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ANTIDEPRESSIVI AD ALTO RISCHIO, LE AGENZIE DEL FARMACO CONFERMANO: POSSONO PORTARE AL SUICIDIO
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lunedì 26 febbraio 2007
ANTIDEPRESSIVI AD ALTO RISCHIO, LE AGENZIE DEL FARMACO CONFERMANO: POSSONO PORTARE AL SUICIDIO

Non ha tregua il dibattito sui legami tra antidepressivi e suicidio. A poche settimane dall'annuncio della pillola Pristiq, la questione si riaccende. Il nuovo psicofarmaco della Wyeth Pharmaceuticals, infatti, sembra essere correlato al rischio di suicidio.
I warnings sulle confezioni di psicofarmaci sono aumentati drasticamente negli ultimi anni. Le prime etichette nere, o Black-box, riguardo il possibile peggioramento dell'ideazione suicidaria, sono apparse sui più comuni antidepressivi già nel marzo 2004 (Prozac e Zoloft). Nel febbraio 2005, l'FDA ha esteso gli avvertimenti a tutti gli antidepressivi, dopo che studi monitorati col placebo hanno dimostrato un'incidenza raddoppiata del rischio di suicidio. Lo scorso dicembre il comitato consultivo dell'FDA ha infine raccomandato ulteriori avvertimenti sui pericoli, non solo in età pediatrica, ma anche tra i 18 e i 24 anni.
Indicazioni simili sono state proposte in Giappone, Australia e Canada, e non è da meno l'Europa. Nell'aprile del 2005 l'EMEA è giunta alle stesse identiche conclusioni, raccomandando di riportare sui foglietti illustrativi rischi di suicidio e aggressività. Tra i principi attivi imputati e commercializzati in Italia, ricordiamo: citalopram, duloxetina, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, mianserina, mirtazapina, paroxetina, reboxetina, sertralina e venlafaxina.
Sui legami tra tendenze suicide e antidepressivi non ci sono più dubbi, quindi. Non solo sono confermati dalle principali agenzie del farmaco del mondo, ma ci sono centinaia di studi clinici che ne confermano l'esistenza.
Il Comitato dell'FDA ha recentemente preso in esame ben 372 studi, in cui popolazione coinvolta raggiungeva quasi 100.000 pazienti. Da ogni angolo del globo i dati sono continuamente confermati; secondo un recente studio svolto in Finlandia dall'Università di Kuopio su 15390 pazienti, il rischio maggiore sembra essere associato alla Venlafaxina (Efexor/Effexor).
Nonostante la consistente mole di studi e di avvertimenti gli antidepressivi continuano ad essere prescritti non solo alla popolazione adulta, ma anche ai bambini, basandosi spesso su semplici test soggettivi, mentre il famigerato Ritalin sta ormai bussando alle porte.

Davis Fiore
 
Il governo si schianta su Vicenza, le basi militari, la guerra
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venerdì 23 febbraio 2007
Comunicato-stampa


Il governo si schianta su Vicenza, le basi militari, la guerra



Il governo Prodi si è schiantato contro quello che, da sempre, è lo scoglio più pericoloso per un governo: la GUERRA, l'ostacolo che storicamente ha provocato un'infinità di rotture e tracolli nelle Internazionali, nei partiti e nei sindacati legati al movimento operaio. Fin dall'inizio, e in spregio al movimento contro la guerra - che tanto aveva contribuito alla vittoria del centrosinistra - e alla maggioranza degli italiani/e ostili alla guerra, il governo Prodi si è caratterizzato per un bellicismo masochista: esaltazione del ruolo militare italiano (il vanto di un esercito "sesto del mondo come impegno all'estero"), difesa del valore "unificante" della parata del 2 giugno, ritiro dall'Iraq - già concordato tra Bush e Berlusconi - ma solo in cambio di un maggior impegno in Afghanistan, rilancio del protagonismo italico con l'intervento in Libano (promosso per potenziare gli interessi del capitalismo italiano nell'intero Medio Oriente), estensione delle basi Nato (Vicenza in primis), aumento vistoso delle spese militari.

Neanche la straordinaria manifestazione di Vicenza è servita da insegnamento: anzi con estrema arroganza Prodi ha cancellato la volontà popolare, affermando: "Non sarà una manifestazione a cambiare i programmi del governo". Ancora ieri l'ultimo sondaggio confermava che oltre il 55% di italiani vuole il ritiro immediato (solo il 32% per restare) dall'Afghanistan: e invece D'Alema oggi ha ignorato tale volontà, ribadendo il suo "Tutti a Kabul".

Il linciaggio che la nomenklatura governativa sta ora operando nei confronti di due dei senatori che coerentemente si sono rifiutati di votare una politica di guerra, e cioè Rossi e Turigliatto, è vergognoso. I due senatori, ai quali va tutta la nostra solidarietà, hanno rappresentato fedelmente la volontà popolare dei vicentini ostili alla nuova base Usa e quella della maggioranza degli italiani, contrari ad ogni guerra. E' il governo ad aver tradito il mandato ricevuto nelle urne, nonché principi storici a cui, fino a ieri, si rifaceva buona parte dei suoi partiti.

Non abbiamo mai avuto "governi amici": e dunque, non festeggiamo né piangiamo per un eventuale caduta di Prodi o per un avvicendamento di ministri e sottosegretari, divisi solo dalla competizione per il potere. Ma ci sembra positivo che le politiche belliciste siano state messe in crisi dal poderoso movimento no-war vicentino e italiano. Che valga di lezione per chiunque debba prendere decisioni di governo nelle prossime settimane: via dall'Afghanistan e da tutti i fronti di guerra, chiusura di tutte le basi Usa e Nato, no alle spese militari.



Confederazione COBAS
 
comunicato mPCL - In 200.000 contro il governo Prodi e contro il regime bipolare
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lunedì 19 febbraio 2007
In 200.000 contro il governo Prodi e contro il regime bipolare

Fallito miseramente il tentativo di terrorizzare e ridurre al silenzio la grande mobilitazione popolare contro la nuova base USA.


Per una settimana esponenti politici di centrosinistra e di centrodestra si sono adoperati assieme nel tentativo di far fallire la manifestazione di Vicenza e di terrorizzare quanti avevano deciso di parteciparvi.

Giornalisti prezzolati e privi di qualsiasi dignità professionale si sono assunti il compito di spacciare come verità le veline del regime bipolare descrivendo una città in stato d'assedio e abbandonata dagli abitanti e pronosticando incidenti, scontri e violenze.

Oggi dopo la grande manifestazione pacifica e di massa, minimizzano tutti: "a Vicenza non è successo niente".
Anche questa è una velina del regime bipolare!

A Vicenza invece è successa una cosa importantissima: 200.000 persone hanno dimostrato di non credere più alle menzogne del centrosinistra, del centro destra e dei loro giornalisti prezzolati.

200.000 persone hanno manifestato contro la nuova base USA e contro il governo Prodi che in perfetta continuità con il precedente governo Berlusconi ha deciso di costruire la nuova base militare.

200.000 persone hanno dimostrato di non aver paura delle minacce di questo regime guerrafondaio che taglia pensioni e salari a favore delle spese militari e delle missioni internazionali di guerra.

200.000 persone hanno ritirato la delega ad un governo che si diceva "amico" dei movimenti e che invece si è dimostrato, come il precedente governo Berlusconi, amico solo degli industriali e dei banchieri, dei loro interessi e delle loro guerre per la conquista dei mercati!

No alle basi, via dalle imprese di guerra, abbattiamo le spese militari per investire in salari, pensioni, sanità e scuola!

Contro le basi militari e la guerra
Per una sinistra d’opposizione che lotti per un’alternativa vera.
COSTRUIAMO ASSIEME IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori
coordinamento veneto
 
NO AL RADDOPPIO DELLA BASE USA DI VICENZA! VIA LE TRUPPE ITALIANE DA TUTTE LE MISSIONI ALL'ESTERO!
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lunedì 19 febbraio 2007
NO AL RADDOPPIO DELLA BASE USA DI VICENZA! VIA LE TRUPPE ITALIANE DA TUTTE
LE MISSIONI ALL'ESTERO!


Il governo Prodi, in perfetta continuità con il precedente governo
Berlusconi, ha deciso che la nuova base Usa di Vicenza si farà. Questa nuova
base militare, affiancandosi a quella già esistente (Camp Ederle) e
inglobando l'aeroporto Dal Molin, darà vita ad uno degli avamposti di guerra
Usa più imponenti, per dimensioni e capacità offensive, tra quelli collocati
sul continente europeo. Si tratterà di una base centrale per la proiezione
militare statunitense, che servirà a moltiplicare le aggressioni già in
corso, principalmente in Medio Oriente. La città di Vicenza ospita numerose
altre strutture militari sia italiane che statunitensi, ed è anche la sede
della Gendarmeria europea (Eurogendfor), un nuovo corpo militare dell'Unione
europea, nato per essere impiegato in missioni militari all'estero. Anche la
base dell'Eurogendfor, attualmente ubicata nella caserma "Chinotto", è il
frutto della solita continuità di governo tra centrodestra e centrosinistra.

Con tale affollamento di presenze militari, il territorio di Vicenza sembra
rispecchiare con precisione la duplice strategia adottata finora dalla
borghesia italiana, e cioè: da un lato, proseguire la relazione di
cooperazione con gli Usa, puntando ad appoggiarsi sulla proiezione militare
della superpotenza nordamericana per "farsi spazio" in specifici contesti
internazionali (è il caso dell'occupazione dell'Iraq, della concessione del
Dal Molin, ecc.); dall'altro, contribuire alla costruzione delle capacità
militari ed all'aumento di capacità egemonica del polo imperialista europeo,
ritagliandosi al suo interno un ruolo sempre più significativo, anche
attraverso interventi militari concertati tra le potenze e la valorizzazione
della presenza italiana nei più importanti ambiti multilaterali: Nato, Onu,
ecc. (è il caso di strutture come l'Eurogendfor, della missione militare in
Libano, ecc.). I due aspetti - per il momento complementari - di questa
strategia, corrispondono perfettamente agli interessi (di rapina e
sfruttamento) dell'imperialismo italiano.

Se quindi il governo Prodi ha concesso l'allargamento della base
statunitense all'aeroporto Dal Molin, lo ha fatto nel contesto di una
strategia di alleanza e collaborazione militare con gli Usa che, per il
momento, continua ad essere attivamente perseguita e ricercata dalla
borghesia imperialista italiana. Tra l'altro, visto che la nuova base
ospiterà corpi speciali statunitensi attualmente impegnati a massacrare il
popolo iracheno, la concessione del "raddoppio al Dal Molin" permetterà al
governo Prodi di continuare a rivendicare un "contributo logistico" dell'Italia
nell'occupazione militare dell'Iraq. Nulla di più sbagliato, dunque, che
descrivere la decisione del governo italiano come l'"ennesimo" esempio di
"sottomissione", "servilismo", "vassallaggio", ecc., nei confronti degli
Stati Uniti o come l'"ennesima" dimostrazione del fatto che l'Italia sarebbe
una "colonia" degli Usa. Chi usa tali espressioni, oltre a compiere un grave
errore analitico, non fa che accodarsi all'ala "sinistra" della stessa
compagine governativa, che si sgola per sostenere che l'unica responsabilità
attribuibile al governo Prodi sarebbe quella di aver accettato l'"ennesima
imposizione americana"!


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tutti a vicenza "Ribellarsi è giusto" dai Centri Sociali del Nordest
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giovedì 15 febbraio 2007
"Ribellarsi è giusto"

Ci rivolgiamo ai compagni e alle compagne dei centri sociali, dell'
autorganizzazione sindacale, dei collettivi universitari e degli
studenti medi, a quelli che animano i media indipendenti di movimento,
a chi lotta per la casa e per il reddito.
Al nostro mondo di sempre, dunque.

Ci sta accadendo in questo tempo quello che accade a tutti voi quando
un movimento moltitudinario, trasversale, fatto di moltissime persone
che prima nemmeno si conoscevano e che oggi si appassionano, discutono,
lottano fianco a fianco come se fosse sempre stato così, ti attraversa.
Si, perché la differenza tra quelli come noi e come voi, e la politica
ufficiale, è in fondo questa: essere capaci di farsi attraversare,
passare dentro e cambiare dai movimenti come questo.
Attraversare queste esplosioni di sogni, di gioia e di rabbia, di
volti che finalmente sono vivi, è di sicuro un'esperienza importante
per chiunque voglia condividere un'idea, un progetto, perfino l'
indignazione. Ma essere capaci di farsi attraversare è una qualità che
non è da tutti.
Significa, come in Val di Susa, essere capaci di stare dentro, di
essere parte di un'onda, contribuendo a farla diventare gigantesca,
così che possa arrivare più in là possibile con la sua forza
straordinaria.
Siamo sicuri che questa attitudine a saper stare dentro ha a che fare
con il cuore: il cuore con cui si sfida il pensiero unico in quartieri
e città, anche quando l'onda non c'è. Il cuore che serve a reggere
anche quando abbiamo tutti contro. Il cuore che alla fine ci dice
sempre, specialmente nei momenti di confusione, cosa è giusto e cosa è
sbagliato.
E allora, ed è per questo che abbiamo deciso di scrivervi, perché non
dire che i centri sociali, i sindacati di base, le radio libere, sono
il cuore dei movimenti come quello che riempirà Vicenza il prossimo 17
febbraio?
Perché non dire che è grazie a questo cuore, che batte sempre anche
quando non si sente, che cose straordinarie come queste possono
accadere?
Essere il cuore non vuol dire essere la testa. Vuol dire camminare
nella moltitudine, respirare la sua energia e darne più che si può. La
testa decide cosa fare. Ed è una testa collettiva, fatta da signore di
cinquant'anni e da ragazzi di sedici che oggi ci chiamano a Vicenza,
per "resistere un minuto più di loro". Si sono dati una forma, quella
dell'Assemblea Permanente, che decide. E che il cuore riconosce perché
parte dello stesso corpo vivo. Essere capaci di stare dentro significa
di certo questo.
Ma anche capire l'importanza per noi tutti, per il nostro mondo che
crede nei movimenti nella loro radicale alterità e nella loro potenza
di cambiare le cose, che farsi attraversare non vuol dire né
nascondersi né mimetizzarsi.
Chi verrà a Vicenza con il solo problema di "cavalcare" l'onda, non di
esserla, non può capire. Ma noi tutti invece possiamo esserne il cuore,
vicino a quella testa collettiva che oggi ci chiama, nella lotta, a
sentirci parte di uno stesso corpo. Vi scriviamo per proporvi di
essere, tutti insieme, un grande cuore nella grande manifestazione del
17. Scegliere cioè di stare dietro l'Assemblea Permanente, che aprirà
il cammino, ma di far sentire forte il nostro battito che, al di là
delle mille differenze che abbiamo sempre avuto tra noi, oggi può
essere uno solo: quello di chi fa quello che fa perché nascano tante
Val di Susa, tante Vicenza.
Non occorre dire che ruolo abbiano, in questa grande mobilitazione
permanente, i Centri Sociali del Nordest. Si sa. Ma oggi ci sembra il
tempo di proporvi di costruire con noi, da qualsiasi parte voi veniate,
un grande spezzone che sia il cuore di quella piazza.
Metteremo a disposizione gli strumenti del comunicare per tutti.
Ci ritroveremo, e lo proponiamo a tutti voi, dietro ad una grande
bandiera, l'unica che vorremmo oltre a quelle del "No dal Molin", con
la scritta "Ribellarsi è giusto".
Noi saremo una parte, come ognuna delle realtà che vorrà condividere
questa scelta. E lo spazio che si creerà, visibile e potente dentro la
potenza di un nuovo movimento, potrà accogliere anche coloro che
vogliono disobbedire ai loro partiti come fanno in tanti ormai a
Vicenza perché ribellarsi, oltre che giusto, è sempre più necessario.


Centri Sociali del Nordest
Info www.globalproject.info
 
Da Empoli x Vicenza parte un pullman  alle 8:00 dalla stazione di empoli... ehi, il pullman è quello dell'intifada, non sbagliare!
ti puoi segnare anche scrivendo a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo o chiamando il 3381383792 o 0571931021
 
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