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Antimperialisti nel mirino PDF Stampa E-mail
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Tuesday 30 August 2005
Edizione 190 del 26-08-2005

"E' un network terrorista". Antimperialisti nel mirino
Summit no global in ottobre. Giovanardi: fermateli

di Aldo Torchiaro


Sotto inchiesta da parte del Senato americano, e sotto l'attenta osservazione degli inquirenti italiani, quelli del Campo Antimperialista di Moreno Pasquinelli ci riprovano. Si incontreranno l'1 e 2 ottobre prossimi a Chianciano Terme, nel senese, per una conferenza dall'eloquente titolo: "Lasciamo in pace l'Iraq - Sosteniamo la legittima resistenza del popolo iracheno".

A darne annuncio ieri, sul nuovo sito internet ambienteweb.org, una versione edulcorata e ripulita del sito internet precedente, gli stessi promotori dell'iniziativa, finita nell'occhio del ciclone per il dichiarato appoggio alla cosiddetta 'Resistenza irachena'.

L'attività del Campo Antimperialista aveva suscitato la "viva preoccupazione" di 44 deputati del Congresso Usa, che il 27 luglio scorso hanno scritto una lettera all'ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Sergio Vento, per chiedergli di adoperarsi per bloccare l'iniziativa. Il documento era stato anticipato da L'opinione, che aveva pubblicato integralmente la lettera dei parlamentari di Washington subito dopo la sua consegna. Nella missiva i sottoscrittori americani si dicono certi che "il Campo Antimperialista italiano faccia parte del network internazionale che finanzia il terrore e che si estende dall'Iraq all'Europa". Sotto accusa, in particolare, l'iniziativa denominata "Dieci euro per la resistenza irachena", lanciata al campo di Assisi del 2003 e che "ha dato aiuto diretto - accusano i 44 deputati Usa - alle aree dove operano gli insorti iracheni, compresa la provincia di Al Anbar".

Accuse che i responsabili della Conferenza Antimperialista cercano, sia pur maldestramente, di respingere: "I denari raccolti - si legge sul sito ambienteweb.org - sono fermi nel conto corrente. Non sono quindi serviti a finanziare nessuno e alcunché". Gli elementi imbarazzanti, tuttavia, non mancano: tra i relatori di cui si annuncia la presenza a Chianciano Terme spiccano i nomi del filosofo ed ex europarlamentare Ds Gianni Vattimo, che parlerà de "La Resistenza antifascista e quella antiamericana" e Hamza Piccardo, controverso segretario dell'Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia (Ucoii), che incanterà la platea disquisendo sul tema del "Movimento contro la guerra e la crociata contro l'Islam". Alla due giorni antimperialista non poteva mancare Ibrahim Al Kubaysi, fratello del segretario dell'Alleanza Patriottica irachena, Jabbar Al Kubaysi, arrestato dagli americani quando lo riconobbero unico detentore di un impressionante arsenale in Iraq.

Quanto ad Hamnza Piccardo, la sua organizzazione viene esaminata in controluce dal Ministro degli Interni, Beppe Pisanu, il quale lo sospetta di non avere le carte in regola per entrare nel novero delle organizzazioni consultabili dalle istituzioni. L'allarme al riguardo proviene dall'autorevole Magdi Allam: l'islamista del Corriere della Sera ha più volte denunciato l'affiliazione tra Ucoii e Fratelli Mussulmani, indicando nei contatti internazionali di Hamnza Piccardo un elemento di notevole rischio per la sicurezza del Paese.

E le istituzioni monitorano da vicino lo stesso Campo Antimperialista.

Ieri nella polemica inevitabilmente scatenata si è inserito il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi. "Bisogna fare chiarezza", ha esordito l'esponente Udc. "Il pacchetto antiterrorismo che abbiamo approvato a luglio, dopo gli attentati di Londra, parla chiaro. Non resta che applicarlo", ha detto. "Non sono a conoscenza di un'inchiesta aperta dai giudici su questo fantomatico campo anti-imperialista -dice Giovanardi- Forse un fascicolo esiste e le indagini sono state avviate, o forse no", dice. E a proposito della raccolta fondi "dieci euro per la resistenza irachena", che aveva spinto il Congresso degli Stati Uniti ad inoltrare all'ambasciatore italiano a Washington, Sergio Vento, la nota di protesta di cui il nostro giornale ha informato per primo, il ministro rileva che anche in questo caso "bisogna analizzare la legge.

Se le attività che vengono svolte da questi gruppi contravvengono, anche nelle modalità, alle norme vigenti in Italia, allora -dice Giovanardi - bisogna che la magistratura intervenga per bloccarli". Il soccorso rosso, però, non tarda ad arrivare. Rifondazione Comunista ha ben pensato, infatti, di sposare la causa degli "antimperialisti" e di indirizzare al ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, una interrogazione parlamentare urgente in loro sostegno. Cosa è successo? Che le autorità diplomatiche non vogliono concedere - non senza un fondato motivo, c'è da credere - il visto per l'ingresso in Italia agli "esponenti della resistenza irachena" che Moreno Pasquinelli vuole invitare alla sua conferenza. "Ci sono pressioni degli americani che tendono a vietare ai leader dell'opposizione di Baghdad di muoversi all'estero".

I deputati Elettra Deiana e Giovanni Russo Spena si stracciano le vesti in favore di nomi sui quali, nella migliore delle ipotesi, circola più di qualche sospetto. Mentre il Campo Antimperialista promette di invitare tutta la sinistra antagonista in quel della campagna senese, per una curiosa coincidenza, i riformisti del centrosinistra saranno tutti riuniti a poca distanza, ad Orvieto. L'associazione LibertàEguale, che mette insieme i sostenitori del "Partito Riformista", siano essi nei Ds, nello Sdi, nella Margherita o del tutto indipendenti, proprio l'1 e il 2 ottobre ha convocato i suoi stati generali al confine umbro della provincia di Siena. Saranno presenti Piero Fassino, Enrico Boselli, Francesco Rutelli e lo stesso Romano Prodi. A cinquanta chilometri di distanza l'appuntamento dei centri sociali, no global, black bloc e - par di capire - qualche esponente di Rifondazione Comunista. Se gli organizzatori della convention di LibertàEguale temono che qualcuno del vicino Campo sia tentato dalla provocazione di una improvvisata rissa, assisteremo a un bell'anticipo sulle primarie. Il confronto tra le due sinistre sarà servito.

(26 agosto 2005)

http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=190&id=3807&aa=2005
 
Napoli. PRESIDIO presso il Consolato francese PDF Stampa E-mail
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Tuesday 30 August 2005
venerdì 2 settembre 2005, h. 10.00 metropolitana di P.zza Amedeo
PRESIDIO di lotta e di SOLIDARIETA'/CONFERENZA STAMPA presso il
Consolato francese

No alla messa fuori legge del comunismo!
La persecuzione dei comunisti
colpisce la libertà politica di tutti noi!

Chiediamo al governo francese l'immediata scarcerazione dei comunisti
italiani Giuseppe Maj e Giuseppe Czeppel del (n)PCI e di Angelo
d'Arcangeli della Delegazione del (n)PCI arrestati a Parigi
ingiustamente e illegalmente.
Il governo francese è complice del governo Berlusconi che vuole
togliere il diritto di parola a chi si oppone alla sua politica di
oppressione, miseria e guerra, come fecero i fascisti durante il
tristemente noto "ventennio".
Al "processo" contro Gramsci, il pubblico ministero esclamò: "Bisogna
impedire a questo cervello di funzionare per venti anni"!
Noi non dimentichiamo Antonio Gramsci, segretario del primo PCI,
rinchiuso e lasciato morire nelle carceri fasciste e con lui le
centinaia di comunisti che riempirono le carceri italiane.
Non dimenticheremo mai quei compagni e tanto meno abbiamo dimenticato
i fascisti e i loro metodi.
Non permettiamo che i nostri figli assistano a quello che allora i
partigiani hanno giurato con il loro sangue che mai più sarebbe
successo.
E' per questo che invitiamo tutti i comunisti, gli operai, i
lavoratori, i giovani, i sinceri democratici
a mobilitarsi contro la repressione.
venerdì 2 settembre 2005, h. 10.00
metropolitana di P.zza Amedeo
PRESIDIO di lotta e di SOLIDARIETA'/CONFERENZA STAMPA
presso il Consolato francese

Libertà per i compagni Giuseppe Maj, Giuseppe Czeppel, e Angelo
D’Arcangeli!
No alla persecuzione del comunismo!
No alla persecuzione del (n) Pci!

A tutti gli organismi di lotta, alle organizzazioni politiche e
sindacali antagoniste e di base, ai lavoratori, agli studenti, a
tutti i sinceri democratici chiediamo di aderire al presidio di
lotta.
A tutti chiediamo di portare la propria solidarietà e contribuire
alla lotta per la difesa dei diritti democratici, per la libertà di
pensiero, di parola e di associazione.
Contro il governo della banda Berlusconi e il crescente stato di
polizia, persecuzione e repressione che vuole terrorizzare lavoratori
e masse popolari per meglio attaccare le loro conquiste.


Federazione Regionale Campana del partito dei CARC
Via Ulisse Prota Giurleo, 199 – 80100 Napoli - Italia
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Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
CP 380, 80133 Napoli - Italia
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 
Smantellato cyber riciclaggio PDF Stampa E-mail
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Monday 29 August 2005
Milano, la Guardia di finanza ha denunciato 28 

persone
e ha bloccato un milione e 300.000 euro di denaro rubato
Smantellato "cyber riciclaggio"
Prelievo dai conti via internet
I truffatori mandavano e-mail ai clienti per avere informazioni

ROMA - Anche il riciclaggio di denaro sta al passo coi tempi. La Guardia di
finanza di Milano, in collaborazione con la Polizia postale di Bologna, ha
scoperto un giro di "cyber riciclaggio" che ha portato alla denuncia di 28
persone e al blocco di un milione e 300 mila euro di denaro rubato. I
truffatori accedevano a conti correnti non loro via internet, facendo
transitare parte dei soldi su conti di persone contattate via e-mail prima
di trasferirli all'estero. Fra i denunciati, tre russi e un nigeriano.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Milano Francesco
Cajani, sono iniziate a maggio e hanno portato a scoprire una vera e propria
frode di cui sono state vittime 400 persone che gestivano il loro conto
corrente con i servizi di banking online di quattro banche nazionali. I
presunti truffatori mandavano dosi massicce di e-mail, per riuscire così a
ottenere informazioni personali sui clienti delle banche (operazione che in
gergo si chiama phishing) e in particolare il loro nome utente e la loro
password, cioè i dati essenziali per potere accedere ai conti.

Successivamente, è stato accertato che gli autori degli abusi tecnologici,
al fine di garantire il proprio anonimato e dirottare verso Stati esteri
("off-shore") le somme illecitamente sottratte agli ignari correntisti, si
avvalevano di soggetti italiani appositamente contattati con e-mail e chat i
quali, in cambio di percentuali variabili tra il 5 e il 20 per cento,
consentivano il transito delle somme sui propri conti correnti ed
effettuavano il successivo trasferimento delle stesse fuori dal territorio
nazionale tramite le agenzie di "money transfer".



La Guardia di finanza, comunque, è riuscita a bloccare la maggior parte dei
bonifici e i trasferimenti all'estero di oltre 1,3 milioni di euro,
soprattutto con il controllo di migliaia di transazioni monetarie e con la
collaborazione delle banche. Dopo 28 perquisizioni nelle case dei sospetti,
è stato possibile confermare "l'ipotesi investigativa finora senza
precedenti" cioè il riciclaggio di somme derivanti da reati informatici per
via infomatica.

(FONTE:
http://www.repubblica.it/2005/h/sezioni/cronaca/cybericicl/cybericicl/cyberi
cicl.html 3 agosto 2005)
 
Resoconto dettagliato delle compromissioni individuate al server del Fi 2005 PDF Stampa E-mail
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Monday 29 August 2005
Resoconto dettagliato delle compromissioni individuate al server del
Firenze Linux User Group il 27 giugno 2005


Lunedì 27 giugno 2005 due aderenti del Flug si sono recati alla sede
milanese del provider Inet per riprendere il server del Flug, là
ospitato negli spazi del provider Dada con il quale esisteva un
contratto di housing da circa 6 anni. Questo cambiamento di provider
era stato programmato da alcuni giorni sulla base di una proposta di
sponsorizzazione (da concretizzarsi con l'housing del server) giunta
al Flug da un altro provider fiorentino (vedi
https://lists.firenze.linux.it/pipermail/flug/2005-June/009578.html).

Con questo server il Flug offre servizi come liste di posta
elettronica alla comunità di appassionati al software libero di
Firenze. Inoltre ospita simili servizi per conto di altri gruppi
simili al Flug di altre città; per fare questo il server non
contiene alcun tipo di dato sensibile eccettuati quelli necessari al
funzionamento dei servizi stessi (come la chiave privata del server
ssh, i certificati ssl per il server web e le chiavi private del
remailer Antani). Unica eccezione è la posta elettronica personale
dei pochi aderenti al Flug autorizzati all'accesso diretto al server,
autorizzazioni giustificate da compiti di gestione del server.

Al momento del ritiro dell'hardware, avvenuto verso le 11.30 del 27
giugno in presenza di un tecnico di Inet, sono state riscontrate le
seguenti anomalie:
- - il server (rack di tipo 1U) aveva il coperchio del case chiuso con
  le viti di fissaggio ma con un lato fuori dalle guide. Sono evidenti
  anche graffi sullo stesso coperchio, attribuibili all'inserimento e
  all'estrazione dall'armadio rack;
- - il cavo ide di collegamento del cdrom era completamente staccato;
- - le viti di fissaggio delle slitte dei dischi fissi erano mancanti.

E' stato deciso di riprendere ugualmente il server e di riportarlo a
Firenze nella prospettiva di sistemarlo quanto prima presso il nuovo
provider.

Quando ancora si trovavano presso il data-center di Inet, i due
incaricati del Flug hanno preso contatto con i riferimenti del
provider Dada: nelle conversazioni telefoniche con questi riferimenti
(prima commerciale e poi tecnico) è stato confermato lo spostamento
di stanza programmato (spostamento peraltro verificato direttamente
dai due incaricati del Flug, i quali erano presenti anche alla prima
installazione), ma sono state escluse manomissioni dell'hardware.
Inoltre, è stato contattato il membro del Flug che per ultimo era
intervenuto sul server, il quale ha confermato di aver lasciato il
server regolarmente chiuso e con tutto l'hardware regolare.

All'arrivo a Firenze il server è stato riavviato più volte per
problemi con il kernel installato: solo in un secondo momento è
iniziata l'analisi delle tracce di manomissione.

In seguito ad un'analisi più specifica dell'hardware (in particolare
il controller delle unità di memorizzazione di massa, che non
permette l'installazione e l'uso di dispositivi di memorizzazione non
presenti all'avvio), a fronte di quelle che sono le evidenti
manomissioni dell'hardware sopra elencate, sono state escluse
manomissioni dei dati contenuti negli hard-disk "a caldo" cioè con i
sistema operativo funzionante: di conseguenza se questi dati sono
stati manomessi o anche solo copiati deve essere avvenuto
necessariamente dopo un riavvio del sistema operativo. I riavvii
durante la permanenza ad Inet sono stati tre:
- - al momento della prima installazione (avvenuta nel febbraio 2003),
  compiuta da tre aderenti al Flug;
- - il giorno successivo alla prima installazione, ad opera di un altro
  aderente del Flug  per ovviare a problemi riscontrati con uno degli
  slot della ram;
- - durante lo spostamento degli armadi del provider Dada che ospitavano
  il server, così come annunciato anche nella lista di discussione
  generale del Flug (vedi
  https://lists.firenze.linux.it/pipermail/flug/2005-March/009243.html).

Il fatto che gli unici riavvii subiti dal serverone siano quelli
elencati viene fatto risalire dal controllo dell'"uptime", cioè il
tempo di funzionamento ininterrotto così come viene registrato dal
kernel Linux (Questo dato in effetti può essere alterato usando
sistemi piuttosto sofisticati. L'ipotesi che il supposto attaccante
abbia usato questi sistemi per truccare questo dato viene considerata
assolutamente non plausibile perché difficilmente conciliabile con le
evidenti tracce poi lasciate sull'hardware).

Per i primi due interventi sul server risulta assolutamente
accettabile escludere un riassemblaggio inaccurato ad opera degli
aderenti al Flug. Per il terzo risulta difficilmente accettabile
supporre manomissioni accidentali o dovute a ragioni contingenti allo
spostamento: d'altro canto non ci è neanche possibile escluderle dato
che nessun aderente del Flug era presente. Per queste considerazioni
risulta inevitabile concludere che se è stata compiuta una
manomissione dei dati questa deve essere necessariamente avvenuta in
occasione dell'ultimo riavvio, cosa peraltro assolutamente esclusa dai
rappresentanti tecnici di Dada, così come scritto in precedenza.

Da quanto esposto, a fronte dell'evidenza  delle manomissioni
all'hardware, non risultano altrettanto evidenti manomissioni o anche
semplici copie dei dati contenuti sul server: si è però deciso
ugualmente di considerare il server compromesso in toto e di
conseguenza di non reinserirlo subito in rete ma di procedere ad una
installazione ex-novo del software così come viene considerata prassi
normale in casi analoghi. I dati sono stati preservati in attesa di un
controllo da parte dei responsabili dei vari servizi: ad oggi
(mercoledì 3 agosto 2005) è stata completata la riattivazione di tutti
i servizi preesistenti.

L'installazione è avvenuta su due nuovi dischi con caratteristiche
tecniche uguali ai precedenti (i quali sono attualmente in consegna ad
un aderente del Flug in attesa di svolgere analisi forense).

Mercoledì 3 agosto 2005

Si prega di dare massima diffusione.

- --
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