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nasce il cobas ai cantieri navali |
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Wednesday 26 October 2005 |
COMUNICATO STAMPA
PALERMO 22 OTTOBRE 2005 Finalmente sospesi due dirigenti della Fincantieri che
non hanno rispettato la legge sulla sicurezza Finalmente nasce lo SLAI COBAS alla FINCANTIERI di Palermo Lo slai
cobas esprime piena soddisfazione per il risultato dell'indagine iniziata dopo la serie di infortuni, tra cui quello mortale del giovane sindacalista Vincenzo
Viola avvenuta un anno fa, e i tanti incidenti di cui non si viene a sapere nulla perché gli operai temono ritorsioni da parte dell'azienda.
Conosciamo bene il modo di operare della Fincantieri perché qualche anno fa con il nostro intervento abbiamo letteralmente salvato la vita ad un operaio
molto malato, con problemi respiratori, che veniva costretto a lavorare alla saldatura, munito di scafandro!, vincendo pure la causa in tribunale. Quindi la
magistratura fa bene finalmente a fare la propria parte quando vengono segnalate inadempienze rispetto alle tante irregolarità che si verificano nelle
aziende! Ma è innanzi tutto compito del sindacato difendere fino in fondo gli interessi degli operai e proprio su questo i sindacati
confederali non dovrebbero aprire bocca! In questi anni non hanno fatto altro che i "contatori" di morti e feriti, come abbiamo già
detto altre volte, gridando ogni volta allo scandalo ma facendo solo parole, tante parole, che hanno sempre lasciato in pace i responsabili della Fincantieri e non
hanno mai cambiato la realtà dentro i Cantieri. Se la FIOM continua come al solito, infatti, per bocca di Cremaschi a dire che finalmente
"qualcuno" fa qualcosa. Ghini della UIL si lancia addirittura in chiacchiere incredibili dicendosi preoccupato per come è stata divulgata la
notizia, che non si devono fare giudizi sommari e che quel che conta "è la prevenzione"!!! Queste organizzazioni sindacali non hanno
mai fatto veramente il loro dovere e alla fine la loro azione risulta pericolosa perché seminano tra gli operai l'illusione che senza una seria e costante
mobilitazione sia possibile migliorare la condizione degli operai. È necessario portare aria nuova al Cantiere rinnovando subito i
rappresentanti e i delegati alla sicurezza degli operai. È necessario che tutti gli operai stiano in un unico sindacato per rafforzare e
rendere più efficace la mobilitazione. Il nuovo cobas nato alla Fincantieri è impegnato, tra l'altro, a portare avanti questi
obbiettivi. SLAI cobas per il sindacato di classe via g. del duca 4 - 90138 Palermo telfax 091/6716883
3387708110
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nuova occupazione anarchica in p.zza Ghiberti |
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Wednesday 26 October 2005 |
Riceviamo ed inoltriamo
ribadendo, oltre alla piena solidarietà e complicità con i compagni anarchici, che la migliore risposta ad uno sgombero è una nuova
occupazione. cpa fi-sud Nel cuore della bestia Un piccolo presidio di resistenza -il circolo anarchico di
Vicolo del Panico- ha visto la sua fine l'11 ottobre '05 per mano della polizia. Ma non basta togliere quattro mura per porne fine alla storia, per azzittirne le
ragioni, la rabbia, l'assoluta intolleranza verso una misera esistenza fatta di capi e gregari. Oggi, mentre la polizia continua ad arrestare, la
speculazione a devastare, l'industria ad inquinarci i corpi e le menti, abbiamo occupato uno spazio per viverci e farne un luogo di sperimentazione anarchica, di
autogestione delle lotte, di attacco al potere reale del capitale e dello stato. Le vetrine scintillanti, la proprietà e la legge hanno tentato di buttarci
fuori dal loro cuore pulsante; questo centro che assomiglia sempre più ad un ibrido tra un campo di concentramento sorvegliato dalle guardie ed una
Disneyland per divertire gli idioti: un non luogo destinato alla contemplazione della merce e non un punto di incontro della comunità umana. Noi non
ci stiamo. Vogliamo costruire rapporti diversi, liberi tanto dalle catene dell'oppressione che dai gingilli del falso "benessere". E lo vogliamo fare
qui, nel cuore della bestia, far crescere la nostra gioia sovversiva fino a farlo schiantare. Mentre tanti compagni, con ferri diversi, lottano per far
vivere questi nostri presidi di resistenza, abbiamo deciso di prenderci un posto come piccolo contributo all'azione diretta, per una vita liberata. Nessun
dialogo con gli sfruttatori! SOLIDARIETA' A TUTTI I COMPAGNI ARRESTATI! CONTRO TUTTI GLI SGOMBERI, AZIONE DIRETTA! Invitiamo tutti i solidali a
passare dalla nuova occupazione in Via della Mattonaia 2g (in p.zza Ghiberti accanto al mercato ortofrutticolo di S. Ambrogio), quartiere S. Croce. Stasera
cena di innaugurazione e musica danzereccia. Il Panico Anarchico 22/10/05 v. della Mattonaia 2g, Firenze
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Roma/minori a rischio e servizi sociali |
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Wednesday 26 October 2005 |
Coordinamento Comitati Roma Nord Comunicato Stampa 21 ottobre 2005 ROMA/MINORI A RISCHIO E SERVIZI SOCIALI DIETRO LA FOLLIA DI FEDERICO IL TRISTE
FALLIMENTO DELLE POLITICHE DI TUTELA DEI MINORI E DELLE FAMIGLIE. IL RICORSO AI SERVIZI PSICHIATRICI A DANNO CONCLAMATO RAPPRESENTA
L\'INADEGUATEZZA DI UNA PROGRAMMAZIONE SOCIALE INCAPACE DI PREVENIRE E INDIVIDUARE IL DISAGIO NASCOSTO. LA SCHIZOFRENIA DEL RAPPORTO TRA
UNIVERSITA\' ED ENTI LOCALI SULLA FORMAZIONE E SULL\'IMPIEGO DELLE FIGURE EDUCATIVE. IMPROVVISAZIONE E ABUSIVISMO NELL\'ESERCIZIO PROFESSIONALE.
IL TRADIMENTO DELLA LEGGE DI RIFORMA DEI SERVIZI SOCIALI (328/2000). NELLE RSA (RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI) CONVENZIONATE VENGONO VIOLATE SISTEMATICAMENTE LE PRESCRIZIONI DI LEGGE IN MATERIA DI DOTAZIONE ORGANICA PROFESSIONALE IN RAPPORTO AL NUMERO DEGLI UTENTI. La tragedia di
Federico, adolescente parricida e matricida che qualche mese prima aveva tentanto il suicidio, svela una realtà sociale che viene di frequente
mascherata con i Convegni altisonanti: L\'incapacità istituzionale di fare prevenzione e l\'approccio al disagio minorile in chiave sanitaria, solo quando è arrivato ad un punto di non ritorno. Una vera e propria \"sanitarizzazione\" della devianza che rischia di
provocare altre vittime. Le scellerate Politiche della Formazione e dell\'impiego di figure specializzate nella nostra città rappresentano una
chiave di lettura apparentemente scollegata. Ma, in realtà, questa chiave di lettura tocca i punti cardine della legge di riforma
dei Servizi Sociali (L. 328/2000 art. 12) e spiega quante inadempienze, disattenzione e superficialità alberghino nei nostri amministratori e
politici che gestiscono i servizi socio-sanitari. Partiamo da lontano: L\'ultimo concorso pubblico per l\'assunzione di educatori, bandito dal
Comune di Roma, risale al ferragosto del 1996 quando, attraverso la presentazione di titoli di servizio si decise di assumerne 32 (Per concidenza,
tutti avevano lavorato per il gabinetto del Sindaco Rutelli in un progetto estivo per gli anziani). Tra questi educatori assunti nel 1997 c\'era
qualche psicologo, qualche assistente domiciliare e persino qualche perito tecnico-industriale. Si sono visti tutti miracolati dall\'inquadramento a
ruoli educativi. Allo stesso modo negli anni successivi alcune decine di AEC, Assistenti educativi culturali del vecchio progetto
\"Polis\", semplici operatori di base che accompagnavano minori a rischio e/o disabili a scuola, si sono visti riconosciuta l\'assunzione
a tempo indeterminato nel Comune di Roma e puntano oggi al riconoscimento del livello \"C1\" di educatori dei servizi sociali. Per il
resto, oggi, una marea di improvvisate figure educative \"subappaltate\", pagate circa 7 euro lordi l\'ora, popolano le scuole romane per
l\'assistenza dei minori svantaggiati e a rischio. Operatori, spesso senza nessun titolo, forniti dalle cooperative sociali su richiesta del Comune
di Roma il quale, in questo modo, non solo fornisce alle famiglie un servizio a basso costo e senza qualità, ma non tutela nè i diritti
dei minori nè quelli di chi lavora, favorendo la speculazione degli enti intermediari di manodopera. La stessa cosa avviene in alcune case
famiglia convenzionate con il Comune di Roma e nelle Residenze Sanitarie Assistenziali convenzionate con la Regione Lazio dove le
professionalità prescritte dalla legge non sono mai state sistematicamente controllate dall\'Ente accreditante. Per anni
l\'Università di Roma Tre ha sfornato centinaia di educatori professionali che hanno trovato una sorta di muro negli enti locali e nelle
cooperative. Non solo non vengono fatti concorsi pubblici nel Lazio (Regione, Comune, Provincia e Municipi) ma addirittura nelle cooperative sociali,
per poter risparmiare sulla retribuzione, si preferisce in alcuni casi l\'operatore senza titolo, ad esempio in servizi psichiatrici e/o per i
disabili o in alcuni centri sociali e ludoteche convenzionate. D\'altra parte nella Sanità, in base ad un concetto
\"folle\" che il vero e \"completo\" educatore è una figura sanitaria, non vengono ammessi ai pochissimi concorsi delle
ASL laureati provenienti da quelle Facoltà di Scienze dell\'Educazione e della Formazione che non abbiano stipulato preventivi accordi e
convenzioni con la Facoltà di Medicina e Chirurgia e con le Regioni. Insomma un vero e proprio \"bailamme\", con esercizio abusivo
di professioni educative, con corporativismi associativi e autoreferenziali della \"vecchia guardia\" di educatori, a cui aggiungiamo un
simbolico e casuale paradosso finale: Dentro il Comune di Roma, nel Settore dei Servizi Sociali e nel Sindacato concertativo, alcuni
\"dirigenti\" di alto livello (dai 4 mila ai 6 mila euro mensili), erano in passato gli Assistenti educativi dell\'Ente Nazionale
Orfani dei Lavoratori Italiani. Eventuali Info al 3331595507 (ore serali)
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