ARCERE E ISOLAMENTO
ROMPIAMO IL MURO DI SILENZIO!
Carcere di via Burla
Nel carcere di Parma vige la ?massima sicurezza? per la presenza di una
sezione in cui ci sono all'incirca 70 persone sottoposte al 41bis. In
realtà il regime di massima sicurezza si estende a tutti i detenuti del
carcere di via Burla: in molti ci hanno detto che in altre galere non è
così pesante come a Parma.
Questo significa per tutti 21 ore chiusi in cella, censure alla posta e
ai pacchi, attività ricreative col contagocce, ?domandine? senza
risposta, sezioni punitive (come la 1B), oltre al ?normale? corso della
vita penitenziaria fatta di precaria o inesistente assistenza medica,
scadente qualità del vitto e prezzi altissimi dello spaccio, mancanze
nei servizi essenziali come l'acqua calda o magazzino degli effetti
personali.
Da settembre a dicembre sono morte 5 persone, appena dopo la visita al
carcere di via Burla del presidente della commissione Giustizia al
Senato che, facendo anche dell'ironia, ha dichiarato che nel carcere è
tutto a posto e che il problema del sovraffollamento è inesistente. Per
il direttore del carcere Di Gregorio sono episodi normali che accadono
sia fuori che dentro; peccato però che a Parma succedano un po' troppo
spesso, come denunciamo già dal 2001, quando la notizia di una serie di
morti a catena ci arrivò dalle lettere dei detenuti.
41bis e isolamento
Il regime di 41bis per noi rappresenta la prova di come lo stato di
diritto in realtà voglia dire annientamento, distruzione di un essere
umano, omicidio quotidiano compiuto giorno per giorno attraverso
l'isolamento e continue restrizioni.
Per la prima volta nel nostro paese questo regime è stato imposto a dei
prigionieri comunisti, tra i quali anche Marco Mezzasalma, rinchiuso
nel carcere di via Burla.
Questa applicazione è da considerarsi come apripista in vista di una
sua estensione a quelle aree del movimento non recuperabili all'interno
di logiche di compatibilità, come sta già accadendo per i compagni
anarchici colpiti dalla repressione.
Differenziazione
L'apparato politico tende sempre più verso la creazione di un sistema
carcerario differenziato e la regolazione della vita carceraria
attraverso l'aumento di logiche premiali. Stiamo già assistendo non
solo all'accrescersi della differenziazione del trattamento all'interno
del carcere, ma anche alla creazione di strutture carcerarie ad hoc per
diverse tipologie di detenuti di cui l'Emilia Romagna ne è un
laboratorio, grazie al carcere per tossicodipendenti di Castelfranco,
l'ospedale psichiatrico di Reggio Emilia e i vari Cpt -lager- per i
immigrati presenti nella regione.
Repressione
Il contesto politico e sociale in cui tutto ciò accade è il contesto
della ?guerra infinita? e dell'inasprimento della repressione. La
guerra, che ha il suo fronte esterno in Iraq, ha anche un suo fronte
interno in cui vengono applicate legislazioni d'emergenza
antiterrorismo e si inaspriscono i reati associativi, tutte manovre
tese in primo luogo ad ostacolare chi lotta nel proprio paese, chi si
oppone allo sfruttamento, alla guerra, chi esprime solidarietà alle
lotte dei popoli oppressi dall'imperialismo.
Solidarietà
In molte parti d'Italia si intensificano le forme di lotta contro il
carcere, isolamento ed i cpt. In solidarietà a Marco e a tutti i
detenuti, abbiamo pensato un corteo che passerà in via Burla, per
cercare di rompere il muro di silenzio creato attorno al carcere e ai
prigionieri.
No all'isolamento, no al 41bis!
no41bis_parma@virgilio.it
Tel: 3298648057-3203469192