
venerdi 17 al csa intifada
dalle ore 22.00
Presentazione del documentario sull'Opg di Montelupo
La Casa del Drago ( con la presenza degli autori, e operatori volontari dell'OPG)
"Per ora l’unica libertà che mi viene concessa è quella di pensare e scrivere liberamente, visto che il mio corpo per la maggior parte è vincolato in un istituto di cura psichiatrica. Così mi verrebbe voglia di definire questo posto, "Istituto", ma la realtà è ben diversa e l’appellativo di manicomio criminale è più appropriato. Chi vi sta parlando è un matricida, che vive immerso nel senso di colpa, nella disperazione e nel dolore indotti dal gravissimo reato. Incapace di intendere e di volere al momento del fatto, una specie di raptus, malato di mente provvisoriamente, ciò è stato sentenziato nei miei confronti e questo più che assottigliare la mia condanna, decurta tutte le negatività presenti in me prima elencate."
L’articolo 27 della Costituzione stabilisce il principio in base al quale le pene devono tendere alla rieducazione ed al recupero del condannato.
Il Centro "La Casa del Drago" è uno spazio che ospita iniziative ed eventi a carattere ricreativo e culturale realizzati per gli internati dell’O.P.G. di Montelupo fiorentino con la loro stessa partecipazione, assieme a volontari e operatori.
Le attività svolte nel centro sono molteplici: laboratori di scrittura creativa, pittura, teatro e la redazione di un periodico (Spiragli).
Ogni giorno una decina di internati passano il pomeriggio nella "Casa del Drago" a costruire oggetti con materiali presi nelle discariche, a commentare intorno ad un tavolo ciò che hanno scritto nella speranza che anche una frase o un disegno possa aiutare a comprendere meglio.
Ognuno di loro fa i conti con la propria colpa individuale, ognuno di loro tiene un racconto di sé che vorrebbe offrire al mondo esterno.
" ’È, il Drago è, di Montelupo il simbolo è…’, così comincia una canzoncina ideata da noi, ma cosa simboleggia questo essere inverosimile: è simbolo di gravi reati, è simbolo di insofferenza, è simbolo di malattia, è simbolo di inadeguatezza e di incomprensione. Vorrei che un giorno il Drago diventasse simbolo di libertà, simbolo di solidarietà e di cura; ma io non ho potere, quindi l’unica cosa che posso carpire è l’affetto e la comprensione degli operatori e dei volontari che hanno realizzato La Casa del Drago, che per me rappresenta la casa della speranza. " (brani tratti da Spiragli)
Scritto e diretto da: Michele Gurrieri, Gian Luigi Giustiniani, Elisa Maranzana ed Eleonora Galli
Genere: documentario
Durata: 38 min circa
Anno: 2005
|