uno
slittamento a giugno e a luglio '08, con una specifica assurda per le donne:
a giugno passerebbero solo quelle che si trovano al 6° mese di gravidanza, a
luglio quelle al 5° mese di gravidanza - E LE ALTRE DONNE INCINTA AL 4°, AL
3° MESE?.




Cgil, cisl, uil nel verbale di accordo accettano in toto le 3 motivazioni
fornite dall'azienda, di cui due scaricano la responsabilità delle
"difficoltà economiche aziendali" sui lavoratori: troppe malattie, scarsa
produttività; la terza addebita la richiesta di rinvio al mancato
adeguamento del mercato al costo dei dipendenti sostenuto dall'azienda, come
dire che la Teleperformance nella trasformazione dei contratti co.co.pro. a
Tempo Indeterminato non ci doveva mettere niente di suo, doveva mantenere
intatti i suoi profitti.




MA SE TUTTO DECIDE L'AZIENDA E VALGONO SOLO LE SUE MOTIVAZIONI E I SUOI
INTERESSI ECONOMICI, A CHE SERVONO CGIL, CISL E UIL PER I LAVORATORI?




Teleperformance ha sempre fatto e continua a fare tutto quello che vuole.

Violava le normative di legge e contrattuali, e invece di essere sanzionata
ha avuto finanziamenti, sgravi dal governo e, come se non bastasse,
ulteriori grossi contributi dalla Regione Puglia;

anche dopo ha continuato a violare le leggi, continuando ad assumere a
co.co.pro centinaia di altri giovani, e disattendendo l'impegno per cui in
caso di nuove assunzioni la precedenza andava ai lavoratori Homeshoring;

continua a violare le norme sulla sicurezza, non facendo fare le visite
mediche previste e le norme dello statuto dei lavoratori che vietano il
controllo in cuffia.




MA NONOSTANTE TUTTO QUESTO, OTTIENE SOSTEGNO ALLE SUE LAMENTELE E ORA
L'ENNESIMO RINVIO DELLA SUA MESSA IN REGOLA!




Una ultima considerazione: durante la campagna elettorale tutti i partiti
sono andati a Teleperformance a raccogliere voti e ad omaggiare e esaltare i
risultati di questa azienda;

risultato: I LAVORATORI SONO STATI PRESI IN GIRO, MA L'AZIENDA CI HA
GUADAGNATO UNA SETTIMANA DOPO LE ELEZIONI L'ACCORDO DEL 16 APRILE!




Ma Teleperformance non deve continuare impunemente a violare le leggi!

E' uscita una recente SENTENZA DELLA CASSAZIONE che ha stabilito che tutti i
lavoratori call center devono essere assunti come lavoratori dipendenti.

SULLA BASE DI QUESTA IMPORTANTE SENTENZA, LO SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI
CLASSE LANCIA UNA VERTENZA LEGALE.

INVITA TUTTI I LAVORATORI ANCORA CON CONTRATTI DI CO.CO.PRO. A METTERSI IN
CONTATTO CON LO SLAI COBAS (t/f 099/4792086 - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo -
3475301704 - v. Rintone, 22 TA) per sottoscrivere il ricorso - gratuito -
per il passaggio subito a T.I.




APPUNTAMENTO: MARTEDI' 29 ORE 17,30 V. RINTONE, 22 TARANTO.

TA. 26.4.08

Slai COBAS per il sindacato di classe

 
 
tfr PDF Stampa E-mail
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lunedì 28 aprile 2008
Nel primo trimestre 2008 perdono mediamente il 2%, mentre il tfr guadagna lo 0,8% netto.

Già nel 2007 i fondi avevano reso mediamente un 1% in meno rispetto al tfr e nel 2008 renderanno sempre meno viste le cadute continue e consistenti dei mercati finanziari.

La Cub rivendica per i lavoratori iscritti ai fondi chiusi il diritto (oggi negato) al recesso e ad interrompere i versamenti e richiedere quanto versato.

Informare i nuovi assunti sui rischi dello scippo del tfr a favore dei fondi pensione e sul fatto che devono esprimere la propria eventuale contrarietà entro 6 mesi dall’assunzione.

I fondi pensione vanno a fondo per affetto della crisi delle borse; nel primo trimestre 2008 perdono mediamente il 2% mentre il tfr guadagna lo 0,8% netto. Alcune linee di investimento hanno realizzato perdite superiori al 10%.

Come era facilmente intuibile, se ne va in fumo il salario dei lavoratori e guadagnano, a prescindere da come rende l’investimento, solo i gestori e le banche.

I fondi pensione, essendo investimenti a rischio dipendono dai rendimenti finanziari; pertanto la caduta dei rendimenti borsistici, e la recessione americana/mondiale bruciano quotidianamente miliardi di euro.

Del resto la massiccia fuga degli investitori nei fondi comuni conferma questo andamento.

Saggiamente la stragrande maggioranza dei lavoratori, come proposto dalla Cub, ha deciso di tenere il Tfr in azienda.

Le scarse adesioni ai fondi pensione di categoria (il 15,2% di fine 2007, circa 1,9 milioni di lavoratori, compresi i truffati dal silenzio assenso), hanno affossato il progetto di smantellamento della previdenza pubblica e la sua sostituzione con un sistema individuale a favore della borsa, della speculazione e degli affaristi.

I rendimenti deludenti hanno ridotto anche le adesioni; la spinta propulsiva allo scippo del tfr è sostanzialmente fallita ed esaurita e in alcuni fondi le uscite superano le nuove adesioni.

Deve continuare con maggior vigore l’impegno affinché i nuovi assunti siano correttamente informati sui rischi dello scippo del tfr a favore dei fondi pensione e sul fatto che devono esprimere la propria eventuale contrarietà entro 6 mesi dall’assunzione.


A cura dell’ufficio studi Cub

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http://obzudi.splinder.com/
 
expo MI e sicurezza sui posti di lavoro PDF Stampa E-mail
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lunedì 28 aprile 2008
verso un a iniziativa a milano a maggio


Oggi siamo qui, come Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro di
Milano, non solo per sostenere e condividere il percorso di opposizione e
lotta alla tanto osannata vittoria per l'Expo 2015, ma per evidenziare
quella che è la primaria emergenza : LA CONTINUA STRAGE OPERAIA, IN NOME DEL
PROFITTO PADRONALE.

E come sempre sono i tragici fatti che dicono ciò. 16 aprile  Cornate D'Adda
alla Masterplast, piccola fabbrica del profondo Nord - "territorio"
leghista - muoiono Raimondo Casati, 47 anni, e Mouss Compaure, 27 anni del
Burkina Faso. Un operaio italiano e uno immigrato che non fa gridare al
centrodestra e al centrosinistra a nessuna "emergenza immigrati", mostrando
quanto siano funzionali alle logiche del profitto delle piccole e grandi
imprese, la campagne allarmistiche che additano come criminali gli
immigrati. Ma ancor di più mostrano quanto conti, per questi "signori", la
sicurezza e la stessa vita di un operaio, italiano o immigrato che sia :
MENO DI NIENTE.
E tanto hanno a "cuore" la vita dei lavoratori che anziché applicare, pur
nei suoi limiti, il Testo Unico sulla sicurezza, vogliono modificarlo per
accontentare Confindustria, come dichiarato dal Senatore PdL M. Sacconi,
anziché considerare omicidio le inadempienze delle Aziende, come richiesto
dai giudici che indagano sulla strage della ThyssenKrupp. E vogliono
"detassare gli straordinari" che di fatto hanno aumentato la percentuale
degli incidenti e delle morti di e sul lavoro.

Così come le "grandi opere", come l'Expo, mostrano come per la legge del
profitto padronale non conti nulla la vita, anche, delle popolazioni : che
si ammalano e muoiono per l'amianto non smaltito dalle Aziende o che
 "arreda" le case (come è emerso in via Feltrinelli a Milano); che vengono
aizzati contro i Rom, ma che per anni sono stati "beneficiati" di rifiuti
tossici e cancerogeni (come alla Bovisasca sempre "grande" Milano); a cui
viene presentata la grande vittoria dell'Expo 2015, ma a cui viene occultato
che questo significherà "soltanto" una quindicina di operai da sacrificare
per la costruzione delle strutture "necessarie" (come se non bastassero i
tanti, principalmente immigrati, uccisi per la costruzione del Polo
Fieristico Rho/Pero); per non parlare dell'impunità per le tante piccole e
grandi aziende, chimiche-raffinerie-e altre- che hanno inquinato l'aria e la
falda acquifera, come e peggio che in Campania.

  Noi aderenti alla Rete Nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
(costruita da delegati del sindacalismo di base e confederale, RLS,
Ispettori del lavoro, Associazioni Famigliari vittime sul lavoro, avvocati,
artisti, giornalisti, Comitati popolari - che al di la delle appartenenze,
si battono per il rispetto dei diritti, in primis, dei lavoratori)  abbiamo
promosso una Marcia/Carovana che non è una "marcia per la pace", ma è un
percorso di guerra sociale e politica a fronte della quotidiana guerra
contro i lavoratori; una guerra di civiltà che vogliamo combattere per
affermare la civiltà del lavoro e dei lavoratori, contro la inciviltà dello
sfruttamento e del profitto. Una battaglia non solo dei lavoratori, ma
realmente di popolo, a cui invitiamo ad aderire e partecipare  chi oggi si
mobilita contro lo scempio dell'Expo, ma anche per far aderire i tanti oggi
non presenti. Per questo proponiamo di costruire un'iniziativa sul
territorio per il mese di maggio, che ci auguriamo sia di rafforzamento
delle comuni battaglie.

Rete Nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro, Milano
Per aderire, per partecipare:
e-mail : Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ; cell. 338/7211377
19/04/08
Ultimo aggiornamento ( lunedì 28 aprile 2008 )
 
TA sicurezza sui posti di lavoro PDF Stampa E-mail
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mercoledì 23 aprile 2008
 sicurezza sui posti di lavoro


E così Riva non si è presentato questa mattina al tribunale di pace per
l'udienza per la querela da lui intentata contro Margherita
Calderazzi coordinatrice dello slai cobas per il sindacato di classe taranto
per una scritta 'riva assassino' apparsa sui muri
dell'ilva in occasione della morte di un  operaio
Noi invece ci siamo presentati per dire chiaro chi processa chi ?
morti bianche inquinamento diossina vorremmo un processo complessivo su
tutto questo e sul sitema ILVA, non perchè vogliamo chiudere la fabbrica ma
perchè la vita e la salute operaia e dei cittadini di taranto dovrebbe
essere salvaguardate
cosa che non viene fatta dalle istituzioni locali e dalle organizzazioni
confederali ufficiali
Così come si sono presentati  oltre 150 operai alle 15 e oltre 300 operai
alle 14 all'iniziativa inserita nella marcia carovana per la sicurezza sui
posti di lavoro, promossa dalla rete nazionale per la sicurezza sui posti di
lavoro di cui siamo parte
uno scenario di sagome insaguinate con i nomi degli ultimi 10 operai morti
negli ultimi anni hanno fatto da sfondo e da denuncia
al discorso tenuto dal rappresentante della rete nazionale che ha parlato
oltre 20 minuti a turno
-  denuncia della situazione attualmente in Ilva e della persecuzione dei
rappresentanti lavoratori per la sicurezza, con il caso semeraro
rls fiom, isolato dalla stessa fiom perchè critica il suo stesso sindacato
di nondargli copertura ma anche proposta
rinnoviamo subito gli rls con un nuovo sistema elettorale tutti elettori e
tutti eleggibili in ogni area per mettere fine al controllo  delle
segreterie sugli rls
spesso nominati e non eletti
- rilanciare la battaglia per la postazione ispettiva dentro l'ILVA
denunciando anche qui l'isolamento a cui è sottoposto l'isp: severini
impegnato allp'Ilva da sempre
- sostenere i familiari fare del 12 giugno una giornata della memoria
dedicata agli operai uccisi dal profitto dei padroni
- aprire lo scontro sul testo unico sulla sicurezza con il nuovo governo
promuovendo scioperi e iniziative di lotta verso una manifestazione
nazionale a ROMA per giugno

all'Ilva ci  si organizza e ci saremo

rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
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per taranto
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