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Data: Friday, 18 April, 2008 Ore 15:00
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Una settimana dopo che erano stati avviati i contatti per capire se vi erano le condizioni per una iniziativa assembleare tra lavoratori di diverse appartenenze sindacali o non iscritti, finalizzata a promuovere un percorso di mobilitazione anticapitalista nei posti di lavoro, è uscito un comunicato dei sindacati di base CUB, SdL, e Confederazione Cobas, che apparentemente va nella stessa direzione. (comunicato "Verso lo sciopero generale" dell'8/4/2008).
La crisi economica mondiale porterà ad un rafforzamento dell'offensiva padronale nei confronti dei lavoratori (dato l'aggravamento delle condizioni legato ai problemi del sistema italiano nel processo della crisi) si impone per i compagni più attivi, presenti nelle lotte dei lavoratori, un incontro per decidere percorsi di lotta in grado di contrapporsi alla politica borghese. Proprio per non restare ingabbiati in un percorso negativo, minoritario e autoreferenziale, come abbiamo già sperimentato nello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base del 9 novembre 2007, pensiamo di confermare l'iniziativa, affinché uno sciopero e una mobilitazione contro il governo siano costruiti dal basso, attraverso assemblee fatte nei luoghi di lavoro, creando comitati di lavoratori, di immigrati, e coinvolgendo centri sociali e studenti. Questa iniziativa vuole cercare di superare una pratica di mobilitazione fondata principalmente nell'autoreferenzialità, nel piantare la propria bandierina, come il percorso che ha portato allo sciopero del 9 novembre 2007 indetto dal sindacalismo di base. Quello sciopero, non è un caso, fu proclamato 4 mesi dopo la firma del protocollo, contribuendo così a deviare sul referendum-consultazione indetto dalle confederazioni sindacali, la volontà di mobilitazione contro il protocollo espressa da settori di lavoratori. Come pure ha finito col favorire l'iniziativa opportunista della così detta "sinistra radicale" (oggi Arcobaleno), che ha incanalato le spinte che provenivano dai luoghi di lavoro per spostare a "sinistra" le posizioni del governo Prodi, ottenendo, alla prova dei fatti, nulla da questi: tanto fatto per il governo, che il proprio elettorato, è stato a sua volta "riconoscente" verso la lista Arcobaleno in queste ultime elezioni. La nostra proposta è maturata tra importanti settori di lavoratori che vogliono rompere con quel modo di fare che è appannaggio dei vari leaders del sindacalismo di base, che rappresentano in modo deformato e fuorviante la potenzialità di una reale opposizione dei lavoratori al sistema capitalista. Una partecipazione convinta alle manifestazioni, agli scioperi, ad un movimento organizzato permanentemente sul territorio, metterebbe in discussione le stesse direzioni "di sinistra" interne alla C.G.I.L. ed in particolar modo nella FIOM che per vari motivi hanno fino ad oggi "cammellato" la volontà di lotta di molti lavoratori appartenenti a queste organizzazioni. E' emblematico il fatto che Cremaschi abbia sentito la necessità di rispettare la disciplina sindacale e non partecipato a rafforzare la mobilitazione del 9 novembre e infranto il diktat di Epifani partecipando alla manifestazione del 20 ottobre indetta da RC e PdCI e sponsorizzata da "Il Manifesto", di pressione "da sinistra" sul governo Prodi. Per questo siamo contro l'indizione di scioperi nazionali rituali che hanno la valenza di una rappresentazione "estetica" da utilizzare come elemento di contrattazione per l'agibilità politica di qualche dirigente del sindacalismo di base in combutta con Cremaschi. Noi vogliamo costruire un reale fronte di classe dei lavoratori, in totale opposizione alla politica dei capitalisti e del loro governo. Questa iniziativa deve servire per dar vita ad un coordinamento permanente in cui abbiano pari dignità tutti coloro che si battono per una reale unità dal basso dei proletari. Dobbiamo favorire la formazione di comitati di lotta in tutte le città e nei luoghi di lavoro, che unisca quanti piu' lavoratori possibile (organizzati o no nei vari sindacati), comitati di lavoratori immigrati, centri sociali, studenti, perché la guerra che il capitale scatena in tutti gli angoli della terra e nei posti di lavoro possa essere contrastata e combattuta con esiti positivi per noi. Chiaramente questa proposta non deve essere considerata concorrenziale a quella fatta dal sindacalismo di base, ma se avrà seguito, come noi pensiamo, potrà essere la premessa per contare sulle decisioni che si prenderanno in futuro nel movimento. La prima riunione di chi aderisce alla presente proposta si terrà venerdì 18-04-2008 alle ore 15 presso la Calusca di via Conchetta Milano (metro verde fermata Romolo, bus 90-91). |
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