manifestazione a Palermo per il 18 Marzo
CON L'IRAQ CHE RESISTE ALL'OCCUPAZIONE MILITARE
FUORI LE TRUPPE DALL'IRAQ
Sabato 18 Marzo ore 16:30
concentramento Piazza Bologni.
Sabato 18 Marzo giornata mondiale contro la guerra. Una guerra per la
sicurezza collettiva , per l'esportazione della democrazia e
soprattutto....per la libertà.
E' infatti per la sicurezza che si stanno stanziando milioni di dollari in
armamenti.
Ci si dota delle bombe fra le piu' intelligenti in circolazione in grado
di scovare, distruggendo interi villaggi, il terrorista di turno , e si
dotano i popoli bombardati di strade illuminate al fosforo bianco.....
E per la esportazione della democrazia, infatti, che si perpetuano guerre
neo-coloniali che costruiscono sulle macerie e sulle morti di popolazioni
inermi , governi fantoccio ,che hanno come unico diktat il non ostacolare
la conquista ed l'occupazione manu militari di risorse e territori fino al
totale saccheggio di cio' che resta in un paese distrutto dalla guerra.
Una guerra per la liberta'..... ma la liberta' di chi? per gli alleati
liberta' di conquista e per gli oppressi liberta' di subire le torture
piu' atroci,
che avvengono dentro carceri speciali, o su di una normale strada di
Nassirya.
E a questa falsa liberta' che ci opponiamo , difendendo piuttosto la
liberta' di un popolo oppresso a resistere all'invasore con qualsiasi
mezzo necessario.
In questo contesto globale di esportazione della democrazia poteva il
governo italiano stare a guardare?.
La risposta sta nei 40.000 soldati italiani, eroi nazionali di uno stato
di parate e medaglie al valor militare che a colpi di fucile si impegnano
come possono, dai Balcani, all'Afghanistan fino all' Iraq, a sparare
democrazia in svariate missioni di pace.
Il clima elettorale si surriscalda e quella che allo scoppio della guerra
si spacciava per una sinistra
che "senza se e senza ma" si opponeva alla guerra , si mostra in tutta la
sua sfacciataggine come proseguio naturale del governo Berlusconi. Si
moltiplicano frasi su un ritiro graduale dilazionato nel tempo e sul
dovere morale di non abbandonare il futuro di un paese alla guerra civile.
Figuriamoci se gli stessi politicanti si permetterebbero mai di porre in
discussione la presenza
delle basi Nato e Usa sul territorio Italiano.
In una delle piu' grandi basi militari , purtroppo situata in Sicilia , a
due passi dalla piana di Catania, Sigonella, danno il via libera ad
investimenti strutturali e di avviamento per 100 milioni di euro che
sommate alle spese di manutenzione della base(a carico dell'Italia per il
37% andranno a gravare sulle già dissanguate tasche dei contribuenti.
PER IL RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE DI OCCUPAZIONE
DALL'IRAQ
PER LA CHIUSURA E LA RICONVERSIONE AD USO CIVILE DELLE
BASI NATO E USA DISLOCATE IN SICILIA ED IN TUTTA ITALIA.