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Wikipedia andrà su carta PDF Stampa E-mail
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Wednesday 02 November 2005
Wikipedia andrà su carta.
L'idea del suo founder è raggiungere in questo e altri modi chi non dispone di una connessione facile alla rete e arrivare anche nei paesi in via di sviluppo <http://punto-informatico.it/p.asp?i=55925&r=PI>.
 
incinta licenziata e riassunta PDF Stampa E-mail
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Wednesday 02 November 2005
COMUNICATO STAMPA
Palermo 29 ottobre 2005

Incinta licenziata e riassunta
Finalmente! siamo contente, ma…

A fronte di un’operaia, bracciante agricola stagionale di Villafrati, in provincia di Palermo, riassunta al lavoro, dopo essere stata sospesa perché incinta, tante altre vengono discriminate quotidianamente nei posti di lavoro, e si passa dal semplice invito, più o meno velato, a dimettersi, al licenziamento nudo e crudo, confermando ancora una volta che se gli operai e i lavoratori hanno problemi, le donne nei posti di lavoro, di qualsiasi settore produttivo, questi problemi li hanno raddoppiati, e non è una battuta!
Se solo la metà dei lavoratori è di sesso femminile, se le donne in media guadagnano circa la metà degli uomini (altra “innovazione” confermata dalla legge Biagi), se le angherie subite dalle donne sono sicuramente il doppio, se il mobbing (per molestie sessuali o di altro tipo) sta diventando la norma “scoperta” di recente, è vero oppure no che le donne sono doppiamente oppresse? Sono o no, essenzialmente donne proletarie? Come denunciamo da tempo!
E stiamo ancora parlando di donne ITALIANE, quando si passa alle donne immigrate si deve raddoppiare ancora: “riduzione in schiavitù”!
Tutto ciò dimostra in quale Stato reazionario, soprattutto nei confronti delle donne, viviamo…

Contro tutto questo noi continueremo a lottare e invitiamo le altre donne a seguirci su questa strada, sulla strada della lotta organizzata, impegnandoci anche a costituirci come parte civile negli eventuali processi per difendere gli interessi e i diritti delle donne.

Per le iniziative giovedì 3 novembre h. 17 presso la sede

Lavoratrici Slai Cobas - per il sindacato di classe
Via G. del Duca, 4 - Palermo
Tel/fax 091/6716883 - 340.84029376
 
dall'ilva taranto PDF Stampa E-mail
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Wednesday 02 November 2005
comunicato stampa

con gli operai Ilva
con lo slai cobas per il sindacato di classe taranto

gli operai e lavoratori dello slai cobas dell'ilava ta e della dalmine di
bergamo diffondono in tutti gli stabilimenti
siderurgici italiani un volantino
 dopo l'ultima morte operaia all'ilva di taranto



.Da Lunedi 31 ottobre  effettueremo un presidio
ai cancelli ddi tutte le fabbriche siderurgiche in cui siamo presenti

per incominciare la mobilitazione in vista dello sciopero sulla siderurgia
previsto per l'8 novembre

i lavoratori esprimono la volontà di una grande manifestazione nazionale a
taranto e lo richiedono a tutte le OO.SS confederali ed extraconfederali

come slai cobas per il sindacato di classe prepariamo per novembre comunque
un convegno operaio con
rappresentanze nazionali delle fabbriche siderurgiche a taranto.





Un altro operaio caduto nella quotidiana guerra dei padroni, tante,troppe
vite spezzate,sacrificate,

per il profitto dei padroni.

Il sistema del profitto della “concorrenza “ che ci espone al rischio della
vita in fabbrica, non merita di esistere questo è scritto sulla scia di
sangue di chi lavora ,ma dove viene perpetrato nella collaborazione
sindacato-padroni-governo a garanzia dei  profitti di pochi  contro una vita
di sacrificio e morte di molti.

Sono troppi i lavoratori che lasciano la propria vita nelle fabbriche,sono
troppi gli incidenti a cui i lavoratori sono esposti e non è accettabile
come non è accettabile la cappa di silenzio che viene imposta dai mass-media
,dai padroni , dal sindacato

La nostra solidarietà ai lavoratori dell’Ilva di Taranto, che debbono
piangere un’altra morte di un compagno di lavoro ed alla famiglia lontana.

Che anche questo omicidio bianco ci insegni la massima determinazione di cui
siamo capaci per combattere nei nostri rispettivi luoghi di lavoro le
barbarie di una produzione che bada solo al profitto, non  ci ritiene uomini
ma solo appendici che devono garantirne la produzione.

Anche nelle nostre fabbriche ,rischiamo la vita  capitano incidenti e si
cerca di insabbiarli e dove non siamo fortunati ed un nostro compagno di
lavoro è rimasto ucciso è la determinazione dei lavoratori che lottano e si
organizzano nel cobas a costruire e sostenere gli esposti  per non fare
archiviare l'accaduto in morte "accidentale".

Che mettono i padroni siderurgici sotto accusa perchà le morti sono  il
frutto dell'organizzazione del lavoro in fabbrica.

I capi sono artefici di questa situazione dove a pochi giorni da questo
omicidio bianco basta rallentare per pochi minuti il lavoro per non mettere
a rischio un compagno di lavoro   e si viene perseguitati

La collusione frequente dei delegati  alla sicurezza  confederali in
fabbrica a generano in fabbrica un sistema di potere e di comando che
schiaccia i lavoratori ad essere solo appendici della produzione.

Per contare in fabbrica perché ci si contrapponga a questo potere serve che
gli operai si autorganizzino direttamente  in cobas di fabbrica, si
colleghino nazionalmente tra di loro
serve un sindacato di classe che con
determinazione ed attaccamento difenda le condizioni dei lavoratori
perché non si debba restare a quardare il nostro destino solo come appendici
di  una macchina ma si lotti e si impongano condizioni di lavoro che non
siano sacrificio della nostra stessa vita ma ne siano a garanzia.

Perché il lavoro sia progresso per tutti come dovrebbe essere e non
sfruttamento e morte,come è ancora, grazie ai nostri padroni ed il sistema
che li mantiene.







Slai Cobas Ilva e Dalmine
per il sindacato di classe
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28.Ottobre.2005
 
abbiamo le palle gonfie dei SUV e fuoristrada assortiti (dal manifesto) PDF Stampa E-mail
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Wednesday 02 November 2005
TERRA TERRA
Disobbedienti ai fuoristrada


KARIMA ISD
Il quotidiano belga La dernière heure annuncia l'arrivo anche a
Bruxelles dei «Dégonflés anti-4x4». I 4x4 sono i fuoristrada
American-style ormai largamente usati anche nelle città europee; i
Dégonflés (gli sgonfiati) sono gruppi di giovani che nottetempo vanno
ad atterrare le grosse ruote dei fuoristrada stessi, detti anche Suv
(Sport utility vehicles). Nella capitale belga sono stati presi di
mira in una sola notte 40 bestioni voraci di benzina e generosi
produttori di gas serra. In Francia - dove i Suv sono il 5% del
mercato automobilistico, ma le vendite l'anno scorso sono salite del
20% - il record è stato di 105 pneumatici sgonfiati in una sola notte.
Il movimento parte da Parigi e a seconda delle città si dà nomi
ecologicamente significativi, come Rapapla (Gruppo per l'abolizione
dei pesi massimi automobilistici) a Lione. La prima volta è stata nel
VI arrondissement; in cinque, in un'ora e mezza, sgonfiati sei
fuoristrada, cosparse di fango le portiere (sempre belle lucide a
dispetto della rustica funzione originaria dei tali veicoli), lasciati
volantini sui vetri. Il portavoce dei Dégonflés francesi ha spiegato:
«Le gomme non le buchiamo, ci limitiamo a farne uscire l'aria. Dunque
non rischiamo penalmente». Lui comunque parla nell'anonimato perché è
già «sottoposto a lavori di pubblica utilità a causa delle azioni
contro i cartelloni pubblicitari». Il movimento Stopub, infatti, da
tempo scarabocchia le enormi e invasive réclame nelle strade
soprattutto parigine.

Simbolicamente, sgonfiare le ruote delle macchinone è ridimensionare
la voglia di apparire di chi le guida. La storia e la pratica dei
Dégonflés parte da un gruppi di amici ventenni e dalla loro
constatazione: «Il conducente di Suv sa bene di inquinare il doppio
degli altri veicoli, e il 100% in più di chi va a piedi o in bici; ma
se ne frega. E i politici locali fanno meno del dovuto, vista la forza
delle lobby». Dunque «abbiamo deciso di rivolgerci direttamente ai
consumatori; susciteremo moti di odio, ma cerchiamo anzitutto il
dialogo contro questa assurdità. Sul parabrezza lasciamo un volantino
con la scritta: firmato da chiunque abbia un apparato respiratorio».
L'idea di fondo è che, invece di identificare un unico cattivo di
turno - il produttore, la multinazionale, il direttore esecutivo - ci
si deve focalizzare sul consumatore. Con campagne «scioccanti,
provocatorie, che facciano diventare una moda essere anti-Suv». E
quindi fuori moda, out, guidarne uno.

Siti e blog indicano come diventare Dégonflés, fin nei consigli
pratici tipo come non far scattare l'allarme quando l'auto di
affloscia. Del movimento si è occupato anche il corrispondente da
Parigi del Los Angeles Times, sottolineando che «se i Dégonflés
avessero portato le loro azioni di sovversione urbana nella California
meridionale, la mecca dei Suv, sarebbero già in prigione, picchiati o
sparati; o quantomeno multati». Le autorità parigine, in genere severe
con gli atti vandalici, lasciano correre, appunto perché non ci sono
danni. Del resto la Mairie della capitale - che cerca di incoraggiare
i trasporti collettivi, i ciclisti e i pedoni - ha deciso limitazioni
alla circolazione di questi mezzi ingombranti, e c'è chi li vorrebbe
proprio mettere al bando in città. Il vicesindaco Denis Baupin, che si
occupa del programma dei trasporti, ha partecipato a un raduno di 200
attivisti chiamando i Suv «una caricatura di un'auto» e augurandosi
che la loro patria d'origine dopo la «catastrofe climatica» di Katrina
inizi a mettere in discussione quel modello di vita.

Strepita però l'associazione francese dei proprietari di fuoristrada:
«L'ostilità istituzionale contro di noi ha incoraggiato attacchi
mascherati antisociali facendoli passare per attivismo». Difficile
però far passare per ecoguerrigliero il governo nazionale, che pure ha
imposto una nuova tassa per i veicoli più inquinanti sulla base dei
loro livelli di emissioni.

Rimane aperto il dibattito: servono, i Dégonflés?

[][][][]][
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ecologie sociali, strategie radicali
negli anni zerozero della catastrofe
http://liste.rekombinant.org/wws/subrequest/neurogreen
 
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