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Data: Friday, 10 October, 2008 Ore 08:00
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COMUNICATO STAMPA Crisi alimentare: la parola ai contadini africani “La crisi alimentare in Africa è il logico risultato di vent’anni di politiche sbagliate che hanno severamente penalizzato le capacità produttive di milioni di famiglie di contadini, spina dorsale dell'economia e del tessuto sociale del nostro continente e custodi della sua salute ambientale.” E’ questo il messaggio che due leader del movimento contadino africano porteranno alle Nazioni Unite, dove - per la prima volta nella storia - sono stati invitati a parlare in rappresentanza delle persone più direttamente e disastrosamente coinvolte dall’attuale crisi alimentare. L’occasione è la Conferenza di Alto Livello del 25 settembre che porterà a New York i capi di stato e di governo da tutto il mondo, per discutere come raggiungere gli obiettivi del Millennio. Ndiogou Fall è il Presidente del ROPPA, la rete di organizzazioni contadine e dei produttori agricoli dell'Africa Occidentale, che rappresenta oltre 45 milioni di famiglie di contadini in 12 paesi, in una regione che fino a dieci anni fa era un’esportatrice netta di cibo. Oggi, al contrario, ogni anno l'Africa spende 30 miliardi di dollari per le importazioni di cibo. La causa principale di questa inversione di tendenza sta nelle politiche liberali che, in questi ultimi decenni, hanno eliminato i servizi di sostegno all’agricoltura aprendo, nello stesso tempo, i mercati africani alla concorrenza sleale dei prodotti alimentari sovvenzionati dall'estero (dati della Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Africa). ROPPA sta incitando i governi dell'Africa Occidentale a capovolgere queste politiche e dare priorità alla produzione ed il consumo locale. Elisabeth Atangana dirige la federazione delle organizzazioni contadine dell'Africa Centrale (PROPAC), una regione che include i paesi conflittuali come la Repubblica del Congo, e la Repubblica del Ciad, punto di arrivo per migliaia di rifugiati che fuggono dal confinante Darfur. La sua federazione appoggia le donne contadine, che costituiscono la maggior parte dei suoi membri, aiutandole affinché i loro prodotti arrivino sui mercati locali e affinché la loro voce abbia risonanza presso le istanze politiche. La crisi e l’aumento dei prezzi alimentari potrebbe rappresentare oggi, con un’inversione di tendenza, un'opportunità per risarcire i produttori che sono stati penalizzati per anni dai prezzi bassi dei prodotti agricoli. Tuttavia non è questo ciò che sta succedendo. Infatti i maggiori beneficiari restano i grandi operatori commerciali internazionali della catena alimentare. Ad esempio alcune grandi compagnie di commercio di grano hanno ritirato gli stock dal mercato in attesa del rialzo dei prezzi.[1] Cargill ha registrato un aumento del 36% nei profitti del 2007 rispetto a quelli del 2006, mentre un’altra grande corporazione, ADM, ha riportato un aumento del 67%. Questo andamento positivo è stato registrato anche dalle multinazionali dei semi e dell’agrochimica e dalla grande distribuzione. Gli unici che continuano a non trarre guadagno sono proprio i produttori di cibo. E non solo in Africa; un’indagine svolta dalla Coldiretti, infatti, rende noto che nei primi tre mesi del 2008 in Italia sono stati acquistati meno pane (- 5,5 %), meno pasta (- 2,5%), meno ortaggi (-5,5%), meno carne (-3,4%) e meno frutta (-1,8%)[2], rispetto all’anno scorso. La presenza di Ndiogou Fall ed Elisabeth Atangana alle Nazioni Unite non ha solamente l’obiettivo di denunciare le politiche agricole e gli attori che violano il diritto al cibo, ma vuole anche e soprattutto suggerire cosa sarebbe necessario fare per trasformare la crisi alimentare in una opportunità. A breve termine i contadini africani hanno bisogno di accedere a sementi di qualità e a crediti sovvenzionati (attualmente fissati a tassi insostenibili fino al 24%), così come è necessaria una rapida azione per proteggere i mercati locali e quindi permettere ai agricoltori di vendere i loro prodotti. A medio e lungo termine i governi africani dovranno ripristinare modelli ripensati dei meccanismi di sostegno alla produzione alimentare ed alla sua equa distribuzione che le politiche liberali hanno smantellato, e dovranno emanare delle politiche agricole coerenti, adatte alla situazione africana. Tutto questo con l’aiuto della comunità internazionale e con la partecipazione dei produttori rurali che rappresentano sia le vittime principali della crisi, sia i principali attori della sua risoluzione. Successivamente alla conferenza di New York presso le Nazioni Unite, Ndiogou Fall ed Elisabeth Atangana prenderanno parte al Congresso Internazionale della Campagna “EuropAfrica-Terre Contadine”, dal titolo: L’agricoltura familiare reagisce alla “crisi” alimentare. Quale appoggio da parte delle politiche agricole? Un dialogo tra attori e istituzioni Venerdì 10 ottobre 2008 Città dell’Altra Economia(Largo Dino Frisullo) - Roma (vedere programma in allegato) Per informazioni e registrazioni: www.europafrica.info |
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