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comunicato del barocchio sul corteo antifascista PDF Stampa E-mail
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martedì 21 giugno 2005
comunicato del 

barocchio sul corteo antifascista


CARICATO IL CORTEO ANTIFASCISTA
Il Barocchio Squat ringrazia tutti gli amici ed i compagni almeno
mille che
hanno partecipato al presidio trasformatosi, vista l_affluenza, in
corteo
di solidarietà con i due occupanti accoltellati e gravemente feriti la

settimana precedente da una squadraccia fascista.
Alla manifestazione erano presenti tutte le componenti del movimento
antagonista torinese.
Purtroppo le forze del disordine organizzato dallo Stato cercavano lo
scontro a tutti i costi e dopo averci provato negando tutte le vie
d_accesso al centro, in via Po SU PRECISO ORDINE DEL QUESTORE POLI
HANNO
CARICATO LA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA.
E_ UN FATTO GRAVISSIMO che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, la

politica degli sbirri. Gli stessi sbirri che già si erano distinti
nello
scortare amorevolmente, ai primi di marzo, una ventina di nazifascisti

portati in piazza dal provocatore di AN, l_onorevole Agostino Ghiglia,
a
manifestare, guarda caso, contro un centro sociale occupato.
Ma le responsabilità delle cariche sono ripartite in tutto l_apparato
istituzionale, dal ministro al terrorismo al sindaco.

In piazza Madama Cristina, sotto un sole cocente, i manifestanti
trovano
riparo tra le bancarelle del mercato coperto dove i venditori, per
nulla
terrorizzati, offrono acqua e frutta.
Il presidio mobile antifascista, partito dopo un breve comizio di
contro
informazione ha percorso le strade di S. Salvario in un clima di
GRANDE
TENSIONE PROVOCATA DALLA POLIZIA MA, NONOSTANTE QUESTO, SENZA ALCUN
INCIDENTE FINO IN VIA PO un dato significativo.
Gli sbirri precedevano il corteo intimando ai negozianti di chiudere
le
serrande, si frapponevano alla gente incuriosita cui si distribuivano
i
volantini. Alcuni coraggiosi riaprivano i battenti al passaggio del
corteo
che applaudiva, altri si sporgevano a prendere i volantini che
invitavano
alla DERATTIZZAZIONE dai fascisti. Un_accoglienza solidale, nonostante
tutto.
Lungo il percorso il corteo raccoglie anche la solidarietà di una
cinquantina di ciclisti del Critical Mass che si affacciano ad ogni
incrocio.
Ma in via Po scatta l_ordine del questore: caricare il corteo
antifascista.
Pestaggi, una ragazza e tre ragazzi portati via. Botte per tutti. Il
corteo, fortunatamente attrezzato per difendersi, non si disperde,
nonostante il lancio dei tossicissimi lacrimogeni CS nella via
centrale,
piena di passanti. Gli sbirri alla carica travolgono un anziano. Ma
l_episodio eclatante vede protagonisti alcuni poliziotti che abbattono

vetrine a colpi di sedia. Una trama preparata a tavolino in
precedenza, un
ordine eseguito. Saranno promossi.
I manifestanti ritirandosi improvvisano una barricata all_angolo di
via
Sant_Ottavio, attorno alla quale si ricompone il corteo. Che prosegue
sfilando davanti all_università e percorrendo corso S. Maurizio fino
ai
giardini reali. Dove si scioglie davanti al Fenix, l_Osservatorio
Occupato
contro la repressione, che apre le sue porte ai manifestanti. Si
curano i
feriti e si cerca di capire chi è stato preso. Vengono fuori tre nomi.
Poi
sapremo che sono quattro.
Vari gruppi di manifestanti si recano alla questura centrale, dove si
trovano i fermati, per reclamare la loro immediata liberazione.
A notte inoltrata si saprà che due ragazzi: SILVIO e MASSIMILIANO sono

stati incarcerati alle Vallette. AGNESE è stata liberata in serata con
la
denuncia per manifestazione non autorizzata. Pare ci siano altri
indagati
per questa stessa accusa. Un altro ragazzo ANDREA, ricoverato
all_ospedale,
è stato rilasciato.


Tutta la nostra solidarietà agli arrestati e agli inquisiti.

Torino 19 giugno 2005 barocchio squat

http://tutto.squat.net/
 
Il Fiore appassito Considerazioni sul 18 Giugno PDF Stampa E-mail
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martedì 21 giugno 2005

Noi quei quaranta forsennati che si sono affacciati sul margine di
Centocelle li abbiamo visti bene, intercettati molto prima che
riuscissero
a raggrupparsi.

Il dispositivo di tutela, che con cura abbiamo messo a punto, ha
permesso
una immediata reazione a quella paccotiglia nazifascista ben prima che

intervenisse la mano militare generalmente preposta.

Una risposta unitaria, politica e materiale, opposta da quegli
anticorpi
che generosi hanno percorso per tutto il giorno le arterie di
Centocelle.

Gia', perche per tutta la giornata folti gruppi di antifascist* hanno
attraversato il nostro quartiere comunicando con chi lo abita e
raccogliendo una dose di solidarieta' che neanche noi immaginavamo
fosse
cosi' convinta.

Abbiamo scacciato i fascisti da Centocelle umiliando quella sparuta
"armata
Brancaleone" che goffamente ha forzato la mano in un gioco molto piu'
pericoloso di quanto immaginasse.

Questa disfatta politica e "militare" di Forza Nuova rappresenta un
punto
di svolta nella battaglia contro la recrudescenza fascista in Italia e
un
punto di non ritorno per gli anacronistici deliri di un appassito
"caudillo" capitalista.

Il quartiere di Centocelle, tutte le realta' e le individualita'
antifasciste presenti hanno espresso nel pomeriggio di sabato 18
giugno una
straordinaria maturita' politica che ha permesso di ridimensionare una

banda di "fighetti" esaltati che, a chi li ha visti, ha ricordato
tanto i
patetici "nazisti dell'Illinois".

"Io odio i nazisti dell'Illinois"
- John Belushi dal film "the Blues Brothers" -


c.s.o.a. Forte Prenestino

www.forteprenestino.net
 
Solidarietà a Jihad Mohammad Issa PDF Stampa E-mail
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martedì 21 giugno 2005
Jihad Mohammad Issa è un palestinese che il 15 giugno ha finito di
scontare una lunga pena detentiva nel nostro Paese. Convocato
telefonicamente presso la questura di S.Lorenzo perché gli fosse
notificato il fine pena, vi si è immediatamente recato come era solito
fare in altre occasioni per ricevere comunicazioni. Ha avuto, però, la
sgradita sorpresa di ritrovarsi, sì libero, ma, paradossalmente,
immigrato clandestino privo di documenti. Per questo, grazie alla legge
Bossi-Fini, è stato automaticamente deportato al Centro di Permanenza
Temporanea di Ponte Galeria.

Jihad è in Italia dall’ottobre 1984.


Ultimo aggiornamento ( giovedì 23 giugno 2005 )
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Solidarietà antifascista! - Comunicato della CdC della FAI PDF Stampa E-mail
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martedì 21 giugno 2005
Solidarietà antifascista!

Dimmi chi aggredisci e ti dirò chi servi

Torino, notte tra l'11 ed il 12 giugno, una quindicina di fascisti armati di coltelli e bastoni forzano la porta della casa occupata "Barocchio" all'estrema periferia di Torino.
Per un pelo non c'è scappato il morto.
Due occupanti dello squat accoltellati e feriti - uno in modo grave - sono chiaro indicatore della volontà fascista di colpire e di uccidere.

Era trascorsa solo una settimana dall'aggressione a Forte Prenestino a Roma, dove le lame fasciste avevano colpito alla gola un occupante.

Siamo di fronte ad un escalation di violenze fasciste di estrema gravità.

Siamo tuttavia consapevoli che i responsabili materiali dell'aggressione al coltello agli abitanti del Barocchio Squat non sono che manovali direttamente o indirettamente al servizio di chi vorrebbe mettere la sordina alle lotte sociali, stringendoci tutti in difesa.

Nel linguaggio militaresco le truppe di complemento indicano quei soldati che affiancano occasionalmente i militari in servizio permanente effettivo.
Truppe di complemento: ci sembra una definizione adatta per sottolineare il ruolo svolto dai gruppi filonazisti e neofascisti che in questi mesi stanno compiendo, con un crescendo allarmante, aggressioni e attentati contro quei soggetti e quelle situazioni che sono già al centro della repressione governativa, della criminalizzazione giornalistica e della discriminazione clericale.
Infatti, con perfetta sincronia, le imprese squadristiche che, da Torino a Roma, da Milano a Palermo, da Lucca a Foggia, si stanno impunemente susseguendo vedono puntualmente come obiettivi immigrati, nomadi, omosessuali, lesbiche, comunisti, anarchici, centri sociali e spazi occupati; ossia gli stessi obiettivi indicati dai rapporti antiterrorismo del Ministero dell'Interno, dai teoremi persecutori contro le associazioni sovversive, dalla politica istituzionale in materia di immigrazione, dalle campagne xenofobe leghiste e dalle condanne vaticane.
Così, ancora una volta, calata la maschera pseudorivoluzionaria di "ribelli contro il sistema", gli eredi del nazifascismo mostrano la loro vocazione sbirresca al servizio dell'ordine costituito, guadagnandosi le simpatie e i favori delle destre governative e dei poteri forti.

Una città come Torino, ad esempio, vive un momento delicato, stretta tra la crisi irreversibile di un modello di sviluppo targato Fiat e la volontà, costi quel che costi, di affidare il futuro al baraccone olimpico e alle grandi opere, come il TAV.
A pochi giorni dalla grande manifestazione popolare contro il TAV del 4 giugno, in Valle ed in città ci si sta preparando al 29 giugno, data di inizio dei lavori al tunnel di Venaus: il treno della morte non deve passare e la gente è decisa a fermarlo ai blocchi di partenza.
Mentre l'attenzione e l'impegno di tanti sono rivolti alla lotta popolare contro il TAV, alla solidarietà ai migranti in rivolta al CPT, alla denuncia del razzismo omicida dello stato, puntuali come sempre, si presentano le truppe d'assalto dei padroni.

L'attuale momento è peraltro favorevole alla ricomparsa di queste controfigure, di fronte ad una sinistra politica incapace di uscire dalle logiche elettoralistiche ma anche davanti ad una latente ripresa dei conflitti sociali quale conseguenza di una crisi economica sempre più stringente. E d'altra parte l'esercizio della violenza squadristica è sempre stato, all'interno dell'estrema destra, il paradigma attraverso cui si ridefiniscono e si sperimentano egemonie ideologiche, gerarchie interne, forme operative e nuove aggregazioni territoriali.
Per questo, prima che si debba piangere un altro nostro morto, è urgente che l'escalation squadrista trovi risposte collettive adeguate, sia sul piano dell'autodifesa militante che con lo sviluppo dell'opposizione radicale ad un dominio che non solo utilizza gli strumenti legislativi del regime fascista per imporre la sua "pace", ma non esita ad arruolare anche le solite squadre della manovalanza tricolore.

Lotta antifascista contro gli squadristi e chi li protegge.

Solidarietà alle vittime delle aggressioni.

Solidarietà al Barocchio e ai due occupanti feriti.

Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI

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www.federazioneanarchica.org
 
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