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Friday 04 November 2005 |
COFFERATI, VATTENE! Confederazione Cobas Il Grande
Concertatore Non siamo orfani né ci sentiamo traditi da Sergio Cofferati perché la nostra alterità nei confronti suoi, e delle
forze che ha rappresentato e rappresenta, è totale e di lunga durata. Lo ricordiamo quando, segretario della Filcea (federazione chimici), esprimeva le
posizioni più moderate e concertative di tutta la Cgil; e poi, durante la segreteria di Trentin, come grande sostenitore della legge antisciopero 146/90, la
"legge anti-Cobas". O nel '92, durante l'"autunno dei bulloni", mentre, da strenuo oppositore del movimento dei lavoratori che nelle piazze
contestava Cgil-Cisl-Uil (che avevano liquidato la scala mobile), parlava in piazza Duomo a Milano protetto dalla polizia e da un grande schermo di plexiglas. In seguito, Cofferati fu uno dei massimi artefici dell'accordo del luglio '93, che inaugurò ufficialmente la nefasta "concertazione",
con la quale si introdusse il lavoro interinale e i cui effetti deleteri di impoverimento salariale subiamo ancora. Poi, divenuto segretario generale, firmò
nel '95 con il governo Dini e la Confindustria la controriforma previdenziale, con l'introduzione del metodo contributivo che per i neoassunti ha ridotto le
pensioni del 50%. Successivamente con i governi di centrosinistra di Prodi e D'Alema appoggiò il varo del pacchetto Treu e sponsorizzò i patti
territoriali che hanno fatto dilagare la precarietà e introdotto il salario d'ingresso con il conseguente immiserimento di salari e diritti per tutto il
lavoro dipendente. Il Cofferati ammazza-Cobas e bellicista Per cancellare le opposizioni, in combutta con i ministri del centrosinistra,
il "cinese" impose il varo di una normativa iniqua ed antidemocratica sulla rappresentanza nel Pubblico Impiego con la quale ai Cobas venne sottratto
persino il diritto di assemblea. E quando, nonostante la competizione fosse truccata e per giunta ai Cobas fu impedito di fare campagna elettorale,
raggiungemmo il 6% nelle elezioni RSU del comparto-scuola, Cofferati gestì la conferenza-stampa della Cgil-scuola per celebrare la "clamorosa sconfitta
del sindacato autonomo di sinistra": così ci chiamò perché la parola Cobas, da anni sulle prime pagine dei giornali, per lui, fedele al
dogma staliniano di non nominare l'avversario, è sempre stata tabù. E nessuno ha dimenticato la guerra alla Jugoslavia nel '99, che il
governo D'Alema entusiasticamente promosse e che Cofferati definì una "contingente necessità", cercando così di suscitare consenso
tra i lavoratori all'infame impresa bellica. Cofferati "in movimento"? Non abbiamo fatto sconti a Cofferati neanche quando per
il "popolo di sinistra" diventò il Salvatore della Patria, il liberatore dell'Italia da Berlusconi. Fedele alla sua logica, non solo Cofferati si
era opposto al "movimento di Genova" ma persino quando tentò l'assorbimento di quella potente esperienza, lo fece, nella manifestazione dei
"tre milioni", con il massimo di arroganza, rifiutando di concedere al movimento persino la lettura di un comunicato dal palco. Tutte le componenti del
movimento, tranne i Cobas, decisero di partecipare ugualmente al "grande evento" che ingigantì il mito Cofferati. Poi all'improvviso,
incapace di rispondere alle richieste di massa per moderatismo e insipienza politica, il "cinese" dissolse il mito con una serie di sorprendenti autogol,
confinandosi, in attesa di tempi migliori, in quel di Bologna, levandosi però lo sfizio di invitare nel giugno del 2003, in occasione del referendum per
l'estensione dell'art.18, a disertare le urne. Il rilancio sulla pelle dei più deboli E da Bologna oggi Cofferati tenta
cinicamente di rilanciare il suo protagonismo politico a livello nazionale sulla pelle dei più deboli dei cittadini/e: i migranti, i poveri, gli emarginati.
Assumendo come modello Rudolph Giuliani (che però ha preso di petto a New York anche la mafia, mentre il "cinese", forte con i deboli e debole con
i forti, non seguirà mai il consiglio di andare a fare il sindaco in Calabria o in Sicilia) ha incentivato le ossessioni securitarie e creato a tavolino una
serie di "nemici della legalità", dai migranti ai centri sociali, dai dipendenti comunali ai lavavetri. E dopo il feroce sgombero delle baracche
dei rumeni, dopo aver incoraggiato da Palazzo D'Accursio il pestaggio poliziesco di coloro che protestavano democraticamente, ora vuole assaltare ogni
insediamento popolare e giovanile non conforme con la sua idea di "normalità". L'obiettivo è chiaro ed è duplice. In primo
luogo, utilizzare il terreno della "legalità" per dare copertura alle politiche antipopolari, di privatizzazione spinta e precarizzazione
dilagante, che il centrosinistra sta praticando a Bologna: e dunque a tutti noi spetta smascherare i veri temi di scontro sociale che la canea legalitaria cerca di
occultare. Oggi a Bologna, domani al governo? In secondo luogo, Cofferati intende fornire al centrosinistra, con il pieno sostegno del
suo ex-nemico D'Alema, un modello di gestione ultra-autoritaria dell'ordine pubblico, spostando ancora più a destra il programma del possibile futuro
governo, candidandosi - come già hanno proposto Bersani e Giuliano Ferrara - a divenirne il ministro degli Interni. Dunque, proprio grazie alla
nostra coerente e storica opposizione all'uomo e alla sua politica, proprio perché siamo stati da esso e dalla sua organizzazione costantemente
perseguitati, nonché lontani anni-luce dai suoi laudatores negli anni del trionfo politico-mediatico, possiamo dire apertamente quello che molti/e pensano
ma non dicono: COFFERATI VATTENE! E non solo da Bologna. Contro la brutalità securitaria Cofferati sostiene che il razzismo degli
sgomberi spietati raccoglie a Bologna largo consenso anche in quell'inquietante presunto "popolo di sinistra", il cui razzismo l'inchiesta di "La
Repubblica" a Borgo Panigale (piuttosto "panicale"), a ridosso delle baracche sgomberate, ha messo a nudo: gente che ammette che i rumeni non
rubavano, non aggredivano e non distruggevano, ma ciononostante vuole che vengano cacciati perché "con quelle facce mettono paura e tolgono la voglia
di uscire di casa" e "turbano" i loro figli con "tutta quella miseria, sporcizia e con lo squallore delle baracche". Ma ci sono
anche tanti/e bolognesi che sono ostili alla spietatezza e alla brutalità securitaria e sbirresca del sindaco di Bologna: e con essi/e ci schieriamo senza
incertezze, ripetendo con forza e decisione: COFFERATI VATTENE!
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Ultimo aggiornamento ( Tuesday 08 November 2005 )
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appello manifestazione e presidio a Lecce |
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Friday 04 November 2005 |
Nemici interni.
L’inasprimento dell’attacco statale verso coloro che, come gli anarchici, rifiutano di sottomettersi alle regole e sono nemici
dichiarati dello Stato e del Potere, si è manifestato attraverso: la creazione di liste nere del terrorismo, sostenuta dalla propaganda mediatica che indica
nemici interni e nemici esterni; le nuove leggi anti-terrorismo introdotte col pacchetto “Pisanu”; attraverso gli arresti, le perquisizioni, le
intimidazioni e il sempre più diffuso controllo sociale. Dei 22 compagni arrestati dal maggio scorso, molti sono ancora in carcere, diverse
centinaia indagati e perquisiti a Pisa, Lecce, Roma, Cagliari, Viterbo, Bologna. Manifestare, con parole e azioni, il proprio dissenso alla legge
liberticida, opporsi al furto e alla distruzione delle risorse ambientali, è considerato un crimine. Coloro che sbarcano sulle coste
occidentali sono considerati criminali e pericolosi, colpevoli di desiderare una vita diversa e più dignitosa (infatti vengono rinchiusi in carceri chiamati
CPT e successivamente espulsi). Solidarizzare con gli oppressi, perché con loro si condivide la stessa condizione di sfruttamento e negazione
delle libertà individuali, è considerato un crimine da punire con l’articolo 270 bis (associazione sovversiva di stampo terroristico).
Criminalizzazione del dissenso e omologazione delle coscienze: questo è ciò che lo Stato spaccia per “democrazia”, e questo
è ciò che gli Stati occidentali vogliono imporre alla popolazione iraquena e a tutti quei popoli, la cui unica colpa è di abitare in zone
ricche di risorse energetiche, necessarie per la sopravvivenza del sistema capitalista. Il vero nemico dell’umanità è lo Stato,
il quale, per conservare il suo dominio, ha bisogno di zittire, isolare, rinchiudere gli indesiderati e coloro che rifiutano le sue regole, imposte fin dalla
nascita. Il carcere (che si chiami penitenziario, CPT o manicomio) è l’espressione più concreta di questa società che vuole ingabbiare e
controllare le nostre coscienze. Ma ogni inutile tentativo di coercizione da parte degli apparati statali, non fa altro che aumentare la nostra
solidarietà verso coloro che lo Stato ha sequestrato e, affinché non abbiano lottato invano, li sosterremo continuando a portare avanti le stesse
lotte e gli stessi nostri sogni, continueremo a lottare perché non vogliamo, col silenzio, essere complici dei veri terroristi. Invitiamo
coloro che si sentono coinvolti e solidali a questa lotta a partecipare o ad agire direttamente, secondo la propria fantasia, alla manifestazione che si
terrà martedì 8 novembre (concentramento ore 10 Porta Napoli) e al presidio che si terrà mercoledì 9 novembre alle ore 12 nei pressi
del carcere di Borgo San Nicola a Lecce. FUOCO ALLE GALERE, LIBERI TUTTI.
Alla larga politici, giornalisti e infami.
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USA, l'alcool test dev'essere open source |
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Friday 04 November 2005 |
USA, l'alcool test
dev'essere open source. Etilometro elettronico valido solo se disponibile il codice sorgente. In nome della trasparenza, un tribunale statunitense
sancisce l'illegittimità degli alcool test blindati: potrebbero non essere del tutto affidabili <http://punto-informatico.it/p.asp?i=56002&r=PI>
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In Germania i primi e-passport |
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Friday 04 November 2005 |
In Germania i primi e-passport. Il ministro
degli Interni non ha dubbi e conferma che la sua nazione sarà la prima ad utilizzare i passaporti biometrici. Al centro il riconoscimento facciale. Tutto
bene <http://punto-informatico.it/p.asp?i=56000&r=PI>
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