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Monday 18 July 2005

Comunicato

Sindacato Unitario
Lavoratori Trasporti

AMIANTO
L'amianto trovato nella ghiaia fra i binari della Stazione di Bologna, apre un nuovo capitolo sulla sicurezza dei ferrovieri e degli utenti; la pericolosità di tale sostanza è scientificamente provata; quando l'amianto viene sollecitato, libera nell'aria milioni di fibre che portano la morte.

Considerato che la ghiaia è presente su tutti i binari della ferrovia, viene logico chiedersi: Quanto amianto è presente sui binari di tutto il territorio nazionale? Quanti ferrovieri e utenti sono morti a causa di tale amianto? Quanti ancora moriranno? Per quanto tempo le FS, consapevoli di tali rischi, continueranno a spargere ghiaia condita all'amianto, provocando vittime che non verranno mai risarcite? E le Istituzioni che si riempiono la bocca con il miglioramento della qualità della vita, cosa fanno per arginare questo pericolo?


APPELLO DAL PIEMONTE
Nota giunta da un Cittadino del Piemonte
E' IMMINENTE UN ALTRO DISASTRO ANNUNCIATO STILE "VAJONT", QUESTA VOLTA A TORINO

...e' scontato dire che, come al solito, la cosa farà "ingrassare" le tasche di qualcuno, ma questa volta il bottino e' più grosso.

...e dire che è ben noto agli interessati l'esistenza di una via alternativa, oltre che meno pericolosa, meno onerosa. Sarà forse che farebbe muovere meno soldi??


PERICOLO AMIANTO

La realizzazione delle gallerie in valle Susa, per il treno ad alta velocità, ci esporrà ad assurdi rischi. Per realizzare i 23 km di galleria sotto il Monte Musine, si estrarranno 1 milione e 151 mila metri cubi di materiale contenente amianto. E che ci sia l'amianto lo prova la relazione degli specialisti del "Centro di geotecnologie dell'Università di Siena".

Non tutti sanno che in un millimetro quadrato, vi sono circa 50 mila fibre di "amianto".
E' sufficiente che poche di queste fibre, liberate nell'aria, penetrino attraverso la bocca e il naso, si facciano strada lungo laringe, trachea e bronchi e si insinuano nei polmoni e il danno è fatto; sono fibre talmente piccole che difficilmente vengono espulse.
Semplicemente stanno li, affondano nelle membrane del polmone, risalgono verso la pleura e la danneggiano .
Nel tempo, si manifestano i primi sintomi: affanno, tosse e qualche linea di febbre. Si fanno gli esami, arriva la diagnosi e, da allora, meno di un anno di vita.
L'amianto è un materiale leggerissimo e per questo estremamente volatile. Ah, gia ..in valle di Susa c'e' il vento.

Praticamente tutti i giorni, costante, con correnti che spirano dalla Francia verso Pianezza, Rivoli, Collegno e Torino, per non parlare del proverbiale Foen che circa 30 giorni all'anno, spira con raffiche verso Torino che spesso raggiungono i 100 chilometri all'ora.
E il caro amianto, innocuo se nessuno va a tirarlo fuori da sottoterra, prende il volo trasportato dalle violente folate a decine e decine di chilometri di distanza. Torino non può dormire sonni tranquilli! !

Ha sollevato enorme scalpore, il mese scorso, l'intervento del dott. Gays ( oncologo del S. Luigi) durante una delle serate informative sul TAV: "Se si scava, il rischio è enorme".
Per Gays andiamo incontro a qualcosa di peggio del Vajont: i morti saranno molti di più, ma saranno morti silenziosi, "diluiti" in decine di anni.

E saranno nella stragrande maggioranza morti "nostrani " .

Tutti sanno che l'amianto è pericoloso. I lavoratori del tunnel e i trasportatori di terra saranno tutelati come prescrive la legge: camion con cabine climatizzate e microfiltrate, docce e bagni specifici, mascherine e tute speciali "usa e getta" da stoccare come materiale pericoloso.


Il problema è tutto degli ignari cittadini: 20 anni di mascherina per tutti? Impossibile.

Eppure i dati parlano chiaro. L 'amianto uccide, è certo, non per niente la legge 257 del 27 marzo 1992 ne vieta l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione.
Il professor Severino Bruna, primario del reparto di pneumologia del San Luigi, ha dichiarato che: "L 'amianto rappresenta da sempre uno dei componenti principali della crosta terrestre e, finche riposa sotto terra non è in grado di rivelare la propria attività patogenetica. L 'intelligenza sta nel non smuoverlo". Semplice.

Per quanto poi riguarda l'uranio, forse la situazione e ancora più grave.

Dai siti di stoccaggio delle macerie, non solo voleranno le polveri d'uranio (per capirci quelle di Cernobyl), ma verranno anche contaminate le acque della Dora, che si sa, vengono usate per irrigare.

Se i nostri soldati nei balcani muoiono a causa dell'uranio impoverito, che ne sarà di noi a contatto con quest'uranio che impoverito non e?

Da 10 anni Legambiente e la comunità montana della Valle Susa, lottano per difendere anche la tua salute, ma ora serve la collaborazione di tutti. Prendiamo esempio da Scanzano, dove la gente è scesa in strada a protestare pubblicamente contro lo stoccaggio delle scorie radioattive nel loro territorio.

E' solo manifestando apertamente la volontà popolare che verremo ascoltati

Una legge europea stabilisce che per la realizzazione delle grandi infrastrutture ci deve essere il consenso del territorio. Aiutaci a salvaguardare la salute dei nostri figli.

NO TAV  !!!!!!!!!!
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roma: RESOCONTO dell'ASSEMBLEA PLENARIA dei COMITATI CONTRO LE BASI PDF Stampa E-mail
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Monday 18 July 2005
RESOCONTO dell'ASSEMBLEA PLENARIA dei COMITATI CONTRO LE BASI
Campeggio di lotta contro Camp Darby - Tirrenia 1 luglio 2005

Il 6 e 9 agosto di 60 anni fa , la 2° Guerra Mondiale veniva chiusa da
un atto tra i più barbari e criminali : l'olocausto atomico su Hiroshima
e Nagasaki ( 180.000 morti subito e decine di migliaia nel tempo),
voluto dagli Usa per marcare agli alleati il vero vincitore, ma che
difatto inaugura la 3° guerra mondiale definita" guerra fredda" e la
terribile corsa alle armi del terrore che tutt'ora rappresentano una
minaccia permanente per l'umanità.
Con la memoria a quel tragico 60° anniversario si è svolto a
Tirrenia-Pisa il 5° campeggio di lotta che rivendica la chiusura della
base Usa di Camp Darby : ai vari seminari hanno portato importanti
contributi il collettivo degli " scienziati contro la guerra" , la
rivista " Rosso Vivo", giuristi, associazioni sindacali e ambientaliste,
nonché la rete dei comitati contro le basi:il campeggio è stato dedicato
al compagno Dario Paccino di recente scomparso,per l'alto contributo
dato alla causa della liberazione dal capitalismo e dai suoi malefici
effetti.
Riportiamo qui di seguito la sintesi del dibattito che si è svolto il 1°
luglio, che ha approfondito i temi della lotta per la chiusura delle
basi Usa-Nato in Italia e le proposte che ne sono scaturite.

A premessa, si è voluto sgombrare il campo dall'ipocrisia " connessa
alla scoperta di 60 bombe nucleari in Italia".Meglio tardi che mai, ma
le bombe atomiche - sotto forma di ogive x missili aerei e
navi/sommergibili , e di zainetti nucleari per la fanteria- datano in
Italia all'indomani della sua adesione alla Nato nel 1949, ovvero almeno
all'indomani della guerra in Corea: lo testimonia uno dei presenti la
campeggio,che avendo fatto il militare a Ghedi nel '66 rammenta che a
quella data esisteva già un deposito di armi nucleari , dove vi aveva
fatto la guardia.; nel 1972 il governo Andreotti concesse agli Usa
l'isola di S.Stefano a La Maddalena per farne una base sommergibili
atomici.
Nonostante il divieto di produrre e utilizzare l'energia nucleare dovuto
alle lotte e al referendum dell''87, l'ITALIA E' UN PAESE NUCLEARE, con
bombe numerose,potenti, sofisticate( la nuova tecnologia " micron") ,
distribuite su tutto il territorio nazionale ,da Aviano a Sigonella,
capaci in pochi attimi di far fuori 50 milioni di italiani (
europei,mediterranei,mediorientali,.) .

OBIETTIVO COMUNE A TUTTO IL MOVIMENTO
NOWAR/NO BASI E' IL DISARMO NUCLEARE.

Antonella(Nevroz-Mat) : .. tra l'altro sollecita gli " scienziati contro
la guerra" a produrre una modellistica che espliciti i danni prodotti
dalla Base Darby alla popolazione di Pisa-Livorno , dovuti ad un
eventuale attacco ai depositi di armi-.carburanti-materialiNBC .

Monica( scienziati) :sostiene che ci sono le competenze; che gli/ le
scienziati/e sono a disposizione e si integrano con lo stato del movimento.

Mauro( scienziati) : ricorda che gli sienziati sonio attivi dal 1999 al
tempo della aggressione alla Serbia; introduce il problema " dei
cambiamenti climatici" ,quale ulteriore ricatto sulle
popolazioni.Ricorda D. Paccino e il contributo di classe dato al
problema ecologico.

Alessandro(Cpafi) : ricordache le Officine Galileo a FI sono inserite
nel sistema guerra.

Giulio(Pianeta Futuro) : parla del Comitato costituito a Pisa per
sostenere la chiusura di C.Darby.

Compagna di Grosseto : sostiene che il territorio grossetano è
militarizzato e l'aereoporto ad uso degli " Eurofigther" .

Mike( spazio abitativoS.Lorenzo/pi) : Illustra il documento distribuito,
sull'utilizzo delle Università " Normale e S.Anna) per la guerra,
attraverso master e work shop affidati a "docenti" militari.

Monica(Nevroz-Mat) : rammenta che finalmente è stato aperto il sito NO
CAMP DARBY , un utile strumento di consultazione e controinformazione a
sostegno della chiusura della base.

Mariella Cau(via le basi) : ricorda che il territorio di Quirra è
impestato di " uranio impoverito", tanto che il sindacato di destra
della PS rifiuta di andare li' a fare esercitazioni; che le estese zone
militari coincidono con i Parchi; che la lotta in Sardegna è concentrata
sui poligoni( Quirra, Teulada); che il 6 /7,risarà il pronunciamento del
Tar sulla possibilità di bandire un referendum consultivo sulle Basi,
bocciato dalla Regione; che per l'11 settembre è prevedibile fare 2gg.
Di iniziative in Sardegna.


Piero Maestri(Bastaguerra) : parla della legge di iniziativa popolare
per la riconversione in Lombardia; del ruolo strategico per la guerra
della Caserma/Comando di Solbiate Olona; della necessità di allargare a
livello di massa la rete"non strutturata" di Via le Basi e di far
diventare la mobilitazione contro le basi simile per quantità a quella
del movimento nowar. Propone. un centro di documentazione, per
diffondere le esperienze; la necessità di iniziative concordate: che
l'11settembre va bene dove si può fare, ma che va intrapresa una grande
iniziativa comune.

V.Miliucci(Cobas) : conviene con Maestri e altri sulla necessità di
allargare alla partecipazione popolare la lotta contro le Basi perché
addivenga un movimento di massa, dotandosi di strumenti idonei di
comunicazione( siti, fogli, centri di documentazione); di strutture
aperte operanti sul territorio e convergenti su comuni iniziative: prima
tra le quali quella dell'11 settembre e successivamente una giornata di
lotta nazionale.Ricorda l'enorme contributo apportato da Dario Paccino
alla sfida antinucleare e alla battaglia anticapitalista.Relaziona sui
seminari contro le Basi a cui ha preso parte al Forum di Barcellona e la
convergenza per una mobilitazione comune :1) disarmo nucleare e
convenzionale;2)smantellamento delle basi
Usa-Nato;3)chiusura-ricoversione delle fabbriche d'armi, fine del
riarmo;4)ritiro delle truppe dall'Irak, fine delle Missioni.Nel Lazio,
le iniziative per chiudere:1)il Laboratorio di Guerra dell'Ospedale
Spallanzani;2)la produzione di " cluster bomb" alla Rimmel e delle altre
produzioni belliche e nocive alla exBPD di Colleferro,3)la base usa di
Gaeta ad uso della 6° Flotta.


Rete x il Disarmo/Lombardia :lamenta di non esser riusciti a coinvolgere
i lavoratori delle fabbriche d'armi ,anche per il ruolo corporativo
assunto dalla Fiom :i lavoratori Beretta prendono un salario 2,5 vote
superiore a quelli della Iveco;ricorda che già esiste un'Agenzia "per la
riconversione dell'industria bellica" ma che manca di finanziamenti.Per
la base di Ghedi sostiene che la "popolazione è subalterna e non vuole
sentir parlare di dismissione.." nonostante il Sindaco più altri della
zona sono disponibili.Dichiara che la base non è più Nato ma
131°battaglione Italiano, che le atomiche dal 2000 sono in dotazione al
paese ospitante( altre bombe son giunte dalla Grecia, che ha deciso di
rifiutare le atomiche). Richiede l'istituzione di un centro nazionale di
lotta contro le basi.

Maurizio(sa manca pro indipendenza/Sassari): ricorda l'occupazione
militare della Sardigna, non solo da parte delle basi Usa-Nato ma della
Brigata Sassari e di PS/CC definiti " truppe d'occupazione". Ricorda che
la chiusura della base di Viex/Portorico ha comportato lo spostamento
delle esercitazioni a Teulada; che la questione prioritaria è il
raddoppio della base x sommergibili nucleari de La Maddalena: 6
sommergibili nucleari in più ( anche per via della base chiusa in
Turchia) e 10.000 militari Usa in più; a La Maddalena è stata appena
istituita una Questura!

Femminista di Sassari : .. tra le tante attività vi è anche quella
contro le basi, per mettere a conoscenza della popolazione dei danni
provocati alla salute-economia-ambiente. Annuncia che c'è un filmato
della Herlicon-Contraves sul poligono di Quirra e il munizionamento
all'uranio impoverito,tanto che lo stesso comandante della baSE, Fabio
Molteni, si è ammalato di " linfoma di Hodgins".
Alfonso Di Stefano( Comitati x chiusura
Sigonella) : Ricorda il lavoro di controinformazione su Sigonella( base
in via di ampliamento, supporto alla 6° Flotta, 5000 militari), l'ultimo
accesso alla base il 24/6 : anche l'acqua rubata mentre a Catania è a
giorni alterni.Annuncia l'iniziativa estiva della RAS con il campeggio
di Licata ,29//7 -7/8 , e la manifestazione nazionale contro il Ponte
sullo Stretto del 6/8 a Messina. Richiede un lavoro approfondito di
ricerca e una campagna di massa contro le basi.

Nella Ginatempo (bastaguerra) impossibilitata a venire invia uno scritto
in cui in cui si rivendica: la chiusura-riconversione delle basi e il
sostegno finanziario ai progetti; la chiusura dei poligoni di tiro; per
il Lazio " la dichiarazione di Regione Smilitarizzata, il divieto dei
porti all'armamento nucleare, la chiusura del laboratorio di guerra
dentro lo Spallanzani".

CONCLUSIONI dell'ASSEMBLEA PLENARIA
dei COMITATI CONTRO LE BASI :

1) Messa in circolazione del dibattito , delle proposte ,delle
iniziative; pieno e libero utilizzo di tutti i siti e avvio
predisposizione del primo centro di documentazione ;
2) Mobilitazione davanti le basi l'11 settembre e preparazione di una
giornata di lotta nazionale
3) Preparazione di un Convegno sul nucleare , in autunno a Roma, per
mettere a punto una strategia di denuclearizzazione del territorio
italiano ed euromediterraneo;
4) Invito rivolto all'insieme del sindacalismo di base di organizzare a
Brescia un confronto con i lavoratori del " comparto armi" sulla
proposta della riconversione;
5) Incarico di contattare le organizzazioni ambientaliste WWF, Itali
Nostra, Lega Ambiente e altre ancora a carattere nazionale e locale per
aprire il contenzioso " parchi-basi militari", al fine di restituire le
servitù belliche all'uso pacifico e naturalistico.

Roma,luglio2005

Vincenzo Miliucci,Es.Naz.Confederazione Cobas
 
Roma: Le assemblee di Atesia bocciano i confederali PDF Stampa E-mail
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Monday 18 July 2005
Vogliamo uscire dalla precarietà in Atesia e dappertutto

 
Le assemblee di Atesia bocciano i confederali, piombati in 30, e rivendicano l'autorganizzazione per contratti a tempo indeterminato

 
 
RESOCONTO ASSEMBLEE IN ATESIA DEL 14 LUGLIO 2005

Nelle assemblee delle lavoratrice e dei lavoratori di Atesia (sede di Roma), convocate da CGIL, CISL e UIL svoltesi in data 14 luglio 2005, i sindacati confederali sono stati diffidati dal richiedere in sede di trattativa con l'azienda l'applicazione completa o parziale dell'accordo siglato il 24 maggio 2004, vista che la richiesta delle assemblee è unicamente di assunzione con contratto a tempo indeterminato, full-time o part-time a scelta del singolo lavoratore o lavoratrice.
Per tutta risposta i sindacati, nella persona del segretario nazionale SLC-Cgil Rosario Strazzullo, hanno dichiarato di non sentirsi in dovere e di non avere nessuna intenzione di riportare il volere della maggioranza delle lavoratrici e lavoratori nelle trattative con
l'azienda.
Di conseguenza le lavoratrici ed i lavoratori di Atesia hanno trovato conferma, nella presa di posizione di CGIL-CISL-UIL, della giustezza e della inevitabilità del percorso di autorganizzazione già avviato da mesi manifestato con l'organizzazione degli scioperi del 12 magio 2005, del 1 giugno 2005 e del corteo del 22 giugno 2005.

Roma, 14 luglio 2005

Collettivo precari Atesia
 
COMUNICATO DEL MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA - prime adesioni PDF Stampa E-mail
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Friday 15 July 2005
COMUNICATO DEL MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA

Con gli attentati di Londra la guerra è di nuovo entrata drammaticamente
nella vita quotidiana e nelle case delle popolazioni di quegli Stati che
partecipano alla guerra preventiva, all'occupazione e all'oppressione di
altri popoli. Dopo gli attentati dell'11 marzo, a Madrid la gente scese in
piazza con uno striscione coraggioso e chiaro: "Nostri sono i morti, vostra
è la guerra". Quella parola d'ordine è stata la lapide di un governo
reazionario e filo USA come quello Aznar che aveva voluto essere parte a
tutti i costi della coalizione politico-militare che aveva invaso
illegalmente l'Iraq in contrasto con la volontà della maggioranza della
popolazione spagnola.

 E' tempo che anche il governo Berlusconi sia costretto a prendere questa
decisione. La maggioranza sociale del nostro paese vuole che le truppe
italiane in Iraq vengano ritirate e che l'Italia venga sottratta alla guerra
e alle sue conseguenze. Il governo - al contrario - continua a far finta di
niente, tentando di gestire il coinvolgimento dell'Italia nella guerra e
nell'occupazione di Iraq e Afganistan come normale amministrazione. Fino ad
oggi ha potuto contare sulla riluttanza della gran parte dell'opposizione ad
ingaggiare una seria battaglia per il ritiro delle truppe. Gli attentati di
Londra dimostrano al governo e al centro-sinistra che non c'è più molto
tempo per prendere la decisione giusta: ritirare le truppe dall'Iraq e
mettere fine alla complicità dell'Italia con la guerra. L'unica exit
strategy possibile dal pantano irakeno è il ritiro immediato di tutte le
truppe straniere, senza rinvii o escamotage come ad esempio quelli
prefigurati da chi pensa ad una copertura da parte dell'Onu.

Le conseguenze delle scelte sbagliate dei governi guerrafondai sono state
estremamente drammatiche per i cittadini iracheni, oltre che per quelli di
Madrid e Londra. Ma domani potrebbero diventarle anche per i cittadini
italiani.

Occorre agire subito, prima che l'Italia divenga il bersaglio del terrore e
prima che in nome della "sicurezza" e della lotta al terrorismo vengano
ulteriormente ristretti gli spazi di libertà e di agibilità democratica
attraverso leggi speciali che prima o dopo si rivelano sempre liberticide.

Per questo proponiamo a tutte le forze che si oppongono alla guerra e all'
occupazione dell'Iraq di mobilitarsi martedì 19 luglio, in concomitanza con
la discussione in Parlamento del decreto di rifinanziamento della missioni
militari italiane all'estero. Proponiamo per la mattina un incontro con i
capigruppo del centrosinistra per ribadire le richieste del movimento contro
la guerra, e una manifestazione sit-in sotto la Camera dei Deputati nel
pomeriggio (ulteriori dettagli sull'orario del sit-in verranno forniti non
appena sarà reso pubblico il calendario parlamentare)


 Prime adesioni

Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani dall'Iraq,
Federazione Nazionale delle Rappresentanze Sindacali di Base - CUB,
Confederazione Cobas, Radio Città Aperta, Rete dei Comunisti, "Essere
comunisti" - Partito della Rifondazione Comunista, Red Link, Action, Forum
contro la guerra.

 Per ulteriori adesioni

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