|
Campagna per la difesa e il rilancio del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro |
|
|
|
|
Friday 12 September 2008 |
|
Campagna per la difesa e il rilancio del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro
sottoscrivi l'appello - costruisci la mobilitazione
Con
l'inizio di settembre è ripreso il confronto tra Confindustria i
vertici di Cgil, Cisl e Uil per il rinnovo degli accordi di
concertazione del luglio 93.
L'accordo
del 23 luglio 93 (la concertazione) aveva aperto le porte alla
precarietà, così come quello del 23 luglio 92 aveva sancito la fine
della indennità di contingenza (la scala mobile), dando entrambi
pesantissimi colpi alla struttura contrattuale.
Oggi,
con questo nuovo accordo si corre il rischio che venga decretata la
fine dello stesso Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, aprendo
spazio alle gabbie salariali, alla contrattazione individuale, alla
precarizzazione e all'impoverimento generalizzati.
Ma
nonostante la posta in gioco sia altissima e riguardi milioni di
lavoratrici e lavoratori, essi non sono stati neppure informati della
trattativa in corso, e men che meno è stato chiesto il loro mandato a
trattare.
E' quindi indispensabile che i lavoratori stessi, sia privati che pubblici, oltre
esprimere il proprio dissenso comincino a costruire la mobilitazione e
promuovano assieme, indipendentemente dalle sigle sindacali di
appartenenza, la campagna per la difesa e il rilancio del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
1. sottoscrivere l'appello
"Il pane e le rose" ( http://www.pane-rose.it) e " Primomaggio" ( http://xoomer.virgilio.it/pmweb),
due giornali periodici che hanno entrambi la funzione di fogli di
collegamento tra i lavoratori, hanno iniziato a metà luglio una
campagna di informazione tramite un volantino-appello titolato " Per la difesa e il rilancio del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro" che è stato diffuso in migliaia di copie ai cancelli delle fabbriche e dei luoghi di lavoro.
Ti chiediamo, se condividi il testo del volantino-appello, di sottoscriverlo individualmente, come RSU, come sigla sindacale.
Puoi farlo inviando una email a
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
specificando il tuo nome e cognome, il luogo di lavoro (con la città), eventuali incarichi sindacali.
2. contribuire alla controinformazione
Spedisci questa email ai tuoi colleghi di lavoro, ai tuoi conoscenti. L'attacco al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro riguarda tutti.
Fotocopia e diffondi il testo dell'appello: puoi scaricare il testo dell'appello all'indirizzo:
3. leggere i materiali informativi
4. costruire la rete
Se
diffondi l'appello, se lo pubblichi, se produci altro materiale o
iniziative per la difesa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro,
tieni informati tutti e tutte inviando materiali e resoconti a
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
. Saranno immediatamente pubblicati e diffusi agli altri siti web che contribuiscono alla campagna.
5. preparare le assemblee nei luoghi di lavoro
E' la cosa più importante di tutte.
Solo la presa di posizione delle lavoratrici e dei lavoratori può
pesare sulla chiusura del confronto tra Confindustria i vertici di
Cgil, Cisl e Uil, prevista per fine settembre, e sulla successiva
consultazione sul testo dell'accordo.
Puoi
trovare i testi degli ordini del giorno votati dall'assemblea dei
lavoratori della Sammontana di Empoli e da quella dei lavoratori
della Coop Adriatica di Casalecchio agli indirizzi:
Il pane e le rose
Per contatti e ulteriori informazioni:
380 3999961
|
|
|
solidarietà agli studenti e ai docenti precari colpiti dalla repressione. |
|
|
|
|
Friday 12 September 2008 |
lo slai cobas per il sindacato di classe solidarizza
Solidarietà agli studenti e ai docenti precari colpiti dalla
repressione.
Ieri al liceo scientifico Isaac Newton di Roma, durante
la presentazione del libro “La fabbrica degli ignoranti” di Floris a
cui era presente il ministro dell’istruzione Gelmini si è verificato l’
ennesimo atto repressivo dello Stato.
Mentre il ministro stava
spiegando alla platea le misure dell’imminente riforma scolastica da
lei formulata, sono partiti fischi e urla da parte di alcuni studenti e
docenti precari che dovrebbero subire sulla propria pelle l’ennesima
(contro)riforma.
La risposta delle forze repressive in borghese non si
è fatta attendere, i contestatori sono stati identificati e
“gentilmente” accompagnati fuori dalla sala.
Evidentemente nel nostro
paese la libertà di espressione (e dissenso) c’è solo sulla carta,
mentre nei fatti qualsiasi voce fuori dal coro viene repressa.
Non a
caso il modello di scuola che il ministro ha in mente richiama agli
anni più bui del nostro paese, e la ricetta si sintetizzerebbe in
autorità, disciplina e tagli di personale.
Nonostante i proclami del
ministro contro un sapere nozionistico, si propone un taglio per
migliaia di insegnanti e l’abbassamento degli anni obbligatori di
scuola superiore da 5 a 4 anni, in sostanza si continua sulla scia
delle precedenti riforme nel minare la qualità dell’istruzione .
D’
altronde più si è ignoranti più è difficile la formazione di un
pensiero critico che vada fuori dal pensiero unico e che sfoci in
dissenso come successo ieri al Liceo Newton di Roma.
In più come causa
del degrado della scuola italiana il ministro indica i cambiamenti
derivati dalle contestazioni e mobilitazioni del ’68.
L’ennesimo
attacco di un esponente del governo a quel periodo dove protagonisti
furono gli studenti e i lavoratori la dice lunga.
In seguito a quelle
proteste i lavoratori e gli studenti,grazie alla lotta intransigente,
stapparono ai governi della borghesia una serie di riforme che
migliorarono la loro condizione sui posti di lavoro e nelle scuole . Da
tempo gli ultimi governi della borghesia sia di destra che di
“sinistra” hanno attaccato queste conquiste.
Il ministro Gelmini
dovrebbe occuparsi di più della qualità dell'insegnamento e
dell'edilizia scolastica fatiscente piuttosto che rigurgitare
provvedimenti demagogici che sanno molto di ventennio fascista.
Gli
ultimi eventi dimostrano che l’unica risposta che sa dare lo Stato alle
voci di protesta è la repressione.
Lo abbiamo visto con le
manganellate verso i cittadini che protestano contro la discarica sotto
casa o verso quelli che non vogliono una base militare americana dentro
la propria città come successo pochi giorni fa a Vicenza.
Forse i
docenti identificati in questa occasione saranno i primi ad
“assaporare” la riforma, in particolare l’aspetto dei tagli?
Non ci
stupiremo più di tanto dato che viviamo in un paese dove chi denuncia
apertamente ciò che non va viene licenziato (come Dante de Angelis
nelle ferrovie che ha denunciato l’insicurezza dei treni Eurostar).
C’è
da aspettarsi che nella suola del ministro Gelmini qualsiasi studente
che “osi” contestare un docente o un dirigente scolastico venga punito
disciplinarmente per mancanza di rispetto così come avveniva prima del ’
68 o che chiunque esca fuori dagli schemi dettati dal “pensare bene”
borghese (come l’omologazione di pensiero ma anche estetica vedi i l’
obbligo dei grembiulini) venga etichettato come deviato,bullo o
sovversivo.
Il progetto di una scuola sempre più autoritaria rientra
nelle politiche di questo governo che marcia sempre più speditamente
verso un moderno fascismo e uno stato di polizia.
Ultimi esempi di ciò
sono le dichiarazioni dei neofascisti La Russa (ministro della difesa)
che ha commemorato i volontari fascisti della RSI mentre si
criminalizzano i partigiani (vedi revisionismo storico sulla questione
Foibe) e Alemanno (sindaco di Roma) (che ostenta saluti romani) che
con le loro dichiarazioni volte a riabilitare il fascismo rafforzano
sempre di più i miti di un “fascismo buono” o di presunti “aspetti
positivi del fascismo”.
Esprimiamo massima solidarietà agli studenti e
docenti repressi dai servi dello stato borghese e rivendichiamo il
diritto al dissenso e alla protesta augurando che ci sia e
impegnandoci per un autunno caldo alle porte.
11/09/08
Red Block
govani di proletari comunisti
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
; 3498113576
|
|
|
su dal molin Proletari comunisti |
|
|
|
|
Friday 12 September 2008 |
Proletari comunisti
Le violenze inaudite della polizia che ha caricato i manifestanti No Dal
Molin, sabato 5 settembre, esprimono appieno la determinazione e la ferocia
con cui l'attuale governo, (e quelli passati che non sono stati da meno),
serva gli interessi dell'imperialismo. L'Italia imperialista che ha
partecipato e sostenuto tutte le guerre di aggressione scatenate
principalmente dall'imperialismo USA, con un ruolo di alleato che è secondo
solo a quello della Gran Bretagna, da anni sta portando avanti, con i
diversi governi indistintamente, un processo di militarizzazione dei
territori , ampliamento delle basi militari e aumento delle spese belliche.
Tutte le coalizioni governative che si sono alternate al governo del paese
sostengono e servono gli interessi dell'Italia imperialista; entrambe le
coalizioni si adoperano per svolgere al meglio il proprio ruolo di comitato
d'affari della borghesia imperialista al passo coi tempi e le sfide della
situazione mondiale attuale. Oggi il governo Berlusconi , la borghesia
imperialista italiana ha bisogno, per fare questo, di uno stato sempre più
reazionario e militarizzato. L'ampliamento della base militare Dal Molin
così come il crescente ruolo strategico di quella di Taranto sono
all'interno del progetto imperialista. I costi di questo progetto sono tutti
a carico dei proletari, dei lavoratori e dei popoli schiacciati dalle
politiche guerrafondaie dei governi della borghesia imperialista. Lo stato
di polizia in azione ancora una volta all'iniziativa di sabato 5 settembre
che aveva lo scopo di monitorare l'area all'interno del Dal Molin per
controllare che i lavori non inizino prima della consultazione popolare del
5 ottobre, ha vigliaccamente mostrato i denti contro cittadini inermi. I No
dal Molin che avevano deciso di costruire una torretta di controllo per poi
presidiarla durante le giornate del Festival in vista della manifestazione
del 13 settembre, sono stati aggrediti dalle forze dell'ordine che avevano
un ordine ben preciso: "caricare comunque". Esprimiamo la nostra sincera
solidarietà ai manifestanti e ai feriti, esigiamo immediatamente le
dimissioni di chi ha ordinato cariche contro cittadini inermi e autorizzati
alla manifestazione. Forti del fatto che la repressione non ferma la lotta
ma anzi l'alimenta come la Val di Susa, Chiaiano, Napoli, Grottaglie, ecc..
insegnano appoggiamo e sosteniamo le battaglie contro l'ampliamento della
base, contro la militarizzazione dei territori e rivolgiamo la protesta
anche contro tutte le imprese e le cooperative che si arricchiscono con
affari e denaro sulla pelle dei popoli.
Proletari comunisti
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
tel 347 1102638
visita il sito di Proletari comunisti
prolcom.altervista.org/index.htm
|
|
|
Slai Cobas : ristrutturazione in ATM |
|
|
|
|
Friday 12 September 2008 |
RISTRUTTURAZIONE SETTORI MANUTENTIVI
BOICOTTIAMO IL REFERENDUM
Con l'accordo dell'1/7/08 l'azienda e le OO.SS. portano a termine uno dei progetti previsti dal piano industriale ATM. Questo accordo non deve interessare solo i lavoratori del settore manutentivo, ma a tutti i lavoratori ATM conducenti compresi poiché, quello che è accaduto è un esempio di
come saranno portati avanti gli altri progetti, confinando i lavoratori nei rispettivi settori con tutte le coseguenze negative immaginabili. L'accordo prevede una pesante ristrutturazione fatta sulla pelle dei lavoratori, del resto cosa ci si potrebbe aspettare da un'azienda che ha fatto delle operazioni di immagine la sua sola politica? L'operazione di restyling o maquillage altro non è che il finanziamento con denaro pubblico alle aziende private. Viene tralasciato ciò che i cittadini chiedono ad un servizio pubblico di trasporto, cioè che sia puntuale, frequente e veloce. Sarebbe interessante far conoscere quanti milioni di euro si risparmierebbero solo se si aumentasse la velocità commerciale dei mezzi pubblici di Milano (fanalino di coda europeo) da 12km/h a 15 km/h.
Ma per far aumentare velocità e puntualità dei mezzi mai che si mettono in discussione gli interessi di chi sta uno o più gradini sopra ai lavoratori: per questo motivo i sindacati di regime offrono la piena collaborazione per agevolare la nefasta operazione antioperaia.
Dalle premesse del piano di "ristrutturazione" non organizzativo si può dedurre che a far saltare il sistema non è la mancanza di personale, di preparazione, di formazione e la mancanza di strumenti e pezzi di ricambio, ma l'elevato numero di guasti che si verificano in assenza di personale. Pertanto è necessario essere sempre presenti, non importa se le lavorazioni programmate vengono sospese perchè manca un lavoratore.
Tralasciando le ipocrite assurdità della premessa del piano, veniamo al concreto dell'accordo sottoscritto l'1/7/08.
È in sostanza una ristrutturazione che si basa sul recupero economico fatto sulla pelle dei lavoratori che devono produrre di più ed essere più presenti. Questo non porterà nè miglioramenti organizzativi né miglioramenti nell'affidabilità dell'esercizio.
Il nocciolo della questione è il taglio di 13 giornate di riposo ottenuti da riposi compensativi, dalla mancata fruizione della riduzione d'orario di lavoro ed il prolungamento del nastro lavorativo dei turnisti (da 7.00-23.00 a 5.00-24.00) e per i lavoratori diurnisti (da 8.00-16.00 a 9.00-24.00). La contropartita è stata sbandierata con un incremento retributivo di circa 200 euro lordi mensili (150 circa reali), ma facendo quattro conti con le opportune considerazioni l'incremento sarebbe lo stesso se si chiedesse il pagamento delle 13 giornate di riposo soppresse con il mancato riposo.
Ma oltre a ciò i lavoratori dovranno subire nuovi orari di lavoro, riposi tagliati,
e riduzione del numero delle squadre dei turnisti, comportando un incremento dei turni di 1° e 2° orario. Con la riduzione da 5 a 4 squadre si ha un incremento da 72 a 91 turni di 1° e 91 turni di 2° all'anno, a fronte di una diminuzione dell'orario di giornata da 104 a 78. Con la riduzione da 4 a 3 squadre si ha un incremento da 91 a 104 turni di 1° e 104 turni di 2° con una riduzione degli orari di giornata da 78 a 52.
L'assurdità dell'accordo sta anche nel fatto (e qui dovrà essere verificato se esistono fondamenti giuridici) che le giornate di riposo garantite sono state barattate con codici di disagio legati alla presenza. L'incremento retributivo sbandierato lo si ottiene se si lavorano 260 giorni l'anno senza ferie e senza malattia.
La sottoscrizione di un simile accordo non è un'assunzione di responsabilità, ma manifesta tutta la lunghezza del pelo sullo stomaco che hanno lorsignori confederali e quanto ancora più lungo devono averne per chiedere ai lavoratori di assumersi loro la responsabilità di accettare un accordo a cui nessuno ha potuto metterci mano.
Sono state fatte proposte migliorative delle turnazioni e degli orari che, pur diminuendo le squadre, offriva una migliore organizzazione e copertura di tutte le fascie orarie, mantenendo i 13 riposi.
Ovviamente non è stato accettato niente di tutto ciò. L'unico passaggio che è stato fatto con i lavoratori sono state le assemblee dal 20 al 23/11/07, in cui di fronte ad una mozione d'ordine presentata dai lavoratori, il coordinamento rsu ATM non si è assunto la responsabilità di metterla a votazione tra i lavoratori, scappando via.
La vostra, Cgil,Cisl,Uil,Orsa, è una pseudo "democrazia": è un'autentica farsa.
La lettera di ATM del 21.7.08 in cui, rispondendo alla vostra richiesta di differimento della data di consultazione, vi smaschera. Indipendentemente dalla data della consultazione, la stessa recita: "l'azienda applichera' il nuovo modello organizzativo il 15 settembre p.v. come previsto dall'accordo stesso".
La vostra ipocrisia vi porta a fare una consultazione tra lavoratori rassegnati, che portano il peso degli accordi da voi sottoscritti in questi anni, che hanno portato a interessi contrapposti tra lavoratori e a spingere gli stessi a condurre trattative private. La divisione tra i vari settori l'avete sostenuta anche voi perchè è funzionale alla vostra politica di autoconservazione, essere riconosciuti non dai lavoratori ma dalle aziende. Avete anche l'ipocrisia nel dire che avreste voluto lottare ma non c'è nessuno che si impegna, in realtà non aspettavate altro e avete lavorato per questo.
Invitiamo quindi tutti i lavoratori interessati a boicottare la messa in scena della consultazione-farsa con o senza della quale l'azienda applicherà lo stesso l'accordo sottoscritto.
SLAI-COBAS ATM
www.slaicobas.it
www.slaicobasmilano.org
Milano, 09/09/2008 tel./segr. 02/58104017
--
SLAI Cobas
Coordinamento Provinciale di Cremona
Via Mazzini, 24 – 26010 Bagnolo Cremasco (CR)
presso lo Spazio Popolare La Forgia
www.slaicobas.it
Apertura sede sindacale martedì e giovedì dalle ore 17.00 alle 19.00
Per appuntamenti tel.3335986270 - 0373470015
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
|
|
|
|
<< Inizio < Prec. 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 Pross. > Fine >>
|
| Risultati 137 - 144 di 2503 |