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SLAI COBAS Aeroportuali - Ma “siamo in SEA” o siamo alla “Corrida”??? PDF Stampa E-mail
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Tuesday 14 October 2008
SLAI COBAS Aeroportuali
Linate e Malpensa



Ma "siamo in SEA" o siamo alla "Corrida"???

 

Più o meno tutti al sabato sera, ci siamo divertiti nel guardare un noto programma televisivo in onda sulle reti "MEDIASET" dove comuni cittadini divertono il pubblico cimentandosi in improbabili balli, canti, scenette, ecc…

Stiamo parlando ovviamente della "CORRIDA dilettanti allo sbaraglio".

Non tutti sanno che un programma analogo, sta andando in onda in diretta, da qualche giorno su di un improvvisato canale del "CRAL", dove perplessi lavoratori sono chiamati a recitare scenette in cui i lavoratori stentano a capirne l'utilità!

 

… ma procediamo con ordine…

 

Allegata alla busta paga di settembre, i dipendenti Sea hanno trovato una comunicazione, dove la dirigenza Aziendale annunciava che nei prossimi giorni sarebbero iniziati degli incontri con i lavoratori, per illustrare il piano industriale di Sea e discutere la situazione in generale del trasporto aereo.

In seguito e' stato esposto nei reparti una ulteriore comunicazione dove si informavano i lavoratori che tali incontri non erano prorogabili nel tempo, data l'importanza del momento.

Viste le premesse eravamo molto fiduciosi riguardo questi incontri, abbiamo subito pensato che fosse una ottima occasione per i lavoratori in cui potersi confrontare con la dirigenza, discutere su cosa funziona o non funziona in Sea, su come si può collaborare insieme per uscire al meglio da questo periodo difficile, parlando seriamente di questioni che ci riguardano da vicino, senza avere "scomodi interlocutori".

Purtroppo siamo rimasti sconcertati quando abbiamo constatato che tali incontri si riducevano semplicemente alla visione di un filmato registrato, ad una semplice chiacchierata, ed ad una sconcertante richiesta di simulare una scenetta, dove i lavoratori sono chiamati a recitare uno spot aziendale. Siamo totalmente delusi e preoccupati per quanto sta accadendo perché abbiamo la chiara impressione che non si vogliano affrontare seriamente i problemi in cui ci troviamo.. .Non è cosi che ci si comporta!

Presa coscienza dell'ennesima occasione persa, ribadiamo che non siamo attori allo sbaraglio, non vogliamo recitare niente, noi siamo lavoratori che si impegnano da sempre per tenere a galla questa Società e vogliamo sapere da chi ci continua a chiedere sacrifici, dove vuole portare questa azienda!!! E' innegabile la nostra delusione (e non solo) ma ormai ci siamo abituati.

 

…conclusioni…

 

Per esprimere al meglio il nostro pensiero diciamo che l' unico spot da recitare è quello del 17 ottobre per lo sciopero di 24 ore, dove

chiediamo ai lavoratori una massiccia adesione, perchè oggi più che mai dobbiamo tutti dare una risposta massiccia a livello nazionale a queste politiche di governo e per quanto ci riguarda, per richiamare ancora una volta la dirigenza Sea alle sue responsabilità nei nostri confronti, e fargli capire che se cercano attori vadano a cercarli a Cologno Monzese. I lavoratori meritano e pretendono rispetto.

 

Slai Cobas Aeroportuali - Linate

 

Linate, 9 ottobre 2008

 

 

 

SLAI Cobas

 Sindacato  Lavoratori  Autorganizzati  Intercategoriale

Viale Liguria, 49 - 20143 Milano -

Tel/Fax: 02-8392117-0299982727

 

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17 OTTOBRE 2008 SCIOPERO GENERALE NAZIONALE PDF Stampa E-mail
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Tuesday 07 October 2008

17 OTTOBRE 2008

SCIOPERO GENERALE NAZIONALE

DI TUTTO IL GIORNO

INDETTO DA CUB, COBAS E SDL
- CONTRO LA POLITICA ECONOMICA DEL GOVERNO BERLUSCONI-BRUNETTA-SACCONI - PER FORTI AUMENTI SALARIALI CHE RECUPERINO ALMENO L' INFLAZIONE REALE - PER LA REINTRODUZIONE DELLA SCALA MOBILE - PER LA RIDUZIONE DEI PREZZI DEI BENI DI PRIMA NECESSITA’ - PER L’ABOLIZIONE DELLA LEGGE TREU E DELLA LEGGE BIAGI (NO AL PRECARIATO!) - PER DIFENDERE TUTTI I DIRITTI ACQUISITI
 - PER DIFENDERE LA SCUOLA PUBBLICA DALL’AGGRESSIONE DEL GOVERNO E DEI CLERICALI!
 - TOLLERANZA ZERO E SANZIONI PENALI PER CHI PROVOCA INFORTUNI GRAVI O MORTALI
 - PER COMBATTERE E BOICOTTARE NEI FATTI LA LEGGE BRUNETTA SUL PUBBLICO IMPIEGO - PER IMPEDIRE LA CONTRORIFORMA AUTORITARIA DEL MODELLO CONTRATTUALE NEL  SETTORE PRIVATO
 - PER DIFENDERE E RILANCIARE I SERVIZI PUBBLICI
 MANIFESTAZIONI CENTRALI AMILANO L.GO CAIROLI( MM1) ORE 10.00

ROMA P.ZA ESEDRA ORE 10.00

 
PARTECIPARE PER NON VENIRE SCONFITTI! REAGIAMO ALLE INGIUSTIZIE SOCIALI
 FERMIAMOLI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI! 

 

A tutti i Lavoratori del Pubblico Impiego.

 

Lo SCIOPERO GENERALE vuole costituire anche un primo segnale di risposta contro l’attacco ossessivo e strumentale ai lavoratori della Pubblica Amministrazione, attraverso il quale si vogliono in realtà colpire i servizi pubblici, facilitandone ed accelerandone il processo di privatizzazione e di esternalizzazione, spianando la strada allo smantellamento delle protezioni sociali.

 

Con la legge 133 (ex decreto 112) si supera il limite della tollerabilità: Brunetta vuole introdurre un CONTROLLO TOTALITARIO e sbirresco sull’attività lavorativa e sulla vita privata dei lavoratori.

Ha aperto una campagna contro i pubblici dipendenti, attribuendo loro tutte le inefficienze del settore pubblico. Egli sceglie di ignorare le vere responsabilità del cattivo funzionamento della macchina statale, che vanno ricondotte al ceto politico e al ceto burocratico dirigenziale che negli ultimi decenni hanno ridisegnato dal punto di vista organizzativo tutta la struttura della Pubblica Amministrazione.

Fa di tutta l’erba un fascio! Non distingue ruoli, funzioni e responsabilità gerarchiche. Mente, sapendo di mentire e crea un polverone propagandistico e strumentale con l’appoggio di giornali e televisioni e di quella parte di opinione pubblica (la più qualunquista e menefreghista, cioè la base elettorale del governo Berlusconi) che ignora completamente le disastrose condizioni materiali (bassi stipendi) e normative dei lavoratori del Pubblico Impiego.

 

Il ministro sottopone i lavoratori pubblici al “pubblico ludibrio”, per attaccarne i diritti e per distogliere l’attenzione dai problemi reali che sono i bassi stipendi, la precarietà sociale e le pensioni di fame.

Le sue scelte si inseriscono all’interno di un processo di IMBARBARIMENTO generale, che caratterizza l’attività di questo governo reazionario e autoritario, sempre più avviato verso una rapida  FASCISTIZZAZIONE dello stato senza che vi sia una reale opposizione parlamentare.

Noi, insieme ai lavoratori di altri settori, dobbiamo costruire una forte OPPOSIZIONE sul piano sociale.

L’attuale ministro della funzione Pubblica, ex-consulente di Craxi e deputato europeo assenteista, denigra e diffama i pubblici dipendenti, dimostrando di essere un piccolo uomo mediocre che dà sfogo alle sue frustrazioni, alle sue insicurezze e al suo livore represso, attaccando le condizioni di vita di milioni di lavoratori, alcuni dei quali, magari, lo hanno pure votato. Egli trasforma coscientemente problemi secondari, o inesistenti, in problemi principali (confonde coscientemente le assenze per malattia documentate per assenteismo ecc.ecc. ).

Ha una mentalità punitiva al limite dell’idiotismo farsesco. La sua spudorata strumentalità, basata su luoghi comuni, contribuisce a creare confusione, sconcerto e paura, oltre che garantirne un’alta ed egocentrica esposizione mediatica.

 

In sintesi: attraverso la denigrazione e la demonizzazione dei lavoratori si vogliono ridimensionare i servizi pubblici e si giustifica la cessione ai privati degli stessi.

 

SI VUOLE DEVASTARE IL PUBBLICO PER GARANTIRE GLI AFFARI AI PRIVATI

CHE COSA FARE DI FRONTE A QUESTO ATTACCO, CHE NON HA PRECEDENTI? 

Le  lamentele impotenti non servono o, peggio, favoriscono la subordinazione e la passivizzazione dei lavoratori. Gli scioperi tradizionali e rituali rischiano di essere sempre meno efficaci, quindi è necessario che si individuino anche forme di lotta più incisive in aggiunta allo sciopero.

 

OCCORRE RIALZARE LA TESTA E PRENDERE IN MANO IL PROPRIO DESTINO! COSTRUIAMO ORGANISMI AUTO-ORGANIZZATI AL DI FUORI DEI SINDACATI CONFEDERALI che, attraverso la “concertazione”, sono oggettivamente complici delle politiche governative.

 

In concreto, questo significa non solo preparare con metodo lo SCIOPERO GENERALE del 17 OTTOBRE, ma a partire da subito adottare autonomamente una serie di misure per protestare contro la legge 133, richiedendone l’abrogazione.  Ad esempio, senza incorrere in alcun provvedimento disciplinare, ma applicando in modo rigoroso la normativa, si possono adottare le seguenti iniziative:

 

·      APPLICAZIONE rigorosa dei regolamenti, norme e procedure che presiedono alla realizzazione delle pratiche d’ufficio

·      RIFIUTO dello sforamento d’orario, rispetto a quello previsto dal contratto di lavoro.

·      RIFIUTARE  di adempiere le missioni con auto propria (non è obbligatorio possederne una)

·      RISPETTARE meticolosamente il mansionario( là dove c’è, o le declaratorie delle qualifiche di appartenenza), RIFIUTANDOSI di svolgere mansioni o funzioni non proprie.

·      NON APRIRE più di una pratica per volta.

·      RIFIUTARSI di rimanere nei luoghi (uffici,saloni, magazzini ecc.), in cui non siano applicate rigorosamente le norme sulla sicurezza.

 

Se si riusciranno ad applicare su vasta scala queste indicazioni, non solo si contrasteranno nei fatti i paranoici provvedimenti del ministro, ma si favorirà l’auto-organizzazione dei lavoratori e la preparazione dello sciopero generale del 17 OTTOBRE 2008.

 
NESSUNA MEDIAZIONE SULLA LEGGE 133. VA ABROGATA e resa inapplicabile nei fatti!LA LIBERTA’ NON SI CONTRATTA!PREPARIAMO LO SCIOPERO GENERALE DEL 17 OTTOBRE
 

Milano,  OTTOBRE 2008                       

AL COBAS-CUB REGIONE LOMBARDIA

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Via Pasubio, 8  - Gallarate (Va) tel. 0331 076413 tel./fax 0331 772337           Via degli Apuli, 2 angolo via Odazio  21 - Milano tel.02 45499507
Ultimo aggiornamento ( Monday 20 October 2008 )
 
volantino scuola PDF Stampa E-mail
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Monday 29 September 2008
GIU’ LE MANI DALLA SCUOLA !

Gli studenti e i lavoratori della scuola (precari in primis), quest’anno
subiranno l’ennesima riforma scolastica che ,tanto per cambiare, ha come
parola d’ordine quella dei tagli,continuando così a minare la qualità dell’istruzione.
Già i primi insegnanti precari sono stati licenziati e cinicamente il
ministro Gelmini “si dispiace ma i precari non li ha introdotti lei”!
Ma i tagli di personale riguarderanno anche un numero non indifferente di
personale ata.
A parte mandare a casa,con le relative conseguenze, migliaia di lavoratori
ci saranno ricadute anche sugli studenti che vedranno un peggioramento nella
qualità del servizio.
Ci sarà l’abbassamento degli anni obbligatori di scuola superiore da 5 a 4
anni , si continuerà a prediligere un insegnamento nozionistico finalizzato
alle richieste delle aziende private e non ad una formazione che dia gli
strumenti per la formazione di una coscienza critica.
Il modello di scuola che il ministro ha in mente richiama agli anni più bui
del nostro paese, e la ricetta si sintetizzerebbe in autorità, disciplina e
appunto tagli di personale.
D’altronde più si è ignoranti più è difficile la formazione di un pensiero
critico che vada fuori dal pensiero unico e che sfoci in dissenso come
successo l’altro giorno al Liceo Newton di Roma, dove docenti e studenti che
hanno contestato il ministro sono stati identificati dalla polizia e
cacciati fuori, questa è la democrazia e la libertà di parola di cui si
riempiono la bocca ogni giorno i nostri governanti!
In più come causa del degrado della scuola italiana il ministro indica i
cambiamenti derivati dalle contestazioni e mobilitazioni del ’68.
Il ministro Gelmini dovrebbe occuparsi di più della qualità
dell'insegnamento e dell'edilizia scolastica fatiscente piuttosto che
rigurgitare provvedimenti demagogici e proclami che sanno molto di ventennio
fascista.
E’ chiaro che il progetto di una scuola sempre più autoritaria rientra nelle
politiche di questo governo che marcia sempre più speditamente verso un
moderno fascismo e uno stato di polizia.
Per tutto ciò noi giovani di Red Block come studenti diamo piena solidarietà
ai lavoratori colpiti dai licenziamenti , rivendichiamo il diritto al
dissenso e alla protesta
Ci auguriamo che studenti,docenti e personale ata preparino e lottino
insieme in occasione dello sciopero generale del 17 Ottobre contro il
progetto di distruzione della scuola pubblica portato avanti dal ministro
Gelmini e le politiche antipopolari e contro i lavoratori di questo governo.

Contro i licenziamenti nella scuola!

Contro un sapere nozionistico!

Contro la privatizzazione/smantellamento della scuola pubblica!

Ribellarsi è giusto!




Red Block                                                            xinfo:
3498113576; Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

                                                                            
                                                                            
                       f.i.p.14/09/08
 
Contrattazione: Confindustria presenta la sua ipotesi di accordo, ed i sindacati balbettano PDF Stampa E-mail
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Monday 29 September 2008

Scritto da Coordinamento RSU  


giovedì 18 settembre 2008


Vista la confusione con cui Cgil Cisl e Uil hanno condotto questo confronto è ovvio che l'ipotesi d'accodo sia infine stata scritta e presentata da Confindustria, che, come vuole la nuova democrazia del mercato, è stata accompagnata dal solito ... prendere o lasciare. In fin dei conti Cgil Cisl Uil hanno accettato l'avvio di una trattativa senza avere una vera piattaforma (tanto è che ancora oggi quella che loro chiamano "piattaforma" viene diversamente interpretata dai tre firmatari).

Una confusione aggravata dal disarmo di Cisl e Uil preoccupate soprattutto di dichiarare la loro sinergia con i "desideria" Confindustriali (ancora prima che il confronto partisse già dichiaravano la loro volontà di firmare un accordo, fosse quel che fosse, entro settembre).

La Cgil (come al solito .. ultimamente) è divisa al suo interno tra chi ha come unica linea il "visibile" terrore di ritrovarsi isolato, chi ha ancora qualche scrupolo e sente odore di pasticcio la cui unica linea è quella di chi pensa "va bene prenderla nel deretano ... ma non esageriamo", e chi (per fortuna) chiede una svolta nella linea della Cgil contro la deriva neocorporativa. Ma su tutto ciò pesa l'assenza di una vera piattaforma sindacale in materia di salario e contrattazione e l'assenza dei diretti interessati, i lavoratori, mai coinvolti.

L'iniziativa Confindustriale di mettere sul tavolo una ipotesi di accordo punta appunto a rendere ancora più fragile la già fragile strategia sindacale alla quale viene lasciato solo il compito di dire Si o No alla firma o, al massimo, ad emendare qualcosina qua e là un testo che comunque Confindustria non accetterà di stravolgere.

A far pena in questa vicenda (come in quella Alitalia similare oltre che contestuale) è appunto la miseria e la pochezza del nostro sindacato Confederale, allo sbando e senza linea, di fatto ormai subalterno a fare i conti semplicemente con "quel che succede" e con l'obiettivo di adeguarsi.

Il riferimento non è più l'interesse dei lavoratori ma l'interesse delle organizzazioni.

Sul merito della proposta Confindustriale, nulla di nuovo.

C'è scritto esattamente ciò che Confindustria chiede da tempo, e cioè che ...

Il CCNL perda di importanza limitandosi ad aggiornare le tabelle salariali al di sotto dell'inflazione reale.

Il secondo livello serva solo a sostenere la produttività di impresa e la sua redditività.

Il salario (ormai definitivamente e solo nelle sue forme "variabili") diviene una semplice e marginale conseguenza di ciò, un premio, un incentivo, un benefit che si può avere oggi e perdere domani.

Che venga eliminata ogni rigidità contrattuale rendendo esigibili deroghe delle normative contrattuali a livello locale. Una ipotesi inaccettabile per qualsiasi sindacato che avesse come principale preoccupazione quella di rappresentare i lavoratori nel loro interesse salariale, ma non è il nostro caso.

Le parti sedute al tavolo non stanno discutendo di come rendere più o meno efficace la tutela salariale per i lavoratori, ma come e su cosa fondare nuovi sistemi di relazioni sindacali che diano, anche in questo particolare momento di debolezza sindacale, riconoscimento formale alle organizzazioni.

Non a caso Confindustria condisce la sua proposta con aperture importanti (sul piano formale) alle organizzazioni sindacali, che vengono coinvolte direttamente nella formazione e nella costruzione del nuovo sistema di controllo, verifica e repressione dei comportamenti contrattuali.

Fioriscono infatti i tavoli bilateriali con compiti di verifica ed orientamento delle politiche contrattuali, con compiti di valutazione di come e quanto derogare le norme contrattuali a livello aziendale e locale, ed infine per imporre coerenze comportamentali dei soggetti contrattuali con potere di emanare provvedimenti e penalità contro i trasgressori. Si fonda così (più organicamente che in passato) una vera e propria complicità tra i soggetti firmatari del Patto (sempre che ci sia alla fine una firma unitaria). Un progetto che se andrà in porto sostanzierà anche nelle forme una deriva neocorporativa che già in questi anni è andata affermandosi.

L'ipotesi di accordo proposta da Confindustria va quindi vista (e rigettata) per quel che comporta nella sostanza e cioè, in primis, una ulteriore subordinazione del lavoro al capitale, ma anche una formale, esplicita e codificata subordinazione delle organizzazioni sindacali agli obiettivi di impresa ed al punto di vista del mercato.

Un sistema di relazioni sindacali in cui l'impresa espone le sue intenzioni e ascolta le obiezioni del sindacato, ma poi procede secondo il suo progetto, senza nessuna «trattativa» vera.

Un sistema cui ripugna la molteplicità delle rappresentanze dei lavoratori e pretende un interlocutore che si muova come un soggetto - più che unitario - possibilmente unico.

COORDINAMENTO RSU


http://www.mercantedivenezia.org.

 
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