Sgrana & traballa
3 giorni di musica popolare
26 - 27 - 28 maggio 2006
..... Imperterriti i mesi correvano sopra i corpi. Le menti, ad altro
abituate, stentavano a riconoscer loro come propri. Le batterie e le
bande ancor vivean lo sbando di quel che fu la grande caccia che
gendarmi, questurini e i loro bravi avean portato nel freddo inverno e
nella calura dell'estate.
Si sentia parlar di qua e di la' di azioni sparse, di signori
preoccupati e di infami orecchi sguinzagliati, di cui si conoscean i
volti e i gesti immondi. Piene le prigioni, vuote le pance e i granai,
signori agghindati ridon con spregio della disperazion nostra.
...... In quel Covo si ritrovaron sul finir dell'inverno, che intatto
gli attendea da tempo, per riascoltar furtivi uomini e donne, ombre
della città e il contado, che a riapparir nel breve si apprestavan.
Eran pronti in Gavinana come altrove a rovinar la pace a lor signori, ma
quando e come per sfuggir al controllo? Una festa disse il primo, cosa
di meglio?
(Le Bande son tornate: «Riprendono le danze» - tratto da Briganti e
Banditi a Gavinana - Capitolo VIII)
Non è facile e forse consono parlare di una Festa partendo da una
autocritica. Ma è proprio il non voler che rimanesse tale che ci obbliga
a farlo.
Nel presentare l'ultima Sgrana & Traballa avevamo detto e scritto che
non dovevamo cadere nella litania dell'evento da riproporre ogni anno,
nella rincorsa alla presenza di «pubblico», nel riproporre quel
meccanismo di separazione tra chi organizza e chi ci viene.
Allontanare il rischio di snaturare un progetto che vuol essere un
momento di ripresa delle esperienze e delle tradizioni popolari,
valorizzando quanto la musica popolare ha affiancato la lotta di classe
nelle varie epoche della nostra storia fino a domani, visto che l'oggi
continua a non bastarci.
Forse abbiamo rischiato proprio di cadere in questa trappola.
Una trappola che rappresenta l’esempio con cui questo sistema fagocita,
o vorrebbe farlo, qualsiasi progetto per ricacarlo come moda, evento o
business. E nella nostra città molti potrebbero essere gli esempi.
Ci siamo chiesti da dove ripartire, se valeva la pena di reinvestire in
questo progetto le nostre energie e se altre potevano svilupparsi.
«Quel filo rosso che lega le lotte passate e presenti alle tradizioni
popolari, alle musiche e alle rappresentazioni che le hanno fatte
vivere, raccontate e portate fino a noi».
Avevamo già la risposta proprio nell'essenza stessa di quello che per
noi e dentro di noi rappresenta fin dalla sua nascita Sgrana & Traballa.
Saranno le lotte che hanno visto il coinvolgimento dei territori e per
la loro difesa che rappresenteranno il Filo Rosso del nostro progetto.
La Val di Susa, Scansano, Messina, la Corsica e altro. Si mischieranno
le musiche, le danze e i sapori per raccontare quanto forte è stato il
legame popolare con il proprio territorio senza che questo si trasformi
in una chiusura, nelle mura di una fortezza, ma che anzi viene rimesso
in gioco positivamente e socializzato.
Anche le giornate cambieranno. Fin dal Venerdì dal Covo e nel parco
risuoneranno le note, i profumi e i fumi delle braci ardenti. Un sabato
pomeriggio all'insegna dei bambini e delle danze, perchè tutti/e possano
trovare il loro spazio.
Molti saranno quelli che cercheremo di coinvolgere (dal Foro Contadino
ai Gruppi di Acquisto) ma non ultimo il quartiere risorsa importante per
un luogo che, senza cercare da che parte sta la colpa o la ragione,
maggiormente dovrebbe rappresentare un punto di riferimento quotidiano.
Centro popolare autogestito fi -sud
www.cpafisud.org
SGRANA & TRABALLA
26/27/28 MAGGIO 2006
TRE GIORNI DI MUSICA POPOLARE
CENTRO POPOLARE AUTOGESTITO FI-SUD
VIA VILLAMAGNA 27A
www.cpafisud.org
cpa@ecn.org
26/5 VENERDI’
DALLE ORE 19.00
MUSICA, VINI, CIBI TRADIZIONALI E
SPELLUZZICHI AL FUOCO, AL FUOCO, CORRON
QUA E LA’ AD ASSAGGIARE I CIBI E A GODER
DEI VINI
DALLE ORE 20.00
FURTIVAMENTE AL COVO DAI MEANDRI DELLA
METROPOLI E DEL CONTADO CI ALLIETANO E
CI FAN BALLARE
MAGNA PASTA FORMAZIONE RIDOTTA
Nascono nel 1996 dall'idea di suonare
brani della cultura popolare italiana
senza limiti interpretativi. Vincono il
Festival di Pelago e producono brani
inediti. Una piacevolissima testimonianza
della tradizione popolare del sud. I
brani non sono mai scontati e scorrono
tra profumi mediterranei, ballate e
sensazioni evocative
BANDA IORONA (LAZIO)
Un viaggio nella musica e nelle storie
d'amore, carcere e coltello, espresso
con la vena sanguigna e romantica della
cittA’ di Roma. Una ricerca accurata,
una messa in gioco musicale e recitativa
per voce, fisarmonica e contrabbasso,
un ancestro ottocentesco di osterie e
"passatella", gioco di vino e coltelli.
SCARAMUZZINI (TOSCANA)
L’orchestra «Scaramuzzini» nasce nel
2003 volgendo il suo interesse alla
musica popolare nelle sue comuni radici
(mediterranea, celtica, mitteleuropea)
ed alle ballate medievali. Il desco ed il
convivio divengono la dimensione ideale
in cui far vivere queste suggestioni e,
come quasi sempre succede, il suono e
le teste si arrotondano per empatia a
suon di bicchieri e danze…
27/5 SABATO
DALLE ORE 18.00
TARANTELLE E ALTRO PE’ GRANDI E PICCINI
DALLE ORE 20.00
SI SPARGON GLI ODORI DI CALABRIA
SCOPPIETTAN GLI ARCHIBUGI E LE BRACI
ARDENTI, SULLA GRIGLIA SON TORMENTI
DURANTE E DOPO NEL PARCO
ZUMPA E CAMMINA (TOSCANA)
Si formano nel 2002 come «Zumpa E
Vola» con l'intenzione di rileggere in
modo personale pagine di musica
popolare calabrese, salentina e
napoletana. Hanno voluto dare sempre
un contributo a Sgrana e Traballa e
siamo ben lieti riaverli tra noi
ORCHESTRA T.N.T (ABRUZZO)
Il gruppo decide di realizzare un ardito
progetto musicale: proporre i diversi
stili e tradizioni delle varie culture popolari.
Dalla tradizionale italiana
(tarantella, tammurriata, pizzica…) ai
tanghi argentini toccando la musica
Klezmer e lesonoritA’ dell’Est europeo
miscelando il tutto con le loro conoscenze
derivate dagli studi «classici».
KALAMU (CALABRIA)
I colori del Sud prendono vita in ritmi,
musiche e danze... La Calabria torna
protagonista in un'evoluzione di suoni
contaminati del mondo che la circonda
per dare voce ad una cultura
antirazziale e senza frontiere; prende
cos forma il desiderio di parlare al
mondo, per raccontare una terra non
facile ma capace di ironizzare sui suoi
difetti e sui suoi problemi.
Una musica del passato che ritorna per
rapire e travolgere le emozioni della
gente.
28/5 DOMENICA
DALLE ORE 18.00
TRA BRIGANTI, LOTTE E TRADIZIONI DELLA
MAREMMA E NON SOLO CON LO SCRITTORE
«ALFIO CAVOLI»
DALLE ORE 20.00
PARTON LE DANZE S’INCENDIAN GLI SPIRITI,
A RIFOCCILAR GLI AFFAMATI E ABBEVERAR
GLI ASSETATI CI PENSAN GLI OSTI
DURANTE E DOPO NEL PARCO
BIZANTINA (TOSCANA)
Grazie all'esperienza acquisita suonando
in strada, i Bizantina scoprono che
la musica popolare ha tuttora il potere
di coinvolgere e aggregare le persone
in maniera diretta e inaspettata. CosI’
hanno messo in campo melodie e ritmi
delle loro terre d'origine. Il risultato
un sound mediterraneo che unisce
suggestioni orientali ed echi delle
antiche tradizioni popolari del sud.
ARCUSGI (CORSICA)
U gruppu l'ARCUSGI hE’ natu in 1984
vicinu A’ Bastia da qualch'amichi
passionati di cantu. Avemu sceltu u
nome "arcusgi" in memoria A’ l'arme
ch'avianu i suldati di Pasquale Paoli per
difende a Nazione Corsa. Da poi A’ so
creazione, l'ARCUSGI militteghja per
difende a lingua e a cultura corsa ma
dinO’ i diritti di tutti i populi chI’
lottanu per a so emancipazione.
L'ARCUSGI si definisce da per ellu cume
un gruppu politico-culturale. Parechji
cantatore e musicanti so stati A’ fianc'
A’ l'ARCUSGI, certi qualchi mesi, d'altri
piu assai tempu.