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Data: Tuesday, 09 October, 2007 Ore 08:00
Durata: 2 Giorni
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Votiamo NO all'accordo sul welfare!
Nei giorni fra l'8 e il 10 ottobre, i sindacati CGIL,CISL e UIL chiamano i lavoratori ad esprimersi su un accordo che loro stessi hanno già sottoscritto lo scorso 23 luglio con governo e confindustria. Si tratta di un accordo che si inserisce nel varo della nuova finanziaria e ne conferma le scelte antioperaie e antipopolari dopo la finanziaria precedente che, tra gli altri provvedimenti, concedeva 7 miliardi di "cuneo fiscale" alle aziende. Il governo Prodi, per non perdere completamente la faccia, non poteva riproporre la riforma Maroni del governo Berlusconi e il suo famigerato "scalone" che avrebbe innalzato bruscamente l'età pensionabile; quindi con questo accordo viene riproposto, ma diluito nel tempo, un sistema di scalini con i quali i requisiti per andare in pensione aumenteranno di anno in anno. Nel 2013 la riforma diventa perfino peggiorativa di quella del governo Berlusconi con l'innalzamento dell'età pensionabile a 62 anni mentre la riforma Maroni lo prevedeva per il 2014. Dal 2010 diminuiranno addirittura i coefficienti di trasformazione per il calcolo delle pensioni fra il 6 e l'8% e quindi diminuiranno i soldi che percepiranno i lavoratori e le lavoratrici. Ma l'accordo del 23 luglio ripropone anche l'applicazione della legge 30 e quindi un futuro di precarietà per milioni di lavoratori permettendo, tra il resto, che i contratti a termine durino oltre i 36 mesi. Con la defiscalizzazione degli straordinari, prevista nello stesso accordo, le aziende saranno ancora meno spinte ad assumere manodopera mentre sarà ancora più facile per loro introdurre maggiore flessibilità. Non solo oggi si firmano accordi alle spalle dei lavoratori per decidere provvedimenti perfino peggiorativi di quelli del governo Berlusconi, ma si pretende anche di sbandierare il consenso dei lavoratori, ottenuto tramite un referendum farsa! Si vogliono far votare anche i già pensionati con le vecchie normative chissà con quale ricatto e facendo uscire dalle sedi sindacali in questo modo il risultato che gli farà comodo, questo con l'ulteriore paradosso che centinaia di migliaia di parasubordinati e precari sono esclusi dal voto. Va denunciato che si tratta dell'ennesimo atto già sottoscritto dove i lavoratori sono messi di fronte al fatto compiuto. Mentre quello che realmente serve è una mobilitazione per conquistare condizioni migliori di lavoro, lotta alla precarietà e, stipendi e pensioni dignitose. Sino ad oggi in numerose fabbriche ci sono scioperi di protesta contro l'accordo, ed è sintomatico dello stato d'animo di tanti lavoratori il fatto che anche alcune correnti della CGIL, come la "Rete 28 aprile", abbiano espresso il proprio dissenso. Anche i delegati metalmeccanici della FIOM, riunitisi a settembre, hanno giustamente bocciato l'accordo e subito sono partite un fiume di accuse dalla stessa CGIL e dagli altri sindacati insieme alle forze politiche di governo e confindustria e questo, solo perché i delegati in questa circostanza hanno fatto il loro dovere! Nei posti di lavoro gli operai ed i lavoratori devono votare NO all'accordo sul welfare e pretendere inoltre che la FIOM sia oggi conseguente con le proprie dichiarazioni e difenda realmente nelle assemblee sindacali le ragioni del suo NO facendosi anche carico di organizzare una lotta reale per la difesa dei lavoratori e per la riconquista delle pensioni pubbliche! Comitato contro lo scippo del TFR e per la difesa delle pensioni pubbliche Coordinamento provinciale Slai Cobas Sede Via Orti 24 Trento indirizzo email: tnslai@tin.it |
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