"Ribellarsi è
giusto"
Ci rivolgiamo ai compagni e alle compagne dei centri sociali,
dell'
autorganizzazione sindacale, dei collettivi universitari e
degli
studenti medi, a quelli che animano i media indipendenti di
movimento,
a chi lotta per la casa e per il reddito.
Al nostro mondo di
sempre, dunque.
Ci sta accadendo in questo tempo quello che accade a
tutti voi quando
un movimento moltitudinario, trasversale, fatto di
moltissime persone
che prima nemmeno si conoscevano e che oggi si
appassionano, discutono,
lottano fianco a fianco come se fosse sempre stato
così, ti attraversa.
Si, perché la differenza tra quelli come noi e come voi,
e la politica
ufficiale, è in fondo questa: essere capaci di farsi
attraversare,
passare dentro e cambiare dai movimenti come
questo.
Attraversare queste esplosioni di sogni, di gioia e di rabbia,
di
volti che finalmente sono vivi, è di sicuro un'esperienza
importante
per chiunque voglia condividere un'idea, un progetto, perfino
l'
indignazione. Ma essere capaci di farsi attraversare è una qualità
che
non è da tutti.
Significa, come in Val di Susa, essere capaci di stare
dentro, di
essere parte di un'onda, contribuendo a farla diventare
gigantesca,
così che possa arrivare più in là possibile con la sua
forza
straordinaria.
Siamo sicuri che questa attitudine a saper stare
dentro ha a che fare
con il cuore: il cuore con cui si sfida il pensiero
unico in quartieri
e città, anche quando l'onda non c'è. Il cuore che serve a
reggere
anche quando abbiamo tutti contro. Il cuore che alla fine ci
dice
sempre, specialmente nei momenti di confusione, cosa è giusto e cosa
è
sbagliato.
E allora, ed è per questo che abbiamo deciso di scrivervi,
perché non
dire che i centri sociali, i sindacati di base, le radio libere,
sono
il cuore dei movimenti come quello che riempirà Vicenza il prossimo
17
febbraio?
Perché non dire che è grazie a questo cuore, che batte sempre
anche
quando non si sente, che cose straordinarie come queste
possono
accadere?
Essere il cuore non vuol dire essere la testa. Vuol dire
camminare
nella moltitudine, respirare la sua energia e darne più che si può.
La
testa decide cosa fare. Ed è una testa collettiva, fatta da signore
di
cinquant'anni e da ragazzi di sedici che oggi ci chiamano a
Vicenza,
per "resistere un minuto più di loro". Si sono dati una forma,
quella
dell'Assemblea Permanente, che decide. E che il cuore riconosce
perché
parte dello stesso corpo vivo. Essere capaci di stare dentro
significa
di certo questo.
Ma anche capire l'importanza per noi tutti, per
il nostro mondo che
crede nei movimenti nella loro radicale alterità e nella
loro potenza
di cambiare le cose, che farsi attraversare non vuol dire
né
nascondersi né mimetizzarsi.
Chi verrà a Vicenza con il solo problema
di "cavalcare" l'onda, non di
esserla, non può capire. Ma noi tutti invece
possiamo esserne il cuore,
vicino a quella testa collettiva che oggi ci
chiama, nella lotta, a
sentirci parte di uno stesso corpo. Vi scriviamo per
proporvi di
essere, tutti insieme, un grande cuore nella grande
manifestazione del
17. Scegliere cioè di stare dietro l'Assemblea Permanente,
che aprirà
il cammino, ma di far sentire forte il nostro battito che, al di
là
delle mille differenze che abbiamo sempre avuto tra noi, oggi
può
essere uno solo: quello di chi fa quello che fa perché nascano
tante
Val di Susa, tante Vicenza.
Non occorre dire che ruolo abbiano, in
questa grande mobilitazione
permanente, i Centri Sociali del Nordest. Si sa.
Ma oggi ci sembra il
tempo di proporvi di costruire con noi, da qualsiasi
parte voi veniate,
un grande spezzone che sia il cuore di quella
piazza.
Metteremo a disposizione gli strumenti del comunicare per
tutti.
Ci ritroveremo, e lo proponiamo a tutti voi, dietro ad una
grande
bandiera, l'unica che vorremmo oltre a quelle del "No dal Molin",
con
la scritta "Ribellarsi è giusto".
Noi saremo una parte, come ognuna
delle realtà che vorrà condividere
questa scelta. E lo spazio che si creerà,
visibile e potente dentro la
potenza di un nuovo movimento, potrà accogliere
anche coloro che
vogliono disobbedire ai loro partiti come fanno in tanti
ormai a
Vicenza perché ribellarsi, oltre che giusto, è sempre più
necessario.
Centri Sociali del Nordest
Info
www.globalproject.info