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Torino giovedì 28 luglio corteo: liberi tutti! PDF Stampa E-mail
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Tuesday 26 July 2005
Per la liberazione immediata degli arrestati
Contro gli sgomberi
Contro vecchi e nuovi fascisti
Contro le olimpiadi dello spreco dell'inganno e della repressione
Contro l'alta velocità - TAV - e la devastazione ambientale
Per la libera circolazione di tutti e di tutte
Con i migranti in lotta
A sostegno delle lotte sociali
Liberi tutti
Giovedì 28 luglio ore 19,30 corteo cittadino dal Fenix

Case occupate e centri sociali torinesi - Coordinamento Antifascista Torinese

Appuntamento alle ore 19,30 al Fenix sgomberato in corso S. Maurizio angolo via Rossini. Il corteo partirà un'ora dopo percorrendo Corso Regina Margherita, via XX settembre, via Micca, piazza Castello, via Po, piazza Vittorio Veneto.

Martedì 26 alle ore 20 presidio davanti al carcere delle Vallette (capolinea del tram 3)


Solidarietà agli antifascisti arrestati

L'antifascismo non si arresta!

La Federazione Anarchica Torinese - FAI esprime tutta la sua solidarietà agli antifascisti arrestati il 20 luglio 2005 nell'ambito dell'ennesima operazione repressiva che colpisce l'opposizione sociale nella città di Torino.
Il PM Tatangelo, che già ha applicato i propri teoremi repressivi contro due anarchici fermati il 18 giugno durante le cariche delle forze del disordine in via Po contro il corteo antifascista svoltosi dopo l'accoltellamento la settimana precedente di due compagni del Barocchio, si accanisce con ancor maggiore determinazione repressiva.
Oggi, ad un mese dai fatti, chi si è trovato sotto i colpi dai manganelli dei celerini viene accusato addirittura di devastazione e saccheggio, oltre che di resistenza e lesioni, per giustificare un'incarcerazione decisa come monito ed intimidazione di chi ha fatto dell'antifascismo una scelta di vita e di lotta quotidiana. La decisione di usare come una clava il codice penale emerge nettamente dall'accusa di devastazione per una manifestazione pacifica in cui i soli incidenti sono stati quelli provocati dal panico generato dall'uso di manganelli e lacrimogeni CS tra la folla del sabato pomeriggio in via Po. Gli antifascisti, equiparati ad un esercito di lanzichenecchi calati in città per distruggere e saccheggiare, rischiano per questa sola imputazione da 7 a 15 anni di carcere. Si sfiorerebbe il ridicolo se con questa farsa non fossero state chiuse in galera 7 persone, ree di aver tentato di manifestare la propria opposizione alle squadracce che stanno aggredendo in modo b!
rutale
 immigrati, gay, prostitute, sindacalisti, squatter, comunisti, anarchici in ogni angolo d'Italia. È di soli due giorni orsono la terribile aggressione che per poco non ha ammazzato due attivisti del centro sociale veronese "La Chimica".
Mentre ben diciassette antifascisti torinesi venivano arrestati o denunciati a piede libero, era posto sotto sequestro il Fenix, centro di documentazione in prima linea da anni nelle lotte sociali torinesi, contro la repressione, le Olimpiadi del cemento e il Treno ad Alta Velocità, il famigerato TAV che vuole devastare la val di Susa con la benedizione di politici locali e nazionali di destra e di sinistra.
Ancora una volta la magistratura si inserisce nelle lotte sociali con teoremi demenziali: nel mondo che a lor signori piace i giudici fan da ramazza e la galera da pattumiera della società.
La volontà di intimidire chi non si allinea ai bisogni dei cementificatori di Torino e delle sue valli è palese. La giunta del sindaco Chiamparino, prona di fronte ai poteri forti della città, non paga di aver criminalizzato gli antifascisti senza spendere una parola di condanna verso i fascisti che hanno colpito per uccidere, ha invocato a gran voce lo sgombero dei posti occupati e la repressione di polizia. Che puntuale questa mattina ha bussato alle porte di 17 antifascisti torinesi.
Chiamparino, Bresso, Saitta vogliono presentarsi con le carte in regola alle prossime elezioni, dimostrando ai (post) fascisti e leghisti che il manganello lo sanno reggere meglio di loro. Nessuno deve sporcare la loro vetrina olimpica, il loro trampolino di lancio verso il governo del paese: a Torino serviva un pretesto, uno qualunque, per avviare un'opera di normalizzazione del panorama politico e sociale indispensabile ad una sinistra che tenta di battere la destra trasformando le questioni sociali in problemi di ordine pubblico. Ed ecco il magistrato di turno, il solito ben noto Tatangelo, pronto ad offrirlo su un piatto d'argento.

Respingiamo al mittente l'intimidazione, gli antifascisti continueranno ad andare a testa alta per questa città come hanno fatto nella manifestazione del 2 luglio che ci ha visto ripercorrere i luoghi dell'antifascismo e dell'anarchismo torinesi.

Fuori gli antifascisti dalle galere, l'antifascismo non si arresta!
Tobia, Mauro, Andrea, Darco, Manu, Sacha, Fabio liberi subito!

Giovedì 28 tutti al corteo!

Appuntamento ore 19, 30 al Fenix, corso s. maurizio angolo corso regina

Federazione Anarchica Torinese - FAI
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
011 857850; 338 6594361
Corso Palermo 46 - la sede è aperta ogni giovedì alle 21,15
 
Supereroi Urbani - Mostra di elaborazioni digitali [foto online!] PDF Stampa E-mail
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Monday 25 July 2005
SUPEREROI URBANI
Mostra di elaborazioni digitali di Giovanna Conte


Date: da martedì 19 luglio al venerdì 30 settembre 2005
Inaugurazione: martedì 19 luglio 2005 alle ore 19:00
Luogo: Sardisches Kulturzentrum Berlin, Zillestraße 111, 10585 Berlin
Progetto realizzato nell'ambito degli incontri "Arte in rete in Italia" [programma: http://www.ecn.org/aha/sardanet_prog.htm]

Pubblicate le foto di SuperMario e Supermarzia!

SuperMario: http://www.ecn.org/aha/supermario.htm
SuperMarzia: http://www.ecn.org/aha/supermarzia.htm


SUPERMARIO

Supermario non è un supereroe qualsiasi: è un supereroe precario.
Grazie ai suoi poteri riesce a sopravvivere al delirio quotidiano senza sprofondare nel vuoto del non senso.
Non ha sicurezze come un lavoro fisso, la casa al terzo piano, la macchina e il bidè.
Lavora saltuariamente ma riesce sempre, non si sa come a sbarcare il lunario.
Gli altri supereroi, gli sono piaciuti solo da ragazzino, mentra ora, non pensa che abbiano veramente dei poteri. Si è creato dal nulla una coscienza di classe e quindi, crede che quelli veri, siano quelli che combattono contro la società capitalista.
Crede anche nell'Inter, per puro spirito di solidarietà, con gli eterni perdenti.
Non teme la criptonite, ma l'aglio si, perchè fa puzzare l'alito.
Supermario piace alle donne e le donne piacciono a lui, quindi non vuole perdere occasioni per colpa del suo fiato.
Il suo obiettivo è, infatti, smascherare il più possibile LE colpevoli.
Come fa a mischiarsi tra la gente pur essendo un supereroe?
Supermario finge di essere uno sfigato qualsiasi e incredibilmente, la gente gli crede perchè non sa vedere oltre le apparenze.
Supermario soffre a volte di solitudine ma quando se n'accorge va a ballare musica latinoamericana che gli ricorda il caldo, Cuba e gli eroici combattenti che lottano contro il modello capitalistico americano.
Riuscirà ad averla vinta? Vincera sul male??
Supermario non ne dubita anche se lui non è un superuomo che da certezze ma speranze si.
È quasi sicuro, infatti, persino di riuscire ad arrivare alla fine dei mese, cavandosela così anche per stavolta.
Supermario è il supereroe che c'è in tutti noi, è un supereroe in carne, ossa, cartilagini, gioie e dolori del vivere contemporaneo.


SUPERMARZIA

Supermarzia non è un'eroina ma una supereroa romantica.
Il suo sogno è difendere gli "Spaesati" quelli come lei che vivono fuori, fuori dei confini nazionali, fuori delle regole che governano una realtà stereotipata e giudicante.
Il suo sogno è difendere coloro, che per necessità, per gioco o per amore se ne sono andati dal proprio paese e lottano contro pregiudizi e i luoghi comuni che accompagnano gli emigranti.
Per questo Supermarzia vive un pò dappertutto e non ha una direzione, assaggia cibi e porcherie culinarie di tutto il mondo, parla un pò in ogni lingua compreso l'italiano.
Ha perso la bussola ormai da anni ma può fare affidamento sul tatuaggio magico che porta sulla pancia. Con questo pare che riesca sempre a trovare un centro, una strada, una pizzeria, un paese dove atterrare.
Arriva dal Cyberspazio e nasce per caso all'ospedale Mangiagalli di Milano.
Preferisce, in ogni caso, non dichiararsi italiana ma, piuttosto, europea.
Ha vissuto già in molti paesi europei e si prepara ad esplorarne altri, poichè, non è mai stanca e non ha ancora, deciso di fermarsi.
Il suo errare potrebbe finire un giorno, per mettere su famiglia. Supermarzia non disdegna la tradizione, anzi sogna il grande amore.
Ha avuto amanti virtuali e reali, per i quali, è dovuta arrampicarsi sui muri, imparare a volare, diventare invulnerabile alle illusioni.
Per questo motivo ha scoperto di avere nel sangue incredibili superpoteri e il flamenco. Ballando vince la tristezza che affligge le anime romantiche come lei.
Essendo una superdonna crede molto nel potenziale femminile che dovrebbe trovare spazio in tutti i settori anche in quello tecnologico e informatico.
Le dispiace molto che esistano ancora discriminazioni di sesso e s'impegna quotidianamente per superare i propri limiti leggendo tutti i libretti d'istruzioni che le capitano sottomano. Il suo magnetico sguardo è rivolto al futuro, inseguendo, senza sosta, sempre nuovi progetti. Il suo motto potrebbe essere: "Chi si ferma......e superperduta!!".

Testi: Giovanna Conte
 
[noglobal] un brasiliano la persona assassinata sul metro di Londra PDF Stampa E-mail
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Monday 25 July 2005
BAGHDAD, LONDRA, SHARM_ LE LORO GUERRE I NOSTRI MORTI !!!
Basta Guerra: ritirare subito l_esercito dall_Iraq e dall_Afghanistan!
Mentre il fronte della guerra ritorna in Europa e in Egitto con questa
serie
di terribili attentati, l_unica risposta che sanno dare i nostri
governi è
di blindare la democrazia per un_impossibile \"sicurezza di guerra\".
E
cominciano ad esserci già le prime vittime delle leggi speciali_:
Era un brasiliano l_uomo assassinato dalla polizia nella metro di
Londra e
non c_entrava niente con gli attentati ! Lo ammette Scotland Yard,
mentre Tv
Globo, riportata da Sky e Bbc, ci informa che si chiamava Alex Alves
Pereira, aveva 26 anni e lavorava a Londra come elettricista. Quando è
stato
ammazzato sembra stesse andando al lavoro_
I movimenti sociali non devono restare inermi a vedere il mondo che
esplode,
ma rimobilitarsi per fermare la follia e disertare una guerra che non
vogliamo. Bisogna ritirare le truppe da Iraq e Afghanistan, non perché
\"così vincono gli attentatori\" come ci ricattano i media, ma perché
era
giusto a prescindere dagli attentati! Come è ovvio che il perdurare
dello
stato di Guerra Permanente, da un sottoscala di Baghdad bombardata a
una
metro di Londra, ci fa vivere tutti su una polveriera di violenza e di
terrore_
Collettivo NoBorder_napoli
 
Così si muore (Sulle bombe di Londra) PDF Stampa E-mail
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Monday 25 July 2005
COSI' SI MUORE

Le terribili bombe esplose a Londra dimostrano una cosa sola: il terrore che
gli Stati e i capitalisti occidentali spargono in ogni angolo del mondo sta
tornando indietro. I morti di Londra - indiscriminati come i morti di tutte
le guerre - hanno portato in Europa un pezzo di Baghdad, di Jenin, di Kabul.
Assieme alla merce, alla tecnologia, alla miseria, si globalizza anche la
paura.

Non avendo voluto o saputo dissociarsi praticamente dai propri governi
esportatori di bombe e di massacri, le popolazioni si espongono a cieche e
odiose rappresaglie. "La guerra è anche qui" non è più un semplice
avvertimento antimilitarista. È una verità fredda come un cadavere.

"La prossima volta toccherà all'Italia" - si ripete ormai con insistenza.
Può essere. E tutti sanno - per primi i vari rappresentanti dei Ministeri
della Paura e della Propaganda - che è impossibile impedire simili gesti con
i dispositivi polizieschi, fossero pure i più imponenti e sofisticati del
mondo. Colpire a caso una popolazione è il gesto militare più imprevedibile
e più facile. Facile come l'accecamento e la disperazione da cui proviene.

L'isteria securitaria serve solo a rafforzare il controllo sociale ai danni
dei dissidenti e degli immigrati. Una società blindata non tollera alcuna
critica e giustifica ogni repressione. Non a caso sono aumentate le
espulsioni di stranieri privi di documenti. Non a caso sono in preparazione
leggi speciali "antiterrorismo" che stritoleranno le già magre libertà
individuali. La nozione di "terrorismo", del resto, è così opportunamente
generica da ricoprire ormai ogni forma di opposizione sociale. Non a caso,
subito dopo le bombe londinesi, la falsificazione mediatica si è spinta fino
ad ipotizzare una "matrice anarchica" dietro la strage. Eh no, servi vestiti
da giornalisti, canaglie vestite da ministri, la sola violenza che gli
anarchici accettano è quella contro gli oppressori. Colpire nel mucchio,
massacrare gente qualsiasi è una pratica che appartiene unicamente agli
Stati e ai loro concorrenti.

I morti di Londra per noi si uniscono a quelli d'Iraq, d'Afghanistan, di
Palestina. Sono il prezzo che questa società basata sul profitto e sulla
guerra vuole farci pagare. Sono uno spietato atto d'accusa contro la nostra
indifferenza. Non ci uniremo all'ipocrisia di chi piange i morti europei
mentre applaude le devastazioni in Medio Oriente. I responsabili maggiori
delle bombe londinesi sono i governi occidentali, quello inglese in testa.

Quali sono, infatti, i tanto sbandierati "valori occidentale"? In nome della
pace e dell'umanità sono stati sterminati - dal 1991 ad oggi - un milione e
mezzo di iracheni. Il fine giustifica i mezzi: non è forse questa la morale?
Dopo le bombe di Madrid, il governo spagnolo ha ritirato le truppe dall'
Iraq. Il fine giustifica i mezzi. La logica è la stessa.

Che il dolore si faccia coscienza, perché è troppo tardi per le lezioni di
educazione civica impartite a chi è gonfio di odio e di lutti.

Che la coscienza diventi ostinato rifiuto di continuare così. Perché così si
muore.

(trato da Adesso - Foglio di critica sociale - Rovereto, 10 luglio 2005 -
Numero 21)
 
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