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tutti a vicenza "Ribellarsi è giusto" dai Centri Sociali del Nordest
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giovedì 15 febbraio 2007
"Ribellarsi è giusto"

Ci rivolgiamo ai compagni e alle compagne dei centri sociali, dell'
autorganizzazione sindacale, dei collettivi universitari e degli
studenti medi, a quelli che animano i media indipendenti di movimento,
a chi lotta per la casa e per il reddito.
Al nostro mondo di sempre, dunque.

Ci sta accadendo in questo tempo quello che accade a tutti voi quando
un movimento moltitudinario, trasversale, fatto di moltissime persone
che prima nemmeno si conoscevano e che oggi si appassionano, discutono,
lottano fianco a fianco come se fosse sempre stato così, ti attraversa.
Si, perché la differenza tra quelli come noi e come voi, e la politica
ufficiale, è in fondo questa: essere capaci di farsi attraversare,
passare dentro e cambiare dai movimenti come questo.
Attraversare queste esplosioni di sogni, di gioia e di rabbia, di
volti che finalmente sono vivi, è di sicuro un'esperienza importante
per chiunque voglia condividere un'idea, un progetto, perfino l'
indignazione. Ma essere capaci di farsi attraversare è una qualità che
non è da tutti.
Significa, come in Val di Susa, essere capaci di stare dentro, di
essere parte di un'onda, contribuendo a farla diventare gigantesca,
così che possa arrivare più in là possibile con la sua forza
straordinaria.
Siamo sicuri che questa attitudine a saper stare dentro ha a che fare
con il cuore: il cuore con cui si sfida il pensiero unico in quartieri
e città, anche quando l'onda non c'è. Il cuore che serve a reggere
anche quando abbiamo tutti contro. Il cuore che alla fine ci dice
sempre, specialmente nei momenti di confusione, cosa è giusto e cosa è
sbagliato.
E allora, ed è per questo che abbiamo deciso di scrivervi, perché non
dire che i centri sociali, i sindacati di base, le radio libere, sono
il cuore dei movimenti come quello che riempirà Vicenza il prossimo 17
febbraio?
Perché non dire che è grazie a questo cuore, che batte sempre anche
quando non si sente, che cose straordinarie come queste possono
accadere?
Essere il cuore non vuol dire essere la testa. Vuol dire camminare
nella moltitudine, respirare la sua energia e darne più che si può. La
testa decide cosa fare. Ed è una testa collettiva, fatta da signore di
cinquant'anni e da ragazzi di sedici che oggi ci chiamano a Vicenza,
per "resistere un minuto più di loro". Si sono dati una forma, quella
dell'Assemblea Permanente, che decide. E che il cuore riconosce perché
parte dello stesso corpo vivo. Essere capaci di stare dentro significa
di certo questo.
Ma anche capire l'importanza per noi tutti, per il nostro mondo che
crede nei movimenti nella loro radicale alterità e nella loro potenza
di cambiare le cose, che farsi attraversare non vuol dire né
nascondersi né mimetizzarsi.
Chi verrà a Vicenza con il solo problema di "cavalcare" l'onda, non di
esserla, non può capire. Ma noi tutti invece possiamo esserne il cuore,
vicino a quella testa collettiva che oggi ci chiama, nella lotta, a
sentirci parte di uno stesso corpo. Vi scriviamo per proporvi di
essere, tutti insieme, un grande cuore nella grande manifestazione del
17. Scegliere cioè di stare dietro l'Assemblea Permanente, che aprirà
il cammino, ma di far sentire forte il nostro battito che, al di là
delle mille differenze che abbiamo sempre avuto tra noi, oggi può
essere uno solo: quello di chi fa quello che fa perché nascano tante
Val di Susa, tante Vicenza.
Non occorre dire che ruolo abbiano, in questa grande mobilitazione
permanente, i Centri Sociali del Nordest. Si sa. Ma oggi ci sembra il
tempo di proporvi di costruire con noi, da qualsiasi parte voi veniate,
un grande spezzone che sia il cuore di quella piazza.
Metteremo a disposizione gli strumenti del comunicare per tutti.
Ci ritroveremo, e lo proponiamo a tutti voi, dietro ad una grande
bandiera, l'unica che vorremmo oltre a quelle del "No dal Molin", con
la scritta "Ribellarsi è giusto".
Noi saremo una parte, come ognuna delle realtà che vorrà condividere
questa scelta. E lo spazio che si creerà, visibile e potente dentro la
potenza di un nuovo movimento, potrà accogliere anche coloro che
vogliono disobbedire ai loro partiti come fanno in tanti ormai a
Vicenza perché ribellarsi, oltre che giusto, è sempre più necessario.


Centri Sociali del Nordest
Info www.globalproject.info
 
Da Empoli x Vicenza parte un pullman  alle 8:00 dalla stazione di empoli... ehi, il pullman è quello dell'intifada, non sbagliare!
ti puoi segnare anche scrivendo a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo o chiamando il 3381383792 o 0571931021
 
sepoltura feti
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giovedì 15 febbraio 2007
SEPOLTURA DEI FETI:

DIRITTO D'ABORTO SOTTO ATTACCO!

LA DIGNITA', LA LIBERTA' DI SCELTA, LA VITA STESSA DELLE DONNE E' SOTTO ATTACCO!

L' obbligo di sepoltura per gli embrioni e i feti provenienti dagli aborti, introdotto nel regolamento regionale lombardo in materia di attività funebri e cimiteriali, rappresenta l'ennesimo tassello nell'attacco al diritto d'aborto. Rappresenta un'ulteriore violenza, umiliazione ed intimidazione che le donne che decidono di abortire dovranno subire.

Con perfetto tempismo questo regolamento arriva alla vigilia di quella che gli integralisti cattolici celebrano come "giornata della vita". Esulta, infatti, il Movimento per la vita ambrosiano che, per bocca del suo presidente Sorbi, dice "Il feto grazie a questa legge viene considerato come una persona. Questo è il frutto della diffusione della cultura della vita in Lombardia." E, per chiudere il cerchio, in un convento di Bergamo è stata collocata, cioè, ripristinata la "ruota degli esposti"in versione moderna.

Ma che società è questa, che ha bisogno di ruote degli esposti, che considera le donne come delle incubatrici! Che, colpevolizzandole, le vuole rendere succubi!

Ma, soprattutto, questa vicenda ha messo definitivamente a nudo, il reale ruolo e la convergenza tra centrodestra e centrosinistra: infatti, il regolamento è stato votato all'unanimità!

Mette definitivamente a nudo come sia stata perdente, per le donne, l'uso strumentale del gruppo "originario" de Usciamo dal silenzio, della bella manifestazione del 14 gennaio 2006 che, già, aveva messo ben in evidenza l'impellenza e la necessità di una ripresa a tutto campo delle lotte delle donne a livello nazionale, per battersi contro una condizione che diventa sempre più insopportabile, soprattutto per le operaie, le lavoratrici, ma anche per le giovani.

Mette definitivamente a nudo come il "sapere" delle tecniche, se slegato da un reale percorso di lotta, si ritorce contro le donne stesse, come ben dimostrano le dichiarazioni di questi giorni della Kustermann.

Mette definitivamente a nudo come solo un reale, conseguente, movimento di lotta delle donne sia necessario per contrastare sul piano ideologico e pratico l'offensiva, in primis, contro il diritto d'aborto perché simbolicamente rappresenta il riconoscimento del diritto di scelta, di autodeterminazione delle donne in tema di maternità, ma che allude, allo stesso tempo al diritto di scelta, per le donne, in tutti i campi della loro vita. E' proprio questo fantasma che si vuole esorcizzare, in primis, attaccando il diritto d'aborto. Tanto è vero che non ha mai cessato di essere nell'agenda sia dei governi di centrodestra che di centro sinistra. Fino a ritrovarsi, oggi, un ministero per la famiglia!

Facciamo appello a quante con rabbia, determinazione sono scese in piazza il 14/1/2006 a riappropriarsi e riaffermare con forza di questo percorso: i fatti di questi giorni ne affermano l'urgenza e la necessità.

Agli obiettivi elettorali contrapponiamo gli obiettivi che, oggi, servono per battersi contro il Moderno Medioevo in cui vogliono ricacciarci: la cancellazione dell'articolo sulla sepoltura dei feti, il miglioramento della 194, eliminando l'obiezione di coscienza; l'introduzione in tutti gli ospedali della pillola RU486; l'abolizione della Legge 40 sulla procreazione assistita.

Agli obiettivi elettorali contrapponiamo l'8 marzo come giornata simbolo delle lotte delle donne per dire con più forza che il diritto d'aborto non si tocca, per dire no ad ogni forma di ingerenza clericale, ad ogni crociata ideologica, ad ogni provvedimento legislativo volto a cancellare i diritti che ci siamo conquistate con le lotte

Agli obiettivi elettorali contrapponiamo la furia e la ribellione delle donne!

Agli obiettivi elettorali contrapponiamo la lotta per affermare la politica, la pratica e l'ideologia che oggi servono.

Agli obiettivi elettorali contrapponiamo un movimento femminista proletario rivoluzionario!

Movimento femminista proletario rivoluzionario Milano

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cell: 333/9415168
 
Su Basi USA e guerra in Afghanistan
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martedì 13 febbraio 2007
Cari compagni,

ecco l'ordine del giorno che ho intenzione di presentare come primo
firmatario:


ORDINE DEL GIORNO su basi Usa in Italia e guerra in Afghanistan

Riteniamo inaccetabile il permanere di basi americane sul territorio
italiano.

Il nostro paese deve cessare di essere una colonia USA e cominciare a
rivendicare piena autonomia territoriale e politica.

I territori dove sorgono le basi USA vengano restituiti al più presto alle
popolazioni locali ed impiegati per ricomporre i tessuti sociali alla base
di quelle comunità ed a educare i cittadini ad una grammatica della pace.

Lo status di cui godono le basi Usa in Italia è davvero interessante. Una
leggenda circola da anni negli ambienti politici e economici : gli americani
saranno anche ingombranti però pagano l'affitto delle basi allo Stato
italiano. Falso. Completamente.

La verità è contenuta nell'ultimo rapporto ufficiale reso noto dal
Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Nella scheda che ci riguarda:
vi si legge che il contributo annuale versato dall'Italia agli Usa per le
"spese di stazionamento" delle forze armate americane è pari a 366 milioni
di dollari. Vi sono poi tutta una serie di agevolazioni che l'Italia concede
all'alleato: si tratta di «affitti gratuiti, riduzioni fiscali varie e costi
dei servizi ridotti». Ciò che i lavoratori e i cittadini domandano da anni a
Roma senza ottenerlo, gli Usa lo incassano in silenzio già da molti anni.
Leggi tutto...
 
ANFETAMINE AI BAMBINI: STUPEFACENTE, VERO?
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martedì 06 febbraio 2007
ANFETAMINE AI BAMBINI: STUPEFACENTE, VERO?

Il Ritalin sta per arrivare nelle farmacie italiane e molti genitori si stanno già preoccupando. Il principio attivo, infatti, il metilfenidato, è un'anfetamina e nell'aprile del 2006 è stato inserito dal Ministero della Salute e della Giustizia nelle tabelle 1 e 2 delle sostanze stupefacenti, assieme alla cocaina, la mescalina, il metadone, la morfina, l'oppio e l'eroina.
Come si può dare una sostanza stimolante, dagli effetti simili a quelli delle droghe pesanti, a un bambino?
In base alle norme vigenti (legge Fini-Giovanardi) possedere più di 180 mg. di Metilfenidato è reato punibile con la reclusione e sanzioni pesanti. Vogliamo ripetere quello che sta accadendo in molte scuole americane, dove le pastiglie sono frantumate dai ragazzi e aspirate col naso?
Sembra di sì, dato che il “farmaco” è appena stato registrato presso l’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, che però si pronuncerà in via definitiva soltanto alla fine di febbraio.
Intanto aspettiamo. Ignari di quello che sta per accadere, verso una campagna farmacologica che si preannuncia di dimensioni enormi. Si tratta di un pubblico potenziale di 800 mila bambini! Sono i cosìdetti bambini iperattivi (ADHD), quelli un po' più vivaci, per intenderci (di certo non malati).
Ma è già tutto pronto, ed hanno pensato proprio a tutto! Persino a un registro nazionale, dove saranno inseriti tutti i dati dei bambini sotto trattamento. In ogni momento si potrà sapere chi e quanti sono in “cura”. Una vera e propria schedatura!
Per non parlare degli effetti collaterali dello psicofarmaco. Per citarne alcuni: tachicardia, ipertensione, perdita dell'appetito, visione confusa, midriasi, nausea, vomito, dolore addominale, contrazioni muscolari, insonnia, confusione, cefalea, nervosismo, euforia, aumento della frequenza respiratoria etc. etc.
Secondo uno studio dell'Università del Texas del 2005 si aggiungerebbe un rischio di cancerosità; sono inoltre noti i casi di morte improvvisa.
Come tutte le droghe, infine, il Ritalin provoca assuefazione e dipendenza.

Davis Fiore
 
I danni della psichiatria infantile
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venerdì 02 febbraio 2007
Egregio Direttore,
ho letto in questi giorni con  molto interesse su di un quotidiano nazionale (Metro, 17/01/07, pagina 19) l’articolo del Dottor Marco Lombardozzi, dal titolo: “Sedativi ai bimbi? Meglio l’amore”. Ad un certo punto egli afferma quanto segue:”…un bambino può essere distratto, disattento, iperattivo, per un numero illimitato di motivi, e non per questo ciò è patologico, o non per questo il bambino è malato psichiatrico, ci dobbiamo sempre domandare perché quel bambino si comporta così invece di incollare sulla sua fronte, immediatamente, l’etichetta di malato, e da qui allo psicofarmaco il passo è brevissimo”.
E’ proprio così!  Condivido pienamente le considerazioni del medico. Purtroppo quello che si sta verificando nelle nostre scuole italiane di ogni ordine e grado è il ricorso indiscriminato a Progetti psichiatrici, gestiti da psicologhe, psicopedagogiste, logopediste e neuropsichiatri infantili; questi Progetti vengono presentati ai genitori nelle assemblee di classe come “la panacea”, cioè come Progetti aventi lo scopo di monitorare, prevenire, diagnosticare ed infine intervenire sui “disturbi dell’apprendimento”.
Ma quello che in realtà invece succede è il fatto che i bambini vengono sottoposti a questionari d’indagine, a test, a uno screening di massa, come se lo Stato decidesse dall’oggi al domani che tutti i cittadini italiani devono fare un esame del sangue per stabilire la presenza o meno di una malattia, PERO’ una reale malattia fisica! Qui ci troveremmo di fronte ad un regime totalitario: lo Stato non può farlo.
Come mai nelle scuole invece questo sta succedendo?
Questi test non sono supportati da nessuna base scientifica, ma  ruotano intorno unicamente ad un punteggio, ad un criterio unicamente soggettivo, che stabilirà se un bambino è affetto da ADHD (“sindrome” ancora tutta da chiarire e che sta dividendo la comunità scientifica), da disturbo della matematica, del linguaggio o quant’altro, con la grave conseguenza che oggi in Italia ci sono già circa 34 mila bambini affetti da nessuna "reale malattia", ma che sono in cura psico-farmacologica nei Centri di Riferimento.
Queste sono alcune domande a cui le insegnanti di  scuola materna rispondono osservando il bambino di 5 anni: Segue abitualmente le istruzioni e le regole che gli vengono date? Si adegua facilmente alle nuove situazioni? Ha una buona coordinazione generale dei movimenti? Capisce il significato delle parole che l’insegnante usa? Riesce a imparare brevi filastrocche a memoria?... .
Leggi tutto...
 
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