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Monday 11 July 2005
ILVA - TARANTO

Scioperare per la sicurezza è giusto, necessario e legittimo!
Ritiro immediato delle minacce di licenziamento verso delegati e operai
Acciaierie - Ilva di Taranto.

Venerdì 8 luglio 7 operai e 2 delegati Rsu Fiom, hanno ricevuto dall¹Ilva
lettere di contestazione annuncianti provvedimenti di licenziamento.
2 giorni prima questi operai e delegati che lavorano nell¹Acciaieria 1
avevano giustamente scioperato di fronte al fatto che, nonostante denunce e
recenti incidenti gravi e infortuni per esplosioni alla caldaia
dell¹impianto di raffreddamento del convertitore 1, l¹azienda, a fronte di
un¹ennesima perdita di acqua alla caldaia, che se a contatto con la ghisa
liquida avrebbe potuto provocare altre violente esplosioni, non ha voluto
arrestare gli impianti, mettendo nuovamente a rischio la salute e la vita
degli operai che vi lavorano.
Che questi delegati e operai avessero pienamente ragione è dimostrato anche
dal sequestro dell¹impianto fatto subito dopo dagli ispettori dell¹Asl, che
ha dichiarato il Convertitore 1 a rischio.

Lo Slai Cobas esprime la massima solidarietà ai delegati e lavoratori,
minacciati di licenziamento. E¹ assurdo e inaudito che ora l¹azienda cerchi
pretesti per liberarsi di delegati scomodi e di operai che alzano la testa.
Questa minaccia di licenziamenti non deve avere assolutamente seguito, è un
atto di intimidazione contro tutti i lavoratori, contro tutti i delegati
sindacali, contro tutti coloro che vogliono fare realmente sindacato
all¹Ilva.

L¹art. 14 della L. 626 stabilisce in maniera inequivocabile che i lavoratori
hanno il diritto individuale e collettivo di fermarsi ed allontanarsi da
situazioni di pericolo. Questo è quello che è stato fatto.
Questo è quello che da tempo lo slai cobas dice che devono fare tutti i
delegati e gli operai all¹Ilva, a qualsiasi sindacato appartengono; e le
segreterie sindacali hanno il dovere di dare copertura senza condizione a
questo legittimo comportamento.
E¹ l¹azienda che è fuori legge e facendo così si assume la responsabilità in
prima persona della catena di esplosioni, infortuni gravi e morti che si
sono susseguiti senza soluzione di continuità in questi mesi e per i quali
giustamente deve rispondere in fabbrica e in Tribunale.

Per questo siamo per la piena partecipazione alle iniziative sindacali
promosse dalla Fiom sulla questione. Non è un problema di sigle sindacali,
ma di interesse generale dei lavoratori.
Noi che siamo per l¹autorganizzazione operaia nei cobas in fabbrica, per la
tutela rigida delle condizioni di sicurezza, per le quali non abbiamo mai
risparmiato critiche a delegati e organizzazioni sindacali poco attive sul
tema, ci sentiamo colpiti in prima persona e diciamo chiaro che questo
attacco non deve passare, nè passerà!

Siamo perchè tutte le forze sociali e politiche e le istituzioni si
schierino dalla parte dei lavoratori su un problema concreto ma esemplare
della situazione effettiva in Ilva. In particolare il Presidente della
Regione Puglia, Vendola, non può dare credito e avalli ai comportamenti e
alle dichiarazioni fatte da Riva, nel vertice tenuto negli stessi giorni in
Regione, in materia di sicurezza, ambiente e tutela dei diritti dei
lavoratori in fabbrica, il padron Riva che con la solita arroganza che lo
caratterizza ha giustificato la situazione di grave rischio vita e salute
dicendo che l¹Ilva è come una città con 20 mila abitanti in cui ³ad una
massaia può capitare di farsi male mentre taglia le patate². Vendola è
tenuto a prendere immediata posizione e a mettere in discussione il ŒPatto
d¹intesa¹, ora anche per queste minacce di licenziamento.

Il piano industriale di Riva ha fatto una bella presentazione... Vuol dire
che per i prossimi anni la proposta è sempre: più produzione in ogni
condizione, più profitti, a scapito della salute, delle condizioni di lavoro
e dei diritti dei lavoratori. Si vogliono colpire i giovani operai, creare
un clima di paura e di terrore che non può essere accettato. La dignità, i
diritti e la salute dei lavoratori viene prima di ogni cosa, si lavora per
vivere e non per morire.

Porteremo al Convegno operaio nazionale che si tiene alla Fiat di Melfi
venerdì 15 luglio (presso centro sociale di Rionero ore 9-14) la denuncia di
questi licenziamenti, chiamando ad un¹immediata solidarietà e mobilitazione
gli operai della fabbrica dei 21 giorni, che si sono ribellati a un clima di
sfruttamento e repressione simile, con l¹aggiunta del pericolo di morte, a
quello che c¹è all¹Ilva.

Invitiamo i delegati e i lavoratori dell¹Ilva colpiti, così come ogni
delegato e operaio di altre fabbriche e posti di lavoro, a portare
direttamente al Convegno la propria voce e la propria lotta.

SLAI COBAS per il sindacato di classe
ILVA TARANTO

Taranto v. Rintone, 22 - T/F 0994792086 - 3475301704 Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 
XIV FESTA DI RADIO ONDA D'URTO PDF Stampa E-mail
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Monday 11 July 2005
XIV FESTA DI RADIO ONDA D'URTO

DAL 12 AL 27 AGOSTO 2005

ATTENZIONE

LA FESTA HA CAMBIATO SEDE

NUOVA AREA FESTE IN VIA MAGNOLINI
ZONA DI VIA SERENISSIMA - TRA S.EUFEMIA E BUFFALORA
ZONA EST DI BRESCIA
USCITA AUTOSTRADA BRESCIA CENTRO
TANGENZIALE SUD USCITA S.EUFEMIA

Ultimo aggiornamento ( Monday 29 August 2005 )
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Roma: Sempre sul S.Maria della Pieta' PDF Stampa E-mail
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Monday 11 July 2005
Per l\'uso Pubblico, Sociale e Culturale dell\'Ex Manicomio di Roma S.Maria
della Pietà
Padiglione 31, S.Maria della Pietà (M.Mario)   info 339 2646341 - 334
3466267  - fax 178 6028921
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


COMUNIATO STAMPA
 
FERMATELO SUBITO!!
 
 
Franco Condò, Direttore Generale della ASL RME, nonostante il No della
Regione Lazio e del Comune, chiede l’intervento della Polizia per sgomberare
il Padiglione 25 del S.Maria della Pietà, da sette anni occupato da famiglie
senza casa in attesa di assistenza alloggiativa.
 
Non vi è alcun senso in ciò che è successo stamattina. La Polizia ha tentato
di sgomberare il Padiglione 25 senza che ve ne fossero fondati motivi.
I senza casa, circa 20 nuclei familiari tra cui molti bambini piccoli, sono
in attesa di assistenza alloggiativa e, per questo, hanno anche la residenza
provvisoria al S.Maria della Pietà.
Quindi nessun motivo giustifica l’azione intrapresa, tranne l’arroganza
della dirigenza ASL che continua ad imperversare sul Comprensorio del
S.Maria della Pietà.
Per fortuna, l’intervento di rappresentanti di Regione e Comune ha impedito
che si realizzasse questo atto gravissimo.
 
Ma, ancora più grave è il fatto che, a circa 2 mesi dal cambio di Direttore
della ASL RME, l’attuale dirigenza continui ad operare in assoluta
autonomia, perpetrando le azioni illegittime che da anni si compiono nel
Comprensorio.
Ancora, la ASL tenta di impedire le iniziative autorizzate, della nostra
associazione, chiudendo l’accesso serale al Parco.
Ancora la ASL continua ad invadere i padiglioni del S.Maria con servizi
impropri, violando qualsiasi regola e senza alcuna pianificazione.
Dopo lo smantellamento degli Ostelli, dopo la sanitarizzazione del S.Maria,
dopo la violazione delle Leggi Nazionali e la reimmissione illegale di
servizi psichiatrici all\'interno del comprensorio.
 
QUESTO DIRETTORE FA SOLO DANNI. DEVE ANDARE VIA SUBITO, SENZA ASPETTARE UN
GIORNO DI PIU’ E CON LUI I DIRIGENTI CHE HANNO GESTITO IL COMPRENSORIO DEL
S.MARIA DELLA PIETA’
 
L’Associazione Ex Lavanderia non sarà disponibile a subire ulteriormente
soprusi da parte di questa dirigenza incosciente e arrogante.
 
PERCHE’ IL S.MARIA DELLA PIETA’ TORNI ALLA CITTA’ E ALLA NORMALITA’

Associazione ex Lavanderia Occupata                       &nb sp;                 
    7/7/2005   Roma
 
SOLIDARIETA' AGLI IMMIGRATI! CONTRO I CPT,CONTRO LE GALERE! W L'ANARCHIA! PDF Stampa E-mail
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Monday 11 July 2005
UNA CAMPAGNA FURIBONDA

La situazione è chiara.
In un Paese in difficoltà - con una classe dirigente che dimostra ogni
giorno di più la propria incapacità nel gestire e governare gli interessi
collettivi, con l'Unione lacerata al suo interno per questioni di leadership
e una sinistra radicale che cerca di ritagliarsi nell'alveo parlamentare un
duraturo posto al sole - gli apparati repressivi esplicano un'evidente
capacità di provocazione poiché non riescono a controllare il conflitto in
atto.

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