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RLS\Testo Unico\Morti sul lavoro: Una guerra a bassa intensità
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martedì 24 aprile 2007
Morti sul lavoro: Una guerra a bassa intensità

Nelle stesse ore in cui il Consiglio dei ministri approva lo schema di disegno di legge recante la delega al governo per l'emanazione di un Testo Unico per il riassetto normativo in tema di salute e sicurezza sul lavoro, a Genova perde la vita un portuale

Non capita spesso (e non sempre c'è di che compiacersene) che due accadimenti simultanei offrano una chiave di lettura illuminante su fatti o problemi di prima grandezza. E' quanto invece dobbiamo registrare oggi su un terreno - la sicurezza sul lavoro - che vede il nostro Paese segnato da una vera e propria "guerra a bassa intensità".

Da un lato, prendiamo favorevolmente atto della approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, dello schema di disegno di legge recante la delega al governo per l'emanazione di un Testo Unico per il riassetto normativo in tema di salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta di un passaggio importante e di notevole rilievo politico. Di un atto doveroso - aggiungiamo -, a fronte di cifre (mille morti e un milione di infortuni ogni anno) che, purtroppo, si commentano da sole. La seconda notizia è, appunto, l'ennesimo mortale incidente sul lavoro che è costato la vita ad un portuale di Genova che, a soli 34 anni, lascia la moglie e due figli. I due eventi, di segno opposto, rendono drammaticamente evidente l'urgenza che il paese "reale" (fatto di lavoratori in carne e ossa) si doti di efficaci strumenti di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Proprio perché ciò possa avvenire, è necessario però apportare al testo licenziato dal Consiglio dei Ministri notevoli e profonde integrazioni.
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mayday 007: contro il welfare dei miserabili per il diritto al reddito
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martedì 24 aprile 2007
MAYDAY 2007
 
CONTRO IL WELFARE DEI MISERABILI E DELLA CONCERTAZIONE
RILANCIAMO LE LOTTE SOCIALI PER IL DIRITTO AL REDDITO
 
Arriviamo alla Mayday 2007 con la consapevolezza diffusa che le iniziative di lotta di questi anni sono riuscite nel loro iniziale obiettivo di far emergere la questione della precarietà e del diritto al reddito.
 
L’emergenza precaria è diventata oggetto di programmi politici e di governo; oggetto di scontri, veri e simulati, tra maggioranza e opposizione, e nella stessa maggioranza di governo.
 
Superata rapidamente la fase delle “aspettative” sull’azione del Governo Prodi, ci troviamo oggi di fronte ad un generale peggioramento della “condizione precaria”: basti pensare ai soli provvedimenti della Finanziaria 2007, con riferimento ai provvedimenti di condono a favore dei padroni dei call center, l’aumento delle trattenute per i contratti di collaborazione, la sanatoria per il lavoro nero e irregolare, e altro ancora.
 
Nel frattempo continua la strage quotidiana degli “omicidi bianchi” sul lavoro, che vede gran parte dei precari e immigrati come carne da macello, vittime civili di una guerra alla conquista di sempre più alti profitti e di competitività.
 
Dopo neppure un anno dalle elezioni politiche, non solo non si parla più di abolizione delle norme contenute nella Legge 30, ma neppure del loro superamento, piuttosto si pone, da parte del Governo, l’obiettivo di completare la riforma del mercato del lavoro.
 
Riforma di un mercato del lavoro considerato inevitabilmente precario e immiserito come prerequisito alla competitività delle imprese.
 
Riforma da completare con un nuovi strumenti di welfare e ammortizzatori sociali: in questo senso viene spesa, dallo stesso governo e dai sindacati concertativi, la prospettiva dell’introduzione di forme di SUSSIDIO e di FLESSICUREZZA: come da modello danese, già in crisi in patria ma tanto caro all’ex ministro Treu e all’attuale Ministro Damiano, modello che eleva la precarietà a sistema generale, con libertà assoluta di licenziamento e ammortizzatori sociali fortemente condizionati.
 
Sussidi sociali sono intesi come ammortizzatori, complementari ed incentivanti all’occupazione instabile, ricattata e sottopagata, precaria e sottomessa: una riforma del lavoro dove si continua ad aziendalizzare il tempo di vita e si socializzano (a carico del welfare) i costi della precarietà e della miseria salariale; chiedendo ed argomentando un ulteriore taglio alla previdenza sociale e alle pensioni.
 
Si apre una fase nuova ed importante per tutte le realtà che si misurano nelle lotte dei precari e per il reddito sociale: impedire che nei tavoli della rinnovata concertazione tra Governo, sindacati concertativi e padronato si consumi indisturbato il dirottamento delle rivendicazioni sul diritto alla continuità di reddito da strumento di ricomposizione sociale e di liberazione dal ricatto dello sfruttamento, a strumento di incentivo e sostegno ai processi di precarizzazione, strumento di ricatto sui precari e di immiserimento ulteriore dello stato sociale.
 
Su questi temi daremo il nostro contributo e la nostra partecipazione alle MayDay 2007, da Milano a Napoli, e su questi temi crediamo si possa sviluppare, sulla base di continua mobilitazione a livello nazionale e territoriale, una contrattazione sociale nazionale con il governo Prodi sulla questione del reddito, diretto ed indiretto.
 
Roma 17 Aprile 2007
 
RETE PER IL REDDITO SOCIALE E I DIRITTI
 
"memorandum" del pubblico impiego e rinnnovo dei contratti
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martedì 17 aprile 2007
Il giorno 6 aprile 2007, con circa un anno e mezzo di ritardo, si è conclusa con una pre-intesa generale (e non con la stipula dei singoli contratti di comparto) la prima fase del percorso relativo ai rinnovi contrattuali del pubblico impiego per il periodo 2006-2009 (rinnovo quadriennale per la parte normativa e rinnovo biennale per la parte economica 2006-2007).
E’ stato inoltre definitivamente sottoscritto da CGIL-CISL-UIL-Sindacati Autonomi il ‘Memorandum’ del pubblico impiego che condizionerà in modo gravemente peggiorativo tutti i rinnovi contrattuali dei singoli comparti.
Il rinnovo del contratto del pubblico impiego (parte economica 2006-2007) é inadeguato ed insufficiente.
Gli aumenti decorreranno dal 1° gennaio 2007 (101 euro lordi) e saranno mediamente di 65-70 euro mensili netti a seconda della categoria di appartenenza.
Per il 2006 anziché prevedere un aumento salariale viene riscoperta ed applicata l’indennità di vacanza contrattuale. Tale indennità era stata introdotta nel 1993 ( e mai integralmente applicata) per supplire ai ritardi dei rinnovi contrattuali e non per escludere gli adeguamenti salariali contrattuali. L’applicazione di questo istituto produrrà un aumento medio sul tabellare di circa lo 0,76%! (circa il 2% in meno dell’inflazione reale).
L’ulteriore beffa consiste nel fatto che questi aumenti saranno finanziati con la manovra economica del 2008 (legge finanziaria), poiché i fondi stanziati dalla legge finanziaria per il 2007 sono risultati insufficienti. Di conseguenza, nelle migliori delle ipotesi, questi ridicoli adeguamenti contrattuali saranno in busta paga non prima della fine di questo anno, molto più probabilmente all’inizio del 2008 con ben due anni di ritardo dalla loro formale scadenza.
Il cosiddetto “tesoretto” non sarà utilizzato per i lavoratori del pubblico impiego, perché sarà destinato ad altri capitoli del bilancio statale.

Il 6 aprile 2007 è stato anche definitivamente firmato il ‘Memorandum’.
E’ di fatto una CONTRORIFORMA sostenuta e sottoscritta da CGIL-CISL-UIL-Sindacati Autonomi e costituisce lo strumento attraverso cui devastare e privatizzare la pubblica amministrazione e colpire i lavoratori sia sul piano salariale che sul piano delle libertà sindacali e personali.
Vediamo di sintetizzare gli elementi principali e più gravi contenuti in questo testo:
a) Viene destrutturato l’impianto contrattuale, prevedendo un radicale ridimensionamento del peso e dell’autonomia della contrattazione integrativa ( art. 6, ultimo comma), la quale “dovrà essere svolta sulle materie e sulle modalità definite dai contratti nazionali…”. Inoltre “le risorse finanziarie saranno individuate dai contratti collettivi…” vale a dire che i singoli enti saranno vincolati da scelte che prescinderanno dalla loro reale “capacità economica”.
b) Vengono dati ancora più poteri alla dirigenza, la quale di fatto diverrà il soggetto che realizzerà la controriforma della pubblica amministrazione, basata su criteri aziendalisti e privatistici e tutta rivolta a realizzare “ …l’obiettivo di accrescere la produttività del sistema paese…” (art. 2) e a subordinare la condizione salariale e normativa del personale alla misurazione dei risultati con criteri prevalentemente arbitrari e soggettivi. In sostanza ci si ispira ad una concezione di produttività di fabbrica analoga al vecchio cottimo.
c) Formazione e percorsi professionali (art. 7, c. 6 e 7). Con il ‘Memorandum’ la formazione diviene ufficialmente strumento di “indottrinamento” per tutto il personale e sarà funzionale al progetto di destrutturazione e privatizzazione della pubblica amministrazione. Non sarà più utile alla progressione di carriera (art. 7, c. 7) perché questa dipenderà sempre più dal “rapporto fiduciario e subordinato” e al “placet” della dirigenza superiore.
L’art. 7 bis del ‘Memorandum’ recita: “Il percorso professionale dovrà dipendere in modo più significativo dai risultati conseguiti ed opportunamente valutati…”, ovviamente dal dirigente e senza alcun controllo.
d) Esodi (art. 7bis, c. 9): con un preziosismo linguistico vengono così definiti i futuri licenziamenti. Quando “…verrà accertato esubero di personale non ricollocabile con processi di mobilità…” sono previste forme incentivate di uscita non meglio specificate; in alternativa saranno previste vere e proprie forme di trasferimento forzato in altre amministrazioni o regioni del paese.
e) La contrattazione integrativa non sarà più dinamica, ma sostanzialmente applicativa dei contratti nazionali, i quali, a loro volta, sono generalmente la fotocopia delle politiche economiche restrittive dei governi, che rappresentano sempre gli interessi dei poteri economici forti (confindustria e banche) i quali, a loro volta, sono anche i veri ispiratori delle politiche salariali e normative nella pubblica amministrazione.
In sintesi, in passato si cercava di recuperare l’insufficienza salariale attraverso la contrattazione decentrata ed integrativa; con l’applicazione del ‘Memorandum’ tutto ciò sarà vanificato.
In sostanza il ‘Memorandum’ si occupa e preoccupa genericamente di tutto all’infuori della grave e drammatica situazione salariale e normativa del personale; questi viene ignorato come ‘soggetto protagonista’ e implicitamente colpevolizzato in quanto unico responsabile dell’inadeguatezza della pubblica amministrazione. Si ignorano scientemente e colpevolmente le responsabilità dei partiti, dei politici e dei sindacati confederali nell’aver creato una situazione di sfascio nella pubblica amministrazione e tra i lavoratori del pubblico impiego.

Giorgio Riboldi - coordinatore A.L. Cobas-CUB Regione Lombardia
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web: http://alcobasregione.blogspot.com
 
ancora stragi di lavoratori
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lunedì 16 aprile 2007
S t r a g e    di    l a v o r a t o r i

6 morti in soli due giorni
da Genova a Messina lungo tutto il paese ci sono
“martiri che si sacrificano per noi”
dice Prodi finalmente! Chiarendo a tutti che “per noi” significa noi che
siamo al governo che rappresentiamo i padroni di questo paese e che
garantiamo i profitti di questi padroni a costo della vita e della salute
dei lavoratori e degli operai!
1300 morti all’anno e 1.300.000 infortuni per i quali non paga nessuno!
Questa è una strage premeditata della classe borghese contro la classe
operaia di cui si parla solo quando ci sono i morti!
Il presidente della Repubblica Napolitano dice che non ci sono più parole,
che è ora di agire e che hanno ragione quelli che dicono che da domani tutto
torna come prima! Viva la sincerità! Ma inutile sincerità per i morti!
I partiti di destra e di sinistra si dicono scandalizzati ma rassicurano che
stanno facendo qualcosa! Il governo, per bocca del ministro Damiano, ci
rassicura che sta arrivando una riforma. Non è con le riforme che si
eviteranno i morti sul lavoro!
I sindacati di Stato, Cgil Cisl Uil, con l’ipocrisia che oramai gli mangia
le ossa, parlano di  misure di sicurezza non applicate! e chi dovrebbe farle
applicare? Chi dovrebbe fermare la produzione? Se non i rappresentanti dei
lavoratori!!!
Ma questi signori, diventati padroni essi stessi perché investono in tutto
il mondo miliardi di euro, oramai da anni sul libro paga dei governi, non
possono disturbare la produzione! E per distrarre l’attenzione danno subito
la colpa al lavoro nero. Quello nero fa certo la sua parte, ma è quello
“bianco”, il lavoro “normale” che fa questi morti, e vedove e orfani!!! E
genitori senza più figli!!!
Questo sistema di produzione, il cui nome da quando è nato è capitalismo, e
nell’epoca in cui siamo, imperialismo, ha una sola “missione”: fare profitti
attraverso lo sfruttamento degli operai e attraverso le guerre. Altro che
salute e sicurezza!
Non si potrà “lavorare in pace” finché esisterà questo sistema. È necessario
abbatterlo!

proletari comunisti
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo   14/4/07
 
ADHD: dati-soldi-mercato
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venerdì 06 aprile 2007
Milano, 3/4/07

ADHD: i dati, i soldi, il mercato.
I dati.
L’ADHD esiste? Esiste cioè un’entità patologica specifica che corrisponde alla definizione che ne viene data?

La diagnosi si fonda solo sui test e sull’osservazione del comportamento del bambino.
I test per l’ADHD sono solo ed esclusivamente le solite domandine* (ripeto: solo ed esclusivamente le solite domandine - o loro varianti).

* per chiunque non ne fosse a conoscenza, riporto qui alcune delle domane (7 su 18) del test.
- “muove spesso le mani o i piedi o si agita sulla sedia?”
- “è distratto facilmente da stimoli esterni?”
- “spesso ha difficoltà a giocare quietamente?”
- “spesso chiacchiera troppo?”
- “spesso spiattella le risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?”
- “spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto?”
- “spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini?” .

I sostenitori della ADHD parlano di un “disturbo neurobiologico”.
Su quali basi fanno queste affermazioni? Quale è la specifica lesione anatomo patologica e quale è l’alterazione funzionale biologica specifica? Quali sono o sarebbero gli esami oggettivi che ne permettono la rilevazione con sufficiente sensibilità e soprattutto con assoluta specificità?

Nel caso poi vi sia una qualunque risposta a queste domande, ciò significherebbe che la diagnosi di ADHD è una vera diagnosi medica, non psichiatrica, bensì neurologica.

A chiarimento definitivo di ogni e qualsiasi dubbio, esiste un modo di togliersi d’impaccio: se l’ADHD è una malattia neurobiologica, allora si faccia diagnosi utilizzando quegli esami oggettivi (test di laboratorio, TAC, ecc.), che ne hanno dato la prova. Il resto sono chiacchiere.

L’obiezione: “Ma test di questo genere non esistono per nessuna malattia mentale!”, non dimostra nulla. Questo genere di argomentazione è sullo stesso piano logico che si verificherebbe quando, dopo un tumulto, uno degli arrestati, rispondendo alla domanda: “Perché hai dato fuoco ad un’auto?”, replicasse: “Perché lo facevano molti altri”.
Ultimo aggiornamento ( venerdì 06 aprile 2007 )
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