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Brindisi: RIGASSIFICATORE_città acqua PDF Stampa E-mail
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Monday 27 June 2005
Continua la lotta per un nuovo modello di sviluppo a Brindisi e contro la realizzazione del Rigassificatore. Il Sindaco di centrodestra, Mennitti, alla ferma ed inaspettata opposizione alle decisioni del governo centrale aggiunge - in chiave propositiva . una nuova idea di città che parte da una diversa concezione del porto: e quindi di un nuovo modello di sviluppo.
La battaglia prosegue anche col presidio quotidiano alle ore 18 davanti alla sede brindisina della LNG e si attende un atto formale dalla Regione Puglia da Nichi Vendola e dalla sua Giunta.
E proprio richiedendo - e giustificandolo sul piano del diritto - questa "revoca" da parte della Regione che torna sull'argomento Michele Di Schiena.
Lo invio a tutti gli indirizzi perché la battaglia a Brindisi è ancora tutto da vincere e non riesce ad ottenere "visibilità nazionale, ma si attendono gesti e mobilitazioni ulteriori per fare di Brindisi (come disse Nichi Vendola nella recente seduta del consiglio comunale) una "Scanzano istituzionale".
Giancarlo CANUTO


LA "CITTA D'ACQUA" RIFIUTA IL RIGASSIFICATORE
   Il Convegno "Città d'acqua - il modello Brindisi" ha ribadito con chiarezza ed autorevolezza che il nostro territorio vuole una diversa economia centrata sul porto e considera il rigassificatore incompatibile con tale progetto. La città, la provincia, l'intero Salento, la Regione, associazioni e movimenti, migliaia di cittadini, ottenendo questa volta anche l'esplicito consenso del Ministro Gianfranco Miccichè, respingono quindi le reiterate sortite dell'amministratore delegato della LNG con il loro paternalistico carico di rassicurazioni e promesse. E sì perché il rifiuto del rigassificatore è sorretto da validissimi motivi oramai ben noti anche al governo che non si può più trincerare dietro una pretesa inviolabilità dell' "impegno" che avrebbe assunto col provvedimento autorizzativo. Una inviolabilità che non esiste perché non si può fingere di dimenticare che, come ulteriormente ha precisato l'art. 21 della recentissima legge 11/02/2005 n. 15, il citato provvedimento amministrativo è revocabile in sede di autotutela per motivi di merito e quindi anche per una «nuova valutazione dell'interesse pubblico originario» oltre ad essere ovviamente annullabile (ed in questo caso senza risarcimenti) per violazioni di norme procedimentali o per vizi di forma.
   La situazione a questo punto è chiarissima: la costruzione dell'impianto non può andare avanti contro ogni ragione ed ogni buon senso. Bisogna perciò mettere a punto una efficace strategia di contrasto che richiede il coordinamento di tutti gli impegni per dar luogo ad una «Scanzano istituzionale» costantemente alimentata dalla protesta sociale. Una strategia che si muova sul terreno sicuro della legalità democratica ma che al tempo stesso preveda, se ce ne sarà bisogno, forme anche estreme di lotta sia sul versante istituzionale fino alla possibile sospensione delle funzioni democratiche delle amministrazioni locali e sia sul piano sociale col ricorso ad atti collettivi di disobbedienza politica e di resistenza civile rivolti a denunciare decisioni che ridurrebbero i nostri cittadini alla condizione di "sudditi" svuotando di qualsiasi contenuto i loro diritti politici.
   Torniamo perciò a chiedere che la Regione Puglia formalizzi subito il suo no all'impianto revocando il consenso all'autorizzazione governativa a suo tempo concessa sulla base di una norma, quella dell'art. 8 della Legge 24/11/2000, superata peraltro dalla riforma costituzionale del 2001 che ha previsto in materia di energia la legislazione concorrente dello Stato e delle Regioni con l'attribuzione dei conseguenti poteri amministrativi all'Ente regionale. Ribadiamo inoltre, contro tutte le manovre sottobanco e tutte le furbizie, che la realizzazione dell' impianto, oltre a costituire un serio pericolo per l'incolumità dei cittadini, darebbe luogo ad una inedita crisi istituzionale vulnerando gravemente l' "autonomia" delle amministrazioni locali che verrebbero private del potere di progettare e costruire il futuro economico e sociale delle loro comunità.
   La possibilità di costruire un nuovo modello di sviluppo col conseguente rifiuto del rigassificatore è dunque il nostro problema fondamentale perché senza la sua positiva risoluzione gli altri problemi, primo tra tutti quello del lavoro, non potranno essere adeguatamente affrontati. La crisi che stiamo vivendo è invero il frutto avvelenato di un passato certamente fallimentare, a volte inquietante e per taluni aspetti ancora oscuro. Il "cambiamento di rotta" non ha perciò alternative se non quella di un definitivo asservimento del nostro territorio a logiche inaccettabili di dominio e di sfruttamento. Sappiano perciò i nostri "benefattori" della LNG che la dignità ed i diritti delle nostre comunità sono beni fuori commercio e perciò refrattari a compere o transazioni di qualsiasi genere.
   Brindisi, 23 giugno 2005
Michele DI SCHIENA
 
5° Congresso Nazionale dello Slai Cobas PDF Stampa E-mail
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Monday 27 June 2005
Documento conclusivo del 5° Congresso Nazionale dello Slai Cobas

Vibo Valentia, 17-18-19 giugno 2005
(25 giugno 2005)


Il 5° Congresso Nazionale dello Slai Cobas assume e fa propri i contenuti del documento preparatorio dei lavori congressuali e ribadisce la necessità di una generale riorganizzazione a livello nazionale dello Slai Cobas, finalizzata a contribuire all'opera di costituzione di un sindacato di classe che sia di massa e anticapitalista, fondato sull'autorganizzazione e su modalità di rappresentanza consiliari dei proletari.

Per perseguire questo obiettivo il Congresso Nazionale ritiene fondamentale e centrale l'intervento nella massa dei lavoratori, favorendo e sostenendo iniziative e mobilitazioni comuni sulla base di obiettivi condivisi e di reale difesa, ai livelli aziendali, locali e nazionali, sia su questioni contrattuali specifiche, sia su temi e battaglie di rilevanza categoriale e nazionale.

Su questa impostazione, rivolta a favorire l'unificazione di tutti i proletari, il Congresso Nazionale inquadra anche i rapporti con gli organismi di base costituiti da gruppi di lavoratori esterni allo Slai e con i sindacati di base e extraconfederali oggi esistenti. Seguendo quest'impostazione promuove la prosecuzione e l'allargamento delle esperienze in corso, come quelle avviate sul TFR e sul contratto del pubblico impiego, invitando tutti i Cobas a generalizzarle.

A questo proposito, il 5° Congresso Nazionale dello Slai Cobas, ritiene che oggi non sia politicamente e organizzativamente percorribile la "scorciatoia" di patti federativi o altri accordi simili con le forze del sindacalismo di base e extraconfederale.
In questa scelta non c'è una volontà di isolamento settario, ma la constatazione che al momento non esistono i presupposti politici di omogeneità con queste forze, rispetto a cui si ribadiscono la disponibilità e la volontà di percorsi comuni, aperti a tutti i lavoratori e sulla base di obiettivi condivisi.

Per riorganizzare l'attività sul piano nazionale il Congresso apre un percorso politico-organizzativo di elaborazione e definizione delle posizioni su tutti i temi dello scontro sociale oggi in atto. Questo percorso troverà la propria sintesi in un'assemblea nazionale, le cui modalità saranno successivamente definite, ma che dovrà improrogabilmente tenersi entro un anno da questo Congresso. Il Coordinamento Nazionale che verrà eletto, avrà anche il compito di attuare questa scadenza.

Il Congresso Nazionale ritiene che le questioni più sotto elencate siano i temi fondamentali su cui imperniare la generale attività nazionale e l'elaborazione più articolata delle posizioni e degli obiettivi dello Slai Cobas:

I diritti esigibili da tutti i lavoratori, a cominciare da quello di assemblea, il rifiuto della quota garantita del 33% e dei regolamenti attuativi che conferiscono tutti i poteri agli esecutivi nelle RSU.

La riappropriazione del diritto di sciopero, con l'obiettivo dell'abolizione della legge 146.

Il salario, con particolare riferimento: - alla rivendicazione di forti aumenti - all'eliminazione di tutte le forme di erogazione subordinate a indici di produttività, obiettivi aziendali, pagelline di valutazione, ... - al ripristino di meccanismi automatici di rivalutazione dei salari, che non siano imperniati sul fasullo indice dell'inflazione programmata.

Il contrasto alla sempre maggior precarizzazione dei lavori, per ottenere lo stesso salario per lo stesso lavoro. Lotta alla precarizzazione che non deve limitarsi solo alla generale rivendicazione dell'abolizione del "Pacchetto Treu" e della "Legge 30" (Biagi), ma deve:
- fare proprie le rivendicazioni di trasformazione di tutti i tipi di rapporti di lavoro a tempo determinato e precarizzato in rapporti a tempo indeterminato, che settori di lavoratori precarizzati stanno cominciando a lanciare
- sviluppare lotte per bloccare assunzioni con contratti d'ingresso, interinali e quant'altro previsto dalla legislazione attuale.

La riduzione generalizzata della giornata lavorativa a parità di salario.

La lotta per l'ottenimento dei diritti civili per i proletari immigrati, primi di tutti il permesso di soggiorno generalizzato e l'abolizione di quelle vere e proprie carceri che sono i CPT.

Il rifiuto del versamento dei TFR nei fondi pensione e la battaglia per il ripristino di una pensione pubblica dignitosa, non calcolata con l'attuale sistema contributivo. Questo nel quadro di un più generale rifiuto delle controriforme pensionistiche attuate dai vari governi Dini, Amato, Prodi e Berlusconi.

Forme di salario garantito a disoccupati, lavoratori di aziende delocalizzate, cassaintegrati, ... pari al salario medio operaio. (Questo tema dovrà essere sottoposto a un apposito studio e a una più precisa elaborazione da parte dello Slai).

Servizi sociali, una generale rivendicazione della loro gratuità, a partire dalla sanità.

Opposizione alla repressione sempre più crescente da parte dello stato e del padronato contro i lavoratori che si difendono e coloro che li appoggiano.

Internazionalismo proletario, lo Slai Cobas deve attivarsi per intrecciare rapporti stabili sul piano internazionale, europeo ed extraeuropeo, con quelle forze che perseguono una difesa di classe dei lavoratori.

Guerra, proseguendo e rafforzando l'opposizione alla varie guerre in corso, denunciando innanzitutto il ruolo specifico dell'imperialismo italiano e richiedendo il ritiro immediato delle truppe italiane dall'Iraq.

Questo elenco è ovviamente solo un'indicazione di massima e la sintesi di questi punti troverà espressione nella prevista assemblea nazionale.

Il Congresso Nazionale assume come assi strategici fondamentali lo sviluppo e il sostegno alle lotte degli autoferrotranvieri e degli operai di Melfi e dell'industria. Misure concrete e risorse specifiche dovranno essere deliberate e attuate, sia per difendere gli autoferrotranvieri dalla repressione e rilanciare la questione della libertà di sciopero, sia per sostenere le lotte nell'industria e appoggiare politicamente e organizzativamente gli operai dello stabilimento di Melfi.

Il Congresso Nazionale, infine, ritiene necessario pubblicare un giornale nazionale e da mandato al prossimo Coordinamento Nazionale di attuare questa decisione.

Il 5° Congresso Nazionale dello Slai Cobas decide che da questo momento tutti gli organismi nazionali e tutte le cariche nazionali sono decadute da ogni potere e da ogni rappresentanza legale in nome e per conto dello Slai Cobas.

Il Coordinamento Nazionale si riunirà a Bologna sabato 2 luglio, alle ore 9.30, presso la sala delle RSU delle Ferrovie (che si trova nei pressi del parcheggio delle biciclette della stazione di Bologna). Nel corso di questa riunione sarà nominato il nuovo coordinatore nazionale.

Vibo Valentia, 19 giugno 2005
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Napoli:27 giugno lotta del quartiere di Gianturco per la riappropriazione del campetto PDF Stampa E-mail
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Monday 27 June 2005
“L’UNICA LOTTA CHE SI PERDE È QUELLA CHE SI ABBANDONA”

Lunedì 27 giugno sembra annunciarsi come un giorno importante per il quartiere
di Gianturco. La notizia non è soltanto l’apertura degli uffici della
circoscrizione (cosa della quale non possiamo che rallegrarci: se ne parlava
da anni!!), quanto piuttosto il fatto che rappresenterà un momento decisivo
per la decennale battaglia del quartiere per la restituzione ad uso
collettivo del campetto e del CRAL della ex manifattura Tabacchi.
La vicenda del campetto a Gianturco è proceduta negli anni incontrando
delusioni e promesse mancate (indimenticabile quella dell’allora sindaco
Bassolino nel 1995!!) ma anche, come accaduto negli ultimi mesi, segnali che
intendiamo interpretare come rassicuranti: nello scorso mese di dicembre,
sempre a seguito di una forte mobilitazione che ha visto protagonista il
quartiere tutto, dai bambini agli anziani al fianco degli attivisti del
c.s.o.a. officina99, finanche il consiglio circoscrizionale all’unanimità ha
votato una impegnativa indirizzata al sindaco e alla giunta della città  
affinché si adoperassero “per l’estrapolazione del campetto del Cral
dall’accordo di programma e di restituirlo ai cittadini del quartiere,
trasformandolo in luogo di socializzazione e di aggregazione”
Ci aspettiamo che oramai si passi dalle parole ai fatti e che il sindaco e la
giunta, in occasione della loro venuta a Gianturco (rara ed impedibile!!) si
esprimano in merito dando le risposte che da anni il quartiere tutto aspetta

LUNEDÌ 27 GIUGNO 2005
CONCLUSIONE DELLA PETIZIONE DI QUARTIERE PER LA RESTITUZIONE DEL CAMPETTO E
CONSEGNA ALLE AUTORITÀ PRESENTI IN OCCASIONE DELL’INAUGURAZIONE DELLA NUOVA
SEDE DELLA CIRCOSCRIZIONE


# MMIEZ ‘A VIA  Torneo di pallone dei ragazzi del quartiere
(sul marciapiede… in mancanza di meglio!!!)


# L’ORA DI GIANTURCO  in diretta su RadioLina 104.95fm
Telefonate in regia allo 0817340853 e fate sentire anche la vostra voce!!


FUORI IL CENTRO SOCIALE OFFICINA 99
VIA GIANTURCO, 101 - dalle ore 9.30
Ultimo aggiornamento ( Monday 27 June 2005 )
 
Palermo:merc. 28.06 presidio antisfratto PDF Stampa E-mail
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Monday 27 June 2005
*CONTRO OGNI SFRATTO SARA' UNA BARRICATA*

Palermo in questi mesi sara' al centro
di una delle solite operazioni di promozione
dell'"immagine" della citta', alcuni appuntamenti
come -il Festino- e Kals'art e il programma
estivo palermitano , con lo sperpero di
decine di miliardi, per una tradizione popolare
(il festino di Santa Rosalia),che ormai e'
diventata soltanto business,
ed un cartello di appuntamenti estivi
che punta alla "riqualificazione" del quartiere
popolare della kalsa, operata a colpi di ristrutturazioni
e speculazioni immobiliari, di concerti, ristorantini , pub
e localini per i borghesi della "palermo bene";
processo che sta vivendo tutto il centro storico
con interi quartieri popolari che vengono svuotati
dei proletari per farne "vetrine" e salotti chic.
L'amministrazione comunale Cammarata non e' nuova
a queste operazioni di immagine che tendono a
cancellare(se mai si potesse)le mille emergenze
sociali per le quali Palermo e' realmente la capitale
della Sicilia e del meridione.
La precarieta' del lavoro, la disoccupazione, l'emergenza
abitativa, l'emergenza per l' ambiente e la salute pubblica
con la discarica di Bellolampo e la paventata costruzione
del piu' grande inceneritore di rifiuti d'Europa.
Martedi' 28 giugno le famiglie del comitato di lotta per la
casa "12 luglio" , ricorderanno all'amministrazione
Cammarata il drammatico problema degli sfratti che
a Palermo ed in tutta la Sicilia riguarda migliaia
di famiglie , impedendo lo sfratto di via Cappuccini,
e rilanciando la solidarieta' sociale contro le
politiche affamatorie ed eclusive delle istituzioni.


Martedi 28 giugno alle ore 8:30
in via Cappuccini(dietro p.zza indipendenza)

PRESIDIO ANTISFRATTO
del comitato di lotta x la casa "12 luglio"




Centro Sociale "ExKarcere"
via mongitore 77 - Palermo
sportello di lotta x la casa
ogni mercoledi' dalle 10:00 alle 13:00
 
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