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dall''Associazione di Solidarieta' Proletaria |
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Monday 25 July 2005 |
Solidarietà al compagno Angelo D’Arcangeli membro della Delegazione dell’(n)PCI.
L'Associazione di Solidarieta' Proletaria, esprime piena solidarietà di
classe al compagno Angelo D’Arcangeli, arrestato dalla
DNAT francese la
mattina del 19 Luglio. Riteniamo quest’ennesima operazione repressiva
come prosecuzione della campagna di persecuzione politica che
gli
apparati repressivi francesi in combutta con la banda Berlusconi,
stanno orchestrando contro i membri e i simpatizzanti del
(nuovo)Partito Comunista
Italiano.
E’ del mese di Maggio ’05 l’arresto dei compagni Giuseppe Maj e
Giuseppe Czeppel membri dell’(n)PCI, tutt’ora
prigionieri politici
nelle galere francesi, perché colpevoli di essere comunisti determinati
a lottare per fare dell’Italia un paese
socialista.
Con l’arresto del compagno Angelo la borghesia e i suoi cani da guardia
in divisa hanno nuovamente violato le loro stesse leggi ,
arrestando un
militante comunista la cui attività politica per conto della
Delegazione dell’(n)PCI è a carattere pubblico e legale, in
base alla
supposizione dell’esistenza di un legame tra il compagno Angelo e il
(nuovo)PCI. Legame inesistente tranne che nelle menti e nei piani
degli
apparati repressivi francesi che con metodi terroristici martedì
mattina alle 6.20 si sono introdotti nell’appartamento in cui
il
compagno Angelo convive insieme ad altre persone, arrestando il
compagno stesso e mettendo a soqquadro l’intero appartamento -(per
ulteriori
approfondimenti rimandiamo al comunicato dell’ADEEL)-.
Come ci dimostrano le impunite aggressioni dei fascisti, gli arresti
degli immigrati
islamici, gli sgomberi dei centri sociali del torinese
e non ultimo l’ulteriore irrigidimento delle misure repressive nel
nostro paese (vedi dottrina
Castelli-Pisanu), la borghesia imperialista
per fronteggiare la crescente resistenza delle masse popolari è sempre
più costretta ad andare
contro le sue stesse leggi, pur di colpire gli
elementi d’avanguardia del movimento di resistenza delle masse
popolari. Così assolda i fascisti
per assaltare centri sociali, aumenta
la persecuzione degli immigrati islamici per reprimere la vittoriosa
resistenza che i popoli arabi stanno estendendo
nelle retrovie del
nemico e cerca in ogni modo di impedire la rinascita del movimento
comunista, come ne è dimostrazione l’arresto del compagno
Angelo e in
precedenza dei compagni Maj e Czeppel membri del (nuovo)PCI.
Chiediamo l’immediata scarcerazione del compagno Angelo, un
compagno
conosciuto e stimato per il suo lavoro in favore della rinascita del
movimento comunista, illegalmente arrestato dagli apparati
repressivi
francesi.
Inoltre lanciamo a tutte le diverse aree del movimento l’invito a
raccogliere l’appello dell’ADEEL a
solidarizzare con il compagno
Angelo, contro la persecuzione dell’(n)PCI e dei suoi simpatizzanti.
LIBERTA’ PER ANGELO
D’ARCANGELI!
LIBERTA’ PER GIUSEPPE MAJ E GIUSEPPE CZEPPEL!
LIBERTA’ PER I COMUNISTI PRIGIONIERI!
ASSOCIAZIONE DI SOLIDARIETA' PROLETARIA (ASP)
Comunicato del 20 luglio 2005
Angelo D’Arcangeli, membro della
Delegazione del (n)PCI, ieri mattina,
a Parigi, è stato arrestato dalla DNAT, la Divisione Nazionale
Antiterrorismo.
Ieri mattina, alle ore
6,10, cinque poliziotti della DNAT (Division
National Antiterroriste), armati e muniti di giubbotto antiproiettile,
accompagnati da una traduttrice, sono
venuti al domicilio della
compagna Elise Sainero, membro dell’ADEEL, per cercare Angelo
D’arcangeli, su ordine della commissione rogatoria del
giudice G. Thiel
nel quadro dell’inchiesta sul (nuovo) Partito Comunista Italiano e dei
suoi membri attualmente incarcerati, Giuseppe Maj e Giuseppe
Czeppel.
Dopo aver spaccato la serratura e sfondato la porta, hanno sbattuto a
terra e ammanettato le persone presenti nell’appartamento, ossia
Angelo
e i due coinquilini di Elise (che aveva lasciato per conto suo
l’appartamento qualche minuto prima). I poliziotti hanno
perquisito
l’appartamento, acceso i computers e copiato il disco rigido di quello
di Elise. Hanno scattato anche delle foto dall’appartamento e
hanno
disegnato la pianta dello stesso, con la dislocazione dei mobili. Hanno
portato via anche alcuni oggetti (a nostra conoscenza: una bandiera,
alcuni
manifesti e qualche foto d’Elise che si stupivano di non trovare
nell’appartamento e che credevano in fuga).
Angelo è stato
interrogato da solo in una camera dell’appartamento e
gli hanno messo di fronte un verbale, che egli si è rifiutato di
firmare fino a che non
avrebbe potuto vedere i suoi avvocati.
Poi è stato condotto ammanettato a casa di un altro membro dell’ADEEL,
che l’ospitava in sua
assenza. Sono tornati con le chiavi (che hanno
tenuto) e non ci hanno trovato che la bella madre peruviana del
militante. Una traduttrice di spagnolo ha
posto qualche domanda alla
vecchia donna, senza precisare i motivi dell’intrusione. La camera dove
era ospitato Angelo è stata perquisita,
così come i suoi effetti e sono
state scattate delle foto dall’appartamento. Poi è stato portato via e
non sappiamo più nulla.
La sera alle 17.00 Elise e i suoi due coinquilini sono stati convocati
alla DNAT per un “colloquio”. Gli interrogatori sono durati 2 ore
e
mezzo per Elise (ADEEL) e si è basato principalmente su domande
riguardanti Angelo, il suo impegno politico e i rapporti che essi
intrattengono.
Gli altri due sono stati ascoltati, per quasi 2 ore il
primo, e meno di un’ora il secondo, sempre su questioni riguardanti
Angelo, i suoi rapporti con
Elise, l’ADEEL e il (n) PCI.
Angelo potrà vedere il suo avvocato solo dopo tre giorni dall’arresto
(precisamente la mattina del 22,
Venerdì) e solo allora avremo notizie
più dettagliate sull’arresto, che faremo girare.
Restiamo all’erta e mandiamo a voi le
notizie del suo arresto.
Messaggi di solidarietà sono benvenuti!
ADEEL (Association puor la Défense d'un Espace
Européenne des Libertès)
C/o Borse du Travail 9/11, rue Génin 93 200 Saint-Denis
France
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appello per la mobilitazione dell'11 settembre contro la guerra. |
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Monday 25 July 2005 |
APPELLO PER LA MOBILITAZIONE DELL’11 SETTEMBRE CONTRO LA GUERRA E PER LA
CHIUSURA DELLA BASE DI CAMP DARBY
La situazione internazionale, legata in generale alla guerra di
aggressione permanente contro i popoli mediorientali ed in particolare
all’occupazione di Palestina ed dell’Irak, diventa di settimana in
settimana più tragica: gli scenari bellici, a partire
dall’Irak, sono
ormai incontrollabili e diventa di giorno in giorno più palese che
l’aggressione ai popoli è strumento
indispensabile per chi persegue
l’obiettivo del controllo del petrolio e dei principali corridoi per gli
oleodotti.
La
guerra non risparmia più neppure l’Europa: dopo Madrid, anche Londra è
stata colpita e si va diffondendo la certezza (fomentata dal
Governo,
quasi che se lo augurasse per poter meglio giustificare la “lotta al
terrorismo” e la permanenza dei soldati italiani in
Irak) che presto sarà
colpita anche l’Italia.
Intanto, gli effetti devastanti dello stato di guerra - in cui di fatto
stiamo affondando - si stanno moltiplicando anche nelle nostre città, in
cui si diffonde l’insicurezza derivante dal rischio ormai non
più teorico
di attentati, che si aggiunge ai costi della guerra pagati dai lavoratori
e dalle classi popolari con i tagli al salario, alle
pensioni e ai servizi
sociali essenziali (sanità trasporti, scuola). Le devastanti conseguenze
sociali hanno l’effetto di far
crescere la xenofobia e le proposte
anticostituzionali dei vari partiti d’ordine, da sempre nemici della
democrazia e dei lavoratori.
In questa situazione occorre un rilancio del movimento contro la guerra,
per non restare paralizzati dalla paura che immobilizza donne e
uomini e
fa arretrare le stesse lotte dei lavoratori.
purtroppo, il movimento contro la guerra sconta le mille contraddizioni
delle molte organizzazioni sociali, associative, sindacali e politiche che
lo compongono o lo accompagnano (spesso più per controllarlo che
per
sostenerlo): il prossimo appuntamento dell’11 settembre potrà diventare un
nuovo inizio per rilanciare il movimento e fare
superare le divisioni che,
se mantenute, indeboliranno ulteriormente la capacità di comunicare le
ragioni della pace e soprattutto di
mantenere quel consenso generale e
diffuso perché alla disgraziata avventura in Irak si ponga fine il più
presto possibile, senza
ulteriori rinvii e con posizioni nette e chiare
contro l’occupazione.
Per incoraggiare questo rilancio, è stata lanciata
per il prossimo 11
settembre una proposta di mobilitazione nazionale articolata
territorialmente con iniziative davanti alle basi militari USA e
NATO
presenti su tutto il territorio dalla Sardegna alla Puglia, dal Veneto
alla Toscana, dalla Campania alla Sicilia. L’opposizione
e la
mobilitazione contro le basi è finalmente diventata una delle campagne
fondamentali che a Porto Alegre il Forum Mondiale ha inserito
nella sua
piattaforma, individuandole come struttura permanente sui territori che
consente al sistema-guerra di ramificare le aggressioni
pianificate nelle
centrali politico-militari dell’Occidente/Nord del mondo; la presenza
delle basi rappresenta inoltre, oltre che un
pericolo reale alla salute,
all’ambiente e alla sicurezza, una ferita aperta contro la sovranità e la
volontà delle stesse
popolazioni che sono costrette a convivere con le
basi, imposte con trattati segreti di cui occorre rivendicarne la
pubblicizzazione come primo
atto per sensibilizzare i cittadini. Il nostro
impegno nelle varie iniziative e percorsi - dal Comitato per lo
smantellamento e la riconversione
di Camp Darby al Camping Darby 2005,
fino al Convegno Terre di pace – è dunque teso a promuovere il confronto
più ampio e
nello stesso tempo coerente tra le diverse sensibilità e
prospettive presenti nel movimento, con l’obiettivo di fare della
questione
delle basi uno degli assi portanti della lotta contro la guerra.
Crediamo peraltro che sia necessario il massimo di sforzo per promuovere
la partecipazione più ampia possibile: come Cobas siamo pertanto impegnati
a rilanciare la mobilitazione contro la guerra a livello
nazionale,
internazionale e territoriale, e crediamo che l’11 settembre occorra
costruire una grande mobilitazione davanti alla base
militare USAR di Camp
Darby a cui partecipino tutte le forze impegnate a ribadire il NO senza se
e senza ma alle guerre di aggressione e alle
occupazioni militari (come
alle colonizzazioni speculativo-finanziarie).
Lanciamo dunque un appello perché ai primi di settembre
(indichiamo una
data orientativa per martedì 6 settembre presso Circolo Utopia) si
costruisca una riunione/assemblea cittadina, se non
regionale, in vista
della scadenza dell’11 settembre.
Invitiamo tutti i pacifisti, i settori di movimento, le forze sociali,
associative, sindacali e politiche a partecipare e a portare il proprio
contributo per rilanciare sul nostro territorio la mobilitazione contro
la
guerra, contro la presenza di Camp Darby e contro tutte le basi militari
USA/NATO sul territorio italiano.
RITIRO IMMEDIATO DALL’IRAK
PER LA CHIUSURA DI CAMP DARBY E DELLE BASI USA/NATO
SOLIDARIETA’ A TUTTE LE
VITTIME CIVILI DELLA GUERRA
E DEGLI ATTENTATI
RICONOSCIMENTO ALL’AUTODETERMINAZIONE E AL DIRITTO DEI POPOLI A
RESISTERE
CONFEDERAZIONE COBAS - PISA
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Iiziative del 10-11 settembre |
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Monday 25 July 2005 |
Appello per la convocazione delle iniziative del 10-11
settembre
(24 luglio 2005)
I tragici attentati di Londra hanno ridato fiato ai cultori della
guerra preventiva/globale e a
quanti sostengono che la guerra, lungi
dal fermarsi, deve estendersi ed approfondirsi per estirpare il
"terrorismo".
In
realtà ciò che opera non è una presunta "spirale guerra-terrorismo"
ma una terrificante guerra che sta dilagando dappertutto nel
mondo. Il
sistema guerra sta mietendo ovunque sempre più vittime civili : il
vastissimo movimento per la pace a carattere mondiale, prova
identico
orrore e ripulsa per i morti di Londra come per quelli di Falluja, nè
considera un morto "occidentale" più importante di un
morto iracheno o
palestinese o afgano.
E' prevedibile che gli Usa e il coro di guerrafondai vorranno trarre
ancora più vantaggi in
vista del prossimo 11 settembre, quando gli
attentati delle Twin Towers verranno usati non solo per giustificare
bensì per estendere la guerra
permanente contro la "ferocia del
terrorismo".
In tale quadro, per la prima volta l'11 settembre è purtroppo anche
la
data di convocazione della marcia Perugia-Assisi, indetta dalla "Tavola
della pace", marcia che in altre occasioni aveva visto realizzarsi
una
vasta mobilitazione unitaria contro la guerra.
La pessima scelta di far coincidere la manifestazione proprio con tale
data-simbolo, la
centralità data dai promotori, nelle parole d'ordine e
nel materiale di propaganda, alla "lotta al terrorismo"- che diviene
l'obiettivo
principale mentre sparisce la richiesta di ritiro immediato
delle truppe dall'Iraq - e l'enfasi ossessiva su un inverosimile
"riprendiamoci
l'ONU" - che vorrebbe far credere che l'ONU sia stato in
passato "nostro" e che possa diventare uno strumento democratico di
governo del
mondo - realizzano una indicazione ambigua e sbagliata che
rende impossibile la partecipazione di quanti ripudiano la guerra "
senza se, senza
ma".
Mentre consente al gruppo dirigente del centrosinistra, ai
Fassino,D'Alema,Rutelli,Marini,Prodi,.di legittimare la politica
che
passa per il graduale ritiro delle truppe per permettere il passaggio
sotto le bandiere Onu dell'occupazione irakena; una Onu recuperata
e
disponibile per " nuove missioni umanitarie".
Di questo scivolamento neogovernativo, dell'irriformabilità
dell'Onu,
della necessità di rafforzare e articolare una campagna permanente
contro il "sistema Guerra",di rifiuto del "pacchetto di
leggi
emergenziali e liberticide"( più fermo di polizia, più arresti e CPT),
ne parleremo nell'Assemblea Nazionale, che proponiamo per il
10
settembre a Roma al vasto arco di forze componenti il movimento nowar.
Dopo Londra, la maggioranza del popolo italiano è ancora più
convinto
dell'uscita dai teatri di guerra e del ritiro delle truppe dall'Irak ,
come del resto della necessità di realizzare concreti ponti di
pace
ponendo fine al riarmo e alle basi militari, dove si scoprono una
quantità enorme di armi atomiche installate e pronte a colpire ,
a
distruggere, a cancellare noi ed altri popoli.
L'11 settembre 2005 deve poter simboleggiare un autentico messaggio di
pace,
l'indicazione senza ambiguità di una forte repulsa della guerra
attraverso la mobilitazione per il disarmo nucleare e convenzionale,
per lo
smantellamento delle basi, per la chiusura e riconversione delle
fabbriche d'armi.: facciamo in modo che a Camp Darby, come a Taranto,
La Maddalena; Quirra,
Sigonella, Pisignano, Aviano, Gaeta, Napoli,..
Il popolo della pace torni a manifestare con passione e determinazione.
*Confederazione Cobas,Comitato Nazionale per il ritiro dei militari
italiani dall'Irak, Rete dei Comunisti, Action, Red Link,
Contropiano....*
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Ultimo aggiornamento ( Friday 09 September 2005 )
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