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8 settembre: si ricorda Ondina Peteani |
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Wednesday 31 August 2005 |
News ITALIA PRESS agenzia stampa 26
agosto 2005
Sono trascorsi 80 anni dalla nascita
8 settembre: si ricorda Ondina Peteani
Il
Comitato Permanente Ondina Peteani compierà una ricognizione storica
sulla figura di questa prima staffetta partigiana d'Italia
Trieste - E' un progetto congiunto Trieste-Cassino quello che, tra poco
più di una settimana, darà il via alle celebrazioni per il
62°
Anniversario dell'8 settembre 1943, data ufficiale che segna l'inizio
della Lotta di Liberazione italiana. Nell'occasione, il
Comitato
Permanente Ondina Peteani compierà una ricognizione storica sulla
figura di questa prima staffetta partigiana d'Italia, deportata
ad
Auschwitz n. 81672. Sono trascorsi 80 anni dalla nascita di Ondina
Peteani, avvenuta il 26 aprile 1925 a Trieste. Capisce in fretta che
avere quindici
anni non significa non poter essere utili: da tempo uno
degli incarichi di Ondina è andarsene in treno a Padova e a Udine, per
portare tra gli operai
copie dell'Unità e di Avanti. Nel 1942 lavora
come operaia al cantiere di Monfalcone; sa usare il "tornio a revolver"
una conoscenza che le
tornerà utile ad Auschwitz.
La realtà che circonda Ondina è un presente fatto di guerra continua.
Sin dal maggio 1941 il
Partito Comunista Italiano e l'Osvoboldilna
Fronta (il Fronte di Liberazione sloveno) collaborano nella lotta
armata nella Slovenia occupata. L'invasione
italo-tedesca della
Iugoslavia ha prodotto un cambiamento profondo nei confini orientali
italiani: la Slovenia è divenuta una nuova provincia e la
vicina
Croazia un regno satellite affidato al duca Aimone d'Aosta che ha
slavizzato il suo nome in Tomislav. A cavallo tra il Friuli e la
Slovenia
combattono le formazioni partigiane slovene e vi si affiancano
anche i comunisti italiani. Di questi scontri si parla anche nel
cantiere di Monfalcone e
Ondina sogna di essere rapita, di andarsene in
montagna.
Nel 1942 il Partito Comunista Italiano si pone l'obiettivo di creare
delle
unità nazionali che, almeno inizialmente, siano di concreto
supporto alla ben più organizzata attività slovena. Le trattative tra
i
comunisti italiani e gli sloveni portarono alla creazione nel marzo
1943 del "Distaccamento Garibaldi", una piccola unità nella
quale
sarebbero dovuti confluire tutti i combattenti italiani che si
trovavano inquadrati nelle unità partigiane slovene. Si trattava del
primo
distaccamento partigiano italiano.
Arrestata due volte, la Peteani riuscì a eludere la sorveglianza con
rocambolesche fughe, ma fu
ripresa l'11 febbraio 1944 a Vermegliano
(Ronchi dei Legionari), e segregata nel Comando delle SS di piazza
Oberdan (Trieste), da dove venne poi trasferita
al carcere del Coroneo,
e quindi deportata a mezzo carro bestiame, dapprima ad Auschwitz, a
fine marzo e successivamente, nel campo di Rawensbruck.
L'ottobre dello
stesso anno fu trasferita in una fabbrica di produzione bellica ad
Eberswalde, presso Berlino, dove attuò un insospettabile programma
di
sabotaggio, rallentando sensibilmente il ciclo produttivo, grazie a
continui e ripetuti, pignoli, controlli, con la scusa della verifica
dei torni e
delle parti prodotte.
A metà aprile 1945, nel corso di una marcia forzata di cinque giorni
che doveva riportarla a Rawensbruck,
riuscì a fuggire dalla colonna di
prigionieri, rientrando in Italia in luglio. Qui, nel 1962, insieme al
suo compagno Gian Luigi Brusadin, diede vita
alla prima agenzia
libraria degli Editori riuniti per il Triveneto, che divenne centro
d'incontro di intellettuali, artisti e attori. In seguito
costituì il
centro di aggregazione per i giovanissimi della sinistra denominato
"Circolo Ho Chi Min" e gestì diverse colonie estive
ed invernali in
Italia e all'estero.
Auschwitz e Ravensbruck sono stati i suoi continui fantasmi, i suoi
carnefici, che fino all'ultimo
non le hanno dato tregua. Le
calcificazioni polmonari, dovute alle tante notti di appello fuori dai
Block, si aggiungono all'anoressia, e Ondina muore il 3
gennaio 2003.
Il gran numero di portali tematici che su Internet ha scelto di
pubblicarne e sostenerne la memoria, così come il ciclo
di conferenze a
lei dedicate dal Comitato Permanente dimostrano un crescente interesse
verso il suo altruistico schierarsi "donna" nella ricerca
della
libertà.
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Antimperialisti nel mirino |
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Tuesday 30 August 2005 |
Edizione 190 del 26-08-2005
"E' un
network terrorista". Antimperialisti nel mirino
Summit no global in ottobre. Giovanardi: fermateli
di Aldo Torchiaro
Sotto inchiesta da parte del Senato americano, e sotto l'attenta
osservazione degli inquirenti italiani, quelli del Campo
Antimperialista di
Moreno Pasquinelli ci riprovano. Si incontreranno
l'1 e 2 ottobre prossimi a Chianciano Terme, nel senese, per una
conferenza dall'eloquente titolo:
"Lasciamo in pace l'Iraq - Sosteniamo
la legittima resistenza del popolo iracheno".
A darne annuncio ieri, sul nuovo sito internet
ambienteweb.org, una
versione edulcorata e ripulita del sito internet precedente, gli stessi
promotori dell'iniziativa, finita nell'occhio del ciclone per
il
dichiarato appoggio alla cosiddetta 'Resistenza irachena'.
L'attività del Campo Antimperialista aveva suscitato la
"viva
preoccupazione" di 44 deputati del Congresso Usa, che il 27 luglio
scorso hanno scritto una lettera all'ambasciatore italiano negli
Stati
Uniti, Sergio Vento, per chiedergli di adoperarsi per bloccare
l'iniziativa. Il documento era stato anticipato da L'opinione, che
aveva pubblicato
integralmente la lettera dei parlamentari di
Washington subito dopo la sua consegna. Nella missiva i sottoscrittori
americani si dicono certi che "il
Campo Antimperialista italiano faccia
parte del network internazionale che finanzia il terrore e che si
estende dall'Iraq all'Europa". Sotto accusa,
in particolare,
l'iniziativa denominata "Dieci euro per la resistenza irachena",
lanciata al campo di Assisi del 2003 e che "ha dato aiuto
diretto -
accusano i 44 deputati Usa - alle aree dove operano gli insorti
iracheni, compresa la provincia di Al Anbar".
Accuse che i
responsabili della Conferenza Antimperialista cercano, sia
pur maldestramente, di respingere: "I denari raccolti - si legge sul
sito ambienteweb.org -
sono fermi nel conto corrente. Non sono quindi
serviti a finanziare nessuno e alcunché". Gli elementi imbarazzanti,
tuttavia, non mancano: tra i
relatori di cui si annuncia la presenza a
Chianciano Terme spiccano i nomi del filosofo ed ex europarlamentare Ds
Gianni Vattimo, che parlerà de
"La Resistenza antifascista e quella
antiamericana" e Hamza Piccardo, controverso segretario dell'Unione
delle Comunità e Organizzazioni
Islamiche in Italia (Ucoii), che
incanterà la platea disquisendo sul tema del "Movimento contro la
guerra e la crociata contro l'Islam".
Alla due giorni antimperialista
non poteva mancare Ibrahim Al Kubaysi, fratello del segretario
dell'Alleanza Patriottica irachena, Jabbar Al Kubaysi,
arrestato dagli
americani quando lo riconobbero unico detentore di un impressionante
arsenale in Iraq.
Quanto ad Hamnza Piccardo, la sua
organizzazione viene esaminata in
controluce dal Ministro degli Interni, Beppe Pisanu, il quale lo
sospetta di non avere le carte in regola per entrare nel
novero delle
organizzazioni consultabili dalle istituzioni. L'allarme al riguardo
proviene dall'autorevole Magdi Allam: l'islamista del Corriere
della
Sera ha più volte denunciato l'affiliazione tra Ucoii e Fratelli
Mussulmani, indicando nei contatti internazionali di Hamnza Piccardo
un
elemento di notevole rischio per la sicurezza del Paese.
E le istituzioni monitorano da vicino lo stesso Campo Antimperialista.
Ieri nella polemica inevitabilmente scatenata si è inserito il ministro
per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi. "Bisogna
fare
chiarezza", ha esordito l'esponente Udc. "Il pacchetto antiterrorismo
che abbiamo approvato a luglio, dopo gli attentati di Londra,
parla
chiaro. Non resta che applicarlo", ha detto. "Non sono a conoscenza di
un'inchiesta aperta dai giudici su questo fantomatico
campo
anti-imperialista -dice Giovanardi- Forse un fascicolo esiste e le
indagini sono state avviate, o forse no", dice. E a proposito della
raccolta
fondi "dieci euro per la resistenza irachena", che aveva
spinto il Congresso degli Stati Uniti ad inoltrare all'ambasciatore
italiano a
Washington, Sergio Vento, la nota di protesta di cui il
nostro giornale ha informato per primo, il ministro rileva che anche in
questo caso "bisogna
analizzare la legge.
Se le attività che vengono svolte da questi gruppi contravvengono,
anche nelle modalità, alle norme
vigenti in Italia, allora -dice
Giovanardi - bisogna che la magistratura intervenga per bloccarli". Il
soccorso rosso, però, non tarda ad
arrivare. Rifondazione Comunista ha
ben pensato, infatti, di sposare la causa degli "antimperialisti" e di
indirizzare al ministro degli Esteri,
Gianfranco Fini, una
interrogazione parlamentare urgente in loro sostegno. Cosa è successo?
Che le autorità diplomatiche non vogliono concedere
- non senza un
fondato motivo, c'è da credere - il visto per l'ingresso in Italia agli
"esponenti della resistenza irachena" che Moreno
Pasquinelli vuole
invitare alla sua conferenza. "Ci sono pressioni degli americani che
tendono a vietare ai leader dell'opposizione di Baghdad di
muoversi
all'estero".
I deputati Elettra Deiana e Giovanni Russo Spena si stracciano le vesti
in favore di nomi sui quali, nella
migliore delle ipotesi, circola più
di qualche sospetto. Mentre il Campo Antimperialista promette di
invitare tutta la sinistra antagonista in quel
della campagna senese,
per una curiosa coincidenza, i riformisti del centrosinistra saranno
tutti riuniti a poca distanza, ad Orvieto.
L'associazione
LibertàEguale, che mette insieme i sostenitori del "Partito
Riformista", siano essi nei Ds, nello Sdi, nella Margherita o
del tutto
indipendenti, proprio l'1 e il 2 ottobre ha convocato i suoi stati
generali al confine umbro della provincia di Siena. Saranno presenti
Piero
Fassino, Enrico Boselli, Francesco Rutelli e lo stesso Romano
Prodi. A cinquanta chilometri di distanza l'appuntamento dei centri
sociali, no global, black
bloc e - par di capire - qualche esponente di
Rifondazione Comunista. Se gli organizzatori della convention di
LibertàEguale temono che qualcuno del
vicino Campo sia tentato dalla
provocazione di una improvvisata rissa, assisteremo a un bell'anticipo
sulle primarie. Il confronto tra le due sinistre
sarà servito.
(26 agosto 2005)
http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=190&id=3807&aa=2005
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Napoli. PRESIDIO presso il Consolato francese |
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Tuesday 30 August 2005 |
venerdì 2
settembre 2005, h. 10.00 metropolitana di P.zza Amedeo
PRESIDIO di lotta e di SOLIDARIETA'/CONFERENZA STAMPA presso il
Consolato francese
No alla messa fuori legge del comunismo!
La persecuzione dei comunisti
colpisce la libertà politica di tutti noi!
Chiediamo al governo francese l'immediata scarcerazione dei comunisti
italiani Giuseppe Maj e Giuseppe Czeppel del (n)PCI e di Angelo
d'Arcangeli della Delegazione del (n)PCI arrestati a Parigi
ingiustamente e illegalmente.
Il governo francese è complice del
governo Berlusconi che vuole
togliere il diritto di parola a chi si oppone alla sua politica di
oppressione, miseria e guerra, come fecero i
fascisti durante il
tristemente noto "ventennio".
Al "processo" contro Gramsci, il pubblico ministero esclamò:
"Bisogna
impedire a questo cervello di funzionare per venti anni"!
Noi non dimentichiamo Antonio Gramsci, segretario del primo PCI,
rinchiuso e lasciato morire nelle carceri fasciste e con lui le
centinaia di comunisti che riempirono le carceri italiane.
Non
dimenticheremo mai quei compagni e tanto meno abbiamo dimenticato
i fascisti e i loro metodi.
Non permettiamo che i nostri figli assistano a
quello che allora i
partigiani hanno giurato con il loro sangue che mai più sarebbe
successo.
E' per questo che invitiamo
tutti i comunisti, gli operai, i
lavoratori, i giovani, i sinceri democratici
a mobilitarsi contro la repressione.
venerdì 2
settembre 2005, h. 10.00
metropolitana di P.zza Amedeo
PRESIDIO di lotta e di SOLIDARIETA'/CONFERENZA STAMPA
presso il Consolato
francese
Libertà per i compagni Giuseppe Maj, Giuseppe Czeppel, e Angelo
D’Arcangeli!
No alla persecuzione
del comunismo!
No alla persecuzione del (n) Pci!
A tutti gli organismi di lotta, alle organizzazioni politiche e
sindacali
antagoniste e di base, ai lavoratori, agli studenti, a
tutti i sinceri democratici chiediamo di aderire al presidio di
lotta.
A tutti
chiediamo di portare la propria solidarietà e contribuire
alla lotta per la difesa dei diritti democratici, per la libertà di
pensiero, di parola e di associazione.
Contro il governo della banda Berlusconi e il crescente stato di
polizia, persecuzione e
repressione che vuole terrorizzare lavoratori
e masse popolari per meglio attaccare le loro conquiste.
Federazione
Regionale Campana del partito dei CARC
Via Ulisse Prota Giurleo, 199 – 80100 Napoli - Italia
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
CP 380, 80133 Napoli - Italia
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Smantellato cyber riciclaggio |
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Monday 29 August 2005 |
Milano, la Guardia di finanza ha denunciato 28
persone e ha bloccato un milione e 300.000 euro di denaro rubato Smantellato "cyber riciclaggio" Prelievo dai conti via internet I
truffatori mandavano e-mail ai clienti per avere informazioni
ROMA - Anche il riciclaggio di denaro sta al passo coi tempi. La Guardia di finanza
di Milano, in collaborazione con la Polizia postale di Bologna, ha scoperto un giro di "cyber riciclaggio" che ha portato alla denuncia di 28 persone e al blocco di un milione e 300 mila euro di denaro rubato. I truffatori accedevano a conti correnti non loro via internet, facendo transitare
parte dei soldi su conti di persone contattate via e-mail prima di trasferirli all'estero. Fra i denunciati, tre russi e un nigeriano.
Le
indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Milano Francesco Cajani, sono iniziate a maggio e hanno portato a scoprire una vera e propria frode di
cui sono state vittime 400 persone che gestivano il loro conto corrente con i servizi di banking online di quattro banche nazionali. I presunti
truffatori mandavano dosi massicce di e-mail, per riuscire così a ottenere informazioni personali sui clienti delle banche (operazione che in gergo si chiama phishing) e in particolare il loro nome utente e la loro password, cioè i dati essenziali per potere accedere ai conti.
Successivamente, è stato accertato che gli autori degli abusi tecnologici, al fine di garantire il proprio anonimato e dirottare verso Stati
esteri ("off-shore") le somme illecitamente sottratte agli ignari correntisti, si avvalevano di soggetti italiani appositamente contattati con
e-mail e chat i quali, in cambio di percentuali variabili tra il 5 e il 20 per cento, consentivano il transito delle somme sui propri conti correnti
ed effettuavano il successivo trasferimento delle stesse fuori dal territorio nazionale tramite le agenzie di "money transfer".
La Guardia di finanza, comunque, è riuscita a bloccare la maggior parte dei bonifici e i trasferimenti all'estero di oltre 1,3 milioni di
euro, soprattutto con il controllo di migliaia di transazioni monetarie e con la collaborazione delle banche. Dopo 28 perquisizioni nelle case dei
sospetti, è stato possibile confermare "l'ipotesi investigativa finora senza precedenti" cioè il riciclaggio di somme derivanti
da reati informatici per via infomatica.
(FONTE: http://www.repubblica.it/2005/h/sezioni/cronaca/cybericicl/cybericicl/cyberi cicl.html 3 agosto 2005)
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