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Evento: '"Canto Per Ignacio Sanchez Mejìas" Morte Di Un Torero Di Federico Garcìa Lorca'

Caserta
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Data: Venerdì, 04 Aprile, 2008 Ore 21:00
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ASSOCIAZIONE “Diotima – l’Alt(r)o Teatro” "CANTO PER IGNACIO SANCHEZ MEJIAS" Morte di un torero DI FEDERICO GARCIA LORCA Adattamento teatrale di Giovanni Gallo ---------- Attori Giovanni Gallo, Saverio Gallo Pianoforte Fabio Tommasone Sassofono Giovanni D’Argenzio Contrabbasso Enzo Faraldo Batteria Raffaele Natale Coreografie Laura Matarese, Elio di Capua Chitarra Classica Giuseppe Bruno Performance pittorica Decio Carelli Scenografia Giuseppe Zarbo Amplificazione e luci Salvatore Lerro Costumi Sartoria “Mani di Fate”-Caserta- REGIA Giovanni Gallo TEATRO COMUNALE DI CASERTA VENERDI 4 APRILE ORE 21 PREVENDITA: Botteghino del Teatro Comunale, Ticketteria Via Gemito Caserta INFO: 0823 424108 - 333 3556525 NOTE SULLO SPETTACOLO Se la poesia è avventura linguistica, cioè navigare nell’oceano linguistico come Ulisse sulla nave di Omero, attraversare la lingua come mare in tempesta, sapendo da dove si parte, ma ignorando i possibili approdi, oltrepassando i confini conosciuti, e sfidando difficoltà e insidie: se la poesia è tutto questo, Federico Garcìa Lorca ne è stato interprete appassionato e instancabile. L’intera vicenda artistica della sua vita è contrassegnata infatti dalla volontà raffinata di esplorare e sperimentare tutti i campi dell’arte, dalla musica al teatro, dalla letteratura al cinema e alla pittura, con l’atteggiamento di chi, provando, modifica e innova. Proprio per il suo carattere di ricerca inquieta la poesia, come le altre forme d’arte, nasce per Garcìa Lorca da un vento mentale, da un potere misterioso, uno spirito occulto, un demone che “ama l’orlo dei pozzi, brucia il sangue, rompe gli stili”. Nell’agosto del 1934, compone il “Lamento per Ignacio Sanchez Mejìas”, subito dopo la morte, durante una corrida, del torero e amico. Ignacio fu un grande torero e anche un uomo di cultura. Diede particolare impulso e sostegno alla “Generacion poetica”, un gruppo rilevante nella poesia spagnola del ‘900. E’ un testo con fortissimo pathos e la rappresentazione è così vivida e di così forte impatto da emozionare e commuovere al massimo. Vi è rappresentata la corrida con l’occhio del poeta, dell’amico dolente per il torero morto. Il poeta vola con la fantasia, gioca con le metafore e con il sogno poetico e tuttavia riesce a dare una rappresentazione della realtà così viva che pare trasportarci prima nell’arena e poi davanti al corpo senza vita di Ignacio.. E il suo pianto, il suo cordoglio è come diventassero anche nostri. Il piccolo poema inizia con con una vivida ripetizione, ossessiva, del verso “alle cinque della sera”. Una ripetizione che scandisce ritmicamente come una danza la sequenza dell’incornata e della morte Ed è proprio quello scandire iterato, fin quasi all’esasperazione, di quell’ora di morte, che ci catapulta nell’arena, ci mette lì, col torero e il suo destino. Un anno dopo la pubblicazione del “Lamento”, la Spagna piombava nella guerra civile e, di lì a poco, sarebbe stata soffocata dalla dittatura franchista. Garcìa Lorca verrà ucciso in quel tragico 1936, il 19 agosto, dai franchisti a Viznar; in provincia di Granada, e il suo corpo non fu mai trovato. E per molto tempo, non ci sarebbe stato in Spagna nessuno a ricordarlo e a piangerlo. Per lui non ci furono parole gementi, forse solo quella “brezza triste tra gli ulivi”, mentre le pallottole gli laceravano il cuore. Lorca pagò con la vita la libertà di esprimere con una lirica, che ha del trascendentale, le sue idee in netto contrasto con l’allora regime franchista. La nostra rappresentazione vuole essere un omaggio a Federico Garcìa Lorca e ad Ignacio Sanchez Mejìas, alla loro vita, alla loro cultura, alla loro libertà, alla loro arte, ma soprattutto alla loro infinita sfida. Vari artisti daranno vita a questa poesia: un quartetto di musica Jazz, che arrangerà un flamenco jazzato, due ballerini di danza spagnola, un pittore che dipingerà, nel bel mezzo della rappresentazione, su una tela di 4 metri X 3 metri, una chitarra classica che accompagnerà un passo di flamenco eseguito da una ballerina, due attori, che declamata la poesia, chiuderanno con un dialogo irreale tra il poeta e il torero-poeta.


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