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TENIAMO LONTANO GLI ANZIANI DAGLI PSICOFARMACI |
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giovedì 21 dicembre 2006 |
COMUNICATO STAMPA
TENIAMO LONTANO GLI ANZIANI DAGLI PSICOFARMACI
Appello lanciato dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
A conclusione del XVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurogeriatria, tenutosi a Milano in questi giorni, gli esperti hanno affermato essere "oltre 3 milioni" le "persone anziane imprigionate nel male oscuro della depressione". Una stima per difetto, che trova forse spiegazione nel concetto di vecchiaia adottato da diverse correnti psichiatriche, un "disturbo mentale" per il quale non esiste alcuna cura, se non la prescrizione di psicofarmaci o il ricorso ad altri trattamenti invasivi.
Se un anziano non riesce a ricordare dove ha messo le scarpe o non ricorda se ha pagato o meno la bolletta della luce, questi sintomi vengono frequentemente correlati a mallatie psichiatriche la cui soluzione trova sbocco nell'internamento in una casa di cura o in un ospedale psichiatrico.
Ma quale logica porta a prescrivere ad un anziano un tranquillante che risulta essere più letale dell'eroina, capace di aumentare del 45% il rischio d'incidenti automobilistici dopo sette giorni dall'assunzione? Perché dare un antidepressivo che potrebbe aumentare dell'80% il rischio di cadere o che potrebbe rendere maggiormente agitati, aggressivi e persino scatenare istinti suicidi?
Secondo il dott. Roberto Cestari, presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus ""la risposta della psichiatria ai problemi fondamentali dell'invecchiamento è quella di etichettare tutto come "depressione", perdita di facoltà mentali, o a volte psicosi; quando la persona si lamenta di questa diagnosi o la contesta, la protesta viene a sua volta etichettata come malattia mentale, spesso come "demenza"".
Il buon senso e la decenza suggeriscono che ciò di cui ha bisogno un anziano fragile e vulnerabile non è certo lo stress mentale e fisico associato all'uso di psicofarmaci.
"Credo sia un loro sacrosanto diritto godersi la terza età, lontani dal rischio di essere portati via dalle proprie case, magari confinati in strutture fatiscenti. Non crediamo sia una soluzione ridurli all'apatia, condannarli ad uno stato d'assenza mentale" ha detto Patrizia Viglianco, coordinatrice meneghina del Comitato dei Cittadini per i Dirtti Umani, che invita chiunque ritenga di aver subito dei danni causati da trattamenti psichiatrici a mettersi in contatto con il Comitato.
Per informazioni:
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
e-mail
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tel. 02 36510685
sito www.ccdu.org
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Lavoratori, avete 6 mesi di tempo per decidere del vostro TFR |
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lunedì 18 dicembre 2006 |
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Lavoratori, avete 6 mesi di tempo per decidere del vostro
TFR.
Per
poter decidere al meglio è necessario che ogni lavoratore e lavoratrice sappia
come stanno le cose.
Dal 1 gennaio al
30 giugno 2007 dovrai decidere su cosa fare del tuo TFR che è una mensilità
annua del salario.
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Puoi conferire il tuo TFR ad un fondo pensione di origine
contrattuale da preferire ad un fondo privato.
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Puoi conferire il tuo TFR ad un fondo gestito da privati: banche,
assicurazioni, gestori finanziari.
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Puoi non decidere (silenzio), in questo caso il tuo TFR verrà
trasferito d'ufficio ad un fondo di origine contrattuale.
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Puoi dichiarare che il TFR lo lasci in azienda ed è quello che fino ad
oggi hanno fatto la maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici. La novità
è che le aziende con più di 50 dipendenti dovranno versare il TFR che maturerà
ad un fondo nazionale previsto dalla finanziaria. In questo caso nulla cambia
per quanto riguarda i rendimenti e le tutele sul loro Tfr.
Il
TFR lasciato in azienda, oppure depositato presso l'Inps, si rivaluta ogni anno
dell'1,5% fisso e dello 0,75% dell'aumento annuo del costo della vita rilevato
dall'ISTAT .
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Negli ultimi
10 anni il TFR si è rivalutato mediamente del 3,5 / 4%, molto di più di quanto
avrebbe reso se fosse stato conferito ad un fondo pensione.
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Se cambi
azienda puoi esigere il TFR immediatamente, se hai necessità particolari e
urgenti (sanità, casa) puoi chiedere acconti.
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Se l'azienda
chiude o non è in grado di pagarti il TFR maturato, vi provvede l'INPS col
fondo di garanzia.
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Il TFR
trasferito all'INPS dalle aziende con più di 50 dipendenti come previsto dalla
nuova finanziaria continua ad essere rivalutato e garantito come se fosse
depositato in azienda: anzi è l'azienda che deve continuare a corrispondertelo
ed è sempre all'azienda che dovrai rivolgerti per ottenere eventuali
anticipazioni.
TFR E FONDI PENSIONE
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Dal
momento del conferimento del TFR ad un fondo pensione non ne puoi più
disporre: ne perdi la titolarità.
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Il
tuo TFR ti verrà restituito in rate mensili al compimento dell'età che
dà diritto alla pensione di vecchiaia. Se vai in pensione per anzianità
o per sopraggiunta invalidità dovrai aspettare l'età della pensione di
vecchiaia.
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Se il
fondo va in crisi o fallisce puoi perdere tutto il versato o recuperarne,
sempre a rate, una parte (per i fondi di natura contrattuale collettiva sono
previste clausole di garanzia).
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Il
risultato positivo o negativo dei rendimenti possibili con un fondo pensione
dipende dall'andamento dei mercati finanziari. Ossia, il tuo TFR verrà
"giocato" in borsa. Nei paesi (Inghilterra, Usa, etc.) dove i fondi sono più
diffusi i fallimenti e le crisi sono continui e ripetute con la perdita, in
certi casi, non solo della pensione ma anche del capitale versato. Un solo
esempio: il fondo dei carpentieri dell'Alaska è entrato in crisi per aver
acquistato le azioni della Parmalat.
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In
Italia va ricordato il fallimento della Sicilcasse che ha azzerato il fondo
pensione di migliaia di bancari, i quali forse riusciranno a recuperare il 15
od il 25% del versato.
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Se
cambi azienda non potrai disporre del TFR versato, ma rimarrà al fondo fino
alla pensione di vecchiaia.
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Se
per esigenze familiari (salute - casa - figli etc.) hai necessità di
liquidità, non ti puoi rivolgere al fondo prima di 10 anni ed in ogni caso è a
discrezione del consiglio del fondo concederti l'anticipazione.
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Se
per tue ragioni e valutazioni volessi cessare di versare il TFR al fondo, devi
sapere che dal 1 gennaio 2007 non è più possibile farlo. Il tuo TFR continuerà
a confluire nel fondo indipendentemente dalla tua volontà.
Conferire ad un fondo il TFR significa, rinunciarvi fino al compimento
dell'età che dà diritto alla pensione di vecchiaia.
IL TFR ED I MERCATI
FINANZIARI
Il TFR è un bottino
enorme e per questo tanto bramato: ammonta a più di 15 miliardi annui senza
calcolare i lavoratori e le lavoratrici dello Stato. Vogliono un mese ogni anno
del tuo salario per giocarlo nei mercati finanziari di tutto il
mondo.
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Ti diranno che ci sono dei vantaggi fiscali, di farti bene i conti. Ma
dimenticano di dirti che il prelievo fiscale sul TFR potrà in futuro ridursi
(a tale proposito ci sono iniziative legislative).
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Ti diranno
che quando lascerai il lavoro con la pensione pubblica farai fatica a tirare
avanti e di pensarci bene finchè sei in tempo, che la rinuncia al TFR non
significa una diminuzione di salario in quanto sono soldi che gestisce
l'azienda o l'INPS e che con il TFR puoi integrare anche se di poco la
pensione e quando sei vecchio vedrai che ti farà comodo.
Se è così non sarebbe più logico trovare le strade per
aumentare con il TFR gli importi della pensione pubblica?
Dopo 11 anni, ai
fondi pensione hanno aderito circa l'11% dei lavoratori e delle lavoratrici, se
le adesioni continueranno ad essere modeste sarà gioco-forza rilanciare la
previdenza pubblica.
LA PENSIONE
INTEGRATIVA
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E' l'affare del nuovo secolo per i mercati ed i gestori finanziari.
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E' la cancellazione di ogni forma di solidarietà tra i lavoratori, tra
le categorie, tra le generazioni.
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E' rendere precaria ed incerta la pensione, in quanto viene affidata
agli andamenti dei mercati finanziari.
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Rischia la perdita di autonomia del sindacato.
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Rischia di ridurre sempre più la pensione pubblica a favore di quella
integrativa
Coord. R.S.U.
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 18 dicembre 2006 )
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Screening sulla salute mentale |
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giovedì 14 dicembre 2006 |
COMUNICATO STAMPA
Benvenuti nel meraviglioso secolo dello screening sulla salute mentale
Il nuovo psico-inganno alla ricerca di pazienti nella scuola dietro l’angolo
In Italia sono attive strategie, in tema di salute mentale, che contengono specifiche azioni per attivare lo screening di massa dei bambini nelle scuole e l'addestramento degli insegnanti a tale scopo.
Naturalmente alla gente e persino ai politici, ciò viene spiegato con la necessità di aiutare i bambini e le famiglie, permettendo di individuare precocemente qualsiasi alterazione del comportamento.
Usano parole complesse e discorsi fumosi per confondere le acque… Indagando si scopre che alla fine ciò che vogliono ottenere sono tre cose precise: i test di screening, diagnosi e terapia!
Ecco un esempio di cosa viene comunicato in alcuni progetti per le scuole, al fine di “creare il problema” e attivare tutto il meccanismo :
Nella scuola primaria il 10-15% degli alunni (2-3 per classe, da 50 a 75mila in tutta Italia) ha difficoltà a svolgere le normali attività (leggere, scrivere, far di conto); nella scuola secondaria inferiore tale dato sale al 20-25%, (fonte Associazione Italiana Dislessia). Circa il 5% del totale della popolazione scolastica presenta Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), definiti genericamente Dislessia.
Se individuato e affrontato in tempo un Disturbo Specifico di Apprendimento si può, se non risolvere, certamente ridurre. L'età più adatta per individuare in un bambino un disturbo specifico di apprendimento e quindi potere intervenire in modo adeguato, è attorno ai sei anni. Quanto più si tarda rispetto a tale periodo tanto più si compromette la possibilità di un esito favorevole dell'intervento.
Al contrario, se non si interviene dai primi anni della scuola, i problemi legati al DSA sono pressoché irrecuperabili, con grande danno per lo sviluppo personale del bambino, la cui diversità incompresa lo esclude sempre di più dal contesto sociale, e forte disagio della famiglia (i genitori, anche e soprattutto quelli che hanno preparazione scolastica di alto livello, se non guidati, non riescono a capire la natura del problema e le azione da intraprendere).
(Sito)
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 18 dicembre 2006 )
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12 DICEMBRE 1969 - 12 DICEMBRE 2006 |
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mercoledì 13 dicembre 2006 |
12 dicembre 1969 - 12 dicembre 2006
Perché non muoia la memoria
(13 dicembre 2006)
(dedicato in particolare a coloro che non ricordano , a
coloro che hanno rimosso, a coloro che erano troppo piccoli e a coloro che non
erano ancora nati e che sicuramente non lo hanno trovato sui libri di
scuola)
12 Dicembre 1969, alle ore 16,37 a Milano nella Filiale della Banca Nazionale
dell'Agricoltura di Piazza Fontana esplode un ordigno di 7 chili di tritolo
racchiuso in una cassetta di ferro contenuta in una borsa di pelle, uccidendo 16
inermi clienti della banca e ferendone quasi 100.
15 Dicembre 1969, un
mite ferroviere di 41 anni di nome Giuseppe Pinelli colpevole solo di essere
anarchico, muore "suicidato" cadendo non si sa come dal quarto piano della
Questura di Milano.
Era l'inizio di una torbida stagione chiamata
strategia della tensione o "strage di stato", che ha visto anche negli anni
successivi ( da piazza della Loggia, all'Italicus, alla strage di Bologna, ad
Ustica ecc.) pezzi dello stato, servizi segreti deviati, logge coperte e neo
fascisti riempire il nostro paese del sangue di centinaia di vittime innocenti.
Una strategia della tensione che mirava a sconfiggere e respingere
indietro quel movimento di lotta dei lavoratori che in quella stagione che va
sotto il nome di "autunno caldo" aveva dopo anni di dominio padronale, rialzato
la testa e portato i lavoratori alla conquista delle 40 ore, del punto unico di
scala mobile, all’abolizione delle gabbie salariali, alla riforma della
legge sulle pensioni, all'ingresso della democrazia nelle fabbriche dopo l'era
Valletta ed infine alla grande conquista sancita dalla nascita della Legge 300
LO STATUTO DEI LAVORATORI.
Quello stesso Statuto che oggi in nome del
cosiddetto modernismo che trova spazio e sponde in entrambi gli schieramenti
politici si vuole abolire per rendere libero il licenziamento senza giusta
causa, e per poter ulteriormente precarizzare e rendere flessibile il lavoro.
12 Dicembre 2006, molti degli autori, mandanti e protettori di quei
crimini (escluso chi è deceduto per età) girano tranquilli per il mondo,
qualcuno è in Giappone, qualcuno si gode la pensione di parlamentare, qualche
altro quella di funzionario dello stato a riposo, qualcuno infine siede ancora a
qualche titolo nel nostro Parlamento.
In questi anni, nel nostro paese,
si sono succeduti Governi di Centro-sinistra e di Centro-destra, ma siamo ancora
in attesa che qualcuno apra gli armadi della vergogna!
RdB-CUB Rappresentanze Sindacali di Base
fonte: Cdlc NEWS
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Strage continua tra gli immigrati a Roma |
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martedì 12 dicembre 2006 |
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Naturalmente
qualcuna dirà che il problema è insito nei rapporti di produzione
capitalistici per cui è normale che avvenga questa strage.
Naturalmente,
per questa qualcuna, Veltroni può dormire sonni tranquilli, la colpa è
del capitalismo globale, che cazzo c'entra il povero Walter ?
Nota Stampa 11 dicembre 2006
Ai
fini di una obiettiva riflessione sull'alto Prodotto Interno Lordo
vantato dalla città di Roma e sulla grande kermesse culturale dei
Festival del Cinema e della Musica si ritiene utile fornire i dati di
una strage in atto sulle strade della capitale, sulle sponde del fiume
Tevere e nei depositi ferroviari:
11 dicembre 2006
Roma: Clochard disabile morto nei giardini. A dare l'allarme il parroco
ieri mattina della chiesa Assunzione di Maria, in largo Spartaco, al
Quadraro: nei giardinetti davanti alla chiesa giaceva morto, sulla sua
sedia a rotelle, un rumeno disabile di 43 anni, conosciuto nella zona
come persona senza fissa dimora.
9 dicembre 2006 Ustionato sul 90 per cento del corpo un clochard che viveva nella zona di Torpignattara. La sua baracca che ha preso fuoco.
6 dicembre 2006 Un clochard viene trovato morto su una panchina nella zona del Flaminio.
2 dicembre 2006
Tragedia del campo rom di via Gordiani, dove hanno perso la vita una
coppia di giovani, lei di 16 anni (in gravidanza) e lui di 17 anni;
26 novembre 2006
Si è svegliata con gli abiti in fiamme e la panchina sulla quale
dormiva trasformata in un tizzone incandescente. Ha rischiato di fare
una brutta fine, ieri mattina alle 8.20, una clochard polacca di circa
50 anni salvata dai vigili del fuoco intervenuti in via degli
Ammiragli, al Trionfale.
26 novembre 2006
Il cadavere di un uomo in avanzato stato di decomposizione è stato
trovato ieri pomeriggio nelle acque del Tevere all'altezza di Vitinia.
23 novembre 2006 Trovati senza
vita due clochard, uno sul marciapiede nella zona di San Giovanni e
l'altro in un giardino nella zona del Tuscolano;
13 novembre 2006 Il
cadavere di un uomo e' stato trovato stamani all'interno di una
discarica di rifiuti sulla via Ardeatina, all'altezza del km 22;
4 novembre 2006 Ostia trovato morto per il freddo vicino la pineta un polacco di 37 anni;
25 ottobre 2006
Un barbone, non ancora identificato, e' stato trovato cadavere la notte
scorsa all'interno di un ripostiglio ferroviario nei pressi del
sottopassaggio della stazione di San Pietro. Il corpo e' stato trovato
dai carabinieri in avanzatissimo stato di decomposizione. Gli
inquirenti non escludono che possa essere morto da un mese;
26 agosto 2006 4 barboni picchiati con bastoni e spranghe nel cortile della parrocchia Regina Pacis di Ostia
12 gennaio 2006 Dariusz
Polako Gryciuk 20.09.65, Polonia. Una lapide scritta a penna su un
cartoncino bianco e niente più. L'ennesimo barbone morto di freddo
nella capitale è stato trovato ieri mattina sul marciapiede di viale
dei Promontori, a Ostia. Scaricato a terra dopo esser stato trasportato
con una carriola dal folto della pineta.
31 dicembre 2005
Due persone sono state arrestate dai carabinieri con l'accusa di aver
picchiato e seviziato un disabile mentale di 39 anni, ad Ostia. La
mattina del 31 dicembre scorso la vittima fu aggredita e abbandonata
sul ciglio della strada dopo essere stata scaricata da un'auto.
4 dicembre 2005
Barbone polacco di 40 anni morto il 28 ottobre scorso nell'ospedale
Grassi di Ostia dopo essere stato dimenticato all'addiaccio per 17 ore
su una barella.
2004 Roma: Si
è svegliato avvolto dalle fiamme ma solo dopo più di un'ora, martoriato
dalle ustioni, ha avuto il coraggio di denunciare ciò che gli era
successo: qualcuno avrebbe tentato di dargli fuoco. E' successo la
scorsa notte a Ostia ai danni di un barbone, Yan M. di 48 anni, un
clandestino polacco che viveva in un'auto in via dei Pallottini.
14 dicembre 2003 Roma Ha 57 anni, è stato trovato stanotte sulla via Ostiense Rischia un occhio. I due aggressori l'hanno preso a sprangate;
Coordinamento Comitati Roma Nord
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