Si riunisce a Bergamo il 9 aprile il coordinamento nazionale dello Slai
Cobas per il sindacato di classe, e lo fa in forma pubblica per rivolgersi a
tutti i lavoratori e a tutte le energie del sindacalismo di base e di
classe, ovunque esse siano collocate per offrire un progetto, un piano, una
serie di esperienze, necessarie alla classe operaia nell¹attuale situazione
politica e sociale.
Lo facciamo volutamente il giorno dell¹elezione per esprimere la nostra
autonomia di classe di fronte ad ogni governo dei padroni. Siamo stati in
questi anni intransigenti combattenti e punta avanzata, dove eravamo
presenti contro i padroni e il governo Berlusconi loro rappresentante e
sostenitore, ma proprio in queste lotte, dalla Fiat Sata alle lotte per il
lavoro nel Sud, all¹Enichem nel cuore dell¹Emilia ³rossa² come alla Dalmine
nel cuore del leghismo nero, abbiamo trovato sempre gli stessi avversari e
principali ostacoli alla lotta dei lavoratori e al sindacato di classe, il
sindacalismo legato al governo col Patto per l¹Italia di cisl e uil e il
sindacalismo della collaborazione di Prodi/Bertinotti di cgil, Fiom.
La Legge Biagi, la sicurezza, la difesa del salario e delle condizioni di
lavoro hanno trovato solo il sindacalismo di base a combattere e, tra di
esso, la linea classista, contraria a ogni opportunismo, massimalismo o
autoreferenzialità burocratica, rappresentata dalla nostra posizione.
Il dopo No al contratto dei metalmeccanici, a partire dalla Fiat Sata di
Melfi dove vi abbiamo significativamente contribuito, rappresenta lo
scenario della nostra battaglia per i prossimi mesi, attraverso la ripresa
della lotta per il salario, contro l¹intensificazione dello sfruttamento e
la riduzione dell¹orario di lavoro.
Nella siderurgia siamo la realtà del sindacalismo classista presente nei due
principali fabbriche del nostro paese, l¹Ilva di Taranto e la Dalmine, come
siamo presenti nel principale stabilimento della cantieristica la
Fincantieri di Palermo e nel principale gruppo chimico l¹Enichem di Ravenna.
Guidiamo da anni significative lotte contro la precarietà per il lavoro e il
reddito, a Taranto, in Puglia come a Palermo. Ma siamo anche il sindacato
delle lavoratrici che scioperano l¹8 marzo e si propongono come referente e
guida dell¹intero movimento delle donne.
Siamo l¹organizzazione sindacale che fa da Œbrodo di coltura¹ voluto e
trasparente al protagonismo politico della classe operaia in marcia per
costruire il proprio partito.
Siamo per la giornata di lotta nazionale contro la repressione
antiproletaria e lo siamo sempre e dovunque, a fianco dei delegati e
attivisti dello slai cobas di Pomigliano come dei delegati e attivisti della
Fiom della Fiat Sata, come di quelli del Sindacato Lavoratori in Lotta dei
precari di Napoli, contro ogni spirito gruppettaro e uso della repressione
per autopropaganda.
E, infine, chi aprirà il coordinamento nazionale dello Slai Cobas per il
sindacato di classe? Un giovane delegato delle Rsu della Dalmine di Bergamo,
fermato per antifascismo militante l¹11 marzo a Milano.
coord naz slai cobas
cobasta@libero.it