ARTE IN SCATOLA TERZO INCONTRO
IL RAMO D'ORO
Centro d’arte e cultura
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Venerdi 24/3/2006 ore 19, "Arte in scatola", terzo incontro. Presentazione di Maresa Sottile, opere di Anna Angrisani, Claudio Cricca, Giuseppe Antonello Leone, Nuccia Pulpo, Elio Rizzo.
La presentazione di queste scatole è un’operazione originale e intelligente di Vincenzo Montella, risolta con gran gusto e fantasia dall’architetto Erbani. Un modo nuovo per presentare degli artisti e, magari, collezionarli. Piccole opere, piccole cifre di percorsi artistici, che se anche mostrano solo un segmento dell’opera di un autore, sono comunque la testimonianza di un percorso. D’altra parte si sa che l’artista lavora, sviluppa e racconta un suo mondo interiore, un suo modo di vedere, di recepire, sentire, e che ciò evolve. E chi guarda vede quel che la sua visione del mondo, delle cose, della vita, gli fa vedere. Questo è anche il fascino dell’arte: una doppia creazione, potremmo dire.
Certo è difficile conoscere e comprendere un artista, filtrarne la personalità e l’opera attraverso un’unica immagine, ed ancor più difficile per chi deve parlarne. Gli artisti non sono solo napoletani e non sono sempre conosciuti da tutti i presenti. Per cui voglio dare un cenno di loro e del loro lavoro.
Claudio Cricca è bolognese, non ha ancora quarant’anni, ed è un fotografo. Ha frequentato importanti scuole di fotografia e collaborato con fotografi di fama, poi ha cominciato a collaborare con riviste in Italia ed all’estero e dal 2004 l’agenzia fotografica Redux Pictures cura la distribuzione del suo lavoro negli Stati Uniti. Ha fatto mostre in varie città italiane. Che la fotografia ormai faccia parte delle arti figurative è cosa acclarata, infatti anche in queste scatole vi è sempre presente il lavoro di qualche fotografo, d’altra parte siamo ospiti proprio di un maestro di cui tutti conosciamo le grandi qualità artistiche espresse con la macchina fotografica.‘Blu notte’ è il titolo di questa opera, che fa parte di una serie autorizzata da Carlo Lucarelli, autore e presentatore dell’omonima trasmissione televisiva. L’immagine è estremamente evocativa di mistero, di paura. Un mare di blunero con balenii di luce fa emergere (o inghiotte?) lo scorcio del volto noto di un giornalista che si occupa di cronaca nera. Il gioco è fatto, il fascino di un’immagine che ci racconta un mondo di misteri, segreti, spesso orribili, e la nostra percezione il nostro rapporto con questo spaccato di mondo, di eventi, ci evoca pensieri. La magia è compiuta
Nuccia Pulpo pugliese, studi regolari e specifici per affrontare la sua vocazione di pittrice. Ha esposto in Italia ed all’estero. Artista molto attiva, si è interessata anche di moda ed ha promosso nella sua città (Taranto) una serie di manifestazioni di omaggio a Puccini comprendente una sua mostra, ed ha realizzato una serie di opere sulle Metamorfosi di Ovidio. Nelle sue opere la Pulpo dà valore pregnante al segno e lo avalla ed esalta col colore. Le sue opere mescolano figurativo, concettuale, simbolico, astratto. Quest’opera grafica è un piccolo segno del suo linguaggio complesso in cui si intreccia il reale e l’evocato, la realtà e la memoria. Qui il segno è protagonista, ma l’autrice non può fare a meno del ‘tocco ‘ di colore creando un’atmosfera evocativa.
Anna Angrisani è figlia d’arte, ha visto e osservato per anni il lavoro del padre, ed ad un certo punto della vita ha sentito il ‘bisogno‘ di raccontare, anche lei con la pittura, sul cavalletto ed i pennelli che furono del padre, il proprio mondo interiore, che anche se è figurativo non ha nulla di reale perché è frutto del sogno. Un mondo di armonia onirica raccontato con colori caldi, il mondo che vorrebbe, a cui sente di appartenere.
Antonello Leone, è un artista noto a tutti. Uno dei maggiori rappresentanti della pittura di questa città, anche se Napoli è solo la sua città di adozione Leone è una persona dinamica e partecipe e quindi un artista in continua ricerca, curioso di tutto, pronto a tutto. E’ proprio del 2005 l’evento di una sua mostra dal titolo ‘Il caso G.A. Leone ‘ voluta e presentata da Philippe Daverio, noto storico dell’arte, che di lui ha detto: “Leone è surrealista perché la vita cosciente lo porta ad essere surreale…” e ancora: “La parola stessa che egli usa per definire il suo lavoro leggero ‘risignificazione”, è chiave per capire il percorso che compie, un percorso di riscatto estetico ironico…” Leone ha sperimentato tutto, dal riciclaggio dell’oggetto d’uso al sasso, dal polistirolo al gioiello, dal cartone d’imballaggio al muro ‘scorticato’ dai manifesti. Anche qui ci rende partecipi di una sua ricerca: la rielaborazione al computer…La giovinezza creativa innestata sull’esperienza di una vita di ricerca per raccontarci il suo mondo, la sua fantasia, il suo coraggio di vivere ed evolversi ancora.
Elio Rizzo, nato in Calabria nel ’42, vive e lavora a Roma. Ha una carriera ricca di mostre collettive e personali in Italia ed all’estero. Tra le peculiarità di questo artista vi è quella di usare la tecnica della tempera all’uovo su tavola. E non solo, usa la tecnica della punta d’argento o d’oro o di piombo su carta opportunamente preparata, tecnica antica ed ormai desueta, che dà effetti particolari. Le opere di Rizzo sono molto particolari, vi e' un uso ed una conoscenza del colore straordinario, con grandi effetti di leggerezza, spazialità e luminosità. I suoi sognanti, indefiniti ed aerei paesaggi fanno pensare a Turner. Il segno rotante del suo gesto pittorico è evocato anche in questa xilografia “ Il sole nell’ulivo”.
Maresa Sottile