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Brindisi: Primarie_commenti |
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Thursday 20 October 2005 |
A SINISTRA Movimento Politico Antiliberista
BRINDISI 19 ottobre 2005 Nell'e-mail di oggi: * Primarie\1 Un commento sui risultati e sul prox programma da costruire in
questo articolo di Michele DI SCHIENA * Primarie\2 Il commento del nostro gruppo con specifico riferimento a Brindisi e provincia dove Bertinotti ha avuto
un risulato molto superiore alla media pugliese e nazionale. * Assemblea a Mesagne venerdì 28 ottobre alle 18.30 nell'Auditorium Castello, aperta a
tutti coloro che vogliono confrontarsi con la nostra scelta di uscire dalla maggioranza di centrosinistra dopo 13 anni di "cambiamento", non mancate!. Giancarlo CANUTO - A SINISTRA - Brindisi Siamo coscienti che e-mail indesiderate sono oggetto di disturbo, quindi la preghiamo di accettare
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CENTROSINISTRA DALLE PRIMARIE ALL'ALTERNATIVA La rimonta di Berlusconi che alla vigilia delle elezioni politiche impone una
legge elettorale confezionata su misura degli interessi politici suoi e del suo schieramento, che sconfigge l'on.le Follini e che ricompatta d'un colpo la sua
sbrindellata maggioranza, è una falsa immagine accreditata dall'entourage del Cavaliere e da quanti, immersi fino al collo nelle sue avventurose scelte,
non intravedono altro tentativo di salvezza se non quello, per quanto disperato, di puntare ancora una volta su di lui, sulla sua potenza finanziaria e sui fuochi
d'artificio della sua politica. Una immagine, quella appunto della ripresa in extremis del berlusconismo, che è circolata nei quartieri alti della politica
e del giornalismo creando illusioni a destra ed incubi a sinistra ma che non ha alcun riscontro negli umori effettivi della gente sempre più insofferente ad
una politica governativa responsabile dei guasti che sono sotto gli occhi di tutti, ripiegata malinconicamente su se stessa ed incapace di affrontare i problemi
del Paese. Quando accade che vanno a votare per queste primarie 4 milioni e trecentomila cittadini facendo anche lunghe code
fuori dai seggi, vuol dire che le ultime mosse del Cavaliere hanno rafforzato tra la gente un senso di ripulsa, un bisogno di liberazione ed una domanda di
cambiamento che si sono espresse in una orgogliosa e documentata testimonianza di dissenso che costituisce l'iceberg di uno stato d'animo di insoddisfazione e di
protesta diffuso nell'intero Paese. Un umore che aveva già avuto modo di manifestarsi in occasione di tutti gli appuntamenti elettorali svoltisi nel corso
di questa legislatura. Si è trattato poi di un voto che è andato a concentrarsi massicciamente su Romano Prodi, quale candidato leader dell'Unione
già concordato ed annunciato, col chiaro intento di rafforzarne il ruolo di guida dello schieramento e di primario antagonista del Presidente del Consiglio.
Una motivazione che ha orientato tale scelta anche in alcune aree della sinistra radicale preoccupate dell'esultanza con la quale Berlusconi avrebbe certamente
accolto e strumentalizzato un eventuale consenso modesto o, ancor peggio, deludente ottenuto dal professore bolognese. Si
tratta di ovvie considerazioni che non possono certo sfuggire al leader dell'Unione il quale è oggi chiamato a tenere in debito conto, nella formulazione
del programma, le sensibilità e le opinioni di quei tanti elettori che, ben oltre i pur significativi consensi ottenuti dall'on.le Bertinotti, pongono una
domanda di netta alternativa alle politiche berlusconiane sui temi cruciali dell'economia e del lavoro, della pace, dei diritti civili, della giustizia,
dell'informazione, dell'immigrazione e, non ultimo, della esigenza di affrontare la perdurante "questione morale" per assicurare una corretta gestione
del potere a tutti i livelli della vita pubblica. Ed in tale ottica merita particolare attenzione il rilancio del lavoro come "fondamento" della
Repubblica e come diritto essenziale dei cittadini che la politica deve riconoscere con i fatti promuovendo, come dice la Costituzione, le condizioni che lo
rendono davvero effettivo. Il lavoro dunque come valore informativo dell'ordinamento e come idea-forza di un progetto di
riforme che devono partire dalla sostanziale abrogazione della legge 30 la quale ha moltiplicato le forme del lavoro precario, legalizzato il caporalato, ridotto
le garanzie dei lavoratori, introdotto espedienti rivolti ad allargare l'area dei licenziamenti illegittimi sottratti alla sanzione della reintegra ed indebolito
il controllo di legalità da parte della Magistratura. C'è bisogno insomma di una nuova politica del lavoro con organici interventi a partire da
quello sulla necessità di stabilire, secondo l'indicazione letterale dell'accordo quadro CES - UNICE - CEEP, che i contratti a tempo indeterminato devono
essere «la forma generale di rapporto di lavoro tra datori di lavoro e lavoratori dipendenti». Ed a partire anche dall'esigenza di uniformare i
diritti di tutti i lavoratori che, a prescindere dalle forme di contratto utilizzate, svolgono la loro opera a vantaggio di altri in una situazione di dipendenza
economica. Brindisi, 18 ottobre 2005 Michele DI SCHIENA LE PRIMARIE
UNA SPINTA AL CAMBIAMENTO Il popolo di centrosinistra ha reagito ai colpi di mano e alle arroganze di Berlusconi recandosi in
massa alle urne per affermare la scelta di imprimere alla politica italiana un netto cambiamento di rotta. Quello della partecipazione massiccia al voto, che ha
superato ogni più ottimistica previsione, ci sembra il dato più rilevante e significativo emerso dalla consultazione di domenica scorsa, la
contestazione della politica berlusconiana si allarga, si rafforza e chiede ai gruppi dirigenti dei partiti del centrosinistra nuovi e crescenti spazi di
partecipazione che favoriscano un autentico protagonismo di base contro ogni tentazione di calare dall'alto scelte programmatiche e decisioni di candidature. Per quanto specificatamente attiene ai risultati delle Primarie nella provincia di Brindisi deve essere messo in rilievo che
è stato registrato in favore dell'on.le Bertinotti un risultato (23,1%) notevolmente superiore alla media nazionale (14,7%) ed a quella della Puglia
(17,3%). Si è trattato in sostanza di una indicazione nettamente in favore di politiche alternative che proviene non solo dall'elettorato di Rifondazione
Comunista ma anche da gruppi politici, dai movimenti della società civile e dall'associazionismo progressista e ambientalista che in questi anni hanno
condotto importanti battaglie sociali ed hanno chiesto con forza un nuovo modello di sviluppo economico e più avanzati equilibri nella gestione delle
amministrazioni locali. Questa consistente area di sinistra alternativa deve trovare al suo interno migliori raccordi e deve unitariamente aprirsi ad un
costruttivo confronto e ad ogni possibile collaborazione con le altre espressioni di cultura progressista per dare forza alle ragioni delle fasce sociali
più deboli e riproporre con ogni energia la questione morale. Brindisi, 18 ottobre 2005 Giancarlo CANUTO
Coordinatore prov.le A SINISTRA TUTTI A MESAGNE IL 28
OTTOBRE Dopo un lungo ed improduttivo confronto coi partiti del centrosinistra e col Sindaco abbiamo deciso di uscire dalla maggioranza e dalla Giunta
dopo 13 anni di governo che hanno cambiato il volto di Mesagne. Passeremo ora a svolgere una rigorosa e costruttiva opposizione di sinistra a servizio degli
interessi della città, per un forte recupero dei valori e del programma dell'originario progetto del centrosinistra che oggi ci paiono ridimensionati sul
piano etico, politico e amministrativo. Vogliamo dialogare con tutti coloro che vogliono confrontarsi su le ragioni della nostra scelta
VENERDI' 28 OTTOBRE 2005 ore 18.30 Auditorium del Castello Normanno Svevo Mesagne Interverranno tra gli altri i nostri due assessori
dimissionari dr. Pompeo MOLFETTA e prof. Fortunato SCONOSCIUTO Tutti sono invitati a partecipare.
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Chiudere i Cpt, senza se e senza ma |
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Thursday 20 October 2005 |
dal sito http://www.globalproject.info dove
trovate tutti i link Questione primaria: chiudere i CPT. Senza se e senza ma! Sabato 22 ottobre 2005 [ versione per la stampa ] Il
durissimo reportage del giornalista dell’Espresso Fabrizio Gatti [ intervista audio ], che si è fatto rinchiudere per una settimana dentro al CPT di
Lampedusa, ha scosso le coscienze di molti, anche di chi si è battuto in Italia e in Europa per la chiusura dei Centri di Permanenza Temporanea fin dalla
loro istituzione nel ’98, con la legge Turco-Napolitano. Non ci siamo mai stancati di denunciare la brutalità di questi luoghi. Lo abbiamo
fatto mobilitandoci contemporaneamente in tutta Europa, manifestando davanti a questi “non luoghi”, smontandoli, documentando quello che succede al
loro interno, denunciando la complicità di chi li gestisce o impedendo, come nel ’98 a Trieste, la loro apertura. L’opposizione di
centro-sinistra - che si prepara a governare il paese - chiamata a pronunciarsi in merito alla chisura dei CPT in Italia ha sempre espresso una posizione poco
chiara e spesso contraddittoria. Attaccare il governo, quando finalmente qualcuno riesce ad entrare e a denunciare pubblicamente quello che succede dentro a
questi lager, non è abbastanza. Soprattutto quando a istituire i CPT è stato proprio un governo di centro-sinistra. Ben poco credibile
è anche la posizione di chi vorrebbe "riformare" questi centri. Inammissibile, arrivare addirittura a difendere la loro esistenza. La
chiusura dei CPT è una delle questioni primarie poste dai senza volto che, fuori dalla farsa delle elezioni primarie dell’Unione, in una consultazione
autogestita raccoglieranno le firme degli esclusi, dei senza voce, per chiedere ai signori della sinistra di pronunciarsi in maniera chiara e netta contro questi
centri e a favore dell’amnistia per chi dentro e fuori dai CPT ha lottato, dal ’98 a oggi, per chiuderli. Sabato 22 Ottobre a Bari e Gradisca
per chiudere i CPT : Manifestazione il 22 ottobre a Gradisca D’Isonzo e Bari per chiudere i CPT Appello dell’Assemblea nazionale delle reti
migranti e antirazziste 22 ottobre - Orario treni per raggiungere Gradisca D’Isonzo Vedi anche: www.retimigranti.org
Download Scarica il manifesto del 22 ottobre a Gradisca D’Isonzo Video a cura di Global project Bologna: clicca qui Verso
Gradisca e Bari in mobilitazione da tutta italia : Milano verso la mobilitAzione nazionale contro i CPT ZOom 18 ottobre/ Contro l’apertura
del cpt a Bari, manifestazione. Un’intervista ad Andrea. 13 ottobre/ Pisanu rilancia i CPT. Manifestazioni il 22 ottobre CPT di Gradisca: la
vicenda del CPT tra luci ed ombre a cura della redazione Friuli Venezia Giulia del Progetto Melting Pot Sull’inchiesta di Fabrizio Gatti. Un commento
del Laboratorio Zeta di Palermo Prodi, di’ «no» ai cpt di Alessandro Dal Lago I centri di permanenza temporanea: diritti negati o la
negazione del diritto? di Fulvio Vassallo Paleologo * Disegno di copertina di Carlo Barbanente - Scarica
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Bloccato sfratto a Chiaiano |
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Thursday 20 October 2005 |
SFRATTO BLOCCATO LA LOTTA CONTINUA Dopo le mobilitazioni della settimana scorsa che hanno portato all\'occupazione del Municipio di Chiaiano da parte delle famiglie di Via Cupa
Spinelli e della Rete dei Senza Volto, stamane era il turno del primo sfratto in programma nelle palazzine occupate di Via Cupa Spinelli. Infatti ,
mentre e\' stato aperto un contatto con l\'assessorato al patrimonio per stabilizzare la posizione degli abitanti morosi del rione popolare di
Chiaiano , per gli occupanti casa sono scattati gli sfratti. Stamane dalle ore 7:00 decine di attivisti della Rete dei Senza Volto e gli stessi
abitanti di Cupa Spinelli hanno presidiato l\'appartemento presso cui dovevano arriavre polizia ed ufficiale giudiziario. Si sono presentati
abbastanza presto ma il blocco dei senza volto e la situazione di grave indigenza in cui versamano le famiglie da sfrattare hanno rimandato a casa
forze dell\'ordine e ufficiale giudiziario ottenendo una nuova proroga. Venerdi\' 21 intanto sono in programma nuovi sfratti sempre a Via Cupa
Spinelli a Chiaiano, e chiamiamo alla mobilitazione i movimenti ed i collettivi per bloccare un nuovo sfratto. Continuiamo a chiedere il
blocco degli sfratti ; misure straordianarie per l\'edilizia popolare ; e soprattutto una nuova sanatoria per gli occupanti casa. Mentre in
questo paese i palazzinari, gli immobiliarsiti, girano in liberta\' guadagnando plusvalenze da capogiro attraverso le speculazioni immobiliari ,
migliaia di persone sono sotto sfratto ed il governo e gli enti locali paiono non accorgersi delle dimensioni del dramma sociale della casa.
Prossimo appunatmento venerdi\' 21 dunque a Chiaiano a Via Cupa Spinelli, mentre per il 29 ottobre a Roma manifestazione nazionale per il diritto alla casa. Rete dei Senza Volto Sportelli dei diritti / Rdb Precari Autorganizzati -- Laboratorio Occupato Insurgencia Via Vecchia
San Rocco 18 - Capodimonte / Napoli 3406437706 -
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Lettera a Francesco Rutelli |
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Thursday 20 October 2005 |
vi allego la classica "Lettera a..." scritta da
Sullo su Carta che stavolta si fa da parte e lascia lo spazio ad un'altra lettera, oggetto i CPT, scritta ed inviata a Francesco Rutelli da Francesco
Lauria, un iscritto alla Margherita anche attivo nel suo partito. Se siete interessati a seguirne gli sviluppi, il blog di francesco è
"leradicieleali.blog.tiscali.it". Vedete che anche laddove uno pensa che ci sia terra bruciata in realtà.... m.
Lettera a Francesco Rutelli Questa lettera non l'ho scritta io, ma Francesco Lauria. Chi sia lo scoprirete leggendo il suo messaggio,
che è in sostanza indirizzato a Francesco Rutelli, presidente della Margherita. Il tema sono i Centri di permanenza temporanea (Cpt). Qualche
volta è bene lasciare la parola ad altri. Giusto per far vedere che la immediata chiusura di quei lager non è una fissazione di estreme
sinistre, "nonglobal" e altri mostri. E che a fare lo slalom, sul tema, non è solo Livia Turco- (Pierluigi Sullo) Cari
amici /e, un paio di mesi fa il sottoscritto insieme ad altre quattro persone, Luca Rizzo Nervo, Monica Manfredi, Silvia Marcuz, Luca Barbari ha
inviato una lettera aperta a Francesco Rutelli su guerra, sicurezza e CPT. La lettera ha avuto una vasta eco sulla stampa, e le pagine del blog
"leradicieleali" su cui era stata pubblicata sono state visitate da un migliaio di persone in pochi giorni. Ebbi modo di parlarne brevemente
con Rutelli in Via delle Fratte egli mi promise una solerte risposta che non è mai pervenuta. Mi disse solo i CPT non sono cancellabili, vanno
ben gestiti. Non si possono prendere posizioni "ideologiche". Non so, dopo l'importante inchiesta svolta dall'Espresso a Lampedusa se le sue parole sarebbero le stesse. A chi, in quanto ideatore dell'iniziativa politica, mi ha tacciato di ideologico ed irrealista (oltre a Rutelli una
bella fetta dei "moderati" dei Giovani della Margherita) ricordo che io ho vissuto (vi frequentavo l'Università) per oltre cinque anni a
Gorizia. In questi anni Gorizia è stata e, visti i vari rinvii alla libera circolazione delle persone dell'Europa a 25, è la porta di
Schengen. Abbiamo vissuto tra 2000 e 2003 un flusso immenso e sconvolgente di decine e decine di migliaia di migranti provenienti dai Balcani, dalla
Turchia, dall'Iran, dal Bangladesh... Era un flusso notturno, di quelli che, paradossalmente, si possono ignorare anche in una cittadina di 35mila
abitanti. Ma in città vi era come in tutte le città anche una immigrazione stanziale. Con questi migranti abbiamo costituito insieme a
giovani di centrosinistra (organizzati e non), centri sociali, due sacerdoti, giovani delle parrocchie, scouts, universitari, gente comune, un Forum
Permanente e ci siamo confrontati con una amministrazione di centro destra intollerante e incapace di concepire minimamente l'immigrazione come
un'opportunità (problematica quanto si vuole) in una città che in trent'anni è passata da cinquantamila a trentacinquemila
abitanti. Poi nell'estate 2002 l'inaspettata e da noi molto favorita (eleggemmo due consiglieri comunali legati al Forum) vittoria del centro
sinistra. Parallelamente abbiamo scongiurato l'apertura di un CPT (Centro di Permanenza Temporanea) ipotizzato dal Ministro di centrosinistra Enzo
Bianco nel 2000 e aperto insieme alla Caritas un centro di accoglienza (in collaborazione con la questura, ma aperto) in cui tra l'altro centinaia di
persone, molti giovani, molti universitari si sono fatti le osse ed esperienza passando notti importanti delle loro vite ad accogliere
un'umanità variegata che passava dalla neonata macedone, al barbiere palestinese, al gruppo di kurdi, ad un medico iraniano ad un ladro di auto
romeno e così via... E' stata un'immensa e corale oltre che propositiva ed impegnativa lotta. Tutto questo è cambiato negli ultimi due
anni. Nonostante l'opposizione (non sempre adeguata per la verità) di Comune, Provincia e Regione si sta ultimando a Gradisca d'Isonzo (paese
a pochi chilomtri da Gorizia) un immenso CPT, il tutto nella totale segretezza e mancanza della più minima trasparenza. Per aver divulgato le
planimetrie del centro (peraltro avute dal sindaco di Gradisca d'Isonzo) due ragazzi della Rete Anti CPT sono stati incriminati per "divulgazione
di segreto di stato", le loro case sono state perquisite i loro computer sequestrati. Quello che vorrei far capire alla Margherita, a larga parte
dei Ds (in primis Livia Turco) è che i CPT vanno proprio IDEOLOGICAMENTE combattuti. Essi sono un indebolimento grave della nostra
democrazia. Sono luoghi di sofferenza e al tempo stesso di anticostituzionalità, fuggono dalle telecamere e sono protette come fortezze.
Perchè devono vivere del nostro silenzio. Il sociologo Marco Deriu, scrisse nel 2002 per la rivista da me diretta, "EUROPA PLURALE",
un bellissimo articolo intitolato "al mercato della paura". Sì perchè i pacchetti terrorismo, i CPT, la guerra oltre ad essere
ingiustizie pervasive sono anche dei grandissimi business. Chiudere i CPT è un passo anche per DEMOCRATIZZARE LA NOSTRA
"DEMOCRAZIA". E' il rimettere in discussione la nostra non comunità fondata sulla paura e l'esclusione. Francesco
Lauria
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