.: Italia Alternativa :. 
 .: Thursday 08 January 2009 :. 
Home arrow Ultime notizie


A blog of all section with no images
Così si muore (Sulle bombe di Londra) PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
Monday 25 July 2005
COSI' SI MUORE

Le terribili bombe esplose a Londra dimostrano una cosa sola: il terrore che
gli Stati e i capitalisti occidentali spargono in ogni angolo del mondo sta
tornando indietro. I morti di Londra - indiscriminati come i morti di tutte
le guerre - hanno portato in Europa un pezzo di Baghdad, di Jenin, di Kabul.
Assieme alla merce, alla tecnologia, alla miseria, si globalizza anche la
paura.

Non avendo voluto o saputo dissociarsi praticamente dai propri governi
esportatori di bombe e di massacri, le popolazioni si espongono a cieche e
odiose rappresaglie. "La guerra è anche qui" non è più un semplice
avvertimento antimilitarista. È una verità fredda come un cadavere.

"La prossima volta toccherà all'Italia" - si ripete ormai con insistenza.
Può essere. E tutti sanno - per primi i vari rappresentanti dei Ministeri
della Paura e della Propaganda - che è impossibile impedire simili gesti con
i dispositivi polizieschi, fossero pure i più imponenti e sofisticati del
mondo. Colpire a caso una popolazione è il gesto militare più imprevedibile
e più facile. Facile come l'accecamento e la disperazione da cui proviene.

L'isteria securitaria serve solo a rafforzare il controllo sociale ai danni
dei dissidenti e degli immigrati. Una società blindata non tollera alcuna
critica e giustifica ogni repressione. Non a caso sono aumentate le
espulsioni di stranieri privi di documenti. Non a caso sono in preparazione
leggi speciali "antiterrorismo" che stritoleranno le già magre libertà
individuali. La nozione di "terrorismo", del resto, è così opportunamente
generica da ricoprire ormai ogni forma di opposizione sociale. Non a caso,
subito dopo le bombe londinesi, la falsificazione mediatica si è spinta fino
ad ipotizzare una "matrice anarchica" dietro la strage. Eh no, servi vestiti
da giornalisti, canaglie vestite da ministri, la sola violenza che gli
anarchici accettano è quella contro gli oppressori. Colpire nel mucchio,
massacrare gente qualsiasi è una pratica che appartiene unicamente agli
Stati e ai loro concorrenti.

I morti di Londra per noi si uniscono a quelli d'Iraq, d'Afghanistan, di
Palestina. Sono il prezzo che questa società basata sul profitto e sulla
guerra vuole farci pagare. Sono uno spietato atto d'accusa contro la nostra
indifferenza. Non ci uniremo all'ipocrisia di chi piange i morti europei
mentre applaude le devastazioni in Medio Oriente. I responsabili maggiori
delle bombe londinesi sono i governi occidentali, quello inglese in testa.

Quali sono, infatti, i tanto sbandierati "valori occidentale"? In nome della
pace e dell'umanità sono stati sterminati - dal 1991 ad oggi - un milione e
mezzo di iracheni. Il fine giustifica i mezzi: non è forse questa la morale?
Dopo le bombe di Madrid, il governo spagnolo ha ritirato le truppe dall'
Iraq. Il fine giustifica i mezzi. La logica è la stessa.

Che il dolore si faccia coscienza, perché è troppo tardi per le lezioni di
educazione civica impartite a chi è gonfio di odio e di lutti.

Che la coscienza diventi ostinato rifiuto di continuare così. Perché così si
muore.

(trato da Adesso - Foglio di critica sociale - Rovereto, 10 luglio 2005 -
Numero 21)
 
dall''Associazione di Solidarieta' Proletaria PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
Monday 25 July 2005
      Solidarietà al compagno Angelo D’Arcangeli membro della Delegazione dell’(n)PCI.



L'Associazione di Solidarieta' Proletaria, esprime piena solidarietà di classe al compagno Angelo D’Arcangeli, arrestato dalla DNAT francese la mattina del 19 Luglio. Riteniamo quest’ennesima operazione repressiva come prosecuzione della campagna di persecuzione politica che gli apparati repressivi francesi in combutta con la banda Berlusconi, stanno orchestrando contro i membri e i simpatizzanti del (nuovo)Partito Comunista Italiano.
E’ del mese di Maggio ’05 l’arresto dei compagni Giuseppe Maj e Giuseppe Czeppel membri dell’(n)PCI, tutt’ora prigionieri politici nelle galere francesi, perché colpevoli di essere comunisti determinati a lottare per fare dell’Italia un paese socialista.
Con l’arresto del compagno Angelo la borghesia e i suoi cani da guardia in divisa hanno nuovamente violato le loro stesse leggi , arrestando un militante comunista la cui attività politica per conto della Delegazione dell’(n)PCI è a carattere pubblico e legale, in base alla supposizione dell’esistenza di un legame tra il compagno Angelo e il (nuovo)PCI. Legame inesistente tranne che nelle menti e nei piani degli apparati repressivi francesi che con metodi terroristici martedì mattina alle 6.20 si sono introdotti nell’appartamento in cui il compagno Angelo convive insieme ad altre persone, arrestando il compagno stesso e mettendo a soqquadro l’intero appartamento -(per ulteriori approfondimenti rimandiamo al comunicato dell’ADEEL)-.
Come ci dimostrano le impunite aggressioni dei fascisti, gli arresti degli immigrati islamici, gli sgomberi dei centri sociali del torinese e non ultimo l’ulteriore irrigidimento delle misure repressive nel nostro paese (vedi dottrina Castelli-Pisanu), la borghesia imperialista per fronteggiare la crescente resistenza delle masse popolari è sempre più costretta ad andare contro le sue stesse leggi, pur di colpire gli elementi d’avanguardia del movimento di resistenza delle masse popolari. Così assolda i fascisti per assaltare centri sociali, aumenta la persecuzione degli immigrati islamici per reprimere la vittoriosa resistenza che i popoli arabi stanno estendendo nelle retrovie del nemico e cerca in ogni modo di impedire la rinascita del movimento comunista, come ne è dimostrazione l’arresto del compagno Angelo e in precedenza dei compagni Maj e Czeppel membri del (nuovo)PCI.
Chiediamo l’immediata scarcerazione del compagno Angelo, un compagno conosciuto e stimato per il suo lavoro in favore della rinascita del movimento comunista, illegalmente arrestato dagli apparati repressivi francesi.
Inoltre lanciamo a tutte le diverse aree del movimento l’invito a raccogliere l’appello dell’ADEEL a solidarizzare con il compagno Angelo, contro la persecuzione dell’(n)PCI e dei suoi simpatizzanti.

LIBERTA’ PER ANGELO D’ARCANGELI!
LIBERTA’ PER GIUSEPPE MAJ E GIUSEPPE CZEPPEL!
LIBERTA’ PER I COMUNISTI PRIGIONIERI!


ASSOCIAZIONE DI SOLIDARIETA' PROLETARIA (ASP)

Comunicato del 20 luglio 2005

Angelo D’Arcangeli, membro della Delegazione del (n)PCI, ieri mattina, a Parigi, è stato arrestato dalla DNAT, la Divisione Nazionale Antiterrorismo.
Ieri mattina, alle ore 6,10, cinque poliziotti della DNAT (Division National Antiterroriste), armati e muniti di giubbotto antiproiettile, accompagnati da una traduttrice, sono venuti al domicilio della compagna Elise Sainero, membro dell’ADEEL, per cercare Angelo D’arcangeli, su ordine della commissione rogatoria del giudice G. Thiel nel quadro dell’inchiesta sul (nuovo) Partito Comunista Italiano e dei suoi membri attualmente incarcerati, Giuseppe Maj e Giuseppe Czeppel.
Dopo aver spaccato la serratura e sfondato la porta, hanno sbattuto a terra e ammanettato le persone presenti nell’appartamento, ossia Angelo e i due coinquilini di Elise (che aveva lasciato per conto suo l’appartamento qualche minuto prima). I poliziotti hanno perquisito l’appartamento, acceso i computers e copiato il disco rigido di quello di Elise. Hanno scattato anche delle foto dall’appartamento e hanno disegnato la pianta dello stesso, con la dislocazione dei mobili. Hanno portato via anche alcuni oggetti (a nostra conoscenza: una bandiera, alcuni manifesti e qualche foto d’Elise che si stupivano di non trovare nell’appartamento e che credevano in fuga).
Angelo è stato interrogato da solo in una camera dell’appartamento e gli hanno messo di fronte un verbale, che egli si è rifiutato di firmare fino a che non avrebbe potuto vedere i suoi avvocati.
Poi è stato condotto ammanettato a casa di un altro membro dell’ADEEL, che l’ospitava in sua assenza. Sono tornati con le chiavi (che hanno tenuto) e non ci hanno trovato che la bella madre peruviana del militante. Una traduttrice di spagnolo ha posto qualche domanda alla vecchia donna, senza precisare i motivi dell’intrusione. La camera dove era ospitato Angelo è stata perquisita, così come i suoi effetti e sono state scattate delle foto dall’appartamento. Poi è stato portato via e non sappiamo più nulla.
La sera alle 17.00 Elise e i suoi due coinquilini sono stati convocati alla DNAT per un “colloquio”. Gli interrogatori sono durati 2 ore e mezzo per Elise (ADEEL) e si è basato principalmente su domande riguardanti Angelo, il suo impegno politico e i rapporti che essi intrattengono. Gli altri due sono stati ascoltati, per quasi 2 ore il primo, e meno di un’ora il secondo, sempre su questioni riguardanti Angelo, i suoi rapporti con Elise, l’ADEEL e il (n) PCI.
Angelo potrà vedere il suo avvocato solo dopo tre giorni dall’arresto (precisamente la mattina del 22, Venerdì) e solo allora avremo notizie più dettagliate sull’arresto, che faremo girare.
Restiamo all’erta e mandiamo a voi le notizie del suo arresto.
Messaggi di solidarietà sono benvenuti!

ADEEL (Association puor la Défense d'un Espace Européenne des Libertès)
C/o Borse du Travail 9/11, rue Génin 93 200 Saint-Denis
France
 
appello per la mobilitazione dell'11 settembre contro la guerra. PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
Monday 25 July 2005
APPELLO PER LA MOBILITAZIONE DELL’11 SETTEMBRE CONTRO LA GUERRA E PER LA
CHIUSURA DELLA BASE DI CAMP DARBY


La situazione internazionale, legata in generale alla guerra di
aggressione permanente contro i popoli mediorientali ed in particolare
all’occupazione di Palestina ed dell’Irak, diventa di settimana in
settimana più tragica: gli scenari bellici, a partire dall’Irak, sono
ormai incontrollabili e diventa di giorno in giorno più palese che
l’aggressione ai popoli è strumento indispensabile per chi persegue
l’obiettivo del controllo del petrolio e dei principali corridoi per gli
oleodotti.

La guerra non risparmia più neppure l’Europa: dopo Madrid, anche Londra è
stata colpita e si va diffondendo la certezza (fomentata dal Governo,
quasi che se lo augurasse per poter meglio giustificare la “lotta al
terrorismo” e la permanenza dei soldati italiani in Irak) che presto sarà
colpita anche l’Italia.

Intanto, gli effetti devastanti dello stato di guerra - in cui di fatto
stiamo affondando - si stanno moltiplicando anche nelle nostre città, in
cui si diffonde l’insicurezza derivante dal rischio ormai non più teorico
di attentati, che si aggiunge ai costi della guerra pagati dai lavoratori
e dalle classi popolari con i tagli al salario, alle pensioni e ai servizi
sociali essenziali (sanità trasporti, scuola). Le devastanti conseguenze
sociali hanno l’effetto di far crescere la xenofobia e le proposte
anticostituzionali dei vari partiti d’ordine, da sempre nemici della
democrazia e dei lavoratori.

In questa situazione occorre un rilancio del movimento contro la guerra,
per non restare paralizzati dalla paura che immobilizza donne e uomini e
fa arretrare le stesse lotte dei lavoratori.

purtroppo, il movimento contro la guerra sconta le mille contraddizioni
delle molte organizzazioni sociali, associative, sindacali e politiche che
lo compongono o lo accompagnano (spesso più per controllarlo che per
sostenerlo): il prossimo appuntamento dell’11 settembre potrà diventare un
nuovo inizio per rilanciare il movimento e fare superare le divisioni che,
se mantenute, indeboliranno ulteriormente la capacità di comunicare le
ragioni della pace e soprattutto di mantenere quel consenso generale e
diffuso perché alla disgraziata avventura in Irak si ponga fine il più
presto possibile, senza ulteriori rinvii e con posizioni nette e chiare
contro l’occupazione.

Per incoraggiare questo rilancio, è stata lanciata per il prossimo 11
settembre una proposta di mobilitazione nazionale articolata
territorialmente con iniziative davanti alle basi militari USA e NATO
presenti su tutto il territorio dalla Sardegna alla Puglia, dal Veneto
alla Toscana, dalla Campania alla Sicilia.  L’opposizione e la
mobilitazione contro le basi è finalmente diventata una delle campagne
fondamentali che a Porto Alegre il Forum Mondiale ha inserito nella sua
piattaforma, individuandole come struttura permanente sui territori che
consente al sistema-guerra di ramificare le aggressioni pianificate nelle
centrali politico-militari dell’Occidente/Nord del mondo; la presenza
delle basi rappresenta inoltre, oltre che un pericolo reale alla salute,
all’ambiente e alla sicurezza, una ferita aperta contro la sovranità e la
volontà delle stesse popolazioni che sono costrette a convivere con le
basi, imposte con trattati segreti di cui occorre rivendicarne la
pubblicizzazione come primo atto per sensibilizzare i cittadini. Il nostro
impegno nelle varie iniziative e percorsi - dal Comitato per lo
smantellamento e la riconversione di Camp Darby al Camping Darby 2005,
fino al Convegno Terre di pace – è dunque teso a promuovere il confronto
più ampio e nello stesso tempo coerente tra le diverse sensibilità e
prospettive presenti nel movimento, con l’obiettivo di fare della
questione delle basi uno degli assi portanti della lotta contro la guerra.

Crediamo peraltro che sia necessario il massimo di sforzo per promuovere
la partecipazione più ampia possibile: come Cobas siamo pertanto impegnati
a rilanciare la mobilitazione contro la guerra a livello nazionale,
internazionale e territoriale, e crediamo che l’11 settembre occorra
costruire una grande mobilitazione davanti alla base militare USAR di Camp
Darby a cui partecipino tutte le forze impegnate a ribadire il NO senza se
e senza ma alle guerre di aggressione e alle occupazioni militari (come
alle colonizzazioni speculativo-finanziarie).

Lanciamo dunque un appello perché ai primi di settembre (indichiamo una
data orientativa per martedì 6 settembre presso Circolo Utopia) si
costruisca una riunione/assemblea cittadina, se non regionale, in vista
della scadenza dell’11 settembre.

Invitiamo tutti i pacifisti, i settori di movimento, le forze sociali,
associative, sindacali e politiche a partecipare e a portare il proprio
contributo per rilanciare sul nostro territorio la mobilitazione contro la
guerra, contro la presenza di Camp Darby e contro tutte le basi militari
USA/NATO sul territorio italiano.



RITIRO IMMEDIATO DALL’IRAK

PER LA CHIUSURA DI CAMP DARBY E DELLE BASI USA/NATO

SOLIDARIETA’ A TUTTE LE VITTIME CIVILI DELLA GUERRA

E DEGLI ATTENTATI

RICONOSCIMENTO ALL’AUTODETERMINAZIONE E AL DIRITTO DEI POPOLI A RESISTERE


CONFEDERAZIONE COBAS - PISA
 
Iiziative del 10-11 settembre PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
Monday 25 July 2005
Appello per la convocazione delle iniziative del 10-11 settembre

(24 luglio 2005)

I tragici attentati di Londra hanno ridato fiato ai cultori della guerra preventiva/globale e a quanti sostengono che la guerra, lungi dal fermarsi, deve estendersi ed approfondirsi per estirpare il "terrorismo".

In realtà ciò che opera non è una presunta "spirale guerra-terrorismo" ma una terrificante guerra che sta dilagando dappertutto nel mondo. Il sistema guerra sta mietendo ovunque sempre più vittime civili : il vastissimo movimento per la pace a carattere mondiale, prova identico orrore e ripulsa per i morti di Londra come per quelli di Falluja, nè considera un morto "occidentale" più importante di un morto iracheno o palestinese o afgano.

E' prevedibile che gli Usa e il coro di guerrafondai vorranno trarre ancora più vantaggi in vista del prossimo 11 settembre, quando gli attentati delle Twin Towers verranno usati non solo per giustificare bensì per estendere la guerra permanente contro la "ferocia del terrorismo".

In tale quadro, per la prima volta l'11 settembre è purtroppo anche la data di convocazione della marcia Perugia-Assisi, indetta dalla "Tavola della pace", marcia che in altre occasioni aveva visto realizzarsi una vasta mobilitazione unitaria contro la guerra.

La pessima scelta di far coincidere la manifestazione proprio con tale data-simbolo, la centralità data dai promotori, nelle parole d'ordine e nel materiale di propaganda, alla "lotta al terrorismo"- che diviene l'obiettivo principale mentre sparisce la richiesta di ritiro immediato delle truppe dall'Iraq - e l'enfasi ossessiva su un inverosimile "riprendiamoci l'ONU" - che vorrebbe far credere che l'ONU sia stato in passato "nostro" e che possa diventare uno strumento democratico di governo del mondo - realizzano una indicazione ambigua e sbagliata che rende impossibile la partecipazione di quanti ripudiano la guerra " senza se, senza ma".

Mentre consente al gruppo dirigente del centrosinistra, ai Fassino,D'Alema,Rutelli,Marini,Prodi,.di legittimare la politica che passa per il graduale ritiro delle truppe per permettere il passaggio sotto le bandiere Onu dell'occupazione irakena; una Onu recuperata e disponibile per " nuove missioni umanitarie".

Di questo scivolamento neogovernativo, dell'irriformabilità dell'Onu, della necessità di rafforzare e articolare una campagna permanente contro il "sistema Guerra",di rifiuto del "pacchetto di leggi emergenziali e liberticide"( più fermo di polizia, più arresti e CPT), ne parleremo nell'Assemblea Nazionale, che proponiamo per il 10 settembre a Roma al vasto arco di forze componenti il movimento nowar. Dopo Londra, la maggioranza del popolo italiano è ancora più convinto dell'uscita dai teatri di guerra e del ritiro delle truppe dall'Irak , come del resto della necessità di realizzare concreti ponti di pace ponendo fine al riarmo e alle basi militari, dove si scoprono una quantità enorme di armi atomiche installate e pronte a colpire , a distruggere, a cancellare noi ed altri popoli.

L'11 settembre 2005 deve poter simboleggiare un autentico messaggio di pace, l'indicazione senza ambiguità di una forte repulsa della guerra attraverso la mobilitazione per il disarmo nucleare e convenzionale, per lo smantellamento delle basi, per la chiusura e riconversione delle fabbriche d'armi.: facciamo in modo che a Camp Darby, come a Taranto, La Maddalena; Quirra, Sigonella, Pisignano, Aviano, Gaeta, Napoli,..

Il popolo della pace torni a manifestare con passione e determinazione.

*Confederazione Cobas,Comitato Nazionale per il ritiro dei militari italiani dall'Irak, Rete dei Comunisti, Action, Red Link, Contropiano....*

/riferimenti:
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo <mailto: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo >
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo <mailto: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo >/

fonte: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo <mailto: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo >
Ultimo aggiornamento ( Friday 09 September 2005 )
 
<< Inizio < Prec. 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 Pross. > Fine >>

Risultati 2329 - 2336 di 2532
 
Menu principale
Home
Forum
Archivio Documenti
Referendum
Movimento
AHA
Informatica
Invia Notizia
Calendario Eventi
December 2008 January 2009 February 2009
Thursday, 08 January, 2009
Immagine casuale (4.jpg)
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
Settimana 1 1 2 3 4
Settimana 2 5 6 7 8 9 10 11
Settimana 3 12 13 14 15 16 17 18
Settimana 4 19 20 21 22 23 24 25
Settimana 5 26 27 28 29 30 31
Spedisci Nuovo Evento Spedisci Nuovo Evento
Prossimi Eventi
View Full Calendar
Aggiungi Eventi
Ultime notizie
I più letti
Statistiche
Utenti: 61
Notizie: 2635
Collegamenti web: 73
Frase del giorno:

Collegamenti
AHA
Arcoiris tv
Indymedia Italia
Isole Nella Rete
Namir
Tactical Media Crew
Senza peli sulla lingua
Altri Links
Tutti i Contenuti
feed image
TopList
My Topsites List
Tag

"I brutti addormentati nel ... Policlinico" !?!  3 dicembre a Roma: spezzone anarchico contro tutte le frontiere!  340 EURO AL MESE DI AUMENTO AI CONSIGLIERI REGIONALI: DEMAGOGIA O VERGOGNA?  8 SETTEMBRE 2005, OMAGGIO A FABRIZIO CERUSO  a difesa della salute delle operaie Amadori di Cesena  Camera: la dichiarazione di voto di Oliviero Diliberto 24 maggio 2006  Contratto Enti Locali: Abbiamo perso altri 1000 euro