NO TAV

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NO TAV è un movimento della popolazione della Val di Susa contro la realizzazione della linea ferroviaria del treno ad alta velocità (TAV) Torino-Lione, nell'ambito della costruzione del cosiddetto corridoio 5 che dovrebbe collegare trasversalmente l'Europa dell'est (a partire da Kiev), con le grandi città dell'Europa occidentale (tra cui Torino, Marsiglia, Barcellona fino a Lisbona).

Analoghi movimenti di contestazione erano sorti nei primi anni novanta tra Firenze, Bologna e Roma e a seguito delle contestazioni in Val di Susa tutti i movimenti NO TAV nazionali hanno ottenuto una finestra "mediatica" dove esporre i propri argomenti.

Nella foto: un momento della manifestazione del 6 novembre 2005

Indice

[modifica] Storia del movimento NO TAV

Il movimento NO TAV non ha una vera e propria data di inizio in quanto è nato spontaneamente in seguito alle prime assemblee pubbliche sull'argomento tenutesi fin dai primi anni novanta.

Ci sono state numerose manifestazioni contro il TAV, le più importanti si sono tenute il 31 maggio 2003 con una marcia da Borgone Susa a Bussoleno, il 4 giugno 2005 con un'altra marcia da Susa a Venaus, il 5 novembre 2005 con una fiaccolata da Susa a Mompantero (ca. 15.000 partecipanti), il 16 novembre 2005 con un'altra marcia da Bussoleno a Susa (ca. 80.000 partecipanti), il 6 dicembre e l'8 dicembre.

Sono stati organizzati tre presidi permanenti a Bruzolo e Borgone Susa, luoghi in cui dovevano iniziare i primi sondaggi del 2005 e Venaus dove dovrebbero iniziare la galleria geognostica (che diventerà in seguito di servizio) del tunnel di base.

All'inizio di novembre 2005 una trivella è stata sistemata nel territorio di Mompantero. Per l'esproprio dei terreni si è reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine, a causa della ferma opposizione di membri del movimento NO TAV, dei sindaci e dei cittadini.

31 ottobre 2005 Ponte Gianduja
30 nov 2005 Presidio Venaus
6 dicembre 2005 Blocco della Val di Susa
8 dicembre 2005 ritorno a Venaus

Ci sono stati momenti di forte tensione ma i manifestanti si sono sempre posti con una resistenza passiva, nonostante ciò alcuni sono stati raggiunti da denunce, poi decadute. Le forze dell'ordine hanno poi disposto dei posti di blocco nell'intero paese di Mompantero dove solo i residenti, dopo verifica dei documenti, possono passare; inoltre la tensione è tale per cui anche gli alunni per recarsi a scuola sono costretti a mostrare i documenti ai carabinieri. Il 4 novembre 2005 è stata rinvenuta sulla strada che porta a Giaglione zona non interessata dai cantieri, una scatola contenente della polvere da sparo, un pacco che non avrebbe mai potuto esplodere (secondo i carabinieri di Susa) ma che ebbe forte risalto su mass-media ; gli esponenti del movimento NO TAV hanno comunque immediatamente condannato l'episodio e se ne sono dissociati, alcuni hanno anche supposto il coinvolgimento dei servizi segreti volto a screditare il movimento.

Nella notte tra il 5 ed il 6 dicembre 2005 le forze dell'ordine hanno fatto irruzione violentemente nel presidio di Venaus per porre fine all'occupazione dei terreni su cui andrebbe costituito il futuro cantiere. Molti i manifestanti feriti e corsi in ospedale. L'8 dicembre 2005 si è tenuta una manifestazione di protesta contro i fatti riguardanti il 5-6 dicembre a Venaus: una marcia formata da circa 70.000 persone, è partita Susa con destinazione Venaus. Durante la manifestazione, in località Passeggeri, si sono verificati alcuni contatti con le forza dell'ordine che non consentivano l'ingresso sulla provinciale che porta a Venaus, ma la manifestazione ha proseguito la sua marcia salendo lungo la statale che porta a Giaglione, deviando poi per una vecchio sentiero di montagna. Giunti a Venaus, la popolazione ha divelto le reti di recinzione del cantiere e invaso i prati, bloccando così l'inizio lavori. I terreni sono stati posti sotto sequestro poi rimosso. Il movimento NO TAV ha costituito un nuovo presidio, situato di fronte al precedente, che servirà anche da osservatorio nel caso dovessero iniziare i lavori.

[modifica] Cronologia

15/12/91. Nasce il comitato HABITAT: una sessantina le persone aderenti tra tecnici, medici,

professionisti, operai, docenti del Politecnico, sindaci e amministratori della Valle.

22/02/93. Convegno organizzato da Habitat al Politecnico di Torino dal titolo "Questo treno farà rumore?". Viene fatto ascoltare ai torinesi il rumore del Tav. Tale rumore sarà fatto ascoltare anche in numerose altre occasioni.

07/04/93. Causa un esposto presentato alla Procura della Repubblica da parte di Habitat, viene indagato Brizio, presidente della Regione Piemonte e promotore della linea Torino-Lione.

18/04/94. Brizio viene a parlare di Tav ad Avilgliana. Contestazione della popolazione locale: "Bordate di fischi sul treno di Brizio" titolano i giornali locali.

18/07/94. Sala consigliare di Bussoleno, nasce il comitato contro l'alta velocità voluto da Habitat.

27/10/94. Di nuovo Brizio a parlare di Tav, questa volta a Susa e di nuovo contestazione degli amministratori e della popolazione.

11/03/95. Prima manifestazione nazionale contro l'Alta Velocità a Firenze, ci sono tutti i comitati delle regioni toccate tra cui la delegazione valsusina.

02/03/96. Manifestazione a S. Ambrogio: 4000 persone guidate da sindaci e Comunità Montana sfilano per dire NO TAV.

Metà maggio 1996. Appare sulle montagne di Condove una scritta enorme "NO TAV", idem a Bussoleno. Da questo momento in avanti la fantasia della popolazione si inventerà i modi più originali per esprimere il dissenso all'opera.

Agosto 1996 - Maggio 1997 Numerosi attentati dinamitardi coinvolgono la Valle. Danni a ripetitori, centrealine enel, uffici e chiese. I media e la polizia parlano di "ecoterroristi valsusini" mentre i comitati accusano le controparti di auto-attentati per indebolire il fronte di opposizione all'opera.

Estate 1997 Ancora convegni e assemblee ad Avigliana e Bruzolo

04/11/97. Nuovo attentato oscura i ripetitori televisivi a Gandoglio, frazione di Borgone di Susa, 12 emittenti oscurate, girano volantini di rivendicazione firmati "Lupi Grigi".

29/11/97. Manifestazione di sindaci, amministratori e popolazione contro quelli che definiscono "strani attentati" per ribadire che il Tav non si ferma con le bombe ma con i metodi democratici.

16/01/98. Incendio doloso distrugge il municipio di Caprie e danneggia i locali della Posta.

Inizio marzo 1998. Arrestati i 3 "Lupi Grigi": Maria Soledad Rosa (Argentina), Edoardo Massari (di Ivrea) e Silvano Pellissero (di Bussoleno). Tutti e tre di area anarchica. Vengono ritrovate nella "Casa Okupada" di Collegno degli oggetti appartenenti al municipio di Caprie. I valligiani credono sia tutta una montatura, mentre il PM Laudi, curatore dell'inchiesta, afferma di avere "prove granitiche"[senza fonte] sulla colpevolezza dei tre giovani.

Fine febbraio 98. Si suicida in carcere Edoardo Massari (verrà poi prosciolto da tutte le accuse eccetto il rogo di Caprie).

28/03/98. Corteo a Torino per Edoardo Massari, sfila la Torino antagonista e dei centri sociali, gruppi e collettivi da tutta Italia e anche un pezzo di società civile, 10 mila circa le persone partecipanti [senza fonte].

11/07/98. Muore suicida anche Maria Soledad Rosa (verrà anche lei prosciolta da tutte le accuse)[senza fonte] rimane però in carcere Silvano Pellissero, accusato del furto e del rogo del Municipio di Caprie, vengono ritirate le accuse di "associazione terroristica". I 13 attentati rimangono senza colpevole. Il movimento NO TAV si ritrova però fortemente ridimensionato.

06/03/99. Sala consigliare di Bussoleno alla presenza di tutti i sindaci e amministratori Valsusini il ministro per l'ambiente Ronchi dice "Dimenticatevi il Tav, non si farà". Dure le reazioni di Confindustria, dell'opposizione ma anche di esponenti della maggioranza.

18/03/00. Convegno "Progetti e diritti" contro le grandi opere a Susa e manifestazione dei trattori della Coldiretti. Ghigo, presidente della Regione Piemonte mette come prioritaria la linea alta velocità Torino-Lione, lo segue a ruota Castellani, sindaco di Torino.

Estate 2000 - Primavera 2002 Ancora convegni e manifestazioni contro il TAV. Tra le altre cose viene esposto uno striscione nella sala consiliare della regione Piemonte. Anche proteste ai vertici italo-francesi per definire i dettagli del tracciato.

Fine aprile 2002. Esce nelle librerie il libro di Chiara Sasso "Canto per la nostra valle - diario fra qualità della vita e prepotenza della velocità." Tutta la storia dell'opposizione al Tav in Valle di Susa viene raccontata e fatta circolare.

11/05/02. Avigliana Piazza del Popolo: più di 1500 giovani (e meno giovani) partecipano alla "Festa di Primavera" organizzata per ricordare la contrarietà al TAV della popolazione e il favore agli investimenti per evitare la chiusura dell'ospedale di Avigliana.

13/05/02. Torino, Istituto tecnico Avogadro - La Comunità Montana Bassa Valle di Susa presenta per la prima volta in città lo studio Polinomia, vengono invitati i vertici delle ferrovie e le massime autorità politiche ma nessuno di essi parteciperà e i massmedia non danno rislato alla notizia.

20/05/02. Arriva ad Avigliana il ministro forzista Enrico della Loggia accompagnato dal deputato Osvaldo Napoli e da altri tesserati FI, per un dibattito sulle grandi opere. I comitati NO TAV contestano duramente il ministro e l'onorevole pro TAV.

Fine maggio 02. La comunità montana viene in possesso di uno studio commissionato dalle Ferrovie al Politecnico di Torino dove sono state fotografate le case dei valsusini che saranno abbattute poiché intralcianti il tracciato.

30/05/02. 500 persone in agitazione prendono parte all'assemblea pubblica sul tracciato del Tav a Caprie. Il paese sarà tra i più impattati: 3 cantieri, un viadotto, 2 gallerie e un'interconnessione con la vecchia linea che taglierà in due l'abitato.

08/06/02. Circa 4000 persone a Pianezza hanno manifestato sotto un temporale contro il tav ritenuto dagli stessi un progetto devastante. Gli organizzatori hanno lamentato un disiteresse da parte dei mezzi di informazione, anche del locale TG3.

14/06/02. Partecipata serata informativa "Fermare il Tav si può!" organizzata da Spinta dal Bass ad Almese. Più di 200 persone hanno affollato la sala consiliare almesina. Sono intervenuti come relatori Claudio Cancelli docente del Politecnico di Torino, Mario Cavargna vicepresidente Pro Natura Piemonte e Oscar Margaira, esponente di Legambiente valsusa.

02/07/02. In rappresentanza dei 31 comuni interessati, decine di amministratori, sindaci e comuni cittadini, raggiungono Strasburgo per portare le ragioni del NO al TAV al parlamento Europeo. Soddisfazione alla fine dell'incontro da parte degli attivisti per l'ascolto ricevuto dopo anni di censura mediatica.

06/07/02. Piccolo presidio informativo davanti alla Rai di Torino, circa 60 persone che distribuiscono volantini contro il TAV e contro un'informazione reputata strumentalizzata. Il Tg3 per la prima volta affronta in modo abbastanza dettagliato le ragioni del movimento NO TAV, nonché il viaggio degli amministratori a Stasburgo.

25/07/02. Anche Almese ha il suo comitato contro il Tav. Una quarantina di persone hanno dato vita al "Comitato spontaneo contro l'alta velocità almesino".

24/28 luglio 2002. Terza edizione del campeggio no tav a Condove area Gravio. Più di 50 le tende, centinaia le persone intervenute durante i vari spettacoli e i concerti. 12 le squadre partecipanti al primo torneo di calcio "Diamo un calcio al Tav" , alta l'affluenza al dibattito del sabato pomeriggio.

10/08/02. Sulle pagine di Repubblica e della Stampa esce la notizia di una possibile rinuncia del governo francese della Torino-Lione a causa della mancanza di fondi.

05/10/02. Caprie: issato striscione gigantesco NO TAV sulla Rocca Bianca. Ancora una volta la popolazione rende visibile il suo totale dissenso verso l'opera.

05/10/02. Valico del Frejus Bardonecchia: il coordinamento dei comitati no tav organizza il blocco del valico per protestare contro l'inquinamento prodotto dai tir e contro la falsa soluzione TAV. In 200 bloccano con un sit-in il traffico per mezz'ora.

11/10/02. Nasce a Torino il "Comitato Torinese di sostegno per la Valle di Susa e i Comuni della zona Ovest. In contemporanea parte una raccolta firme a Torino in appoggio alla lotta dei valsusini; primi firmatari: Dario Fo, Franca Rame, Padre Alex Zanotelli, Gino Strada, Don Andrea Gallo, ecc..

08/11/02. Serata informativa al centro sociale di Villardora organizzata dal comitato spontaneo almesino contro il tav/tac: la risposta popolare è al di sopra delle aspettative degli organizzatori: almeno 500 le persone intervenute.

09/11/02. Firenze, Social Forum Europeo, corteo contro la guerra, presente uno spezzone NO TAV contrario alle guerre anche quelle al territorio e all'ambiente.

11/11/02. Al vertice Italia-Francia tenutosi a Roma sulla To-Lione non vengono ribadite le date di fine lavori del 2012, ma il tutto sembra essere rimandato. "La Stampa","La Repubblica", il sindaco di Torino Chiamparino, industriali, ecc. ricordano che la mancata realizzazione del tav comporti il crollo dell'economia piemontese.

29/11/02. Assemblea pubblica "Fermiamo la banda del buco" a Venaus organizzata dal comitato di lotta popolare contro il tav. Discreta l'affluenza dei cittadini.

30/11/02. Corteo contro il CPT torinese. Presente anche lo spezzone dei NO TAV che diffonde il seguente volantino: "Viviamo in una società dove la mobilità delle merci arriva a mettere a repentaglio la vita di una Valle e dei suoi abitanti mentre chi cerca un futuro in occidente viene messo in galera. Diciamo quindi si alla mobilità degli esseri umani e no a quella indiscriminata delle merci."

20/12/02. Val della Torre: buona riuscita della serata informativa indetta dal neonato comitato contro il Tav di Val della Torre.

16/01/03. 80 persone bloccano il lavoro di una trivella della Tav nella campagna di Pianezza per poi andare a chieder spiegazioni al sindaco in evidente imbarazzo. La stessa sera assemblea molto partecipata a Pianezza per coinvolgere i cittadini sull'accaduto.

Primi di marzo 03. Dopo un accurato audit la Francia sposa le tesi dei valsusini e fa marcia indietro sulla Torino-Lione: per i Francesi è un'opera non indispensabile e con costi d'esercizio superiori agli utili. Tant'è che il governo Italiano accetterà di realizzare l'opera assumendosi il 60% delle spese e il 30% dei guadagni.

07/03/03. Presentazione del cd "Stop that train", compilation contro l'alta velocità curata dal coordinamento dei comitati contro il Tav. Un grande successo la festa di lancio a Villardora: più di 400 i giovani e meno giovani che hanno ballato e cantato contro il Tav con le canzoni degli Ice's Eyes Band, Antropina Clan, Perturbazione e gli Egin.

17/03/03. Circa 40 persone con bandiere NO TAV presidiano il consiglio comunale di Torino dove all'ordine del giorno c'e' da approvare un documento a favore del Tav: votano tutti i partiti a favore, eccetto Rifondazione Comunista. Astenuti Verdi e Comunisti Italiani.

27-28/03/03. La carovana di presentazione del CD "Stop that train" va in tournè in molti locali della bassa valle, di Torino e cintura.

04/04/03. Assemblea pubblica a Foresto, sala gremita di gente, istituite le "Ronde del territorio" per impedire a dipendenti delle ditte costruttrici di compiere sopralluoghi sul territorio.

12/04/03. Mercedes Bresso a Condove, ad accoglierla decine di bandiere e striscioni no tav.

Aprile 2003. Esce il progetto preliminare, per gli oppositori è peggiore di quanto si aspettassero. Si formano le ronde per la difesa del territorio, i Valligiani non fanno entrare nelle loro proprietà i tecnici per i sopralluoghi.


Metà aprile 2003. La presentazione del progetto per la sezione "Borgone - confine di stato" è da invalidare. L'Italia non ha presentato il progetto in Francia e quindi non ha rispettato né gli accordi del 29/1/2001 né la direttiva 97/11/CE.

17/05/03. Inaugurati il nuovo Municipio di Caprie, decine di bandiere No Tav accolgono la Bresso e Napoli, parte una dura contestazione verbale verso i due politici pro TAV.

25/05/03. 40 Valsusini partecipano alla maratona Stratorino con bandiere e magliette No Tav, riuscendo anche a fare un intervento dal palco davanti a 15.000 mila torinesi.

Fine maggio 03. Fermento per la grande manifestazione che si terrà il 31 maggio da Borgone a Bussoleno. Molte le serate organizzate dalle istituzioni per informare i cittadini. I volantini della Comunità montana e dei Comitati tappezzano la Valle.

31/05/03. Manifestazione imponente: dalle 15 alle 20 mila le persone che hanno sfilato da Borgone a Bussoleno per dire No al Tav senza se e senza ma. Bloccate per 4 ore le due statali che attraversano la Valle, per mezz'ora l'autostrada del Frejus e per più di un'ora la ferrovia. Il corteo era aperto dai 38 sindaci e dal presidente della Comunità montana, dietro una variopinta folla allegra e determinata composta da comitati, famiglie, bambini, anziani, ciclisti, trattori, cani e muli...

13/06/03. Caprie, festa di autofinanziamento da parte della "Gente comune di Caprie contro il Tav" e Habitat per ripagare il maxi-striscione NO TAV. Molta la gente che ha passato la serata in cooperativa di Caprie ascoltando le musiche degli Ice's Eyes Band e dei Suonamboli, proiettati anche foto e filmati delle manifestazioni.

14/07/03. Consiglio provinciale aperto sul Tav. Una trentina di manifestanti entra nell'aula ed espone i vessilli no tav. Contestato duramente Casoni.

23-27/07/03. Quarta edizione del campeggio NO TAV a Condove. Moltissime le persone giovani e meno giovani che hanno affollato l'area del campeggio e dei concerti. Sabato mattina 26/07 una delegazione di comitati partita dal campeggio ha occupato a Venaus il cantiere dell'Aem, futuro cantiere Tav. Viene poi issata la bandiera NO TAV sul comune di Venaus.

28/07/03. Consiglio comunale a Bussoleno, presentata interrogazione sulle affermazioni del sindaco Alida Benetto riguardo al Tav. Dura la contestazione dei comitati, tanto che il sindaco abbandona l'aula scortato dai carabinieri.

04/09/03. Le ferrovie ritirano il progetto della tratta internazionale su suggerimento della commissione di impatto ambientale. Almeno un anno per rifare tutto.

08/09/03. Una delegazione dei comitati viene ricevuta a Roma dalla commissione europea per le petizioni. Vengono spiegate le ragioni della protesta e viene consegnata una petizione più vario altro materiale dei tecnici valsusini.

16/10/03. La Comunità europea boccia parzialmente la Torino-Lione, nella bozza delle 9 opere prioritarie i cui lavori devono iniziare entro 3 anni manca la Torino-Lione. Si aspetta la decisione definitiva per dicembre.

18-24/10/03. Verona, convegno e manifestazione di tutti i comitati italiani contro le Grandi Opere distruttive e inutili, in 3000 sfilano il 24 di fronte al palazzo dove sono riuniti tutti i ministri dei trasporti europei è presente una delegazione valsusina.

12/11/03. Dopo le insistenze dei politici italiani e piemontesi, la comunità europea inserisce la Torino-Lione nelle opere prioritarie e quindi da finanziare.

29/11/03. Bloccato il convegno torinese "Le Alpi nel Sistema Europeo dei Trasporti. Sviluppo sostenibile e mobilità – La Torino-Lyon nel Corridoio 5".

15/12/03. Presentato il nuovo progetto preliminare della tratta nazionale, eliminata la bretella di Caprie e di C.so Marche, a questo punto non sarà più Torino-Lione, ma Milano-Lione.

16/12/03. Al cinema di Borgone, davanti ad una sala affollata viene presentato il filmato della grande manifestazione del 31 maggio scorso.

09/01/04. Inaugurazione della mostra fotografica ad Avigliana di Walter Berardo "Terremoto Sociale" in Valle di Susa. 110 fotografie che raccontano la decennale opposizione della Valle al TAV. Spettacolo teatrale e concerto organizzati da Spinta dal Bass e dal comune di Avigliana.

14/01/04. RFI tenta di impiantare a Chianocco un cantiere per compiere trivellazioni geognostiche. Non si fa attendere la reazione di istituzioni e comitati: la comunità montana scrive al prefetto denunciando l'arroganza di RFI (nessuno era stato avvertito dell'istallazione del cantiere). I comitati si ritrovano in 200 venerdì 16/1/04 alle ore 14.00 davanti al cantiere per iniziare un presidio permanente che vigilasse sui movimenti della zona. Alle ore 15.00 arriva la notizia che RFI rinuncia ai lavori.

24/01/04. Secondo presidio dei comitati e della popolazione valsusina al cantiere RFI di Chianocco il quale non è stato smontato come previsto. In modo pacifico manifestanti hanno provveduto loro allo smontaggio. La rete di recinzione è stata tolta e la popolazione si è riappropriata del territorio.

15/02/04. La trasmissione "Che tempo che fa" di Fabio Fazio in onda su Rai 3 dedica la puntata al "Caso Valsusa", in studio il ministro Lunardi, a Novalesa il presidente della Comunità Montana Ferrentino con il geologo Tozzi, fuori dal cancello di Novalesa (in cui si svolgono le riprese) più di 500 Valsusini con bandiere e cartelli. Il conduttore comunica i limiti da rispettare se si vuole andare in onda: 15 minuti a Lunardi e 3 a Ferrentino per esporre le proprie ragioni, nessuna inquadratura dei manifestanti.

17/02/04. Terzo morto sul lavoro nei cantieri Tav della linea Novara-Milano: lo sfruttamento, il caporalato, il lavoro nero e il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza (condizioni rivelate in più inchieste giornalistiche) sono causa di morti bianche nei cantieri delle grandi opere.

18/02/04. Il presidente della Comunità Montanta Antonio Ferrentino e il Ministro dei trasporti Lunardi si incontrano a Roma; si apre un tavolo con le istituzioni locali, il 3 marzo una delegazione di amministratori sarà nuovamente a Roma al ministero per discutere del problema TAV.

03/03/04. I Sindaci e la comunità montana scendono a Roma da Lunardi, chiaro il documento presentato dalla Valle di Susa: la Valle non può sopportare nessuna infrastruttura.

04/03/04. Bocciato il ricorso al Tar da parte della comunità montana sul tunnel geognostico di Venaus che diventerebbe la galleria di servizio per il tunnel di 52 Km. Il Tar sposa le tesi di Lunardi e boccia il ricorso, si ripresenta il ricorso alla Corte dei Conti.

19/03/04. Assemblea pubblica a Villardora: 700 le persone presenti per informarsi sugli ultimi sviluppi della vicenda TAV.

25/03/04. La questura avverte Antonio Ferrentino di minacce alla sua persona da parte di anarchici. I comitati valsusini storcono il naso parlando di nuova strategia della tensione. Intanto l'eco dato alla notizia sui media fa salire tensione e paura in valle di Susa.

27/03/04. Manifestazione NO TAV a Venaria: in 3000 a ribadire in NO a un progetto devastante.

02/04/04. Nasce la lista "NO TAV - Difendiamo il futuro" per le provinciali del 14 giugno 2004, candidata alla Provincia per la lista antitav è l'almesina Ivana Galliano, nei collegi della Valle di Susa si presenterà l'ing. Claudio Cancelli. La lista nasce in risposta ai partiti che presentano candidati contrari al TAV in Valle per poter prendere più voti. Voti che alla fine andranno alle due coalizioni (Ulivo: Saitta, Polo: Botta) entrambe favorevoli al TAV.

25/04/04. In occasione del 25 aprile in Valle le bandiere NO TAV sono massicciamente presenti alle celebrazioni dei vari paesi per ribadire che la resistenza non è finita il 25 aprile del 1945 ma continua ancora oggi contro nuovi invasori.

Aprile 04. Nasce il comitato dei medici preoccupati perché se l'opera dovesse essere costruita ci sarebbero seri rischi per la salute di tutta la popolazione Valsusina e della gronda ovest a causa della dispersione di polveri contenenti amianto e uranio. Le malattie che porterebbero alla morte si chiamano mesotelioma (tumore ai polmoni, nove i mesi di vita dopo che è stato diagnosticato, nessuna possibilità di guarigione) e leucemia.

03/07/04. Resistenza elettrica a Colle del Lys commemorazione ai 26 partigiani trucidati dai nazi-fascisti. C'erano anche le bandiere NO TAV, contestati i politici della provincia saliti sul palco.

21-25/07/04. Quinta edizione del campeggio NO TAV al "Gravio" di Condove: musica, cene, giochi, socialità, assemblee e lotta al TAV.

23/07/04. Presidio di un centinaio di militanti NO TAV a Sause d'Oulx al cantiere olimpico chiuso dal PM Guarinello per presenza di amianto superiore ai limiti consentiti dalla legge. Il presidio di è svolto per sollevare il problema della facile intercettabilità di rocce amiantifere in valle.

24/07/04. Assemblea pubblica in Piazza a Borgone contro l'inquinamento delle acciaierie Beltrame e successivo presidio davanti ad un capannone dove sono state rinvenute, nello scantinato, casse conteneti alcuni carotaggi compiuti da LTF in Valle di Susa anni addietro.

15/08/04. Concerto ad Exilles di musica classica in diretta Tv su Rai 3 per pubblicizzare le bellezza della Valle di Susa in vista delle olimpiadi 2006. Molti i valsusini saliti ad Exilles con bandiere e striscioni per ottenere visibilità.

15/09/04. I sindaci della valle di susa dicono uniti NO alle trivellazioni geognostiche e disertano l’incontro in prefettura.

19/09/04. L' Unione Europea boccia la Legge obiettivo, a rischio molte grandi opere tra cui la Torino Lione.

11/10/04. Bandiere e striscioni NO TAV accolgono i politici piemontesi venuti ad Avigliana per l'inaugurazione della tangenziale 589, tra i presenti proTAV: Ghigo, Martinat, Saitta, Napoli, Vaglio e Casoni. Tutti rigorosamente costretti ad uscire passando tra i fischi e le bandiere dei manifestanti.

27/10/04. Arriva il commissario straordinario al Tav Tagliaferri inviato da Berlusconi e Lunardi per risolvere il "Caso Valsusa". Intransigente il NO dei sindaci Valsusini e della Comunità Montana. Fuori dai cancelli 300 manifestanti con bandiere e striscioni bloccano la macchina del commissario per dire che la posizione valsusina è "nessun TAV". I carabinieri in forze intervengono, aggredendo anche il Presidente della Comunità Montana Antonio Ferrentino strattonato per il colletto.

27/10/04. Battezzato lo spazio ad Avigliana all'interno dell'ex ospedale Beato Umberto. All'interno dello Spazio Sociale TAKUMA trova sede anche il cmitato NO TAV spinta dal bass.

Ottobre 2004. Nasce il comitato NO TAV alta Valle di Susa.

05/11/04. Primo incontro a Bussoleno dell'ASSEMBLEA PERMANENTE, l'assemblea che raccoglie comitati, amministratori, tecnici, medici e comuni cittadini, in pratica tutti coloro che si oppongono al TAV. L'assemblea sarà itinerante per tutta la Valle in modo da esser più vicina alla gente e presente nei territori a rischio trivellazioni per informare sugli sviluppi della questione TAV.

06/11/04. A Villardora al centro sociale di Via Pellissere spettacolo teatrale dell'AssembleaTeatro nominato "Polvere" spettacolo sull'amianto di Monfalcone e sulle morti che lo seguono.

21/11/04. Nasce il Comitato Santambrogese NO TAV e vigilanza cave, la lista dei comitati del movimento NO TAV aumenta nuovamente.

26/11/04. A Venaus viene individuato un camioncino della ditta “La Fenice” intento a monitorare l’aria per LTF. Il comune una volta individuato il mezzo, con un decreto urgente di “allontanamento dal suolo pubblico” è riuscito a cacciare il mezzo.

01/12/04. Arrivato ad un abitante di Mompantero il primo avviso di esproprio per poter iniziare i sondaggi. Il cittadino in questione, al pari di molti altri, si era rifiutato di concedere il proprio terreno e RFI, tramite atto giudiziario, ha spedito l’ordinanza di esproprio. Il cittadino, appoggiato dai tecnici e i legali della Comunità Montana, ha fatto ricorso.

03/12/04. A Milanere secondo incontro dell'ASSEMBLEA PERMANENTE fissato per le h 21:00, tanta gente della bassa valle e della gronda ovest ha partecipato. Come già accaduto a Bussoleno tutti, amministratori, comitati e cittadini, si sono trovati d'accordo a ribadire la necessità di fermare i sondaggi e le trivellazioni.

05/12/04. Manifestazione a sorpresa della popolazione valsusina a Venaus: in più di 100 circondano il camioncino della ditta "La Fenice", che su commissione di LTF, monitorava l'aria in Val Cenischia.

10/12/04. 3° ASSEMBLEA PERMANENTE a Venaus, partecipano più di 250 persone e molti amministratori locali: ancora una volta ribadito il no a qualsiasi inizio lavori.

15/12/04. 4° ASSEMBLEA PERMANENTE a Pianezza: anche dalla gronda emerge un NO senza esitazioni alle trivellazioni geognostiche.

16/01/05. Domenica 16 a Mompantero spunta un'altra centralina della ditta La Fenice per le rilevazioni della qualità dell'aria. La reazione della popolazione non si è fatta attendere. La gente ha ribadito il suo NO alle rilevazioni. Più di un centinaio di persone erano presenti a volantinare e ad "addobbare" il furgone con scritte e locandine.

25/02/2005. In occasione del convegno “Ma la valle è pronta per le Olimpiadi?”, indetto a Bardonecchia alle ore 21 presso il Salone delle Feste, il movimento NO TAV ha voluto ricordare per l’ennesima volta a Vaglio, Napoli, Pescante, Ghigo, Castellani ecc... la contrarietà delle popolazioni locali coinvolte dalla linea ad Alta Velocità Torino-Lione e dalla devastazione dei cantieri olimpici.

19/03/2005. Sabato 19 marzo ben 37 consigli comunali della Valle di Susa e gronda ovest e i due consigli delle comunità montante Alta e Bassa Valle di Susa si sono ritrovati in P.za Castello per votare un unico ordine del giorno di assoluta contrarietà al TAV. Migliaia i valsusini venuti nella città con bandiere e striscioni per rendere ancora una volta visibile l'opposizione della popolazione valsusina verso un'opera inutile e dannosa. Fischi per Fassino che, intervenuto, propone una posizione di mediazione per la realizzazione dell'opera.

25/04/04. In occasione del 25 aprile in Valle molte le bandiere NO TAV presenti alle celebrazioni dei vari paesi per ribadire che la resistenza continua.

23/05/2005. Presidio AdessoBresso-AdessoNOTAV. Il giorno dell'insediamento della giunta Bresso un centinaio di manifestanti hanno prersidiato l'ingresso della Regione con cartelli e striscioni NO TAV. La più contestata è stata la neo presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso che si è già distinta con esternazioni denigratorie verso l'opposizione valsusina.

04/06/2005. Imponente manifestazione da Susa a Venaus contro il TAV e il raddoppio del Frejus. 37mila persone hanno ribadito in modo forte e chiaro tutta la contrarietà dei territori coinvolti all'alta velocità. Alle ore 17:10 un incendio nel tunnel del Frejus causa due morti, gravi i danni riportati alla struttura della galleria che dovrà restare chiusa per 2 mesi. Lunardi, Bresso e il presidente della SITAF Cerutti si sono avventati sui valsusini rei di rallentare le opere "indispensabili" cioè il TAV e il raddoppio del Frejus. Pro Natura invia in procura un esposto sostenendo che l'incendio è di origine dolosa.

05/06/2005. Inizio del presidio permanente a Venaus presso l'ex cantiere dell'AEM dove si vorrebbero iniziare i lavori del cunicolo esplorativo del TAV.

20/06/2005. Primo tentativo di far entrare le trivelle in un terreno a Borgone di Susa. La popolazione valsusina risponde: sindaci, anziani, preti, bambini e famiglie intere sbarrano l’accesso al terreno. Le forze dell’ordine arrivate in massa (almeno 200 uomini in tenuta antisommossa) devono desistere davanti allo sbarramento della popolazione. Nessuno è entrato sul terreno e inizia il presidio permanente sul luogo con assemblee, pranzi, cene collettive e feste.

21/06/05. La presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso, dopo l’ennesimo incontro con i sindaci e viste le 37.000 persone in manifestazione accetta di dare 3 mesi di moratoria sui carotaggi, il governo però non approva e annuncia che si andrà avanti. Il ministro Lunardi sembra non voler perdere tempo. intnato la Rocksoil, azienda della moglie di Lunardi, ha vinto la gara di appalto per la progettazione del tunnel in territorio francese.

24/06/2005. Secondo tentativo di carotaggio a Bruzolo. Anche questa volta, sindaci e popolazione sbarrano gli accessi e le forze dell’ordine prendono atto che è impossibile entrare nei terreni. Anche a Bruzolo il presidio diventa permanente.

27/06/2005. Terzo tentativo a Venaus: questa volta la CMC avrebbe dovuto espropriare decine di terreni per impiantarci il cantiere per la galleria geognostica di 6 Km per 6 metri di diametro. Anche questa volta centinaia di cittadini con i sindaci sbarrano l’accesso e anche questa volta gli invasori vengono respinti. Il presidio continua in modo permanete. Molte aziende valsusine hanno dichiarato uno sciopero di 4 ore per garantire la presenza degli operai al blocco.

03/07/2005. Anche quest’anno il movimento NO TAV sale al colle del Lys per ricordare i partigiani trucidati dai nazi-fascisti. Mercedes Bresso, annunciata come oratrice ufficiale, desiste per paura delle contestazioni, mentre Ferrentino, presidente della comunità montana, fa un lungo discorso sulle ragioni del movimento NO TAV e sulla sua mobilitazione tra gli applausi del pubblico. Al turno di Antonio Saitta, presidente della provincia proTAV, molti presenti se ne vanno.

Luglio 05. Grande partecipazione ai presidi di Borgone, Bruzolo e Venaus: ogni giorno sono centinaia le persone che transitano per i presidi mentre di sera sono in programma assemblee, feste, concerti e grigliate.

11/07/05. I sindaci sono convocati a Roma: per la moratoria di tre mesi sui sondaggi e per ottenere una discussione sull’utilità dell’opera. Il ministero risponde negativamente, proponendo però, agli amministratori valsusini, posti negli organi decisionali, compensazioni in cambio dell’inizio immediato dei sondaggi. Gli amministratori non accettano lo scambio e i presidi permanenti proseguono.

26/07/05. Continuano gli incontri tra le istituzioni Valsusine e il governo, in presenza di Regione Piemonte e provincia di Torino per arrivare a sbloccare la situazione del blocco dei sondaggi. Provincia e regione cedono e parlano di sondaggi da iniziare a ottobre dopo un tavolo tecnico-politico con gli enti locali. Ma il governo sembra non accogliere la proposta e per bocca del presidente della CIG Masera afferma che i sondaggi dovranno iniziare ad agosto.

03/08/05. Altro viaggio a Roma dei sindaci al Ministero dei trasporti: si ottiene una tregua fino al 12 settembre, nessun sondaggio inizierà, intanto parte un tavolo tecnico-politico (Commissione Tecnica presieduta dall'arch. Luigi Rivalta) dove gli amministratori, attraverso i tecnici valsusini da loro designati, cercheranno di spiegare le ragioni del NO al TAV.

Agosto 2005. Nonostante ferie e vacanze i presidi continuano a vivere tra cene, pranzi, feste e lavori di consolidamento delle strutture (si preparano per l'inverno) anche agosto prosegue senza tensioni.

15/09/05. Il coordinamento dei comitati NO TAV indice una assemblea pubblica chiedendo alla Commissione Tecnica che si sta riunendo a Torino con le istituzioni di Valle chiarimenti sul perché si fosse partiti, tra le 7 criticità dell'opera, a discutere proprio dei sondaggi. Moltissima la gente che ha riempito la sala consigliare di Bussoleno.

Fine settembre 2005. Mentre continuano i presidi, le istituzioni decidono di aprire un tavolo di trattativa con il Ministero e LTF per iniziare i sondaggi volti a scoprire l’amianto. Ciò causa la spaccatura del movimento: la maggior parte delle istituzioni è d’accordo a far partire le indagini geognostiche, mentre una minoranza istituzionale e tutta la componente popolare del movimento NO TAV si oppongono perché per loro iniziare i sondaggi significa iniziare i lavori e questo non è possibile concederlo. A risolvere la possibile scissione ci pensa Lunardi che scioglie la Commissione Tecnica e con prepotenza avverte che i sondaggi si faranno entro il 15 ottobre a prescindere.

27/09/05. Arrivano a Venaus le lettere di esproprio ai proprietari dei terreni. Il 6 e 7 di ottobre la CMC (ditta incaricata da LTF di eseguire i lavori) tenterà come a giugno di entrare in possesso dei terreni su cui poter iniziare il cantiere per i sondaggi.

06/10/05. Venaus: per l'ennesima volta i tecnici di LTF sarebbero dovuti entrare a Venaus per l'esproprio dei terreni, ma il governo ha deciso la sera prima (5/10/05 alle 22.00) di ritirare le forze dell'ordine (circa 800 uomini). Nonostante la giornata piovosa, la sveglia alle 7 della mattina e nonostante la notizia che nulla sarebbe accaduto 600 Valsusini si sono trovati a Venaus per impedire l'accesso ai cantieri mentre una trentina hanno passato la notte su al presidio per sicurezza.

31/10/05. LA BATTAGLIA DEL SEGHINO. Più di mille agenti si presentano in assetto anti-sommossa per far raggiungere i terreni alla pendici del Rocciamelone ai tecnici. Tentano di iniziare per la quinta volta i sondaggi. Ad attenderli i Valsusini schierati sul ponte Ganduglia delle frazione Seghino (Comune di Mompantero). I cittadini fanno resistenza passiva: mani alzate. Le forze dell'ordine spingono con gli scudi e ogni tanto partono manganellate. La popolazione riunitasi nel comune più in basso per sviare i blocchi delle forze dell'ordine raggiunge la frazione attraverso i sentieri di montagna. Nonostante il numero di poliziotti e carabinieri la determinazione e la quantità di popolazione ferma le forze dell'ordine sul ponte. Altri nuclei tentano allora di salire a piedi per i sentieri e arrivare direttamente al sito ma anche lì una muraglia umana li ferma. Solo a tarda sera (circa le 21) i NO TAV scendono dalla montagna accolti in paese dagli applausi della gente dopo che le forze dell'ordine avevano assicurato ai sindaci che si sarebbero ritirati. Mentendo alle 22 circa scortano i tecnici sul sito ormai libero e cintano il terreno con del nastro. Ii giornali e le TV vengono informati che i terreni erano stati raggiunti. La comunità Montana ha subito fatto ricorso in quanto sui terreni i tecnici potevano aver accesso solo entro le 19.00 e in presenza del proprietario (non si sono realizzati né un parametro né l'altro). Dei tre terreni cintati uno è franoso e inagibile, uno è stato cintato per errore (non era quello corrispondente al numero di mappa) e quindi dei 3 siti solo uno è stato raggiunto.

01/11/05. Alla notizia dell'accesso illegale ai terreni i valsusini rispondono: dalla mattina alla 10 alla sera alle 20.00 viene bloccata la viabilità della Valle: si parte con la ferrovia, blocchi a Borgone, Condove, S.Ambrogio e Avigliana per poi fermare le due statali 24-25. Alle 19.00 sono almeno 2000 le persone che bloccano a Condove, in contemporanea, ferrovia e statali.

04/11/05. Paccobomba inesplodibile. Ritrovato a Giaglione sulla statale dai carabinieri. I giornali e le TV parlano d valsusini terroristi e iniziano a incriminare il movimento non violento di opposizione al TAV. I valsusini parlano di ritorno alla strategia della tensione come nel 98.

05/11/05. In risposta alle provocazioni e per chiedere l'immediata smilitarizzazione di Mompantero, ancora occupata dal 31 ottobre dalle forze dell'ordine e vietato l'accesso ai non residenti, si svolge a Susa una fiaccolata di 15 mila persone.

12/11/05. Per denunciare l'occupazione del comune di Mompantero e delle pendici del Rocciamelone (montagna simbolo della Valle), la popolazione valsusina organizza la prima camminata sui sentieri partigiani. In 200 si trovano davanti al posto di blocco di Urbiano (mompantero) e dopo varie trattative riescono ad entrare in paese scortati da poliziotti a piedi ed autoblindi. Alla fine i 200 raggiungono la trivella dove vengono deposti dei fiori così come si è fatto alle lapidi partigiane.

16/11/05. SCIOPERO GENERALE 80 mila persone in piazza. Allo sciopero generale della Valle di Susa l'adesione è totale: negozi chiusi, fabbriche vuote, chiuse scuole, banche, uffici postali, giornalai, benzinai, bar ecc... una comunità si è fermata ed è scesa in strada a manifestare pacificamente. Il lungo corteo partito da Bussoleno è finito a Susa e dopo i discorsi degli amministratori e dei comitati è partito il concerto che ha mantenuto la presenza giovaile fino a sera. In Valle è giunta solidarietà da tutta Italia con comunicati o con la presenza di delegazioni di varie realtà.

18/11/05. LTF spedisce le lettere di esproprio a 82 proprietari di terreni di Venaus per poter iniziare un tunnel esplorativo di 10 km. Il 30 è la data prefissata nell'atto.

19/11/05. Seconda passeggiata per denunciare la militarizzazione di Mompantero. Anche questa volta in 200, nonostante scorte e blindati, si riappropriano della libera circolazione sul territorio, anche questa volta si arriva alla trivella.

27/11/05. Ancora una domenica con “passeggiata popolare” da Urbiano al Seghino per portare solidarietà alla popolazione che continua a vivere sotto un'occupazione militare e che non può circolare senza esser identificata dagli agenti.

29/11/05. Ore 3 di notte lo stato italiano invia centinaia e centinaia di uomini e mezzi militari a Venaus e circonda la Val Cenischia impedendone l’accesso a chiunque. Tutto il giorno la popolazione e le forze dell’ordine si fronteggiano sul bivio di Venaus (località Passeggeri). Viene manganellato l’europarlamentare Agnoletto. La commissione europea, in visita proprio in quei giorni, denuncia una "sospensione di democrazia". Alla sera il blocco si allenta e la gente raggiunge il presidio vicino all’area del futuro cantiere.

30/11/05. Nonostante gli accessi per Venaus siano stati nuovamente blindati dalla polizia nella nottata, la gente a piedi a raggiunge l’area interessata al cantiere. In centinaia si danno il cambio giorno e notte sotto la neve circondati dalle forze dell’ordine. Vengono costruite barricate sulle strade di accesso al cantiere. Verso le 9 i poliziotti tentano di entrare nei prati da tre fronti diversi ma una muraglia umana li blocca. Qualche spinta ma nessun ferito. Si arriva a sera e nessun terreno è stato cintato, intanto carabinieri, polizia e guardia di Finanza non smobilitano, aumentano i posti di blocco e i numeri degli agenti. Viene coniato nella notte il nuovo slogan dei valsusini “SARA’ DURA!”.

01-05/12/05. LIBERA REPUBBLICA DI VENAUS Cinque giorni in cui centinaia e centinaia di Valsusini si danno il cambio a presidiare i terreni, si dorme al gelo e si mangia qualcosa alla baracca del presidio, vengono montate tende, si organizzano concerti di bande musicali, assemblee e giochi. I carabinieri tentano verso le 22 in assetto antisommossa di entrare sui terreni per cintare i cantieri ma vengono bloccati da un cordone di presidianti che li porta a ritornare all’interno del cantiere Aem. Le barricate si rinforzano e crescono tutt'intorno all'ex cantiere AEM in cui i blindati si sono posizionati. Domenica 4, tremila persone manifestano davanti ai posti di blocco chiedendo a gran voce la smilitarizzazione della Val Cenischia.

06/12/05. Ore 3.20 di notte. Val cenischia. Centinaia di poliziotti e carabinieri in assetto anti sommossa arrivano nel cuore della notte. I giornalisti vengono mandati via tranne qualche operatore di Sky. Apre in prima fila una ruspa della polizia che travolge tutto ciò che trova, abbattendo le barricate dietro gli agenti dei reparti speciali iniziano a malmenare chiunque capiti a tiro e coloro che dormono nelle tente. A farne le spese i presidianti svegli e dormienti (signore, anziani, giovani) in 20 finiscono all’ospedale di Susa con nasi e teste sanguinanti. Il presidio è sgomberato, la casetta distrutta dalla ruspa e i terreni cintati dai tecnici della CMC. 06/12/05. Rabbiosa la risposta della Valle: ore 7 della mattina come la notizia di quanto avvenuto a Venaus giunge nei paesi nelle prime ore del mattino la Valle di Susa si ferma. In 800 sono in piazza a Bussoleno, dalle fabbriche si proclamano gli scioperi, gli studenti escono dalle scuole. A metà mattinata l’autostrada del Frejus, le due statali e la linea ferroviaria sono bloccate da migliaia di persone che costruiscono barricate con qualunque cosa trovino. Bussoleno è l’epicentro della protesta: barricate tenute da signore inferocite e da anziani che pensavano di non dover vedere più certe scene da ventennio fadcista. Blocchi e barricate anche ad Almese e Avigliana, gruppi autorganizzati fermano la viabilità dell'intera valle statali, autostrade, ferrovie. I militari non possono fare il cambio turno e sono costretti a passare dal Sestriere. Telegiornali e giornali hanno tutti in prima pagina la Valle di Susa.

07/12/05. Di nuovo tutto bloccato: statali, autostrada e ferrovia; la rabbia scende. Si indice la manifestazione Susa-Venaus: l’intento è riprendersi i terreni.

08/12/05. L'IMMACOLATA RIBELLIONE Venaus viene liberata. Oltre 50 mila persone confluiscono a Susa. L'accesso per Venaus (bivio i Passeggeri) è inaccessibile e iniziano le prime manganellate verso chi tenta di forzare il blocco. La gente prosegue oltre e scende per mulattiere e sentieri fino al cantiere. La folla raggiunge Venaus da ogni parte per poi ricongiungersi intorno al cantiere spiazzando i blocchi organizzati dalle forze dell'ordine. Intorno alle 12.30 il cantiere è circondato da decine di migliaia di cittadini vogliosi di riprendersi quello che gli era stato sottratto con la forza. In un attimo le reti vanno giù, i militari indietreggiano velocemente e i terreni sono riconquistati da una fiumana di gente. Il governo nella stessa giornata convoca i sindaci a Roma, fa togliere i blocchi polizieschi e ritira la maggior parte delle truppe. In Val cenischia si circola di nuovo liberamente.

10/11/05. I sindaci incontrano ministri e sottoministri a Roma, questi propongono loro un documento inaccettabile che i sindaci non firmano. L’intento del governo è congelare tutto fino alle Olimpiadi in modo da poterle svolgere senza problemi l'evento internazionale ma non è intenzionato a prendere in considerazione le richieste dei valsusini.

11/12/05. Cinquemila le persone che partecipano all’assemblea indetta dai sindaci per raccontare l’incontro di Roma (dato che i media ne parlano confusamente) e per decidere il da farsi per la manifestazione a Torino del 17/12.

12-13-14/12/05. Dopo i fatti di Venaus le Comunità Montane alta e bassa Valle di Susa promuovono un seminario sulla difesa della Costituzione intitolato "Presidiare la democrazia" nei quattro incontri proposti a Bardonecchia, Susa, Bussoleno e Condove numerosa è la partecipazione ai dibattiti sia come uditori degli invitati sia come relatori sull'esperienza della militarizzazione, dei presidi e della lotta al TAV.

17/12/05. Giornata NO TAV a Torino: un corteo di 50 mila persone con delegazioni e realtà da tutta Italia sfila per il capoluogo piemontese e raggiunge la Pellerina dove ad aspettarlo c'è lo spettacolo di Marco Paolini, Beppe Grillo, Dario Fo e Franca Rame aperto a ritmo di musica con i Lou Dalfin. Il NO TAV è ormai un caso nazionale.

18/12/05. In solidarietà con quanto è accaduto a Torino varie realtà romagnole si sono date appuntamento sotto la sede (a Ravenna) della CMC ditta appaltatrice dei lavori del TAV come del Ponte di Messina.

21/12/05. Anche alla borgata Seghino torna la normalità: alle 17.30 le truppe di occupazione si ritirano insieme alla trivella dopo un mese e venti giorni di oppressione, sospiro di sollievo degli abitanti del luogo che possono circolare di nuovo liberamente. Ora le forze dell'ordine rimango solo più a presidiare il cantiere dell'Aem di Venaus. I terreni "liberati" sono stati posti sotto sequestro.

31/12/05. A Capodanno esplode la festa in quello che ormai il paese simbolo del movimento NO TAV: Venaus. In diecimila affolliamo il presidio ricostruito dopo il blitz del 6 dicembre.

03/01/06. Al salone polivalente di Bussoleno affollatissimo 500-600 persone i comitati insieme alla popolazione decidono di partecipare alla manifestazione di Chambery del 7 gennaio indetta da un neonato collettivo francese contro la Torino-Lione. Comunità montana e sindaci non partecipano in modo ufficiale.

06/01/06. Nel pomeriggio al presidio di Venaus centinaia di bambini accolgono la befana NO TAV. Alla sera allo Spazio Sociale Takuma partecipato aperitivo e concerto NO TAV con gruppi Hard Core di Rovereto e gli Skifida Hard Rock ValSusa.

07/01/06. Una carovana di 60 pullman, macchine e camper raggiungere Chambery per portare oltralpe i motivi dell'opposizione all'opera. I maniferstanti sono 6000 mila a sfilare per la cittadina francese. Silenzio dei media italiani.

15/01/06. Manifestazione No Tav-No Ponte: a Messina come a Susa si manifesta contro tutte le grandi opere inutili e dannose: 15 mila a Messina (tra cui un centinaio di valsusini) per la manifestazione nazionale contro il Ponte, 15 mila a Susa in concomitanza per ribadire il no valsusino.

05/02/06. Tentato passaggio della fiaccola olimpica in Valle di Susa: in migliaia lungo le strade ad attenderla con bandiere NO TAV. Visto il clima poco accogliente la fiaccola con il suoi sponsor e polizia ha preferito tornare il alta valle saltando la bassa.

08/02/06. Mancato passaggio della fiaccola anche ad Avigliana, anche nella città dei laghi centinaia di bandiere no tav, l'organizzazione olimpica ha nuovamente preferito non far passare la fiaccola.

17-18-19 febbraio 06. Forum internazionale "Il grande cortile" organizzato dalla Comunità Montana e dal movimento no tav in collaborazione con molte altre realtà. Più di tremila le persone che hanno affollato i forum, relatori di fama nazionale e internazionale mischiati alla comune gente valsusina. Tre giorni di critica a questo modello di sviluppo, tre giorni di strategia di lotta e di scambio di saperi.

18/03/06. Inaugurazione dell'ampliamento del presidio di Bruzolo. Centinaia di persone raggiungono il presidio e la sua nuova casetta e la sera presentazione del video "Fermarlo è possibile" a cura del Comitato di lotta popolare al TAV.

24/03/06. Giornata di mobilitazione nazionale indetta dal movimento no tav in collaborazione con i comitati pendolari per chiedere più investimenti per i treni che servono a tutti e per opporsi allo spreco di soldi per opere inutili. Decine di stazioni coinvolte in tutta Italia dove no tav e pendolari hanno distribuito volantini informativi.

26/03/06. Presso la Sitalfa di Bruzolo, la Filca-Cisl ha organizzato una festa per gli iscritti all’interno della quale si dava spazio a un convegno sulle infrastrutture, con ospiti Antonio Saitta, Roberto Rosso e i dirigenti della Cisl piemontese. Immediata la risposta del movimento data la presenza di relatori proTAV. Cinquecento persone con bandiere e striscioni sono entrati all’interno dell’azienda infastidendo i relatori.

29/03/06. Assemblea popolare NO TAV a Villardora, centinaia le persone che affollano il polivalente di Villardora, viene redatto un documento sull’osservatirio Virano nuovo organo istituito dal governo per risolvere il "caso valsusa".

22/04/06. Manifestazione NO TAV contro il terzo valico da Arquata Scrivia a Serravalle Scrivia. 8 i pulman partiti dalla Valle di Susa. Un corteo di 2500 persone ha sfilato in un paese ancora timoroso.

23/04/06. Presidio No Tav di Borgone. Viene consegnato a Rayen messaggera del popolo Mapuche il premio intitolato al partigiano Bruno Carli. Molte le similitudini tra questo popolo in lotta e la difesa della Valle di Susa dall'alta velocità.

26/04/06. Arriva la commissaria europea alla Torino-Lione De Palacio per presentare ai nostri sindaci uno studio “indipendente” da lei commissionato. Lo studio era di parte fino al ridicolo, tanto che i sindaci valsusini non hanno faticato a smascherare la truffa ventilando l'ipotesi di una denuncia verso alcune affermazioni contenute all'interno del documento della De Palacio. Documento che oltre ad essere redatto da tecnici scelti arbitrariamente si presenta come documento poco tecnico ma molto politico. Sotto la prefettura in centinaia i NO TAV presenti con bandiere e striscioni per far ribadire che la Valle è sempre contraria.

03/05/06. Arrivano 9 avvisi di garanzia per i fatti del Seghino e del 1 novembre, coinvolti, tra gli altri, il sindaco di Bussoleno Beppe Joannas, il vice sindaco di San Giorio Danilo Bar, Alberto Perino, una vigilessa di Bussoleno e una vigilessa di Villarfocchiardo. In serata è stata convocata urgentemente un'assemblea dove si è decisa la mobilitazione a Torino per lunedì 8 e martedì 9 e per venerdì 12 al tribunale dei minori e giovedì 17 al palazzo di giustizia.

08–09/05/06. In cinquecento con bandiere e striscioni sono scesi a Torino a portare solidarietà agli 8 inquisiti davanti al palazzo di giustizia di Torino. Gli inquisiti si avvalgono della facoltà di non rispondere e di presentare una memoria scritta dove raccontano la loro versione dei fatti.

12/05/06. Ennesimo presidio, questa volta davanti al tribunale dei minori, per Matteo, anche lui inquisito per i fatti del Seghino.

13/05/06. Biciclettata no tav nella gronda ovest da Pianezza – passando da San Gilio, Druento, Val della Torre. In 500 rispondono all’appello portandosi dietro bandiere e magliette NO TAV. 04/06/06. 220 Artisti danno vita allo striscione d'autore più lungo del mondo : 500 metri di tela dipinta avente come tema "Sensibilità Unificate per un Futuro Vivibile : No Tav , No Ponte". 19/06/06. Viene sgombrato il cantiere dell’Aem dove erano ammassati i macchinari della Cmc, i prati vengono dissequestrati e il presidio dei carabinieri davanti al cantiere tolto definitivamente.

29/06/06. Convocati a Roma i sindaci per aprire l’osservatorio. Il governo Prodi vuole continuare a portare avanti il progetto. Insediato anche l’osservatorio Virano che a settembre dovrà iniziare a lavorare. I comitati rimangono molto critici con l’osservatorio e in special modo con Virano.

30/06/06. Parte la marcia “A velocità d’uomo”: da Venaus a Roma a piedi e in treno per portare l'esperienza valsusina in giro per l’Italia e per conoscere le altre lotte. Prima giornata 40 Km sotto il sole, partenza da Venaus e arrivo ad Avigliana con festa e concerto. Almeno 300 le persone che hanno preso parte alla prima tappa.

02/07/06. Le bandiere no tav salgono al colle per ricordare gli eccidi nazi-fascisti.

13/07/06. Traffic free festival a Torino: davanti a 100 mila persone Caparezza e Manu Chao sventolano la bandiera no tav.

15/07/06. Dopo centinaia di km e decine di incontri con comitati e associazioni in giro per l’Italia, la carovana “A velocità d’uomo” Venaus-Roma giunge nella capitale dove viene ricevuta da parlamentari e ministri. Consegnati i dossier delle “ribellioni” incontrate, il giorno dopo festa e spettacolo no tav teatrale al Forte Predestino.

21-30 /07/06. 7° edizione del campeggio no tav sui prati di Venaus, migliaia le persone arrivate da ogni dove: spettacoli teatrali, concerti, dibattiti e tornei di calcio e basket.

22/07/06. Manifestazione a Bardonecchia contro la seconda canna del Frejus e il contingentamento dei Tir. Nonostante i temporali del pomeriggio in 5000 hanno marciato a Bardonecchia. Allo svincolo autostradale si riesce a salire sull’autostrada e a bloccare per oltre mezzora il traffico in entrambi i sensi di circolazione. Critiche dal movimento NO TAV alla comunità montana alta Valle di Susa che non ha voluto partecipare alla manifestazione. Comuni e comunità montana della bassa Valle tutti presenti.

15-16-17/09/06. Tre giorni di resistenza sotto il Musinè organizzata dai comitati no tav della gronda ovest. Nonostante la pioggia incombente buona la partecipazione della gente. La tre giorni si è conclusa con un corteo da San Gilio a Valdellatorre di 2000 persone.

14/10/06. Manifestazione nazionale a Roma di tutte le realtà che si battono per la difesa del territorio. In 10.000 mila sfilano fino al Colosseo. Nella mattinata asseblea nazionale tra i comitati per costruire una rete di mutuo soccorso dei territori investiti da grandi opere e nocività.

29/10/06. Un anno dopo nei boschi del Seghino. Un migliaio a ricordare e festeggiare la vittoria popolare alle pendici del Rocciamelone dello scorso anno. Installata una targa commemorativa, pranzo al sacco e infine festa al presidio di Venaus.

23/11/06. A Bussoleno sede della comunità montana, arriva Virano, presidente dell'Osservatorio per la Torino-Lione, per incontrare i sindaci. Ad accoglierlo 500 persone con bandiere e cartelli. La popolazione è convinta che il ruolo di Virano è quello di far passare il tav con il dialogo. Alla fine del pomeriggio di slogan e canzoni anti-Virano viene messa una catena al cancello da dove il presidente dell'Osservatorio sarebbe dovuto uscire creando un po' di confusione tra le forze dell'ordine e ilarità tra i presenti.

8-9-10/12/06. Un anno dopo l'immacolata Liberazione di Venaus. Tre giorni di festa e impegno politico, nonostante il tempo inclemente migliaia di persone si riversano al presidio di Venaus da ogni parte d'Italia per partecipare alle assemblee, mangiare insieme e divertirsi ascoltando musica e seguendo teatro. Intanto il patto di mutuo soccorso continua a crescere: decine di persone di comitati da tutta Italia hanno preso parte all'assemblea nazionale dei comitati del 9.

31/12/06. Capodanno no tav a Venaus, di nuovo migliaia di persone a festeggiare l'anno nuovo al presidio. Il pomeriggio del 31 è stato montato un pannello solare autocostruito, così da aver acqua calda per i presidianti nel rispetto dell'ambiente.

[modifica] La contestazione dei NO TAV Val di Susa

Manifestazione dei NO TAV Val di Susa

Vi sono diverse ragioni per cui sono nate le contestazioni:

  • per il costo dei lavori, stimabile intorno ai 20 miliardi di euro, con cui si potrebbe invece smaltire il traffico già congestionato delle città, quindi basate su un rapporto costi/benefici
  • per il contratto che Impregilo farebbe con lo stato, detto general contractor, con il quale l'impresa costruttrice può in qualunque momento richiedere nuovi finanziamenti imprevisti per terminare la costruzione dell'opera
  • per il fatto che la linea attuale della Val di Susa è utilizzata al 38% della sua capacità e il traffico è in diminuzione
  • Per il fatto che il valico tra Torino e Lione secondo le stime sarà l'ultimo a saturarsi nel corridoio 5 da Lisbona a Kiev, tuttavia altre tratte ben più congestionate, in particolare da Milano verso Est non sono ancora state costruite.
  • per il non-senso di attraversare due volte le Alpi per fare un corridoio transeuropeo che potrebbe essere completamente situato in pianura o bassa collina (passando per la Germania meridionale).
  • per la durata dei lavori (stimata in almeno 15 anni), si può prevedere una notevole quantità di autocarri in transito per le strade della valle necessari per il trasporto di circa 16 milioni di m³ di materiale asportato con lo scavo delle gallerie;
  • è stato dimostrato che le montagne valsusine, che in base ai progetti dovranno essere attraversate da lunghe gallerie, hanno al loro interno rocce contenenti amianto ed uranio. I timori dei contestatori sono che, durante gli scavi ed il trasporto dei detriti, queste sostanze possano diffondersi, anche con condizioni atmosferiche ordinarie, fino alla periferia della vicina Torino. Questo punto non ha motivate basi scientifiche, ed i contestatori da un lato si oppongono persino ai carotaggi per lo studio ulteriore delle caratteristiche geologiche delle montagne interessate, e dall'altro ipotizzano scenari non ben chiariti razionalmente. Oggi è possibile lavorare e movimentare rocce contenenti amianto in sicurezza, ed esiste la possibilità di monitorarlo e verificare se la concentrazione nell'aria supera o no una soglia minima[1];
  • costerebbe meno sviluppare la linea attuale che costruire una nuova doppia linea;
  • possibilità di esondazione della Dora Riparia dovuto ai lavori nell'area e diversi problemi idrici per gli scavi;
  • la costruzione di un nuovo elettrodotto (molto più grande di quello già esistente, che in passato era stato già causa di un certo malcontento della popolazione valsusina) sarebbe in aperto contrasto con l'area su cui si estenderebbe (su cui oltretutto sorge persino un castello - senza citare nuovamente i problemi di tipo geologico);
  • problemi circa l'inquinamento acustico già riscontrati nella linea TAV del centro Italia, moltiplicati per via del luogo in cui viene costruita l'opera (una valle circondata dai monti);
  • verranno scavati tunnel sotto le montagne lunghi chilometri e nel caso di incidenti o problemi tecnici si teme che, visti i trascorsi degli altri tunnel alpini, si verificheranno situazioni di emergenza particolarmente difficili da gestire (secondo alcuni, totalmente ingestibili);
  • se la manutenzione delle linee attuali da parte delle ferrovie italiane lascia a desiderare, è presumibile che la linea ad alta velocità andrà incontro allo stesso destino, e anche per questo, invece della costruzione di una nuova linea i NO TAV chiedono la manutenzione e magari il miglioramento di quelle già esistenti. In particolare si stima che i costi di manutenzione (e non di costruzione) si ripagherebbero con il passaggio di un treno lungo 2km ogni 5 minuti.

[modifica] L'autunno caldo

Susa arrivo della manifestazione

Per impedire lo svolgimento dei carotaggi, migliaia di persone (principalmente abitanti del luogo, ma anche provenienti da altre regioni) hanno occupato i cantieri. Per far proseguire i lavori, la questura ha inviato la polizia in tenuta antisommossa (scudo e manganello) a disperdere i manifestanti durante la notte del 6 dicembre, in quello che è stato definito «un contatto fisico» dalla questura e «un massacro di manifestanti pacifici, donne e pensionati» dai cittadini di tutta la Val Susa e di molte regioni d'Italia. Ci sono molte fotografiche e video sul blitz notturno disponibili sulla rete.[2]. La questura nega che la polizia abbia usato metodi violenti e afferma che i manifestanti hanno provocato le forze dell'ordine attaccando con dei bastoni e lanciando sassi. Alle 3.30 di mattina, la polizia ha caricato il presidio picchiando violentemente chiunque vi si trovasse, «principalmente donne e anziani», nonostante essi «non opponessero la minima resistenza» e rimanessero «con le mani alzate». I giornali hanno poi riportato varie testimonianze di persone di ogni sesso ed età che raccontavano del pestaggio anche verso chi stava dormendo in tenda, in ospedale a Susa 52 manifestanti sono stati soccorsi, alcuni gravi per le botte ricevute. Secondo Indymedia, il vicequestore Sanna, guidando la forzatura di una barricata, avrebbe detto «ammazzateli tutti»[3]. Inoltre vi sono dure critiche per le percosse subite dai giornalisti e dai fotografi presenti durante gli scontri, ai quali è stato impedito di documentare gli avvenimenti. L'intera Valle di Susa appena appreso quanto accaduto è scesa su strade, autostrade e ferrovie paralizzando il traffico per un'intera gionrata per protestare e attirare l'attenzione su quanto accaduto a Venaus.

Altre migliaia di persone di ogni ceto ed età si sono unite alla manifestazione e hanno ricostruito il presidio occupando nuovamente i cantieri l' 8 dicembre. La questura ha preferito non inviare altra polizia e togliere i blocchi da alcune strade.

Il ministro Lunardi ha commentato le accuse dei manifestanti dicendo «dicano e facciano ciò che vogliono, la TAV si farà».[senza fonte]

Secondo il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu durante la manifestazione dell'8 dicembre, nel movimento si sarebbero infiltrati 1000 antagonisti violenti, con il solo scopo di destabilizzare la situazione, questa la posizione di Pisanu nonostante i feriti si contassero solamente tra la popolazione della Valle di Susa. Sempre secondo il Ministero dell'Interno, che più volte tornerà sulla questione, come prova della presenza di violenti sembra esserci il pestaggio subito su un treno dall'europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio, malmenato il 17 dicembre 2005 (insieme a due poliziotti) da alcuni presenti sul convoglio (si suppone di ritorno dalla manifestazione svoltasi quel giorno a Torino), i quali hanno risposto alle provocazioni dell'europarlamentare noto per le sue posizioni estremiste.

Il ministro dell'interno Pisanu si è successivamente ufficialmente scusato c«on i cittadini pacifici della Val di Susa che hanno subito danni fisici in occasione dello sgombero del cantiere di Venaus».[senza fonte] Paradossale però il successivo elogio dell'operato delle forze dell'ordine.

[modifica] Dopo il blitz di Venaus

In tutta Italia subito dopo il blitz della polizia a Venaus sono iniziate delle manifestazioni in tutta Italia contro la decisione del governo da parte di alcune associazioni e movimenti[4][5].

Dopo le tensioni tra i cittadini della Val di Susa e il Governo, tensioni prodotte dal blitz della polizia, la magistratura ha messo sotto sequestro i cantieri di Venaus[6], abbandonati subito dopo questa decisione dagli occupanti e dalla stessa azienda incaricata per i lavori di scavo. Parallelamente il governo, sull'onda dell'impatto mediatico dell'evento, ha promesso di istituire un tavolo di confronto, tecnico e politico, con i sindaci dei comuni coinvolti e esperti nominati da entrambe le parti. Nonostante le amministrazioni locali della Val di Susa continuino a chiedere di essere ascoltate, della commissione politica non si è più parlato. Il presidente della commissione, Mario Virano, nominato direttamente dal governo, è contestato dal movimento NO TAV per conflitto di interessi, in quanto riveste ruoli rilevanti all'interno di aziende coinvolte a vario titolo nel progetto del TAV: amministratore delegato uscente della Sitaf (che gestisce l'autostrada A32 e il Traforo stradale del Frejus), e consigliere di amministrazione ANAS.

[modifica] Contestazioni per le Olimpiadi Invernali Torino 2006

Con il percorso verso il Piemonte della fiaccola olimpica il movimento NO TAV si fa presente lungo il percorso del tedoforo per sfruttare la vetrina mondiale offerta dall'evento olimpico. A Susa qualcuno nella folla tenta simbolicamente di calare una bandiera NO TAV sulla fiaccola. Il percorso originario doveva includere l'intera Val di Susa, ma la fiamma fu deviata, per precauzione, senza raggiungere molti paesi tra cui Avigliana.

Bisogna rilevare che non è stato effettuato nessun atto di boicottaggio verso le Olimpiadi Invernali, come invece si era paventato nei giorni precedenti.

[modifica] Inverno 2006-2007

Con le elezioni e il governo di Centro-Sinistra, è in atto un tentativo di coniugare la necessità di creare il nuovo percorso ferroviario con le esigenze della popolazione della valle. L'attività è in corso. Alla fine di febbraio 2007, I tre partiti di centrosinistra che più avevano appoggiato il movimento NO TAV (i Verdi, i Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista) accettano i 12 punti imposti per ricostituire il proprio governo dimissionario dal Presidente del consiglio Romano Prodi. Immediatamente vengono ammainate le bandiere di questi partiti dal presidio No Tav di Borgone (Val Susa). A livello locale (provincia di Torino) invece i partiti sovracitati continuano ad appoggiare il Movimento.

[modifica] Filmografia

  • Le meraviglie del mondo! di Nicola Palmeri (2006). Produzione: MizzicaFilm. Durata: 14 minuti. Musica: Uccellacci - Etnagigante. Cortometraggio.
  • NO TAV, gli indiani di valle di Adonella Marena (2005). Produzione: Overfilm. Durata: 54 minuti. Fotografia: Alberto Airola Montaggio: Massimo Cellerino. Musiche: Davide Belistreri e Emmanuele de Paoli.
  • NO TAV, fermarlo è possibile a cura del Centro Sociale Askatasuna e del Comitato di lotta popolare (2006). Durata: 75 minuti.
  • Valle di Susa, le ragioni di un NO di Franca Verda Hunziker e Francesco Chiesa (2006). Produzione: Televisione svizzera di lingua italiana. Durata: 33 minuti. Fotografia: Alberto Moccia. Montaggio: Marianne Quarti. Sonoro: Nino Maranesi e Renato Soldini.
  • Il vento che fermò il treno a cura di Riccardo Pavia e Oscar Margaira (2008). Produzione: Pronatura Piemonte. Durata: 126 minuti. Documentario.
  • Il cartun d'le ribelliun di Adonella Marena (2008). Produzione: Don Quixote / Djanetfilm. Fotografia: Fabio Colazzo Adonella Marena. Montaggio: Dario Castelli Marco Duretti. Musiche: Davide Balistreri. Durata: 85 minuti. Film-documentario.

[modifica] Bibliografia

  • Alleanza per l'opposizione a tutte le nocività. Treni ad alta velocità. Perché il treno ad alta velocità è un danno individuale e un flagello collettivo. Nautilus edizioni.
  • Antonio G. Calafati. Dove sono le ragioni del sì? La Tav in Val di Susa nella società della conoscenza. Edizioni SEB27.
  • Virgilio Bettini. Tav: i perché del NO. Edizioni UTET.
  • Claudio Cancelli; Giuseppe Sergi; Massimo Zucchetti. Travolti dall'alta voracità. Odradek Edizioni.
  • Marco Cedolin. Tav in Valle di Susa, un buio tunnel nella Democrazia. Arianna Editrice.
  • Centro Sociale Askatasuna e Comitato di lotta popolare. NO TAV, la valle che resiste. Editrice Velleità Alternative.
  • Ivan Cicconi. Le grandi opere del Cavaliere. Koiné nuove edizioni.
  • Tobia Imperato. Le scarpe dei suicidi. Autoproduzioni Fenix. (testo)
  • Ferdinando Imposimato e Giuseppe Pisauro. Corruzione ad alta velocità. Viaggio nel governo invisibile. Koinè Nuove Edizioni, 1999.
  • Oscar Margaira. Adesso o mai più. Edizioni del Graffio, 2005.
  • AA. vv. Facce NO TAV. L'opposizione popolare raccontata in 250 scatti. Tipolito Melli, 2005.
  • Chiara Sasso. No Tav. Cronache dalla Val di Susa. Edizioni Carta - Intra Moenia, 2006.
  • Chiara Sasso. Canto per la nostra valle. Diario fra qualità della vita e prepotenza della velocità. Editrice Morra.
  • Chiara Sasso e Luca Mercalli. Le mucche non mangiano cemento. Viaggio tra gli ultimi pastori di Valsusa e l'avanzata del calcestruzzo. Società Meteorologica Subalpina, 2004.

[modifica] Note

  1. ^ centroscansetti.unito.it: "Amianto: rischio reale e rischio percepito"
  2. ^ spintadalbass.org: "Manifestazioni NO TAV, foto"
  3. ^ indymedia.org: "Sgombero a Venaus", dicembre 2005
  4. ^ Il resto del carlino: "No alla TAV", dicembre 2005
  5. ^ romagnaoggi.it: "No-tav: no-global nella sede della Cmc a Ravenna", dicembre 2005
  6. ^ rainews24: Tav. Sotto sequestro cantiere di Venaus. Fini: opera irrinunciabile. Fassino: ora il dialogo, dicembre 2005

[modifica] Voci correlate

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[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Contrari al TAV

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