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A TUTTI I DETENUTI PDF Stampa E-mail
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Wednesday 19 October 2005
A TUTTI I DETENUTI

Le primarie dell'Unione, i loro risultati...e la ripresa delle iniziative esterne al carcere: a partire dall'assemblea nazionale che si svolgerà a Roma a metà novembre, con al primo punto il rilancio dell'amnistia e dell'indulto.Parteciperanno decine di associazioni e comitati di lotta, giuristi, docenti universitari e Parlamentari.

Cari amici e amiche di tutte le carceri,

i risultati delle consultazioni "Primarie" all'interno dell'Unione (ossia dello schieramento che molto probabilmente sostituirà il governo Berlusconi dopo le elezioni della prossima primavera) evidenziano anzitutto due cose:

-) Milioni di persone sono stanche delle promesse e delle truffe berlusconiane, e vogliono in qualche modo partecipare alla cacciata dell'attuale governo;

-) La guida di questa ampia volontà di opposizione di milioni di persone resta nelle mani di vecchi e nuovi democristiani che certo non sono proprio la migliore garanzia di cambiamento in positivo per la gente semplice, quella che vive lavorando, e per i pensionati, per i precari, i senza casa, i migranti, gli emarginati, i detenuti e per tutti coloro che ripudiano le guerre di rapina in giro per il mondo.

Certo non saremo noi detenuti a condannarli prima di vederli all'opera concretamente, ma troppe volte anche questi politici oggi vincenti nell'Unione (come Prodi, Rutelli, Fassino, Boselli, ecc) ad impegni presi a parole non hanno fatto seguire i fatti, come ad esempio è accaduto quando Giovanni Paolo II ha chiesto provvedimenti di amnistia e indulto (sia durante il Giubileo del 2000 che in Parlamento nel 2002) e per tutta risposta la maggioranza e l'opposizione insieme (berlusconiani e prodiani) idearono e approvarono la truffa dell'indultino, con l'appoggio propagandistico esterno del Partito Radicale.

Del resto, le nostre previsioni negative sono avvalorate anche dal fatto che tra tutte le forze che hanno sostenuto Prodi, nessuno (ma proprio nessuno! neanche il partito di Cossutta o lo SDI dell'On. Buemi, uno dei padri della truffa dell'indultino) ha voluto assumere in campagna elettorale un impegno pubblico sulla nostra richiesta di amnistia e indulto generalizzato, limitandosi al massimo a qualche parola di circostanza davanti alla nostra denuncia della drammatica realtà delle galere italiane.

Per non parlare poi del fatto che sono cadute nel vuoto tutte le nostre richieste di poter prendere la parola nelle loro iniziative pubbliche (come la grande manifestazione del 9 ottobre a piazza del Popolo) e le richieste di permettere anche ai detenuti che fossero interessati di poter votare all'interno delle carceri. Anche il Partito Radicale, neo alleato dello SDI, ossia di un partito dell'Unione che ha sostenuto Prodi, ha preferito mettere la testa sotto la sabbia ed evitare persino di informare adeguatamente gli ascoltatori della sua radio di questa nostra richiesta di partecipazione democratica dei detenuti che fossero interessati alle primarie dell'Unione.

Nonostante tutti questi ostacoli, per quel che ci riguarda come detenuti va detto però che tra i centotrentamila voti raccolti dalla piattaforma di Simona Panzino (il Candidato senza volto) e depositati venerdì 14 negli uffici dell'Unione di piazza S. Apostoli, circa quattromila erano stati raccolti in pochissimi giorni in varie carceri italiane.

Altre migliaia di voti sono stati preannunciati dai detenuti di altre carceri e tutti insieme rappresentano un ideale ma sonoro sganassone a quanti, in vario modo, hanno tentato di impedire il coinvolgimento e il voto dei detenuti interessati e soprattutto di impedire la ripresa di un dibattito pubblico sulla drammatica realtà delle carceri e sulla necessità di un provvedimento di amnistia e indulto che sia la premessa di tutte le necessarie riforme del sistema penale e penitenziario. Non ci sono riusciti del tutto, e questo va anche a nostro merito.

Noi ci auguriamo che questo ideale sganassone aiuti i vari Prodi, Rutelli, Fassino, ecc., a riflettere sul fatto che questi voti dei detenuti italiani e stranieri sono andati a Simona Panzino (il Candidato senza volto) SEMPLICEMENTE PERCHE' RAPPRESENTA QUELLA PARTE DI MOVIMENTI E ASSOCIAZIONI CHE CON PIU' COERENZA E RESPONSABILITA' SOSTENGONO LE LOTTE, I DIRITTI, LA DIGNITA' E LE ASPIRAZIONI DEGLI "ULTIMI TRA GLI ULTIMI".

E inoltre, sempre per quel che riguarda le carceri, un altro nostro risultato positivo è che per la prima volta dopo quasi trenta anni, ed in un contesto assolutamente pacifico, si è determinata una sostanziale unità tra chi vive dall'interno la drammatica realtà del carcere (per esemplificare: sette morti in agosto e undici durante il mese di settembre!) e cerca di denunciarla e contrastarla con mobilitazioni e proteste pacifiche che hanno degli indubbi limiti oltre i quali non possono e non devono andare, e tutti quei soggetti sociali che all'esterno lottano contro la guerra, la precarietà, l'emarginazione, i CPT, per il diritto alla casa e contro lo stravolgimento generale del Diritto.

Cari amici e amiche,
noi che viviamo nelle galere italiane conosciamo bene la disgregazione e la sfiducia che si sono andate diffondendo a partire dall'approvazione della truffa dell'indultino. Ecco perché è molto importante il fatto che il peso principale della lotta per l'amnistia e l'indulto oggi non stia più sulle spalle dei soli detenuti ma sia ormai ampiamente condiviso da molta gente che lotta a partire da tanti altri e gravi problemi ma persegue anche questi nostri stessi obiettivi.

Certamente tutti noi, dentro e soprattutto fuori dalle galere, dobbiamo imparare a fare in modo che questa unità si allarghi sempre di più ad altre realtà politiche, sindacali e culturali, e tra l'altro dobbiamo imparare a far si che questa nostra forza si rovesci anche sul terreno elettorale.

Noi siamo comunque convinti che questo primo nuovo livello di unità e di solidarietà tra i detenuti e una parte importante del movimento esterno potrà arricchirsi già nei prossimi mesi con le iniziative che stiamo programmando nelle piazze, nei quartieri, nelle università e davanti al Parlamento. La prima di queste iniziative si svolgerà a Roma alla metà di novembre e sarà un'assemblea nazionale che avrà come primo punto la battaglia per l'amnistia e l'indulto.

Concludendo, cari amici e amiche di tutte le carceri, pensiamo che con centotrentamila donne e uomini che hanno votato la piattaforma del Candidato senza volto, contenente la richiesta dell'amnistia e dell'indulto generalizzato, oggi ogni detenuto ha il diritto di sentirsi un po' meno solo e scoraggiato (nonostante i Prodi , i Rutelli e i Di Pietro!) e quindi vi invitiamo fin da ora ad inviarci contributi scritti per l'assemblea nazionale di novembre e a fornirci nominativi di amici esterni (o in misura alternativa) che vogliano parteciparci.

Roma lì, 17/10/2005
PAPILLON
 
Elettrosmog di Radio Vaticana e allucinazioni catecumenali PDF Stampa E-mail
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Tuesday 18 October 2005
Elettrosmog di Radio Vaticana e allucinazioni catecumenali


da Comitati Roma Nord

Si "scava" nel "tufo" di Cesano pur di distogliere l'attenzione dagli effetti disastrosi delle emissioni elettromagnetiche della Radio più potente del mondo.

Quando 182 bambini di due mense scolastiche di Roma Nord, nel lontano 1998, furono intossicati da salmonella per opera di una ditta di ristorazione di area cattolica, i periti di parte, scagliandosi con zelo contro le conclusioni del perito nominato dalla Procura della Repubblica e dello stesso Osservatorio Epidemiologico regionale, cercarono di dimostrare che la salmonella potesse provenire da uno sbalzo di pressione dell'acquedotto romano.

Riscontriamo una metodologia simile, ma molto più rozza, quando personaggi senza alcuna preparazione tecnica e senza conoscenza del territorio, animati solamente da un insano zelo parrocchiale, giustificano l'aumento di mortalità per tumore nell'area di Cesano evidenziato dai primi studi all'inizio degli anni 80 dal medico Carlo Santi, menzionando di tutto e di più: il gas radon delle pietre di tufo, il disastro di Chernobyl del 1986, misteri dell'Esercito, il deposito di scorie nucleari presso la sede Enea della Casaccia.

Mischiare problematiche serie e diverse mettendo tutto in un grande calderone è una tecnica rozza e ascientifica che si smonta con molta facilità. Le indagini epidemiologiche dell'Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio prima e quelle del Tribunale di Roma poi hanno interessato un'area di circa dieci chilometri di raggio dal sito della radio Vaticana. Il deposito nucleare si trova dentro quell'area ma più vicina alla cittadina di Anguillara. La mortalità non risulta aumentata in vicinanza del sito dell'Enea.

C'è una significativa differenza epidemiologica tra la mortalità di militari a guardia del sito della radio Vaticana e della caserma prospiciente e la mortalità dei lavoratori dell'Enea e degli abitanti limitrofi al centro di stoccaggio. Si è visto che l'incidenza delle patologie leucemiche decresce allontanandosi dalla stazione radiofonica e che questa dipendenza inversamente proporzionale alla distanza è confermata, ed è anzi rafforzata, quando si considerano le distanze esatte fra antenne e vittime invece delle distanze fra il "baricentro" delle 28 antenne e le medesime vittime.

La stessa scuola di Fanteria dell'Esercito italiano ha emesso raccomandazioni. Gli stessi presidi sanitari della radio Vaticana hanno emesso prescrizioni a tutela dei coloni e dei lavoratori, finendo con l'espellere i primi. L'Ispesl di Monteporzio Catone ha monitorato e relazionato. Le stesse Ferrovie dello Stato hanno dovuto schermare i loro treni che si bloccavano proprio nei punti più vicini al sito vaticano. Non si può parlare a vanvera ignorando tutte queste cose e anni e anni di studi e ricerche.

C'è una significativa differenza tra la mortalità rilevata a Cesano e La Storta con quella rilevata nel centro di Anguillara più vicino al centro Enea.

Il fatto che due casi (fra quelli accertati ufficialmente) si siano verificati all'interno del centro trasmissioni della Marina Militare della Storta, che si trova all'interno dell'area di indagine, rafforza l'ipotesi del nesso fra campi elettromagnetici a radiofrequenza e malattie leucemiche.

Il fatto che l'epidemiologia del territorio sia stata confrontata con quella di Roma, ove esiste un inquinamento atmosferico dovuto al traffico urbano di gran lunga più pesante di quello dell'area di interesse, dimostra che l'evidenza del nesso sarebbe stata ben più evidente se il confronto fosse stato fatto con un territorio urbanisticamente omogeneo. Tant'è che lo studio epidemiologico disegnato nell'ambito del procedimento indiziario per omicidio plurimo colposo attualmente in corso contro la radio Vaticana e la Marina Militare eliminerà questo limite sostanziale delle prime due indagini epidemiologiche.

Cosa si vuole dimostrare, che le radiazioni di Chernobyl, per una sorta di prodigio, siano state attratte dalle 28 antenne del Vaticano seminando tassi di radioattività maggiori proprio a Cesano e dintorni? Oppure, per una sorta di coincidenza, si vuole accusare i cittadini morti o ammalati di Cesano e dintorni di essere colpevolmente più vulnerabili di altri cittadini romani al gas radon?

Non sappiamo se sia il caso di impiegare altro tempo per dare credito e ampliare la confusione prodotta da personaggi tristi in cerca di attenzione che purtroppo aggravano la situazione di parzialità e di prostituzione di numerosi esperti istituzionali.

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/interventi/054comiromaradio.htm
 
Intercettazioni, l'Europa scala in terza PDF Stampa E-mail
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Tuesday 18 October 2005
Intercettazioni, l'Europa scala in terza.
I ministri europei ora vogliono evitare di introdurre norme liberticide in barba al Parlamento europeo. Se Londra lancia un ultimatum l'Italia può rilassarsi: l'intercettazione può continuare<http://punto-informatico.it/p.asp?i=55606&r=PI>.
 
Lettera aperta alla Preside della Diaz PDF Stampa E-mail
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Tuesday 18 October 2005
Alla C.A. del Dirigente Scolastico

Prof.ssa Carla CASTELLI

Istituto Statale Sandro Pertini

Via Cesare Battisti 5

Genova

 

 

Genova, 17.10.2005

 

 

Gentile Signora Preside,

 

siamo due delle 93 vittime del raid delle forze dell’ordine alla scuola Pertini nella notte del 21 luglio 2001. Per il solo motivo di trovarci a dormire all’interno di questa struttura, l’utilizzo della quale era stato peraltro regolarmente concesso in precedenza agli organizzatori delle manifestazioni a Genova, contro di noi si è scatenata una violenza inaudita. In seguito molti sono stati torturati nella caserma di Bolzaneto e infine sono stati incarcerati. È stato poi dimostrato che la polizia aveva prodotto le prove contro di noi appositamente per giustificare le violenze e tutte le accuse nei nostri confronti pochi mesi dopo sono state archiviate.

Molti di noi non sono cittadini italiani: alcuni vengono dalla Germania, altri sono spagnoli, inglesi, polacchi, statunitensi, svizzeri, canadesi, lituani, neozelandesi, svedesi, e la lista delle nazionalità potrebbe continuare.

Lena ed io viviamo in Germania. Lena è stata selvaggiamente picchiata dalla polizia e riporta danni permanenti. In questi giorni ci troviamo a Genova per la ripresa dei processi sui fatti della scuola Diaz-Pertini e della caserma di Bolzaneto. Saremo chiamati a testimoniare ed essendo passati 4 anni da quella terribile notte è per noi di estrema importanza poter rivedere i luoghi nei quali abbiamo vissuto quell’incubo. Quelle vicende non sono solamente un capitolo di storia. Le conseguenze che portano con sé sono per noi molto concrete.

La scuola Pertini è  un posto diverso da una qualsiasi altra scuola. Non è più solo un luogo dove si svolgono tranquille attività scolastiche, ma anche un patrimonio comune, per noi un luogo della memoria dove si sono svolte vicende che nessuno dovrebbe dimenticare.

Le chiediamo, in quanto dirigente di questo istituto, di concederci la possibilità di visitarlo liberamente fuori dall’orario scolastico per non intralciare il regolare svolgimento delle lezioni. Certi di un Suo cortese riscontro, Le porgiamo cortesi saluti.

 

Valeria Bruschi

Lena Zuehlke
 
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