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La Fiom_Cgil di Milano pugnala alle spalle i lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese |
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domenica 06 luglio 2008 |
La Fiom_Cgil di Milano pugnala alle spalle
i lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese
La Fiom di Milano ha firmato in Tribunale a Milano un accordo separato con ABP, in base al quale la stessa Fiom libera gli americani da qualsiasi vincolo riguardo alle assunzioni dei lavoratori ex Alfa sull’area di Arese in cambio di incentivi dati agli ultimi 16 lavoratori Fiom licenziati dalla Fiat il 1° marzo scorso e a 47 lavoratori Fiom ex Alfa assunti negli scorsi anni da ATM e Amsa.
I lavoratori dell’Alfa e lo Slai Cobas sono a conoscenza solo ora di questo accordo, firmato dalla Fiom il 12 giugno scorso, perché la Fiat ha depositato in Tribunale alcune carte (non sappiamo se complete) nella causa ex art. 28 intentata dallo Slai Cobas contro i licenziamenti Fiat di 68 lavoratori del 1° marzo scorso.
La Fiom, che in 6 anni non ha mai organizzato una sola iniziativa di lotta contro ABP, ha usato la lotta ininterrotta dei cassintegrati e dello Slai Cobas per sistemare con un accordo separato solo i propri iscritti (una minoranza), buttando a mare tutti gli altri lavoratori!
E sono buttati a mare la maggioranza dei 68 licenziati dalla Fiat, iscritti allo Slai Cobas, e sono calpestati tutti gli accordi e i diritti occupazionali conquistati in questi anni dai lavoratori di Arese!
La Fiom ha firmato questo accordo con il mandato di soli 16 dei 68 lavoratori licenziati dalla Fiat il 1° marzo scorso e di soli 133 dei 1.048 lavoratori messi in Cigs dalla Fiat ad Arese dal dicembre 2002 in poi.
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La Fiom Cgil,
rinunciando a una causa ex art. 28 del 2004 che chiedeva il rispetto degli obblighi occupazionali, con l’intervento adesivo di 133 dei 1.048 lavoratori messi in Cigs nel 2002,
“rinuncia nei confronti di ABP e di ogni società del Gruppo AIG Lincoln nonché loro eventuali aventi causa a qualsivoglia titolo, ad ogni domanda o diritto comunque connessi od anche solo occasionati dal contratto di acquisto dell’Area Ex Alfa Romeo sottoscritto in data 29 novembre 2000 tra la società Fiat Auto Partecipazioni spa e Immobiliare Belfiore spa, dalla Convenzione ai sensi dell’art. 4 della legge regionale Lombardia n. 30/94 del 13 settembre 1996 e dagli accordi regolanti il Consorzio di Reindustrializzazione dell’Area di Arese, dall’accordo sindacale del 18 febbraio 2003, dai protocolli di intesa del 26 febbraio e 28 luglio 2003, dall’accordo del 6 aprile 2004 sottoscritto anche dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Milano e dai Comuni di Arese, Garbagnate Milanese, Lainate e Rho nonché dalla Convenzione ai sensi dell’art. 4 della legge regionale Lombardia n. 30/94 sottoscritta in data 15 ottobre 2004 tra i Comuni di Arese, Garbagnate Milanese, Lainate e Rho, da una parte e ABP dall’altra parte, e ad ogni domanda di risarcimento del danno anche extracontrattuale e/o patrimoniale”.
La Fiom Cgil “rinuncia infine a contestare, sempre nei confronti di ABP, il giudizio circa la <sussistenza dell’oggettiva impossibilità ad adempiere agli impegni contratti dalla società in seno alla Convenzione ex l.r. 30/94> espresso dal Collegio di Vigilanza dell’Accordo di Programma per la reindustrializzazione dell’Area Fiat-Alfa Romeo in data 26 settembre 2007”.
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Solo tre mesi fa, il 25 marzo scorso, Fim-Fiom-Uilm di Milano (Dedei-Sciancati-Bontempelli) avevano scritto una lettera all’Agenzia Regionale ARIFL, inviandola per conoscenza anche allo Slai Cobas, dicendo che “fino a quando rimarrà un lavoratore inoccupato non cesseranno, per quanto ci riguarda, gli obblighi all’assunzione in capo ad ABP sottoscritti anche con le scriventi negli scorsi anni”, e che, se non fossero stati occupati entro aprile tutti i 68 licenziati dalla Fiat il 1 marzo 2008, “non escludiamo l’apertura di una vertenza giudiziale in quanto la non applicazione di accordi sottoscritti mette in pregiudizio la nostra stessa credibilità”. Alla faccia !!!!
Ed è gravissimo aver liberato ABP e i suoi aventi causa dagli obblighi derivanti dall’accordo sindacale del 18 febbraio 2003 che, tra l’altro, prevede tutele e diritti per i lavoratori di tutta l’area dell’Alfa Romeo di Arese. Tali accordi, per lo Slai Cobas, sono tuttora validi, e ciò è stato ribadito ieri in assemblea dai lavoratori licenziati e dai lavoratori Alfa assunti nelle aziende dell’area: tutti all’unanimità hanno respinto l’accordo firmato dalla Fiom con ABP.
Potevamo immaginare il ruolo della CISL, fino allo scorso anno padrona con AIG della assicurazione UNIONVITA, che gestisce anche i fondi pensione privati, ma che anche la Fiom arrivasse a tanto era difficile aspettarselo.
Ma ad Arese con Expo 2015
quale futuro per i lavoratori Fiat rimasti?
Intanto la Fiat, che ad Arese ha già buttato sul lastrico 20.000 lavoratori, ha avuto l’ok di Provincia, Regione e Comuni per costruire all’Alfa (Expo 2015) mega alberghi con relativa fermata della MM1; e la Fiat continua a far pressione sui lavoratori per farli andare a Balocco, a Torino e da altre parti.
Fim Fiom Uilm perché non parlano del futuro degli ultimi 700 lavoratori Fiat Automobiles e Powertrain rimasti?
Arese, 3 luglio 2008
Slai Cobas Alfa Romeo
SLAI COBAS
Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale
Sede legale: via masseria Crispi 4 / 80038 Pomigliano D'Arco NA / tel/fax 081 8037023
Sede nazionale: viale Liguria, 49 20143 Milano / tel/fax 02 8392117
Sede Alfa Romeo: viale Luraghi snc, 20020 Arese / tel/fax 02 44428529
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FIAT: Quale piano per Termini Imerese? |
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domenica 06 luglio 2008 |
Piano A
1) 1,316 miliardi di investimenti (Contratto di Programma) (356 milioni di contributi + altri 350 milioni da parte di Sviluppo Italia a titolo di “Finanziamento partecipativo”)
2) 150 milioni dalla Regione Siciliana
3) Norma sull’assunzione degli apprendisti
4) Raddoppio della linea
5) Inserimento presse per la produzione Punto o Cinquecento
6) 2000 assunzioni
7) 200.000 vetture l’anno circa
Piano B
1) 50 milioni di investimenti
2) 250 assunzioni
3) 110mila automobili l’anno
4) Lancia Ypsilon “sempre”
5) Nuova Lancia dal 2° semestre 2009
Quale piano per Termini Imerese?
L’unico vero piano che interessa la Fiat è il “Piano Zastava”
Piano Zastava: addio a Termini Imerese, si trasloca in Serbia — Incentivi diretti (5mila euro per assunto), esenzioni fiscali e terreni gratis
Perché scegliere la fabbrica della Zastava a Kragujevac? Non è certo un fatto sentimentale, dice il Sole24Ore del 22 giugno. Né interessava il mercato serbo con le sue 50/60 mila vetture l’anno.Fiat dovrebbe assumere circa 2000 persone nella joint venture con Zastava, di cui Torino avrà il 70% del capitale. L’investimento sarà di 700 milioni di euro ripartiti fra i due partner, per una capacità produttiva prevista di 300.000 unità l’anno.Fiat vuole accorciare i tempi ed avviare la produzione della piccola auto al massimo all’inizio del 2010.
Le autorità serbe forniranno incentivi per un centinaio di milioni di euro tra contributi diretti (si parla di 3000-5000 euro per ogni assunto), esenzioni fiscali - verrà creata una zona franca valida anche per i subfornitori, dove potranno essere importati materie prime e semilavorati senza dazi - e altre agevolazioni. La città, per esempio, concederà gratuitamente i terreni per gli eventuali ampliamenti. Tutti questi incentivi non basterebbero senza il consistente differenziale nel costo del lavoro. La paga media netta dell’operaio serbo arriva a 300 euro al mese, e il lordo per l’azienda a 450 (circa 3 euro l’ora).
Il tasso di disoccupazione del 30%, l’anzianità degli attuali dipendenti, la presenza di una popolazione universitaria di 16.000 giovani, con tanto di facoltà di meccanica, le cui caratteristiche, si affretta a promettere il sindaco, verranno adattate alle esigenze della Fiat, daranno alla Fiat sempre giovani operai da sfruttare
Questi sono i parametri che guidano la fiat nella scelta dei siti produttivi! Buoni per scatenare la guerra tra operai!
E i nuovi “corsi di formazione” stile Pomigliano che si faranno a Luglio a Termini Imerese per avere a disposizione operai sempre pronti ad accettare tutti i tipi di tempistica vecchia e nuova: dal TMC2 all’OCRA (Occupational Repetitive Action) al WCM (World Class Manufacturing), pur di spremere fino all’osso, fanno il resto.
Mentre continuano ad andar bene tutti gli altri stabilimenti: Tichy in Polonia, Betim in Brasile, riapre Cordoba in Argentina e si fanno accordi in India con Tata, in Russia con Severstal, in Cina con Chery, negli Stati Uniti con Chrysler, la Fiat vanta i più alti profitti degli ultimi anni e continua a piangere miseria chiedendo milioni di incentivi a fondo perduto ricattando da sempre gli operai di Termini Imerese per il costo del lavoro!
Il piano A è l’unico piano che può dare garanzie di lunga durata agli operai
Il piano B, anche con la crisi del mercato che si avvicina, non può dare le stesse garanzie- vedi la cassa integrazione a Melfi, 28-31 luglio 2008, e la chiusura di 3 settimane a Termini “per contenere gli stock di vetture”.
Ma la verità è che tutte queste discussioni sui diversi piani, tra l’altro, servono a distrarre gli operai
- dalle condizioni di salute e sicurezza in fabbrica
- dagli accordi peggiorativi sul contratto nazionale di lavoro, sui diritti degli operai
- dall’allungamento dell’orario di lavoro
- dalla mancanza di una vera contrattazione aziendale e un integrativo per recuperare i soldi persi
COSTRUIRE IL COBAS OPERAIO
PER RILANCIARE LOTTA PER IL PIANO A
E DIFENDERE I DIRITTI
Slai Cobas per il sindacato di classe
Via G. del Duca, 4 - Palermo telefax 091/8670044 - 338.7708110
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2 luglio 2008
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FINCANTIERI: No alla privatizzazione |
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domenica 06 luglio 2008 |
Fincantieri: il ministro Scajola insiste per la privatizzazione
Il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola nel corso della cerimonia di consegna della nave da crociera Splendor (113mila tonnellate) ultima nata del gruppo Usa Carnival, fabbricata da Fincantieri ha anche parlato dell’approdo in Borsa della società guidata da Giuseppe Bono, previsto nel Dpef.
Il ministro ha auspicato che la quotazione avvenga in tempi brevi “se possibile già in autunno” e non ha escluso che l’operazione possa portare sul mercato (qualora ci siano le condizioni) una quota di azioni Fincantieri anche maggiore del 49% (percentuale indicata dal precedente governo).
Sulla quotazione Fincantieri Scajola ha precisato: “I tempi saranno quelli possibili. Che sia l’autunno o la primavera la cosa fondamentale è che ci si arrivi”.
Sull’eventualità che possa andare in Borsa più del 49% della società (nel Dpef non si parla di percentuali), il ministro ha detto: “sono problemi che si affronteranno nel tempo e secondo la valutazione complessiva del mercato nel momento in cui avverrà l’operazione” e ha sottolineato che non si devono fare “valutazioni di tipo chirurgico ma programmatico. Questo Paese ha bisogno di programmare il suo sviluppo”. Da parte sua Bono ha aggiunto che il fatturato dell’azienda “crescerà. Nel 2007 ha sfiorato i 2,7 miliardi. Nel 2008 arriveremo a 3 miliardi.” Sul sindacato diviso sul piattaforma integrativa Bono ha detto di essere convinto che ci voglia unitarietà anche se ha aggiunto “mi chiedo come siano conciliabili certe posizioni quando due componenti sindacali dicono sì alla quotazione e una dice no.”
Sarkozy ricompra i Cantieri Navali
Il governo francese al fine di salvare competenze, attività e posti di lavoro a Saint Nazaire si è accordato direttamente son Stx – anzi, secondo le indiscrezioni, proprio con il governo sudcoreano – per acquisire una prima partecipazione del 9% nei Chantiers de l’Atlantique (controllati da Aker) con l’intenzione di portare la quota pubblica in futuro al 34% rilevando la quota residua Alstom. Una “minoranza di blocco” insomma che come Parigi stessa ha affermato garantirà interessi strategici, industriali e militari oltre che migliaia di posti di lavoro, nel quadro di una ampia intesa di massima per 18 anni con i coreani che si sono impegnati a non competere direttamente con i cantieri francesi e a cooperare sul medio termine.
Il piano industriale della Fincantieri non deve rimanere un mistero!
E non solo per la privatizzazione - ci sono tanti altri problemi in ballo
- Condizioni di salute e sicurezza in fabbrica: è necessaria, tra le altre cose, una postazione interna allo stabilimento dell’ispettorato del lavoro
- Abolire gli accordi peggiorativi del contratto nazionale di lavoro, per mantenere e rilanciare i diritti degli operai
- Contro l’allungamento dell’orario di lavoro a 60 ore
- Per una vera contrattazione aziendale e un integrativo per recuperare i soldi persi
- Investimenti in tecnologia per migliorare la sicurezza
- Mettere fine alla precarietà costituita dai troppi appalti che non garantiscono la sicurezza e mettono gli operai l’uno contro l’altro
- Lottare per assorbire progressivamente tutti gli operai degli appalti in Fincantieri
- Aumentare i salari anche di fronte ad un aumento continuo del costo della vita!
Slai Cobas per il sindacato di classe
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2-3-4- luglio 3 giorni iniziativa operatori sociali a roma |
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domenica 06 luglio 2008 |
Ogg: 2-3-4- luglio 3 giorni iniziativa
operatori-operatrici
sociali a roma
Ecco il resoconto delle 3 giornate di
iniziativa e di
incontri
che il coordinamento di Roma dei lavoratori e
delle
lavoratrici del
terzo settore e le delegazioni dlele
rappresentanze
sindacali della
Unione Sindacale Italiana hanno svolto
per la vicenda
del blocco dei
finanziamenti ai municipi e il
conseguente mancato
pagamento di salari
e stipendi a molti lavoratori
e lavoratrici di
coop sociali enti e
associazioni del terzo settore.
Il 2 luglio la
delegazione
autorganizzata è stata ricevuta
dall'Assessora alle
Politiche sociali
BELVISO e dai soui consulenti,
il 3 luglio
assemblea presidio davanti
all'assessorato in viale
manzoni 16, il 4
luglio una delegazione di
diversi operatori di
cooperative e aziende
del terzo settore scelta in
assemblea il giorno
prima ha incontrato i
consiglieri della commissione
politiche sociali
del Comune di Roma,
sempre su convocazione fatta alla
Unione Sindacale
Italiana che sta
sostenendo fin dall'inizio le varie
forme di azione
autorganizzata,
forte dell molte rappresentanze
sindacali autonome
rispetto a cgil
cisl uil, che si sono accontentati
di essere convocati
il 3 luglio
eliminando ogni tipo di presidio o
riunione su questi
gravi problemi.
Nei due incontri è stato presentaot
e illustrato un
documento
complessivo sui vari settori di intervento,
non solo
sull'emergenza
salariale ma anche sugli apsetti organizzativi
e di
prospettiva di
importanti servizi sociali dagli anziani ai
disabili,
dalla
scolarizzazione rom ai campi nomadi, dai servizi
educativi
all'assistenza domiciliare, dagli Aec delle scuole fino ai
servizi di
teleassistenza e servizio dei nidi gestito dalla Farmacap.
Esperienza
complessivamente importante, perchè è stata fonte di
dibattito e di
azione, di proposta ai chi gestisce la città di Roma e
di contrasto
alla tendenza alla privatizzazione e alla riduzione di
progetti. Le
iniziative continueranno fino a che non si sbloccherà
davvero,
pensiamo a fine mese, dati i tempi tecnici, l'emergenza
salariale.
Su
tutti gli altri aspetti, il coordinamento dei lavoratori
e
lavoratrici del terzo settore e la USI AIT sono diventati un
interlocutore che, senza fare sconti a nessuno, si pone come
riferimento per molte situazioni di lavoro alternative a CGILCISLUIL,
che non hanno più il monopolio dell'iniziativa. USI AIT e
Coordinamento
sono disponibili a coordinarsi con altre situazioni che
si pongano
sulla stessa sintonia di progettualità, lotta,
autorganizzazione e
sviluppo del conflitto per ulteriori iniziative.
Chi fosse interessato
può contattarci per e mail
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oppure a coord.
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In allegato, il resoconto della
tre giorni
all'assessorato pol sociali del Comune di Roma
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