giovedi12 aprile al csa intifada via xxv aprile ponte a elsa ore22.15
Con Luigi Comencini scompare un altro pezzo di storia italiana. Oltre al suo impegno di critico e giornalista, dobbiamo a lui la fondazione del primo archivio cinematografico del nostro paese.
Signore e signori, buonanotte
Prodotto in cooperativa (la 15 maggio) tra sceneggiatori e registi, è un film in 14 episodi non superiore alla media, tenuto insieme dalla labile satira di una giornata televisiva. L'episodio più graffiante, di stampo neorealista è quello napoletano sul lavoro minorile e il controllo delle nascite ("Sinite parvulos" di L. Comencini) con P. Villaggio che, nel dibattito a seguire, propone, come già aveva detto Jonathan Swift, di mangiare i bambini poveri in eccedenza. Ameno è il romano "Santo soglio" (di L. Magni con N. Manfredi, A. Férreol, M. Scaccia) con cui un cardinale si finge moribondo per essere eletto papa. Si ride con U. Tognazzi, pensionato con una pensione da fame ("Il personaggio del giorno-Poco per vivere, troppo per morire"), ma anche generale che si uccide ("Il generale in ritirata") quando le sue medaglie cadono nel cesso. Ilarità per la tarantella finale ("Il salone delle cariatidi"), guidata da un sosia del presidente Giovanni Leone. Gli altri sketch ("Il disgraziometro" con P. Villaggio; "L'ispettore Tuttunpezzo" di Comencini con un gigioneggiante V. Gassman; "La bomba" di M. Monicelli) sono di qualità inferiore. Monica Guerritore e Marcello Mastroianni fanno i presentatori. Musiche di Lucio Dalla e Francesco Guccini, Antonello Venditti, Giuseppe Mazzucca e Nicola Samale.